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“C’era una volta Sergio Leone”: il magnifico regista in mostra a Roma

Dal 17 dicembre 2019 e fino al 3 maggio 2020 la capitale d’Italia celebra, al Museo dell’Ara Pacis, uno dei maestri più illustri del cinema italiano.

La mostra, intitolata C’era una volta Sergio Leone, è nata grazie alla collaborazione con due istituzioni di altissimo rilievo come la Cinémathèque Française e Cineteca di Bologna.

La rassegna arriva in Italia dopo il successo dello scorso anno a Parigi.

I visitatori sono “catapultati” nello studio del regista, dove ci sono i suoi cimeli e la sua libreria; è possibile ammirare anche modellini, bozzetti, oggetti di scena e fotografie speciali che raccontano la sua vita.

L’esposizione è suddivisa in varie sezioni: Cittadino del cinema, Le fonti dell’immaginario, Laboratorio Leone, C’era una volta in America, Leningrado e oltre, dedicata all’ultimo progetto incompiuto, L’eredità Leone.

Per chi non lo conoscesse, Sergio Leone nasce il 3 gennaio del 1929 a Roma, e inizia a frequentare l’ambiente cinematografico molto presto. Già nel 1941, ad appena dodici anni, vede in azione il padre (il regista Vincenzo Leone, alias Roberto Roberti) sul set di La bocca sulla strada e si cimenta come comparsa. Nel 1948 è nel film Ladri di biciclette di Vittorio De Sica.

Particolarmente noto per i suoi film del genere spaghetti-western, durante il suo percorso artistico Leone attraversa il peplum (filone cinematografico storico-mitologico), riscrive letteralmente il western e trova la massima realizzazione nel film C’era una volta in America.

Osannato da grandi registi come Quentin Tarantino e Stanley Kubrick, è fonte di ispirazione per molti altri.

La locandina della mostra “C’era una volta Sergio Leone”

Info orari e biglietti

Orari: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti solo mostra:

  • € 11,00 biglietto intero
  • € 9,00 biglietto ridotto
  • € 4,00 biglietto speciale scuola ed alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni)
  • € 22,00 biglietto speciale Famiglie (2 adulti più figli al di sotto di 18 anni)

Biglietti integrati mostra + Museo dell’Ara Pacis:

  • € 17,00 intero non residenti – € 16,00 per residenti
  • € 13,00 ridotto non residenti – € 12,00 per residenti

Ingresso gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Pier Paolo Pasolini: un artista eclettico e controcorrente

In una delle sue frasi più famose afferma: «Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia».

Il suo pensiero rappresentò una svolta per il suo tempo, le idee che espresse sulla società furono radicali, e per questo fu osteggiato dai suoi contemporanei.

Pier Paolo Pasolini nacque il 5 Marzo 1922 a Bologna, e fu un uomo di grande spessore intellettuale, nonché uno dei principali autori del secondo dopoguerra.

Pasolini da bambino

Suo padre, Carlo Alberto, era tenente di fanteria, mentre sua madre, Susanna, una maestra elementare. Nonostante i continui spostamenti a causa del lavoro paterno, frequentò le elementari con un anno di anticipo, e a sei anni scriveva già poesie. La sua carriera scolastica fu eccezionale. Nel 1945, dopo essersi arruolato prima e rifugiato in Friuli poi, si laureò con una tesi su Giovanni Pascoli a Bologna.

Scrisse romanzi, poesie, opere teatrali, ed è stato anche giornalista.

Attraverso la sua poesia ha dato voce agli umili, a coloro che non sono mai ascoltati. La poesia per Pasolini rappresentava un diario intellettuale attraverso cui esprimere il proprio pensiero, e un mezzo per migliorare il mondo.

Fin da giovane dimostrò il suo interesse per la cultura popolare e per i dialetti italiani, infatti è del 1942 la raccolta di poesie in friulano Poesie a Casarsa.

Aderì al Partito Comunista di Udine, ma fu espulso nel 1949 a causa della sua omosessualità, e nel 1950 si stabilì a Roma.

L’espulsione dal PCI

Il suo rapporto con la corrente del Neorealismo fu ambivalente, ma da essa derivò la sua attenzione verso le classi popolari, che però descrisse senza ipocrisia e senza filtri moralistici.

Molte delle sue opere sono state oggetto di scandalo, infatti Pasolini fu sottoposto a vari processi a causa delle sue idee e del suo impegno civile.

Tra le sue opere più famose troviamo Ragazzi di vita del 1955, il suo primo romanzo, e Una vita violenta.

La copertina di Ragazzi di vita

Il tema principale trattato è la vita nelle borgate romane e l’adolescenza difficile dei ragazzi che ci vivevano.

Pasolini nelle borgate

Petrolio, invece, è rimasta un’opera incompiuta, una sorta di antiromanzo.

L’autore raggiunse la popolarità grazie al mondo cinematografico, il suo primo film da regista fu Accattone, in cui narra il mondo del sottoproletariato urbano.

Pasolini nelle vesti di regista

Un altro dei suoi film famosi è Il Vangelo Secondo Matteo, in cui emerge il suo interesse per la figura di Cristo che si è sacrificato per la salvezza del mondo.

Si è occupato anche di mitologia, con i film Edipo re e Medea.

Attraverso i vari saggi sull’attualità e sulla politica, in particolare gli Scritti corsari del 1975, fece emergere la sua vena provocatoria, prendendo di mira la corruzione, l’incapacità politica, e fenomeni quali capitalismo e consumismo.

Venne assassinato ad Ostia il 2 Novembre 1975, e la sua morte è ancora avvolta nel mistero.

La sua tomba

Simona Lamarmora per L’isola di Omero