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Venezia ospita “Building Bridges”, la nuova installazione di Lorenzo Quinn

L’artista Lorenzo Quinn ha arricchito Venezia con un’opera dal profondo significato, situata presso l’Arsenale Nord della città.

L’installazione è composta da sei gigantesche coppie di mani, alte ben 15 metri e lunghe 20.

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Vista angolata di Building Bridges (Lorenzo Quinn)

L’idea dell’artista è stata di promuovere la volontà e la necessità di superare qualsiasi forma di diversità presente in ogni ambito della vita: sia essa una differenza geografica, fisica, culturale o emotiva.

Si tratta di un messaggio profondo, che trova in un ”ponte artistico” lo strumento utile a collegare i pensieri, le anime e i cuori degli osservatori. Non a caso l’opera è stata chiamata Building Bridges (2019).

Un’altra opera di Lorenzo Quinn tratta dalla pagina Facebook ”L’isola di Omero

Non è la prima realizzazione di Quinn a Venezia. Nel 2017, infatti, egli ha
 aveva installato delle altre mani (nella foto sottostante) “ a sostegno” di un palazzo vicino alla Ca’ d’Oro, sul Canal Grande. In quel caso il senso del suo lavoro era votato a sottolineare il ruolo di Venezia come città d’arte eterna e al contempo fragile, tanto da aver bisogno del ”sostegno” di tutti, essendo minacciata dai cambiamenti climatici.

Lorenzo Quinn, “Support”

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La rubrica del Borgo. Chianalea: la piccola Venezia si trova in Calabria

Chianalea è un piccolo borgo di pescatori che fa parte del comune di Scilla, in provincia di Regio Calabria e in prossimità dello Stretto di Messina.

La leggenda afferma che in età omerica siano stati gli esuli troiani a costituire qui il primo nucleo abitato, dove grazie ai numerosi scogli era più facile la pratica della pesca.

Per il legame che Chianalea ha con il mare essa è definita la piccola Venezia.

Passeggiando tra le sue suggestive viuzze è facile incontrare pescatori che, sotto la propria abitazione, danno vita alle reti per la pesca. Del resto si dice che qui le case sono barche e le barche sono case.

Oltre agli splendidi scorci naturali sarà possibile ammirare il castello dei Ruffo. Si tratta di un edificio riadattato ad uso residenziale dal conte Paolo Ruffo, che nel 1532 subentrò nel feudo di Scilla. Esso si eleva sul mare a contatto con la storia del mito e diventa un tutt’uno con lo spettacolo della natura.

Il castello dei Ruffo

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La rubrica del Borgo. Montegridolfo, la storia e il fascino alle porte dell’Emilia Romagna

Montegridolfo è un comune italiano con poco più di 1.000 abitanti in provincia di Rimini in Emilia Romagna. Il suo territorio si trova in prossimità del confine con le Marche.

Immagine correlata
Ingresso del borgo

Il centro abitato è elevato a quasi 300 metri di altezza rispetto al livello del mare.

La sua storia parla di un borgo circondato da delle mura su cui da un lato si erge una torre che aveva il compito di attrezzarlo difensivamente.

Infatti, Montegridolfo nel corso dei secoli si è sempre trovato in mezzo agli interessi del Ducato di Montefeltro e di quello dei Malatesta per via della sua posizione di confine.

Nel 1500 passò sotto il controllo di Cesare Borgia, per poi tornare ai Malatesta che lo vendettero a Venezia. Successivamente diventò proprietà dello Stato Pontificio.

Cosa vedere a Montegridolfo?

  • La chiesa di San Rocco è situata appena fuori dalle mura. Vi si possono ammirare tre dipinti della Madonna con Bambino con i santi Rocco e Sebastiano eseguiti in epoche differenti.
  • Il Museo della Linea dei Goti, in cui sono esposte armi e cimeli vari degli eserciti contrapposti durante la Seconda Guerra Mondiale.
  • Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, situato a Trebbio (frazione di Montegridolfo). Un noto luogo di culto dove si può visionare un quadro di Pompeo Morganti da Fano, realizzato nel 1549, raffigurante l’apparizione della Madonna.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Carnevale di Venezia 2019. Arriva l’atteso evento: il ”Ballo del Doge”

Il Carnevale Veneziano durerà dal 16 febbraio al 5 marzo 2019. Sono previsti 150 eventi con circa 300 artisti impegnati nell’intento di allietare il pubblico.


Le grandi sfilate partiranno e si concluderanno da Piazza San Marco. Esse andranno avanti praticamente ogni giorno fino alla fine del Carnevale.

Tra tutti gli eventi spicca quello intitolato Ballo del Doge, che si terrà il 2 marzo presso il settecentesco Palazzo Pisani Moretta. Sarà dedicato ai temi del Sogno, della Follia e del Peccato, a cui saranno dedicati allestimenti, coreografie, esibizioni di artisti che andranno avanti fino a tarda notte.