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Pechino: i luoghi simbolo dell’antichissima metropoli

Pechino è una delle città più affascinanti del mondo. Programmarvi un viaggio, per molte persone, può essere il sogno di una vita.

Spostarsi da un posto ad un altro della metropoli può risultare impegnativo in termini di tempo da impiegare. Per questo è conveniente sapere anticipatamente dove sarebbe bello recarsi per ammirare dei luoghi simbolici.

Scopriamo insieme quali sono le mete principali da non perdere una volta recatisi presso l’importante capitale cinese.

  • La Città Proibita: situata nel cuore di Pechino, ospitò 24 imperatori delle dinastie Ming e Qing. E’ circondata da una cinta muraria alta dieci metri, ha una circonferenza di circa tremila metri con delle torri ai quattro angoli, e da un fossato.
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La città proibita di Pechino
  • Palazzo d’Estate: è il giardino imperiale più grande e meglio conservato di tutta la Cina;
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Palazzo d’Estate a Pechino
  • Piazza Tienanmen: è una maestosa piazza nel cuore della Città, vista come il cuore simbolico della Nazione.
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Piazza Tienanmen (Pechino)

Simona Lamarmora & Cosimo Guarini per L’sola di Omero

La Grande Muraglia Cinese: un’opera senza tempo

Inserita nel 2007 tra le sette meraviglie del mondo moderno, e già nominata dall’UNESCO nel 1987 Patrimonio dell’Umanità, la Grande Muraglia si estende tra le montagne del Nord della Cina, abbracciando Pechino.

Si erge imponente, lunghissima, con una connotazione storica impressionante, attraverso la quale sono fiorite leggende e miti che ancora oggi ne alimentano la bellezza.

Fu edificata più di 2000 anni fa dall’imperatore Qin Shi Huang, primo imperatore della dinastia Qin ( durata dal 221 al 206 a.C.), diventato noto anche come colui che volle il famoso Esercito di terracotta di Xi’an.

La Grande Muraglia nel passato

Conosciuta in Cina con il soprannome di Wanli Changcheng, inizia la sua strada da Hushan nel nord-est del Paese, passando per Pechino, attraversando innumerevoli province.

La Grande Muraglia appare come un enorme drago che si snoda tra le montagne, tra i deserti e tra le colline per una lunghezza totale di circa 21.000 chilometri, nonostante molte parti siano andate distrutte nel corso dei secoli.

E’ considerata un vero e proprio capolavoro dell’architettura difensiva antica, che oggi, con scenari unici e circondata dalla natura, è diventata un simbolo universale del popolo cinese.

Si tratta di un complesso di mura e fortificazioni che comprende tutte le sezioni edificate dai Sette Stati combattenti e da almeno sette dinastie in quindici province diverse. Il suo punto più celebre è Badaling, il quale è raggiungibile facilmente da Pechino.

La Grande Muraglia a Badaling

Perché è stata costruita?

Durante la prima dinastia cinese, le già preesistenti mura settentrionali furono unite e collegate per difendersi dall’invasione dei popoli nomadi del nord.

Fu ad opera dei successori, la dinastia Han (durata dal 206 a.C. al 220 d. C.), che la costruzione si estese ulteriormente fino alle regioni Nord occidentali con l’obiettivo di proteggere la Via della Seta (la rotta commerciale via terra più significativa della storia che ha connesso l’Est e l’Ovest, attraversando Stati e territori profondamente diversi tra loro). Mentre, durante la dinastia Ming (dal 1368 al 1644), furono aggiunti alla costruzione cannoni e torri di avvistamento.

Se si vuole trovare il punto di partenza e la fine di questa costruzione, si deve prender nota che ad Occidente, intorno a Jiayuguan, sorgono i resti della prima torre, mentre ad Est la Grande Muraglia si tuffa letteralmente nel mare, vicino a Shanhaiguan; nei pressi del Golfo di Bohai, infine, la ‘vecchia testa di drago’ rappresenta il punto finale della costruzione.

La testa del drago, la fine est dove la Grande Muraglia incontra il mare vicino a Shanhaiguan

Curiosità

Contrariamente alla credenza comune, la Muraglia cinese non può essere avvistata dallo spazio ad occhio nudo, poiché, anche se è lunga migliaia di chilometri è larga meno di dieci, quindi è visibile solo attraverso un telescopio.

E’ stata anche definita come il cimitero più lungo della Terra, poiché gli archeologi hanno trovato sotto alle mura numerosi resti umani, che si pensa appartenessero ai contadini, ai prigionieri e ai soldati che parteciparono alla sua costruzione.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero