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Atlante: mito del titano, pilastro del cielo

Atlante. Un nome per tanti significati

Infatti con questo vocabolo si indica l’atlante, inteso come volume che raccoglie le carte geografiche, ma anche la prima vertebra cervicale della colonna, così come la catena montuosa che si estende nell’Africa nord – occidentale.

Perché tutti questi elementi prendono il medesimo nome? La spiegazione va ricercata, come accade spesso, nel mito

Figlio del titano Giapeto e di Climene, Atlante era anch’egli un titano e reggeva sulle sue spalle la volta celeste. Si trattava di una punizione inflittagli da Zeus, in quanto i titani avevano cercato di assediare e di impadronirsi dell’Olimpo.

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Si narra anche che una volta Eracle, dovendo assolvere alla sua undicesima fatica, si offrì di reggere la volta celeste al suo posto, se Atlante avesse raccolto per lui i pomi d’oro che crescevano nel giardino delle Esperidi; tuttavia il titano, una volta liberato, non aveva voglia di ritornare per l’eternità al suo ingrato compito, per cui Eracle dovette svincolarsi con uno stratagemma: chiese al titano di reggere solo un altro momento il mondo perché aveva bisogno di mettersi qualcosa sotto le ginocchia, dopodiché fuggì via. 

Secondo un’altra versione, Atlante fu pietrificato da Perseo che lo costrinse a guardare la testa di Medusa per punirlo del fatto che  non aveva voluto ospitarlo; così Atlante si trasformò nell’omonimo massiccio montuoso che di lui attualmente porta il nome. 

Come si può facilmente dedurre,  la prima vertebra cervicale si chiama così per similitudine, in virtù del fatto che regge il cranio, così come Atlante reggeva la volta celeste. Mentre il nome attribuito all’atlante geografico deriva dal fatto che l’immagine di questo titano era rappresentata sulla copertina della più famosa raccolta cartografica realizzata nel 1595 da Gerardo Mercatore e da allora ogni raccolta simile prese il nome da quell’immagine che era rimasta impressa nella memoria collettiva. 

Rosa Araneo per L’isola di Omero