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LA BIZZARRA FORCHETTA DI GEORGES FEVRE: LE POSATE COME OPERA D’ARTE

Bizzarre, strampalate, curiose, eppure molte delle opere d’arte più strane, i capolavori al limite del nonsenso, sono state concepite, dai loro autori, proprio con l’intento di provocare e di attirare ancor di più l’attenzione di chi guarda.

Siamo lontani da Leonardo, Picasso o Van Gogh, per rientrare in una sfera artistica, quella contemporanea, che trova la sua massima espressione nella scultura, con artisti che dell’assurdo hanno fatto la cifra artistica del loro stile in cui il nonsense la fa decisamente da padrone. Spesso gli artisti usano oggetti di uso comune, riproducono parti del corpo umano o utilizzano materiali inconsueti come la spazzatura e li collocano in spazi urbani e non, così da catturare l’attenzione degli spettatori. 

La ciliegia sul cucchiaio.

Un esempio di opera assolutamente surreale e inusuale, degna della mente di Salvator Dalì, è sicuramente la forchetta gigante conficcata nel Lago di Ginevra a Vevey, in Svizzera. Alta otto metri, del peso di 450 chili, la forchetta di acciaio inossidabile è stata disegnata da Jean – Pierre Zaugg e realizzata 1995 da Georges Fevre, in occasione del decimo anniversario del Museo dell’Alimentazione, già sede della Nestlè. Qui i visitatori possono scoprire tutto sul cibo seguendo ogni fase della produzione: dalla coltivazione alla lavorazione industriale, fino alla tavola. Esiste poi un’intera sezione dedicata alla digestione, con un test personalizzato per capire come funziona il metabolismo di ciascuno. Utile, geniale, stravagante.

 E così la forchetta, nei secoli, è passata da simbolo e attributo del Diavolo a raffinata posata, fino ad opera d’arte! 

Rosa Araneo per L’isola di Omero

Amish: la comunità antimoderna che cresce numericamente

Gli amish sono una comunità religiosa nata in Svizzera nel ‘500, e stabilitasi negli Stati Uniti nel ‘700. Proprio negli Usa si contano il maggior numero di persone appartenenti a tale gruppo: solo qui, attualmente, sono ben 290.000; dato in netta crescita rispetto ai primi decenni del ‘900. Basta pensare che nel 1920, all’interno dei confini statunitensi, si contavano 5.000 amish.

I numeri appena elencati sicuramente tenderanno ad aumentare ancora sostanzialmente nel corso del tempo, perché ogni famiglia genera in media sette figli.

Gli amish si contraddistinguono per uno stile di vita molto sobrio, che non prevede l’utilizzo di ogni forma di tecnologia moderna, diffusasi perlopiù dalla seconda metà dell’800 fino ai giorni nostri. In particolare, è noto il fatto che essi non fanno uso di elettricità. Ma non solo: la loro mentalità è proiettata ad un comportamento che tende ad esaltare le virtù del lavoro agricolo e di vicinanza alla natura. In sostanza, mangiano ciò che producono con le loro mani.

Di seguito abbiamo elencato alcune delle informazioni sugli amish che sono meno note, e che possono destare stupore se si pensa agli stili di vita diffusi nel ”mondo evoluto”:

  1. L’Ordnung è l’insieme delle regole degli amish: contiene i precetti religiosi e civili che servono a tenerli in stretta sintonia con le leggi della Bibbia. All’Ordnung vero e proprio se ne affiancano altri, peculiari delle varie comunità, che sono indipendenti l’una dall’altra.

2. L’elettricità può essere soggetta a deroghe, per esempio per riscaldare le case in inverno. Ma deve provenire dalla comunità stessa attraverso i mulini a vento.

3. Cinture, guanti, cravatte, scarpe da ginnastica sono vietate. Gli amish vestono in linea con la loro filosofia di vita “essenziale”. Gli abiti sono fatti a mano, di solito in tessuto scuro.

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Donne amish.

4. I precetti degli amish vietano di guidare l’auto, ma non di chiedere passaggi ai non amish in caso di necessità.

5. Dove passano le vacanze di amish? Pinecraft in Florida è una comunità di circa 3.000 amish, ed è una delle principali località di vacanze per i membri di questa religione.

6. Il rumspringa (saltellare in giro) è il periodo dell’adolescenza in cui i giovani amish possono allontanarsi dalle loro comunità e conoscere i “piaceri” della vita moderna. Un periodo sabbatico alla fine del quale devono decidere se restare, e piegarsi alle rigide regole della comunità, o lasciare. La maggioranza sceglie di restare.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero