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Eventi artistici 2020: tutte le mostre più importanti in Italia

Il 2020 sarà ricco di importanti mostre nelle principali città italiane. In primis bisogna ricorda quelle già inaugurate nel 2019 che rimarranno aperte ancora per i primi mesi dell’anno successivo.

A tal proposito c’è l’evento di Palazzo Zabarella a Padova. Qui si potrà assistere fino al 1 marzo ad oltre oltre 70 capolavori di Edgar Degas, Eugène Delacroix, Claude Monet, Pablo Picasso e Vincent van Gogh. La mostra Van Gogh, Monet e Degas porta per la prima volta in Italia una preziosa selezione di opere provenienti dalla Mellon Collection of French Art dal Virginia Museum of Arts.

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La locandina dell’evento di Padova.

Dal 12 Dicembre 2019 al 04 Maggio 2020 è aperta a Torino, presso Palazzo Madama, la mostra intitolata Andrea Mantegna. Rivivere l’antico costruire il moderno.

La rassegna presenta il percorso artistico del grande pittore, dai prodigiosi esordi giovanili al riconosciuto ruolo di artista di corte dei Gonzaga, articolato in sei sezioni che evidenziano momenti particolari della sua carriera e significativi aspetti dei suoi interessi e della sua personalità artistica, illustrando al tempo stesso alcuni temi meno indagati come il rapporto di Mantegna con l’architettura e con i letterati. 

Il costo del biglietto intero è di 15,00 € e il ridotto 13,00 €. Gratuito per minori di 6 anni, disabili e un accompagnatore.

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L’evento su Andrea Mantegna a Torino.

Sempre a Torino, ma questa volta presso i Musei Reali – Biblioteca Reale in piazza Castello 191, è già aperta la mostra Il tempio di Leonardo 1452-1519. L’evento rimarrà fruibile al pubblico fino alla data 8 marzo 2020.

Attraverso i preziosi materiali custoditi in Biblioteca, l’esposizione ripercorre oltre sessant’anni di storia italiana ed europea, un periodo di grande fermento culturale in cui si incrociarono accadimenti, destini e storie di grandi protagonisti del Rinascimento, da Michelangelo a Cristoforo Colombo, dal Savonarola a Cesare Borgia, dalla caduta dell’Impero Romano d’Oriente all’avvento del Protestantesimo e all’invenzione della stampa, eventi che mutarono per sempre il corso della storia.

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Biblioteca reale di Torino.

Il percorso si snoda nelle due sale al piano interrato della Biblioteca Reale: il primo caveau, la Sala Leonardo, accoglie una selezione di opere di artisti italiani contemporanei a Leonardo da Vinci, accanto al Codice sul volo degli uccelli. Nove disegni autografi del maestro vinciano accompagnano il celebre Autoritratto: è l’occasione per ammirare uno dei più noti capolavori della storia dell’arte dopo la recente esposizione Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro, progettata dai Musei Reali dal 15 aprile al 21 luglio scorso.

La seconda sala presenta manoscritti miniati, incunaboli, cinquecentine, preziose carte geografiche antiche, disegni e incisioni, affiancati da un ricco corredo didascalico, per illustrare i personaggi e i principali eventi storici occorsi durante la vita di Leonardo.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Guarino Guarini: la storia e le opere dell’architetto intellettuale

Guarino Guarini (1624-1683) diventò architetto grazie agli studi matematici, filosofici e teologici.

L’architetto Guarino Guarini

Nel 1639 si recò a Roma, dove apprese le tecniche del grande Borromini.

Dieci anni dopo tornò nella sua città natale, Modena, e fu ordinato sacerdote. Qui seguì le costruzioni della chiesa di San Vincenzo e del convento dei teatini.

In seguito, insegnò per cinque anni filosofia, e nel 1655 venne nominato Preposito della Casa Teatina di Modena. Nonostante ciò, l’opposizione del duca Alfonso IV d’Este provocò il suo allontanamento dalla città.

Alfonso IV d’Este, duca di Modena

In seguito fu destinato a Messina (1660) per insegnare, e proprio nella città siciliana pensò di pubblicare anche una tragicommedia intitolata La Pietà trionfante. Qui realizzò il progetto del completamento della Chiesa della Santissima Annunziata (1660-1662), con l’aggiunta della facciata ricurva.

Nel 1662 fu chiamato a Parigi per prestare servizio in merito alla ricostruzione della Chiesa di Sainte-Anne-La-Royale. Questa venne progettata con una complessa cupola ad archi intrecciati, ma purtroppo non fu portata a termine. Nella capitale francese insegnò teologia e pubblicò Placita philosophica (1665).

L’anno seguente Guarino Guarini ricevette la chiamata che avrebbe condizionato la sua vita e la sua produzione artistico-professionale.

Carlo Emanuele di Savoia lo volle a Torino per alimentare il proprio programma di espansione urbana.

Fu proprio nel capoluogo sabaudo che egli realizzò le opere più importanti: la Chiesa di San Lorenzo, la Cappella della Sacra Sindone, e Palazzo Carignano.

La Chiesa di San Lorenzo

Realizzata tra il 1668 e il 1687, ha una pianta ottagonale; è inscritta in un quadrato di colonne che sembrano sostenere la cupola ottagonale ad archi intrecciati con sovrastante cupolino.

La Chiesa di san Lorenzo a Torino

La Cappella della Sacra Sindone

Costruita alla fine del XVII secolo, ci fa comprendere quanto vi sia di Borromini nelle opere di Guarino Guarini, soprattutto per la presenza di nervature di marmo nero. I progetti iniziali furono nel tempo modificati, soprattutto per quanto riguarda la cupola, che venne alleggerita.

La cupola della Cappella della Sacra Sindone

Palazzo Carignano

Realizzato nel 1679, è caratterizzato da una monumentale facciata ondulata; per realizzare questa struttura l’autore si servì del mattone per accentuare gli aspetti scenografici dell’edificio.

Palazzo Carignano a Torino

Si può infine dire che l’architetto, per la realizzazione delle eccezionali costruzioni tutt’oggi visibili, fu influenzato da vari fattori: i grandi autori a lui coevi, i suoi studi, ma anche un estro fuori dal comune.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Residenza Stupinigi a Torino: il gioiello dei Savoia

La palazzina di caccia di Stupinigi è una residenza eretta per i Savoia fra il 1729 e il 1733, su progetto dell’architetto Filippo Juvarra.

Il sito è stato proclamato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1997.

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La palazzina è situata nella località di Stupinigi (frazione di Nichelino), alla periferia sud-occidentale di Torino, dal cui centro storico dista circa 10 chilometri.

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La Palazzina vista dall’esterno.

La Residenza in questione risulta essere molto nota per tutti i visitatori, italiani e stranieri, che raggiungono il Piemonte. Basta pensare che la media di coloro che vi si recano si aggira annualmente a quota 115.000 visitatori. Ciò testimonia il grande apporto turistico che la struttura garantisce alla città di Torino.

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L’interno della Palazzina.

ORARI DI APERTURA:
dal martedì al venerdì

dalle 10.00 alle 17.30 (ultimo ingresso ore 17.00)

sabato, domenica e festivi
dalle 10.00 alle 18.30 (ultimo ingresso ore 18.00)

IL PARCO DELLA PALAZZINA E’ CHIUSO

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La Sacra Sindone: tra leggenda religiosa e realtà

La Sacra Sindone, ossia il lenzuolo funerario di lino che avvolse il corpo di Cristo secondo la religione cristiana, rappresenta uno dei grandi misteri di quest’ultima, anche se non vi è testimonianza alcuna sulla sua autenticità.

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Conservata nel Duomo di Torino e periodicamente viene esposta ai fedeli, la Sindone non è altro che un lenzuolo rettangolare a trama di spina di pesce (peculiare tessitura di duemila anni fa circa) di colore giallo ocra. Secondo studi accreditati, la Reliquia dovrebbe risalire al I secolo e provenire dalla Palestina, ne sono testimoni i pollini di diverse specie vegetali, tipicamente indigene, ritrovati nelle fibre del lino. Quel che rende davvero particolare e ‘’leggendario’’ questo lenzuolo sono le immagini riportate sulla tela: una doppia “fotografia”, lato frontale e posteriore, di un corpo umano nudo di grandezza naturale, reperto che avvalora l’ipotesi che lì vi sia stato avvolto Cristo.

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Ciò che mette in dubbio la sua autenticità però è proprio la proiezione della figura umana, che non potrebbe essere ottenuta avvolgendo un corpo qualsiasi in un lenzuolo. Difatti, se da una parte, sono evidenti i segni delle torture subite: i tagli su costato, le ferite ai polsi e la piaga causata dallo sfregamento di una grossa trave di legno portata a spalle, dall’altra, l’esame del carbonio 14, eseguito nel 1988, ha permesso di datare il lenzuolo tra il 1260 e il 1390. Nelle ultime analisi però, la datazione potrebbe risultare falsata dal prelievo dei campioni analizzati poiché potrebbero essere stati presi da parti rammendate dopo l’incendio del 1532 a Chambéry, luogo dov’era anticamente custodita la Sindone.

Circa il suo culto, la Chiesa non si è mai espressa apertamente ma, nel corso dei secoli, alcuni gesti hanno chiaramente delineato una presa di posizione, nel 1506, il Papa Giulio II ne autorizzò il culto, mentre Giovanni Paolo II e Pio XI dichiararono di credere nell’autenticità del lenzuolo.

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Sulla Sindone, non si sono espressi solo religiosi e archeologi ma anche docenti e restauratori, avanzando ipotesi successivamente smentite sia per le datazioni che per le tecniche adoperate nella realizzazione della stessa. Ne sono esempio: Lillian Schwartz, docente alla “School of Visual Arts” di New York, che attraverso la raffigurazione grafica, ha supposto, un esperimento di Leonardo da Vinci e il pittore e restauratore veneto, Luciano Buso, il quale ha invece affermato la presenza della firma di Giotto con annessa data 1315.

Resta comunque il fatto che da tutto il mondo, miliardi di fedeli accorrono nel momento dell’ostensione della Reliquia, smentendone con la forza della fede ogni dubbio e ipotesi.

Antonella Buttazzo per L’Isola di Omero

Triangolo della magia nera: Torino, Londra e San Francisco. Tra il macabro e il misterioso

Torino è l’unica città a far parte sia del triangolo della magia bianca (insieme a Praga e a Lione) e sia di quello della magia nera, con Londra e San Francisco.

La città della Mole ha ospitato Nostradamus ed altre individualità importanti delle arti occulte quali Fulcanelli, il Conte di Saint Germain, Cagliostro e Paracelso.

Una leggenda sostiene che chi abbia poteri divinatori e pratichi l’occultismo debba recarsi a Torino per omaggiare il “Grande Vecchio”, una sorta di premonitore, dominatore dei segreti dell’universo intero, che risiederebbe in collina.

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Visuale di Torino, con la celebre Mole Antonelliana.

 Londra, invece, è il teatro della raccapricciante scia di sangue lasciata dietro di sé dal padre di tutti i serial killers mondiali: Jack The Ripper, meglio conosciuto come Jack lo Squartatore. 

Sconcertante è la modalità degli omicidi: dopo aver immobilizzato le sue vittime, esclusivamente prostitute abbordate nei quartieri più malfamati, prima le sgozzava e poi infieriva sui corpi già straziati, arrivando ad asportarne gli organi interni.

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Raffigurazione del ritrovamento di una vittima di Jack lo Squartatore.

L’ultima città del triangolo nero, non per importanza, si trova negli USA ed è San Francisco.

La città collinare è tristemente balzata agli onori della cronaca quando, dal 1968 al 1974, si verificò una serie di omicidi, riconducibili a un assassino che si firmava semplicemente Zodiac. 

A differenza del killer londinese Jack lo Squartatore, però, Zodiac non uccideva solo prostitute, ma sceglieva senza un criterio preciso le proprie vittime e, di volta in volta, cambiava anche le modalità di esecuzione, passando indifferentemente da armi bianche a fucili da caccia. 
Sebbene, nel corso degli anni, molte persone siano state identificate come Zodiac, solo su Arthur Leigh Allen la scientifica indagò in modo serio e continuo. Ma il mistero di Zodiac resta ancora oggi irrisolto.

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Testimonianza delle ricerche del criminale a San Francisco.

Cosimo Gurini per L’isola di Omero

Torino, Lione e Praga: il triangolo esoterico della magia bianca

Le tre città di Torino, Lione e Praga viste dall’alto costituiscono con i propri vertici una forma geometrica immaginaria, nota con il nome di triangolo della magia bianca.

Quali sono i simboli principali che creano un legame tra queste tre località? Scopriamoli insieme

Torino

Si tratta di una città al centro delle attenzioni degli appassionati di magia, facendo parte (insieme a Londra e San Francisco) anche del vertice del triangolo della magia nera. Come mai? L’incrocio tra i fiumi Po e Dora nei pressi di Torino richiama esotericamente all’incarnazione del Sole e della Luna, proprio in prossimità del
45° parallelo.

Quali sono i simboli esoterici presenti a Torino ?

Il primo è senza ombra di dubbio la Fontana dei Tritoni dietro Piazza Castello, posta a confine tra la città bianca e quella dai risvolti tenebrosi, dove un tempo avvenivano le condanne a morte. In secondo luogo, non si può dimenticare la Gran Madre: la chiesa al cui ingresso sono poste due statue, simboleggianti la Fede e la Religione, che secondo una leggenda orienterebbero il loro sguardo laddove sarebbe nascosto il Sacro Graal. Altro aspetto rilevante è il fatto che Torino conserva la Sacra Sindone, ovvero il velo riconosciuto come il tessuto funerario in cui fu avvolto il corpo di Cristo.

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Fontana dei Tritoni a Torino

Lione

Questa città rappresenta una tappa di estremo rilievo lungo la via Podense, ovvero una delle quattro strade principali di pellegrinaggio francese lungo il Cammino di Santiago di Compostela. Inoltre, Lione è stata la città frequentata da diversi membri di logge massoniche, come Giacomo Casanova (1750).

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Ritratto di Giacomo Casanova (Venezia, 2 aprile 1725 – Duchov, 4 giugno 1798)

Venticinque anni dopo Casanova, sempre a Lione, l’alchimista Cagliostro diede vita alla prima Loggia di Rito Egizio connesso al segreto delle piramidi.

Praga

Nel 1500 Praga era governata dal regno di Rodolfo II, uno dei maggiori appassionati del tempo in materia esoterica e magica. Sono rinomate le sue frequentazioni con i maggiori studiosi ed esperti di magia, tra cui Tycho Brahe, Giovanni Keplero, John Dee, Michael Sendivogius ed Edward Kelly.

Una leggenda del luogo racconta come Rodolfo II portasse gli alchimisti al Vicolo d’Oro del castello, ordinandogli di ricercare in ogni modo, anche il più disumano, la formula che tramutasse il metallo in oro. Per questo ed altri episodi venne considerato folle e quindi deposto.

Tra i simboli di spicco, l’Orologio Astronomico presente in città pare ricco di riferimenti esoterici. L’opera richiama ripetutamente il numero 4, cifra relativa agli elementi della natura, della terra, dell’acqua, del fuoco e dell’aria, imprescindibili nei rituali pagani.

La foto dell’Orologio di Praga tratta dalla Pagina Facebook ”L’isola di Omero

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Il Museo Egizio di Torino: il più importante al mondo dopo quello de Il Cairo

Tra le primissime posizioni delle classifiche che riguardano i musei più visitati in Italia e in Europa vi è il Museo Egizio di Torino. Del resto, dopo quello de Il Cairo, il luogo di cultura piemontese si classifica come il più importante tra quelli che narrano parimenti l’antica storia del popolo egiziano.

Cosa contiene la collezione del museo torinese?

Qui sono presenti più di 37.000 pezzi che coprono il periodo dal paleolitico all’epoca copta. I più importanti sono:

  • la tomba intatta di Kha e Merit
  • il tempio rupestre di Ellesija
  • il Canone Reale, conosciuto come Papiro di Torino
  • la Mensa isiaca (nella foto in basso), che i Savoia ottennero dai Gonzaga nel XVII sec.
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  • la tela funebre, tessuto dipinto proveniente da Gebelein e scoperto nel 1930 da Giulio Farina
  • i rilievi di Djoser
  • le statue delle dee Iside e Sekhmet e quella di Ramses II, scoperte da Vitaliano Donati nel tempio della dea Mut a Karnak
  • il Papiro delle miniere d’oro
  • il sarcofago, il corredo e la pianta in scala della tomba della regina Nefertari
  • la Tomba di Maia, ricostruita nel museo.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La Mole Antonelliana svetta ancora incontrastata sul cielo di Torino

La Mole Antonelliana è un edificio situato a Torino, precisamente nel centro storico della città piemontese.

Alta 167 metri e mezzo, è stato l’edificio più alto del mondo dal 1889 al 1908.

Il nome deriva dal fatto che, in passato, fu la costruzione in muratura più alta del mondo, mentre il suo aggettivo deriva dal nome dell’esecutore: Alessandro Antonelli.

Nel corso dello scorso secolo ha subito delle modifiche che hanno attribuito alla struttura portante una consistente base in cemento armato.

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Con l’avvento dei nuovi grattacieli, attualmente la Mole è scesa in basso nella classifica degli edifici più alti del Pianeta. Nonostante ciò non si può sminuire l’importanza culturale e turistica di un patrimonio del genere.

Da diversi anni, precisamente dal 2000, essa ospita il Museo Nazionale del Cinema.

I dati affermano che i numerosi visitatori che ogni anno si recano nel capoluogo del Piemonte non possono non perdere l’emozione di visionare dall’esterno e visitare dall’interno uno spettacolo del genere.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero