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Poveri in riva al mare: l’emblema del Periodo Blu di Picasso

Realizzato da un 22enne Picasso nel 1903, Poveri in riva al mare è un dipinto a olio su tela, quello che forse, sintetizza al meglio tutte le influenze a cui il pittore spagnolo fu esposto agli esordi della sua carriera.

Il cosiddetto Periodo Blu di Picasso racchiude gli anni che vanno dal 1901 al 1904, lasso di tempo in cui, l’artista si stabilisce a Parigi, dove respira l’espressionismo dei Fauves e il forte accademismo ben evidente anche in quest’opera. La capitale francese per Picasso però, non rappresenta solo una nuova interpretazione artistica ma anche un luogo dove vide morire suicida il suo amico fraterno Carlos Casagemas. Questo triste evento diede origine alla produzione artistica del pittore.

Poveri in riva al mare" di Picasso: analisi

In foto: il dipinto (1,05 m x 0,69 m), conservato presso il Cleveland Museum of Art, Cleveland.

Il periodo blu si fonde quindi, a un velato pessimismo cosmico di leopardiana memoria, dove l’insoddisfazione e la tristezza diventano una visione eterna ed immutabile con una natura indifferente alla sofferenza umana.

I tre personaggi raffigurati sono un chiaro riferimento alla Sacra Famiglia. Essi si stagliano su uno scenario dominato, appunto, dal colore blu e dalle sue sfumature che delineano i contorni delle figure, del cielo, del mare e della sabbia.

Il dolore, la tristezza, la stessa povertà e la rassegnazione dei personaggi sono accentuati dai colori freddi utilizzati che annullano un qualsiasi tipo di fuoriuscita dalla situazione negativa in cui si trovano. Inoltre, i sentimenti oppressivi si denotano dall’atteggiamento: la schiena ricurva, la testa bassa, le braccia strette al petto che ne sottolineano una chiusura al mondo esterno.

Potremmo però, interpretare come simbolo di apertura, il gesto del bambino: la sua mano destra sulla gamba sinistra dell’uomo come a voler cercare calore e conforto.

Antonella Buttazzo per L’isola di Omero

Eventi artistici 2020: tutte le mostre più importanti in Italia

Il 2020 sarà ricco di importanti mostre nelle principali città italiane. In primis bisogna ricorda quelle già inaugurate nel 2019 che rimarranno aperte ancora per i primi mesi dell’anno successivo.

A tal proposito c’è l’evento di Palazzo Zabarella a Padova. Qui si potrà assistere fino al 1 marzo ad oltre oltre 70 capolavori di Edgar Degas, Eugène Delacroix, Claude Monet, Pablo Picasso e Vincent van Gogh. La mostra Van Gogh, Monet e Degas porta per la prima volta in Italia una preziosa selezione di opere provenienti dalla Mellon Collection of French Art dal Virginia Museum of Arts.

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La locandina dell’evento di Padova.

Dal 12 Dicembre 2019 al 04 Maggio 2020 è aperta a Torino, presso Palazzo Madama, la mostra intitolata Andrea Mantegna. Rivivere l’antico costruire il moderno.

La rassegna presenta il percorso artistico del grande pittore, dai prodigiosi esordi giovanili al riconosciuto ruolo di artista di corte dei Gonzaga, articolato in sei sezioni che evidenziano momenti particolari della sua carriera e significativi aspetti dei suoi interessi e della sua personalità artistica, illustrando al tempo stesso alcuni temi meno indagati come il rapporto di Mantegna con l’architettura e con i letterati. 

Il costo del biglietto intero è di 15,00 € e il ridotto 13,00 €. Gratuito per minori di 6 anni, disabili e un accompagnatore.

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L’evento su Andrea Mantegna a Torino.

Sempre a Torino, ma questa volta presso i Musei Reali – Biblioteca Reale in piazza Castello 191, è già aperta la mostra Il tempio di Leonardo 1452-1519. L’evento rimarrà fruibile al pubblico fino alla data 8 marzo 2020.

Attraverso i preziosi materiali custoditi in Biblioteca, l’esposizione ripercorre oltre sessant’anni di storia italiana ed europea, un periodo di grande fermento culturale in cui si incrociarono accadimenti, destini e storie di grandi protagonisti del Rinascimento, da Michelangelo a Cristoforo Colombo, dal Savonarola a Cesare Borgia, dalla caduta dell’Impero Romano d’Oriente all’avvento del Protestantesimo e all’invenzione della stampa, eventi che mutarono per sempre il corso della storia.

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Biblioteca reale di Torino.

Il percorso si snoda nelle due sale al piano interrato della Biblioteca Reale: il primo caveau, la Sala Leonardo, accoglie una selezione di opere di artisti italiani contemporanei a Leonardo da Vinci, accanto al Codice sul volo degli uccelli. Nove disegni autografi del maestro vinciano accompagnano il celebre Autoritratto: è l’occasione per ammirare uno dei più noti capolavori della storia dell’arte dopo la recente esposizione Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro, progettata dai Musei Reali dal 15 aprile al 21 luglio scorso.

La seconda sala presenta manoscritti miniati, incunaboli, cinquecentine, preziose carte geografiche antiche, disegni e incisioni, affiancati da un ricco corredo didascalico, per illustrare i personaggi e i principali eventi storici occorsi durante la vita di Leonardo.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Guernica di Pablo Picasso: l’arte come emblema di un mondo in conflitto

Guernica è un celebre quadro dell’artista Pablo Picasso.

Il pittore fu ispirato in seguito ai bombardamenti che l’omonima cittadina spagnola dovette subire il 26 aprile 1937 dalle truppe naziste, in sostegno al generale Franco, oppositore del legittimo governo repubblicano del tempo.

L’opera fu realizzata in soli due mesi, per poi essere proposta all’Esposizione Universale di Parigi.

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Guernica (1937)

L’aneddoto

Noto è l’aneddoto in cui un ufficiale nazista si avvicinò a Picasso durante l’esposizione parigina, e osservando Guernica disse all’artista:

<< Siete stato voi a fare questo? >>

<< No, siete stati voi ! >> rispose Picasso.

A sinistra: una madre con bambino tratti da Guernica.
A destra: un padre con il figlio dopo i bombardamenti in Siria.

La risposta che Pablo Picasso riservò al soldato tedesco non si riferiva ovviamente al dipinto in sé e per sé, ma alludeva ai fatti reali avvenuti nella cittadina spagnola e non solo.

A distanza di decenni si può affermare che la potenza distruttrice dell’uomo non ha ancora smesso di mietere vittime in molte zone del mondo.

L’arte preserva una forza tale da poterci mostrare tutto; e, ancora oggi, può riuscire a riscoprire la propria connotazione sociale, capace di elevare le coscienze umane.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero