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VAN GOGH: LA PIÙ GRANDE MOSTRA ARRIVA IN ITALIA

Dal 10 ottobre 2020 all’11 aprile 2021 la città di Padova ospiterà la mostra sull’autore olandese, intitolata Van Gogh. I colori della vita. La location scelta è il Centro San Gaetano della città veneta.

Si tratta di quella che alcuni tra i più grandi profesionisti del settore hanno definito come la più grande mostra su Van Gogh mai organizzata in Italia. Il curatore è Marco Goldin, tra gli autori del film Van Gogh – Tra il grano e il cielo (2018).

Marco Goldin dice addio alle mostre, si ferma Linea D'ombra
In foto: Il critico d’arte Marco Goldin (Treviso, 1961).

Secondo le indiscrezioni la mostra ospiterà 125 opere, di cui 78 del solo Van Gogh. Tra i capolavori esposti ci saranno L’autoritratto con il cappello di feltro e L’arlesiana.

⬇️ ORARI MOSTRA ⬇️

Autoritratto con cappello di feltro (Vincent van Gogh)
L’autoritratto con il cappello di feltro.

ORARIO MOSTRA
(ultimo ingresso 70 minuti prima della chiusura)

da lunedì a giovedì: 10 – 18
venerdì: 10 – 19
sabato: 9 – 20
domenica: 9 – 19

24 dicembre: chiuso

Aperture straordinarie
7 e 8 dicembre: 9 – 19
25 dicembre: 15 – 19
26-27 dicembre: 9 – 20
28-29-30 dicembre: 10 – 19
31 dicembre: 11 – 1 della notte
1 gennaio: 10 – 19
2-3-4-5 gennaio: 9 – 20
6 gennaio: 9 – 19

⬇️ PREZZO BIGLIETTI ⬇️

L'Arlesiana (Van Gogh 1888) - Wikipedia
L’arlesiana (1888).

BIGLIETTI
(prezzi comprensivi di diritto di prenotazione)

Intero € 17,00
Ridotto € 14,00 studenti maggiorenni e universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento, oltre i 65 anni, giornalisti con tesserino
Ridotto € 11,00 minorenni (6-17 anni)

BIGLIETTI CON VISITA GUIDATA
(prezzi comprensivi di diritto di prenotazione)

Intero € 24,00
Ridotto € 21,00 studenti maggiorenni e universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento, oltre i 65 anni, giornalisti con tesserino
Ridotto € 18,00 minorenni (6-17 anni)

Per i titolari di biglietto gratuito (bambini fino a 5 anni compiuti – accompagnatore di persone non abili) la visita guidata resta a pagamento (€ 7).

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Eventi artistici 2020: tutte le mostre più importanti in Italia

Il 2020 sarà ricco di importanti mostre nelle principali città italiane. In primis bisogna ricorda quelle già inaugurate nel 2019 che rimarranno aperte ancora per i primi mesi dell’anno successivo.

A tal proposito c’è l’evento di Palazzo Zabarella a Padova. Qui si potrà assistere fino al 1 marzo ad oltre oltre 70 capolavori di Edgar Degas, Eugène Delacroix, Claude Monet, Pablo Picasso e Vincent van Gogh. La mostra Van Gogh, Monet e Degas porta per la prima volta in Italia una preziosa selezione di opere provenienti dalla Mellon Collection of French Art dal Virginia Museum of Arts.

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La locandina dell’evento di Padova.

Dal 12 Dicembre 2019 al 04 Maggio 2020 è aperta a Torino, presso Palazzo Madama, la mostra intitolata Andrea Mantegna. Rivivere l’antico costruire il moderno.

La rassegna presenta il percorso artistico del grande pittore, dai prodigiosi esordi giovanili al riconosciuto ruolo di artista di corte dei Gonzaga, articolato in sei sezioni che evidenziano momenti particolari della sua carriera e significativi aspetti dei suoi interessi e della sua personalità artistica, illustrando al tempo stesso alcuni temi meno indagati come il rapporto di Mantegna con l’architettura e con i letterati. 

Il costo del biglietto intero è di 15,00 € e il ridotto 13,00 €. Gratuito per minori di 6 anni, disabili e un accompagnatore.

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L’evento su Andrea Mantegna a Torino.

Sempre a Torino, ma questa volta presso i Musei Reali – Biblioteca Reale in piazza Castello 191, è già aperta la mostra Il tempio di Leonardo 1452-1519. L’evento rimarrà fruibile al pubblico fino alla data 8 marzo 2020.

Attraverso i preziosi materiali custoditi in Biblioteca, l’esposizione ripercorre oltre sessant’anni di storia italiana ed europea, un periodo di grande fermento culturale in cui si incrociarono accadimenti, destini e storie di grandi protagonisti del Rinascimento, da Michelangelo a Cristoforo Colombo, dal Savonarola a Cesare Borgia, dalla caduta dell’Impero Romano d’Oriente all’avvento del Protestantesimo e all’invenzione della stampa, eventi che mutarono per sempre il corso della storia.

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Biblioteca reale di Torino.

Il percorso si snoda nelle due sale al piano interrato della Biblioteca Reale: il primo caveau, la Sala Leonardo, accoglie una selezione di opere di artisti italiani contemporanei a Leonardo da Vinci, accanto al Codice sul volo degli uccelli. Nove disegni autografi del maestro vinciano accompagnano il celebre Autoritratto: è l’occasione per ammirare uno dei più noti capolavori della storia dell’arte dopo la recente esposizione Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro, progettata dai Musei Reali dal 15 aprile al 21 luglio scorso.

La seconda sala presenta manoscritti miniati, incunaboli, cinquecentine, preziose carte geografiche antiche, disegni e incisioni, affiancati da un ricco corredo didascalico, per illustrare i personaggi e i principali eventi storici occorsi durante la vita di Leonardo.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Van Gogh, Monet, Degas: dal Virginia Museum of Arts la mostra arriva a Padova (info biglietti)

Dal 26 ottobre 2019 al 1° marzo 2020, Palazzo Zabarella a Padova ospita più di settanta capolavori di circa 30 artisti dello scenario artistico francese tra Romanticismo e Cubismo.

L’esposizione è incentrata in particolare sul trio composto da Vincent Van Gogh, Edgar Degas e Claude Monet.

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Campo di grano con volo di corvi, V. Van Gogh.

L’evento celebra Paul Mellon e sua moglie Rachel ‘Bunny’ Lambert, due tra i più importanti e raffinati mecenati del XX secolo.

La mostra, curata da Colleen Yarger, presenta una preziosa selezione di opere provenienti dalla Mellon Collection of French Art dal Virginia Museum of Arts, che copre un arco cronologico che dalla metà dell’Ottocento, giunge fino ai primi decenni del Novecento, compreso tra il Romanticismo e il Cubismo.

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La classe di danza, E. Degas.

Info biglietti:

Singoli:

Intero: € 13,00

Ridotto: € 11,00
Valido per over 65; ragazzi dai 18 ai 25 anni; persone disabili o con invalidità; membri del FAI e del “Touring Club Italia” o titolari di “Padova Card”; docenti e personale dell’Università degli Studi di Padova e dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Ridotto Speciale: € 9,00
Valido per ragazzi dai 6 ai 17 anni; studenti dell’Università degli Studi di Padova e dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Biglietto Open: € 16,00
Permette la visita alla mostra in ogni momento, senza necessità di fissare una data ed una fascia oraria precise. Acquistabile sia in biglietteria, che online.

Biglietto Famiglia
Adulti: € 11,00 Ragazzi: € 6,00

Valido per 2 adulti e per ragazzi dai 6 ai 14 anni fino ad un massimo di 5 persone.

Ingresso gratuito: Valido per bambini fino ai 5 anni (non in gruppo scolastico); accompagnatori di visitatori disabili; i giornalisti possono accedere previa richiesta di accredito via email all’ufficio stampa anna.defrancesco@clp1968.it, con indicazione della testata e del giorno previsto per la visita.


Biglietto Online: Permette la prenotazione della visita in una data ed un orario prestabiliti e non modificabili, nonché di evitare eventuali code alla biglietteria (il diritto di prevendita è pari ad € 1,50). Acquistabile su questo link: https://www.ticketlandia.com/m/palazzozabarella

Gruppi:

Gruppi di 15 – 25 persone
La prenotazione è obbligatoria tramite Call Center al seguente numero telefonico: 049 8753100

Adulti: € 12,00
Under 18: € 9,00

L’ingresso per il capogruppo è gratuito.

Scuole: € 6,00 a studente
La prenotazione è obbligatoria tramite Call Center al seguente numero telefonico: 049 8753100

L’ingresso per 2 insegnanti accompagnatori è gratuito.

Biglietteria

La biglietteria di Palazzo Zabarella è attiva dalle ore 9.30 fino a 45 minuti prima della chiusura della struttura.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Van Gogh e Monet in mostra a Roma, fino al 6 gennaio

L’Ex-caserme Guido Reni a Roma, in via Guido Reni 7, ospita una doppia mostra di due grandi artisti come Van Gogh e Monet dal 9 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020.

Si tratta di un incredibile viaggio nel tempo alla scoperta di due giganti della storia dell’arte. L’esposizione si avvale della tecnologia VR, che garantisce al visitatore di poter apprezzare realisticamente i paesaggi, i colori, e le atmosfere che hanno contraddistinto entrambi i pittori.

Le riproduzioni dei principali quadri di Claude Monet permettono di entrare nella mente del Maestro che ha contribuito a cambiare la storia dell’arte.
Dal colore rosso vibrante de I papaveri al giallo de I covoni, fino alla stazione, tema ricorrente nei quadri dell’Artista.

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Il contributo lasciato ai posteri da Vincent Van Gogh, la sua personalità e le diverse fasi della propria esistenza sono gli altri temi ricorrenti della mostra. Il periodo parigino, la fase di Arles, il rapporto controverso con Gauguin, fino all’isolamento di Saint Remy de Provance. E infine l’arrivo ad Auvers Sur Oise.

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ORARI: Lun-ven dalle 10,00 alle 18,00; Sab-dom e festivi dalle 10,00 alle 20,00. Ultimo ingresso consentito in mostra un’ora prima dell’orario di chiusura

COSTO DEL BIGLIETTO: Open € 18.50, Intero € 16.50, Ridotto € 14.50. I bambini al di sotto dei 3 anni non pagano.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

”Caro Theo”: le lettere di Van Gogh al fratello

Lettere a Theo (Brieven aan zijn broeder) è una raccolta epistolare che raccoglie gran parte della corrispondenza tra Vincent van Gogh e il fratello Theodorus.

Le lettere sono state raccolte dalla moglie di Theo, Johanna Bonger, dopo la morte del marito, e pubblicate nel 1914.

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Nella foto sovrastante è presente la copia delle lettere acquistabili cliccando su questo link.

Per molto tempo, dall’agosto 1872 fino al 27 luglio 1890, due giorni prima di morire dopo essersi sparato un colpo di rivoltella, Vincent scrisse al fratello Theo con una costanza che trova il solo termine di paragone nell’amore che egli nutriva per lui.

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Vincent e Theo Van Gogh.

Per molto tempo Theo fu il suo unico interlocutore; sempre fu quello privilegiato, il solo cui confidò le pene della mente e del cuore. Del resto, le lettere a Theo costituiscono la gran parte dell’epistolario vangoghiano. Dalla giovinezza alla piena maturità, esse ci permettono di seguire, quasi quotidianamente, la vicenda artistica e umana del grande pittore.

Anni dopo, tra il 1952 e il 1954, il figlio Vincent Willem pubblicò tutte le lettere, comprese quelle inviate da Theo a Vincent, nella raccolta: Verzamelde Brieven va Vincent van Gogh, pubblicata ad Amsterdam dalla casa editrice Wereld-Bibliotek. Di quest’ultima edizione furono fatte varie ristampe e traduzioni: The complete Letters of Vincent van Gogh New York Graphic Society, 1958; Correspondance complète de Vincent van Gogh Gallimar-Grasset 1960; un’edizione russa, Leningrado-Mosca, Pisna 1966. L’edizione italiana, in tre volumi, ebbe titolo Tutte le lettere di Vincent van Gogh, a cura della casa editrice Silvana Editoriale d’Arte, e apparve nel 1959, nella traduzione di Marisa Donvito e Beatrice Casavecch

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La camera di Van Gogh: angoscia e illusoria quiete

“Credo che questa camera da letto sia il mio miglior lavoro”. 

Con queste parole Vincent Van Gogh (1853 – 1890) descrive La camera,  in due lettere indirizzate al fratello Theo e all’amico Gauguin. Si tratta della sua camera da letto presa in affitto ad Arles, dopo  la fuga dalla caotica Parigi.

Una finestra illumina l’ambiente semplice, con pareti color lillà e il pavimento di un rosso consumato dal tempo. L’arredo è composto dal letto, due sedie e un tavolo; delle giacche sono appese a un appendiabiti, dietro la testiera del letto, mentre alle pareti ci sono i suoi quadri, tra i quali si distingue uno dei suoi celebri autoritratti.

I colori sono carichi e puri, stesi a strati corposi che rendono le pennellate molto evidenti; nonostante la costruzione prospettica sia corretta, si crea ugualmente un senso di vertigine: le linee del pavimento e del letto sembrano correre all’indietro, risucchiate dal punto di fuga fissato sulla finestra, generando un angoscioso senso di instabilità.

Ciò che Van Gogh ha cercato di raffigurare è il senso di quiete e di pace che quella camera gli donava, un riposo illusorio considerato che da lì a poco l’artista sarebbe stato internato presso un ospedale psichiatrico. Era un luogo angusto più che una camera eppure fu il luogo segreto di un’anima desiderosa della bellezza. Vincent dipinse un quadro che rappresentava tutto il suo disagio, il doloroso confronto con una realtà che lo rifiutava e infatti tutto in questa tela ci comunica la fatica di vivere dell’artista: le due sedie, metafora dell’attesa e dell’assenza; la finestra chiusa sull’orizzonte luminoso, simbolo del desiderio di Van Gogh di emergere dalle tenebre in cui si trovava. Tenebre dalle quali non uscirà mai, concludendo la sua tormentata esistenza a 37 anni, col suo genio riconosciuto solamente dopo la prematura morte.

Rosa Araneo per L’isola di Omero

Esercito di terracotta a Xi’an in Cina: quando l’arte genera stupore

Rimanere affascinati da un’opera d’arte è assolutamente naturale quando si osserva un dipinto di Van Gogh o una scultura di Rodin; nel caso in cui, insomma, si ha a che fare con delle ”opere occidentali” che siamo abituati da sempre a vedere sui libri di Storia dell’arte.

Ma aldilà dei confini del ”nostro mondo” artistico c’è ne è un altro che in molte occasioni fatichiamo a conoscere.

L’esercito di terracotta, in tal senso, ne è un esempio. Si tratta di un insieme di statue collocate nel Mausoleo del primo imperatore Qin a Xi’an in Cina.

Nella foto è raffigurata la cartina con la collocazione geografica del Mausoleo.

Il gruppo scultoreo si pone come la rappresentazione dell’esercito simbolico, destinato a servire l’imperatore Qin Shi Huang (260 a.C. – 210 a.C.) nell’Aldilà.

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Le statue dell’esercito viste da vicino.

Nel 1987  il Mausoleo è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO; dato che sta a certificare l’importanza e la qualità artistica di questo bene culturale.

Da cosa è composto l’esercito?

Esso è composto da riproduzioni in terracotta di guerrieri, vestiti con corazze e dotati di armi, posti a mo’ di guardia nei pressi della tomba di Qin Shi Huang.

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L’imponenza dell’esercito.

Sono state riportati alla luce circa 8000 guerrieri, 18 carri di legno e 100 cavalli di terracotta. Si tratta di una replica fedele dall’armata che aveva contribuito a unificare la Cina. Tuttavia, nelle fosse sono state trovate poche armi, poiché furono saccheggiate dai ribelli che si insediarono sul trono imperiale: la dinastia Han.

Dalle posizioni delle mani e del corpo delle statue, si possono immaginare le tecniche di combattimento di fanti, alabardieri, arcieri e balestrieri. Si combatteva soprattutto a piedi: i carri e i cavalli servivano per dirigere i movimenti della fanteria. La cavalleria fu introdotta più tardi, per affrontare i guerrieri nomadi che in battaglia utilizzavano appunto i cavalli.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La ”Notte stellata” di Vincent Van Gogh: la più visionaria notte della storia dell’arte

Vera e propria icona della pittura occidentale, la Notte stellata rappresenta uno fra i dipinti più famosi del pittore olandese, realizzato mentre si trovava nell’Istituto psichiatrico di Saint-Rémy-de-Provence.

Van Gogh aveva deciso di ricoverarsi l’8 maggio del 1889 in seguito ad un esaurimento nervoso, e dopo alcune vicissitudini personali poco piacevoli. Poco tempo prima si era trasferito nella cittadina francese di Arles insieme al suo amico fraterno Paul Gauguin, per far sorgere una nuova scuola artistica; ma le loro personalità si rivelarono ben presto incompatibili. Infatti molto noto è l’episodio in cui Van Gogh, in seguito ad una discussione con Gauguin, si tagliò un orecchio.

Autoritratto di Van Gogh

La Notte stellata è un quadro risalente al 1889. Ciò si evince dalle indicazioni contenute in una lettera che l’artista aveva indirizzato al fratello Theo. Probabilmente l’autore deve aver immortalato il cielo delle sere tra il 23 maggio e il 19 giugno, cioè il periodo in cui Venere era l’unica stella luminosa visibile.

Il dipinto

Sotto ad un cielo costellato di stelle, con una falce di luna in alto a destra, il pittore dipinge un paesaggio di campagna. Tra i dettagli notiamo delle casette con delle finestre illuminate, ed una chiesa con un alto campanile e un fitto bosco; mentre in basso a sinistra la continuità del paesaggio è interrotta da un grosso cipresso.

Notte stellata

La composizione del quadro è semplice: il cielo notturno occupa circa due terzi dello spazio della tela, mentre il terzo rimanente è occupato dal borgo e dalle colline ad esso retrostanti. Vi è un forte contrasto tra il caos del cielo e il tranquillo ordine del villaggio. Il cipresso crea un fiammeggiante collegamento tra la terra e il cielo, tra la vita e la morte: più che un albero sembrerebbe quasi una fiamma che divampa all’improvviso alla ricerca dell’infinito.

La tecnica

Van Gogh ha utilizzato brevi pennellate modellanti di colore materico, attraverso cui la matrice pittorica appare progressivamente sempre più tormentata. Egli ha usato colori puri, violenti, contrastanti tra loro. Tra i vortici del cielo della notte solo le stelle rappresentano dei punti fermi, attorno a cui far gravitare non solo il colore ma anche i suoi pensieri.

Il cipresso, in primo piano, assume la forma di una grande fiamma di colore scuro, e il cielo è dipinto sotto forma di vortici di nubi che lasciano aloni luminosi attorno sia alle stelle che alla luna. Le case e gli alberi, invece, diventano sempre più piccoli in lontananza.  Il blu e l’azzurro creano un’atmosfera insolita e sospesa, e il buio della notte è illuminato da bagliori violenti e da una forte energia cosmica. Il pianeta Venere rappresenta la stella più luminosa; infatti, in una lettera indirizzata al fratello, Vincent la definisce la “stella del mattino”.

Il pittore olandese in tutti i suoi lavori ha sempre lavorato più volte sullo stesso soggetto per trovare il modo migliore di stendere il colore, preparando bozzetti e disegni preparatori, e ha seguito la strada del suo amico fraterno Paul Gauguin, importante esponente dell’astrattismo.

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In questo dipinto è come se la natura, il cielo e la notte colmassero il suo desiderio di infinito. Ma la notte di Vincent non è reale, poiché dalla stanza dell’ospedale psichiatrico in cui si trovava non  poteva ammirare questa prospettiva; dunque, sicuramente l’immagine che rappresenta è risalente a qualche ricordo della sua infanzia.

La quiete della terra assopita si contrappone con l’energia pulsante del cielo notturno pieno di stelle.

In una lettera al fratello Theo, Van Gogh scrive: “ Spesso penso che la notte sia più viva e più riccamente colorata del giorno”.

Dove si trova il dipinto?

Van Gogh era molto legato a questo quadro, anche se pensava che non fosse uno dei suoi lavori migliori. Per questo motivo non lo spedì mai a suo fratello. Ma in seguito alla sua morte (si sarebbe suicidato in un campo di grano) e di quella di Theo, avvenuta a soli sei mesi di distanza, tutti i dipinti finirono nelle mani della vedova Jo, moglie di Theo, che decise di venderli. Fra i vari compratori, nel corso degli anni, l’ultimo fu Paul Rosenberg, che nel 1941 decise di portarla a New York.

Attualmente la Notte stellata è esposta al Museum of Modern Artr (MoMA) di New York.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

In viaggio nell’arte giapponese: La Grande onda di Kanagawa

La xilografia La Grande onda di Kanagawa è una delle opere d’arte non occidentali più conosciute al mondo. Realizzata da Hokusai negli anni Trenta del Novecento, raffigura un tratto di mare molto agitato in cui navigano due barche di pescatori. Sullo sfondo si staglia il Monte Fuji, dello stesso colore del mare, mentre la spuma generata dall’onda può essere confusa con i fiocchi di neve che cadono sullo stesso monte, la cui cima è innevata.

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Quando, tramite le riviste illustrate, questa immagine giunse in Occidente, subito ebbe un grande successo e influenzò artisti come Degas e Van Gogh che accolsero la tradizione orientale, omaggiandola attraverso il movimento del Japonisme.

Non è un caso quindi che La notte stellata di Van Gogh rievochi con la sua natura spiraleggiante gli artigli spumeggianti dell’onda di Hokusai.

Ma perché ciò accadde?

Perché molti pittori dell’epoca rimasero colpiti da questo intreccio tra uomo e natura che, nella stampa, lega le imbarcazioni fragili e il mare in tempesta. Immagine che verrà utilizzata come simbolo di potenza dell’uomo che affronta la natura, della contrapposizione tra forze terrestri e spirituali, come emblema di dinamismo.

Ma in realtà il significato originario era l’opposto.

Infatti la composizione dell’opera richiama un’armonia tra gli elementi: l’onda è sì alta, ma forma un’architettura con il Monte Fuji sullo sfondo e addirittura con le barche. I pescatori, in balia del mare, non si stanno opponendo alla furia della spuma, ma vi si stanno adattando. Perché il cuore della cultura orientale non è imperniato sulla lotta tra uomo e natura, ma sul loro connubio, sulla loro unione. L’immagine dell’onda è la rappresentazione dell’equilibrio tra movimento e stasi nel felice incontro tra tradizione millenaria e innovazione avanguardistica.

Rosa Araneo per L’isola di Omero

Van Gogh Alive – The Experience: recensione mostra di Bari e info su quella di Lecce

Si concluderà il 20 febbraio la mostra Van Gogh Alive – The Experience  tenuta al Teatro Margherita di Bari. Le stesse installazioni multimediali saranno trasportate nella vicina Lecce dal 16 marzo presso il Convento degli Agostiniani.

Premessa:

La mostra è da considerare come un’esperienza visiva ed uditiva che permette di ripercorrere le fasi salienti della vita del celebre pittore olandese; faciliteranno tale obiettivo la riproposizione delle immagini dei suoi dipinti più famosi, accompagnate da musiche suggestive, e la lettura di alcune frasi significative riportate probabilmente dalle lettere scritte dallo stesso artista.

Lo spettatore non riesce a immergersi nelle opere!

In uno scenario come quello del Teatro Margherita, con una disponibilità in termini di spazio più tosto elevata, ci si sarebbe potuto aspettare che le installazioni multimediali fossero riproposte a mo’ di percorso. Ciò avrebbe consentito una partecipazione attiva da parte dello spettatore. I visitatori che si recano all’evento barese, infatti, vengono stipati in un unico grande ambiente e osservano con una mobilità pari a zero lo spettacolo proposto. Quest’ultimo, dunque, rischia di risultare noioso!

Il costo del biglietto è adeguato allo spettacolo offerto?

Vedere una mostra su Van Gogh è sempre un piacere per gli amanti dell’arte. Nonostante ciò, per i motivi predetti, il prezzo del ticket di ingresso è troppo elevato. Inoltre, lo sconto studenti risulta piuttosto irrisorio.