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Norcia: una perla nel cuore dell’Umbria

Norcia è un comune italiano di circa 4800 abitanti che si trova in provincia di Perugia, in Umbria.

È  un luogo che conquista l’anima, infatti, non a caso, le sue mura di cinta disegnano un’evocativa forma a cuore.

Si trova nel punto di congiunzione tra due realtà paesaggistiche assai diverse ma contigue: la Valnerina, ovvero il comprensorio della stretta valle fluviale scavata dal fiume Nera e dai suoi affluenti, e i Monti Sibillini, una zona montuosa.

Stiamo parlando di un paese pieno di storie, leggende, santi e tradizioni culinarie.

Papa Gregorio Magno definì Norcia “Vetusta Nursia, epiteto che ancora oggi ritroviamo sull’arco di Porta Romana, una delle sette vie d’accesso alla città.

L’incisione sulla Porta Romana

Norcia in passato era una città sabina, costituita da una popolazione pre-romana che abitava l’Italia centrale. Spesso la sua nascita è legata al re Enotrio d’Arcadia, vissuto tra il 1500 a.C. ed il 1400 a.C., ben sette secoli prima di Roma.

Il suo nome deriverebbe da quello della dea Norzia(o Nortia), la divinità etrusca della fortuna e del destino.

Norcia e Roma sono legate da un doppio filo. Le loro storie si intrecciano in continuazione, vedendole a volte rivali, più spesso alleate. Da Virgilio, che la nomina nell’Eneide, passando per il famoso ratto della sabine, arrivando alle origini sabine di numerosi re di Roma.

Nel 480 d.C qui nacquero San Benedetto e Santa Scolastica, i santi gemelli. Divenne così la patria del patrono d’Europa, il grande riformatore del cristianesimo.

San Benedetto da Norcia.

La storia di Norcia è strettamente legata anche a quella dei terremoti, purtroppo numerosi, che l’hanno colpita nel corso dei secoli. I diversi eventi sismici, alcuni davvero molto potenti, hanno contribuito in modo deciso a disegnare l’attuale profilo del borgo. L’ultimo, nel 2016, ha causato crolli, danni e migliaia di sfollati.

In particolare, ha provocato il crollo della navata centrale e del campanile settecentesco della Basilica di San Benedetto.

La Basilica prima del crollo.

La costruzione originale, comprendeva la splendida facciata gotica, il rosone e i fregi dei 4 evangelisti, risalenti al XII secolo. In passato fu costruita nello stesso luogo in cui sorgeva una basilica di epoca romana andata successivamente distrutta.

La Basilica dopo il crollo.

Sono inoltre crollati i tetti della Concattedrale di Santa Maria Argentea e delle chiese di San Francesco e di Sant’Agostino. Il Santuario della Madonna Addolorata con il suo campanile e porzioni delle mura medievali sono stati totalmente rasi al suolo. Il sisma ha anche danneggiato lievemente il Palazzo Comunale e la Castellina.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. Rasiglia: il borgo dei ruscelli in Umbria

Rasiglia è una frazione di Foligno in provincia di Perugia. Si tratta di un paese montano, situato a circa 648 metri sul livello del mare. È conosciuto come il borgo dei ruscelli, per la presenza dei corsi d’acqua che attraversano il luogo.

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Uno dei ruscelli del borgo.

Molti turisti ogni anno raggiungono Rasiglia, nonostante le piccole dimensioni del paesino. Qui sembra che la vita scorra lenta e tranquilla, e chi vi si reca può trascorrere del tempo immerso nel silenzio e nella bellezza.

Sono solo circa trenta le persone che vivono in questo luogo, in delle caratteristiche casine di pietra, che rendono particolare una location adatta per gli amanti della natura e delle tipicità italiane.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. Norcia: tra arte, bellezza e gastronomia

Norcia è un comune italiano in provincia di Perugia con poco meno di 5.000 abitanti. Sono tanti i motivi per visitare il bel luogo, ed uno di questi è sicuramente l’aspetto gastronomico. Sono famosi, infatti, i prodotti tipici come il tartufo nero e i formaggi di pecora; ma non solo: è proprio qui che è nato il norcino, una vera specializzazione nella lavorazione delle carni di maiale.

Il libro di Maria Teresa Gigliozzi che ripercorre la storia del borgo di Norcia. Una storia segnata dal terremoto.

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Norcia offre molteplici alternative per i turisti, non tralasciando coloro che sono più avventurosi e sportivi: trekking, equitazione, escursionismo, rafting, canoa, mountain bike sono alla portata.

A inizio estate, solitamente tra la seconda metà di giugno e i primi di luglio, è possibile ammirare la famosa fioritura della Piana, spettacolo naturale che ogni anno attira centinaia di turisti da tutto il mondo.

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La fioritura della Piana di Castelluccio di Norcia

L’arte a norcia:

Nella piazza principale di Norcia si potrà visitare la Chiesa di San Benedetto, sorta sopra la casa natale del santo. La struttura, originaria del 1200, si divide su due piani: quello inferiore della cripta dove è possibile osservare i resti delle mura romane, e quello superiore della chiesa principale. Uscendo dalla porta principale e volgendo a sinistra, sotto un portico del 1500 si allineano le antiche “Misure” (XIV sec.), grossi recipienti di pietra, usate durante i mercati come unità di misura per le merci.

Rimanendo nella piazza si potrà ammirare il Palazzo Comunale del XIII secolo con Loggia, Scalinata e Torre Campanaria.

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Basilica di San Benedetto.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Sposalizio della Vergine: la fine del periodo giovanile di Raffaello

Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello Sanzio è un dipinto datato 1504. Esso, conservato presso la Pinacoteca di Brera a Milano, testimonia la fine del periodo giovanile del noto pittore.

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L’opera venne commissionata dalla famiglia Albizzini per la cappella di San Giuseppe nella chiesa di San Francesco a Città di Castello (nell’attuale provincia di Perugia).

Per realizzarla Raffaello venne ispirato da un analogo dipinto che proprio in quegli anni il Perugino stava dipingendo per il Duomo di Perugia.

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Lo sposalizio della Vergine (1504), Raffaello Sanzio.

I personaggi e lo sfondo:

Il dipinto raffigura lo sposalizio di Maria e Giuseppe, con al centro un sacerdote che, tenendo le mani di entrambi, officia la funzione.

A sinistra vicino a Maria c’è un gruppo di donne, mentre dal lato di Giuseppe se ne trova uno di uomini.

Lo sfondo è occupato da un edificio a pianta centrale al centro di una piazza. Alcuni gruppetti di figure, senza un particolare significato, popolano la piazza per dare un tocco quotidiano e per scandire la profondità spaziale, con le loro dimensioni opportunamente scalate.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero