Archivi tag: Uomo

Il fu Mattia Pascal di Pirandello e l’insoddisfazione dell’uomo

Il fu Mattia Pascal è stato il primo romanzo di Luigi Pirandello. Fu pubblicato in puntate tra l’aprile e il giugno del 1904 sulla rivista Nuova Antologia. Nel 1910 uscirà una versione unica pubblicata dall’editore Treves, con alcune modifiche rispetto al testo originale.

Nei 18 capitoli del romanzo, il protagonista Mattia Pascal racconta la propria strana storia: dopo aver vissuto parte della sua vita a Miragno, un piccolo paesino in Ligura dove egli è circondato da rapporti che non lo soddisfano e sta con una moglie che non ama, decide di lasciare quel posto per recarsi al Casinò di Montecarlo. Qui sarà baciato dalla fortuna, avendo vinto una consistente somma di denaro.

Acquista il libro in versione integrale.

Per acquistare il libro in versione integrale clicca su questo link: https://amzn.to/2L79189

Uscito dal Casinò, Mattia Pascal legge sul giornale che la gente lo crede morto, avendo confuso la sua persona con un cadavere ritrovato dopo un annegamento. Invece di tornare a casa e svelare la realtà, il protagonista deciderà di scomparire cambiando la sua identità.

Dunque decide di andare a vivere a Roma con il nuovo nome Adriano Meis. Qui si innamorerà di Adriana, la figlia del proprietario della pensione in cui alloggia. Non potendola sposare perché la personalità a cui ha dato vita non esiste in realtà, egli deciderà di fingere un annegamento e di tornare al suo paese di origine con il proprio vecchio nome.

Tornato in Liguria però scoprirà che sua moglie ha formato una nuova famiglia ed inizierà ad esser Il fu Mattia Pascal.

Risultati immagini per pirandello
Luigi Pirandello

Il protagonista è eternamente soddisfatto in qualsiasi situazione egli si trovi. Il trasferimento a Roma e il suono nuovo nome sembrano offrirgli una nuova vita, senza vincoli sociali. Ma questa nuova vita si basa sulla finzione. Per questo ai momenti di gioia si alternano momenti di intensa inquietudine. Nulla di più attuale, vero?

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Scilla e Cariddi nell’Odissea: la leggenda, la sua morale sulle ”scelte dell’uomo”

Una serie di ostacoli si frappongono tra Ulisse e Itaca. Ad un certo punto, egli per arrivarci deve scegliere fra due rotte impossibili: la prima passa fra gli scogli battenti che distruggono le navi maggiormente imprudenti; la seconda attraversa uno stretto canale fiancheggiato su di un lato da un mostro marino antropofago chiamato Scilla, e sull’altro da un grande vortice nominato Cariddi.

Immagine correlata
Rappresentazione di Cariddi.
Risultati immagini per scilla odissea
Rappresentazione di Scilla.

Ulisse sceglierà di evitare le rocce battenti e di andare verso le stretto di Scilla e Cariddi, ovvero lo stretto di Messina. Qui l’eroe si troverà davanti ad un bivio: optare fra la morte sicura di alcuni dei suoi uomini o quella di tutti. Per preservare la vita del maggior numero di naufraghi, riterrà opportuno dover passare più vicino a Scilla.

Appena imboccato lo stretto, il cielo ad un tratto diventerà nero e la nave verrà investita dalle onde.

Ulisse guida la rotta lontano da Cariddi, ma d’un tratto dall’altro lato Scilla colpisce l’equipaggio fino a che sei uomini vengono divorati.

Per Ulisse è il momento peggiore di tutto il viaggio. Si sente impotente, ed è cosciente di aver causato la morte dei suoi collaboratori.

La morale: Anche il più umano dei comandanti dovrà scarificare qualche uomo pur di completare la missione.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero