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Dei mosaici emergono sotto alcuni vigneti nei pressi di Verona

27 maggio 2020 – Ci troviamo a Negrar, in Valpolicella nei pressi di Verona. Qui la Soprintendenza del capoluogo scaligero ha da poco effettuato degli scavi sotto alcuni vitigni.

Dai lavori, probabilmente avviati sotto la segnalazione dei proprietari del terreno, sono emersi mosaici in ottimo stato di conservazione risalenti al primo secolo dopo Cristo.

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

La coscienza che in quella zona vi potessero esser dei reperti è certificata sin dalla fine dell’Ottocento. Successivamente altri mosaici, ora conservati presso il Museo Archeologico al Teatro Romano, erano stati rinvenuti con una campagna scavi negli anni ’60.

Sotto i vigneti della Valpolicella emergono mosaici del primo ...
Lo scavo effettuato alla Soprintendenza.

Le autorità predisposte stanno effettuando tutte le analisi del caso, si attendono aggiornamenti in merito.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Romeo e Giulietta, il dipinto di Frank Dicksee: la passione trasformata in arte

Nel 1884 l’illustratore e pittore britannico Frank Dicksee diede vita ad un’opera che colpisce ancor oggi sensibilmente per la passione che attraversa i soggetti rappresentanti. La storia d’amore ritratta in questo dipinto, collocato al Southampton City Art Gallery, è quella di Romeo e Giulietta.

L’arte visiva, come in molti altri casi nella storia dell’arte, si fonde con la letteratura avendo dato vita alla narrazione sviluppata da William Shakespeare a fine ‘500. I due amanti vengono fotografati sulla tela con gli occhi chiusi per essere completamente persi nel momento del bacio.

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Romeo e Giulietta (1884), Frank Dicksee.

Il braccio di Giulietta afferra al collo il suo amante, anche se la mano dell’uomo cerca idealmente di contrapporsi. Nel dipinto è presente la frustrazione e la tragedia dell’intera opera letteraria. La passione è tale che Romeo non può nemmeno passare nella stanza prima di abbracciare la donna da lui amata. Rischiare TUTTO per amore è la massima espressione di devozione.

L’opera in questione risente fortemente dell’influenza romantica, tanto da richiamare immediatamente alla memoria capolavori come Il bacio di Hayez.

Dicksee condivideva alcuni tratti stilistici e tematici della confraternita preraffaellita, raffigurando l’amore tra Romeo e Giulietta in toni realistici ma che al tempo stesso contengono una sfumata cifra di incanto, il segno dell’idillio della loro passione e della loro innocenza, evocate anche cromaticamente dal colore d’abiti della coppia.

Frank Dicksee (1853-1928).

Le piante in primo piano vogliono probabilmente sottolineare la naturalezza con cui gli amanti si sono reciprocamente concessi. Nella sua magnificenza, il palazzo retrostante non incombe nè accoglie, ma si rivela in una dimensione sospesa che non è nessuna delle due cose ma allo stesso tempo rivela entrambe; mentre la città di Verona, che si lascia appena intravedere, è ancora solo un pallido e indegno sfondo che soltanto la passione dei due potrà redimere. La scena cerca di esprimere il senso più profondo dell’opera shakespeariana: superare gli ostacoli per amore, qualunque cosa accada.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Il racconto dell’ancella: l’oppressione femminile dalla letteratura alla serie tv

 Il racconto dell’ancella (The Handmaid’s Tale) è un romanzo distopico di Margaret Atwood, datato 1985. Negli ultimi anni la trama del racconto è stata riproposta nella serie tv omonima, in onda su Hulu Tv.

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Senza voler fare spoiler a chi non ha letto il libro o non ha visto la serie tv, tra le tematiche emergenti dalla trama, spicca quella della considerazione del ruolo della donna nella società.

Il contesto descritto dalla Atwood è assolutamente distante dalla realtà. L’ambientazione del racconto è quella di uno Stato occidentale che, in seguito all’avvento di un regime totalitario di matrice teocratica, è costretto a subire il dominio di una dittatura.

L’obiettivo principale dello Stato in questione è quello di risolvere il problema della denatalità, causata dai vari fenomeni legati al progresso umano e soprattutto da una guerra nucleare.

La soluzione utilizzata per risolvere questo problema è quella di destinare le donne che durante la vita precedente all’avvento dello Stato teocratico non avevano osservato i dettami della chiesa, dette ancelle (vestite di rosso), alla procreazione di figli per le coppie di coniugi benestanti in cui la donna non fosse fertile.

Come fare?

Con una cerimonia il marito fecondava l’ancella in presenza della moglie, posta dietro la serva. Per avere un’idea più precisa su come si svolgeva, clicca qui.

Ma la Atwood da dove ha preso spunto per ideare questa pratica agghiacciante da inserire nel proprio romanzo?

Semplice: da un passo della Bibbia

«Rachele, vedendo che non le era concesso di procreare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli, se no io muoio!». Giacobbe s’irritò contro Rachele e disse: «Tengo forse io il posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del grembo?». Allora essa rispose: «Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch’io una mia prole per mezzo di lei». Così essa gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei.»

(Genesi 30,1-4).

Considerazioni:

Il libro e la serie tv colpiscono per l’assurdità del contesto a cui fanno riferimento. L’aspetto che più inquieta è il fatto che l’autrice del romanzo abbia preso spunto da un passo della Bibbia per ideare una pratica così tragica come quella della cerimonia. Le ancelle, ovviamente, sono costrette a donarsi al marito della coppia di coniugi per non subire danni irreversibili al proprio corpo. A meno di comportamenti eccessivamente errati, essendo donne fertili, esse non verranno ammazzate, perché sarebbe uno spreco gettare al vento delle ovaie funzionanti.

Una trama coinvolgente, che fa riflettere proprio sul ruolo delle donne. Le stesse mogli non fertili sono poste su un livello assolutamente inferiore rispetto ai mariti. Non possono leggere, per non andare incontro alla pena di amputazione di un dito; non possono svolgere funzioni culturali, tanto meno lavorative. Esse devono pensare alla famiglia, a creare un clima cordiale dentro le quattro mura.

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Scena tratta dalla serie tv in cui il marito della coppia frusta la moglie, per punirla in seguito ad una violazione del regolamento dello Stato.

Oltre alle atrocità subite dalle ancelle, infatti, il romanzo si sofferma in alcuni tratti sulla momentanea sofferenza provata dalle mogli che vedono i mariti avere dei rapporti sessuali con un’altra donna. Insomma, sono sempre le donne a subire!

Cosimo Guarini per L’isola di Omero