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Modelli di rococò in Puglia: la Basilica di San Martino a Martina Franca

«E pur col suo anonimato architettonico, Martina non è anonima: ogni cosa sembra firmata da un artista gentile e modesto che preferisce lasciare solo una data.»

Cesare Brandi.


Il panorama martinese è esaltato dalla sua nota vena artistica, ostentata soprattutto dalla forte presenza dell’architettura barocca. L’emblema di questa città risiede nel centro storico, il quale ospita il monumento più importante di Martina Franca: La Basilica di San Martino.

Essa è stata edificata dal 1747 al 1785, su una precedente chiesa romanica. La Basilica ha subito numerose modifiche negli anni, affermandosi, però, negli anni ‘40 per il suo stile rococò. Oggi, la Chiesa, a pianta a croce latina, è stata ampliata mediante nuove costruzioni: la Cappella del Santissimo Sacramento, il campanile e la sagrestia.

La facciata si innalza per circa 37 metri ed è divisa in due ordini. L’ordine inferiore accoglie quattro statue di marmo raffiguranti Giovanni Battista, San Pietro, San Paolo e San Giuseppe; al centro, è posto il portale maggiore con architrave e timpano spezzato, su cui vi è l’altorilievo che narra l’episodio di San Martino e il povero.

L’ordine superiore detiene, invece, le statue di Santa Comasia e Santa Martina e lo stemma raffigurante il Santo di Tours.

L’esterno della Basilica


L’interno del complesso, gode della presenza di dodici altari in stile prevalentemente settecentesco, ridondante ed impreziosito. Fra le figure di rilievo, la statua lapidea di San Martino di Tours dello scultore Stefano De Putignano, posizionata sulla nicchia dell’altare centrale in marmi policromi. Sempre sull’altare, si trovano le diverse statue-allegoria della Carità e dell’Abbondanza.

L’interno della Basilica

Fra le peculiarità di questa Basilica vi è sicuramente l’illuminazione, gestita da ben venticinque finestre e dalla vetrata posizionata sulla controfacciata nel vano del finto balcone pontificale. Anche i colori vivaci destano molta attenzione.

La Basilica si caratterizza per la sua sinuosità ed eleganza tratta dalla propria irregolarità non eccessivamente marcata, e si afferma come vero e proprio manifesto dell’arte barocca nella Valle d’Itria, ma anche della Puglia stessa. Nel 2012 è stata dichiarata dall’UNESCO “monumento messaggero di una cultura di pace”.

Angela Cerasino per L’isola di Omero

Alberobello: l’incanto della pietra. Il borgo tra la Valle d’Itria e la Murgia dei Trulli

Durante tutto l’anno numerosi visitatori si recano nella piccola cittadina barese per ammirare le tipicità di luogo che rappresenta perfettamente l’unione tra la Valle d’Itria e la Murgia.

In particolare i turisti rimangono affascinati dai Trulli, le strutture coniche in pietra secca che assumono un’eleganza particolare in inverno grazie alle soffici carezze della neve; ma anche d’estate il tipico bianco della calce spicca alla luce dei raggi solari.

Un’ottima gastronomia e dei paesaggi mozzafiato completano il profilo di un borgo unico, ed ormai conosciuto da migliaia di visitatori anche oltre il confine nazionale.

Cosa vedere ad Alberobello in un giorno?

Tra le attrazioni visibili c’è senza dubbio la serie dei famosi Trulli con i simboli sulla facciata: si tratta di alcune strutture tradizionali che si trovano una accanto all’altra, recanti dei segni dipinti con la calce lungo la parte superiore. Si va quelli di ispirazione ebraica, a quelli cristiani; per poi passare dagli elementi zodiacali a quelli pagani.

Il Trullo Sovrano, edificato tra il 1775 e il 1780, rappresenta una unicità da non poter perdere. Esso si trova nella parte nord della cittadina. Stesso discorso vale per il Trullo Siamese, collocato nel Rione Monti e tipico perché composto da una doppia facciata.

Alcuni trulli di Alberobello con i simboli sulla facciata

articolo di Cosimo Guarini