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Giovanna d’Arco, l’eroina francese beatificata dalla Chiesa cattolica

Giovanna d’Arco è nota come celebre eroina della storia francese. Il suo riconoscimento però è divenuto internazionale, tanto da ricevere la santificazione dalla Chiesa cattolica.

A lei va il merito di aver riunito parte dei territori dello Stato francese caduti in mano agli inglesi durante la guerra dei cent’anni.

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Giovanna d’Arco (Domrémy, 6 gennaio 1412 – Rouen, 30 maggio 1431).

Fu proprio la predetta guerra (1337 – 1453) a conferire visibilità alla donna, che con le sue gesta viene considerata indiscutibilmente una delle figure simbolo della Francia.

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Copertina di un noto film ispirato alla vita di Giovanna d’Arco

Le voci celestiali:

Giovanna nacque da una famiglia di contadini della Lorena. Da giovane, risultava essere una ragazza molto devota e caritatevole.
All’età di tredici anni iniziarono a verificarsi degli episodi al quanto insoliti. Ella, infatti, iniziò ad udire delle voci celestiali e ad avere delle visioni dell’arcangelo Michele, di santa Caterina e di santa Margherita. Furono questi episodi ad illuminare la giovane, e a spingerla nella lotta per difendere il suo popolo.

La morte:

La sua vita terminò in seguito alla catturata da parte dei Borgognoni, che la vendettero agli inglesi. Questi ultimi prima la processarono per eresia, e poi il 30 maggio 1431 la condannarono al rogo, ardendola viva.

Successivamente, nel 1456 il pontefice Callisto III dichiarò nullo il medesimo processo.

Giovanna d’Arco fu beatificata nel 1909 da Pio X e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Michelangelo e la Cappella Sistina: la storia d’una passione autentica.

La Volta della Sistina detiene tutta la bellezza, tutta la passione, conferitagli cinquecento anni prima da Michelangelo.

Il 31 Ottobre 1512 la Cappella Magna, eretta da Papa Sisto IV verso la fine del Quattrocento, riceverà la nomenclatura di Cappella Sistina. È proprio in quella domenica che il genio aprì le porte a Papa Giulio II dopo ben quattro anni di duro lavoro, affinché egli potesse smarrirsi alla vista di un’opera straordinaria, sia per le sorprendenti raffigurazioni, ma ancor più per la tecnica innovativa caratterizzata da una nuova flessibilità dei corpi e dall’armonia cromatica. Lo stesso Giorgio Vasari avrà modo di trattare di quest’opera, sottolineando quanto l’arte sarebbe cambiata dopo la creazione di essa.

La grande impresa ebbe inizio nel 1508 quando Michelangelo vi fece ingresso per la prima volta. Si trovò dinnanzi alle opere dei più grandi artisti del Quattrocento, fra cui Sandro Botticelli o lo stesso maestro del Buonarroti, Domenico Ghirlandaio.

Buonarroti aveva precedentemente intrapreso degli studi sul nudo, in particolar modo sul nudo maschile ed in movimento. È questo il principale obiettivo dell’artista, proposto più volte in varie sue opere, fra cui il David.

Il Giudizio Universale dipinto da Michelangelo

Il lavoro che il grande artista condusse all’interno della Cappella, si è costituito perlopiù in due fasi: una all’età di 30 anni circa, quando si occupò della Volta, e l’altra all’età di 60 anni, quando diede vita al Giudizio Universale.

Fra le prime raffigurazioni della Cappella Sistina, si trovano le Lunette; si tratta dei primi affreschi databili al 1508-1512. Fra questi, la Lunetta di Eleazar e Mattan, la Lunetta di Giacobbe e Giuseppe, la Lunetta di Achim ed Eliud, ecc.

La solennità di queste Lunette è rettificata dall’umanità dei personaggi rappresentati, i quali non solo son dotati di un’adattabilità ai movimenti mai riprodotta prima; i soggetti hanno una propria espressività che si eleva in riflessione ed angoscia per quelli maschili ed al contrario, in grazia e soavità per quelli femminili.

Questi affreschi, tuttavia, non costituiscono la totalità delle opere realizzate da Michelangelo, poiché gran parte di esse andò perduta, in quanto lo stesso Buonarroti volle far spazio al Giudizio Universale.

Le Vele contengono, invece, la serie degli Antenati di Cristo. Si tratta di affreschi racchiusi in spazi triangolari concavi e si differenziano dalle Lunette per lo stile, per la forma e soprattutto per i colori: più vivaci e luminosi per le Lunette e più scuri per le Vele.

Nel 1510 circa vennero realizzate, fra queste, la Vela sopra Zorobabele, Abiud ed Eliacim oppure la Vela sopra Giosia, Ieconia e Salatiel, ecc.

Ad occuparsi della decorazione degli spazi triangolari nella Volta della Cappella Sistina, è anche la serie dei nudi bronzei realizzata fra il 1508 ed il 1512. Essi conferiscono una rappresentazione figurativa ad atlanti, statue viventi, demoni incatenati in toni monocromatici che si propongono di riprodurre, solo in modo artificiale, il bronzo.

A contornare i riquadri minori delle Storie della Genesi vi sono venti Ignudi, i quali si presentano come delle figure angeliche intermedie fra “uomini e divinità”.

Quanto trattato finora, seppur nella sua magnificenza, ricopre quasi un ruolo secondario e decorativo, capace di preparare (oppure no) lo spettatore alla

successiva interpretazione, l’annunciazione del mistero della Creazione di Dio: La Volta.

La fascia centrale della Volta si sviluppa mediante nove Storie della Genesi, nelle quali si raggiunge il culmine attraverso la realizzazione dell’uomo ad immagine e somiglianza del Suo Creatore: La Creazione di Adamo.

È un momento di immensa contemplazione, illustrato su uno sfondo scevro contrastato dalla figura giovane e leggiadra di Adamo che si protrae verso l’Eterno, semplicemente sfiorando le sue dita. Sono in molti a ritenere che questa impossibilità fosse voluta, quasi ad indicare l’irraggiungibilità della perfezione divina da parte dell’uomo.

La seconda fase dell’opera di Michelangelo ebbe luogo circa trent’anni dopo ed esordì attraverso il Giudizio Universale, realizzato fra il 1535 ed il 1541. Esso si presenta come la più grande rappresentazione della perusia, dell’inaugurazione del Regno di Dio. L’immagine dell’uomo qui rappresentata è quella dell’uomo-eroe; allude, quindi, ad una visione grandiosa dell’essere umano.

Qui è evidente quanto il trascorrere del tempo abbia avuto un forte impatto sia sull’artista che, più in generale, sull’uomo del pieno Umanesimo; infatti, questa seconda fase del progetto si presenta senz’altro più incerta e più carica di angoscia e dubbi. A confermare quanto detto è proprio la stessa figura dell’uomo-eroe, che si rifà ad un’ottica antropocentrista tipicamente rinascimentale.

Si racconta che Michelangelo non fosse per niente entusiasta, almeno inizialmente, di affrescare la Cappella Sistina. Se così fosse stato, non avremmo potuto oggi ammirare una delle meraviglie più importanti dell’arte occidentale.

“Alla quale opera non pensi mai scultore né artefice raro potere aggiungere di disegno, né di grazia, né con fatica poter mai di finitezza, pulitezza e di straforare il marmo tanto con arte, quanto Michele Agnolo (Michelangelo) vi fece, perché si scorge in quella tutto il valore et il potere dell’arte.” G. Vasari

Questa è l’eredità che di lui ci lascia Giorgio Vasari ( pittore, architetto e storico dell’arte italiano), il quale non ebbe alcuna incertezza nel ritenere che il Genio fosse “una divinità”.

Angela Cerasino per L’isola di Omero

Il Palazzo dei Papi di Avignone: tra il gotico e i misteri della Curia papale

Il Palazzo dei Papi ad Avignone è una struttura architettonica di rilevanza unica in Francia e non solo. Non a caso dal 1995 è stato inserito nell’elenco dei beni che fanno parte del Patrimonio mondiale dell’Umanità.

L’edificazione avvenne tra il 1335 e il 1364. La città francese divenne sede papale nel 1309, per via dell’allontanamento dei Pontefici dal caos di Roma.

Con l’avvento di Clemente VI, Innocenzo VI e Urbano V, inoltre, vi fu l’ampliamento della struttura che attualmente prende il nome di Palazzo Nuovo.

Le modifiche riguardarono la costruzione di una nuova torre ed altri edifici adiacenti (tra questi non si può non considerare la Cappella Grande, lunga più di cinquanta metri).

La facciata del Palazzo di Avignone vista in maniera completa

Il perfetto stile architettonico gotico medievale fa da contorno ad una storia fitta di eventi.

Tra questi come non ricordare il momento in cui Gregorio IX decise di ristabilire la Sede Pontificia a Roma. Questa azione portò ad una separazione che riguardò gli antipapi Clemente VII e Benedetto XIII. Essi stabilirono la loro sede ad Avignone fino al 1408.

Dopo la morta di Gregorio IX (1378) fu eletto Urbano VI, che però fu costretto dalle pressioni dell’aristocrazia romana ad essere destituito dai cardinali. Al suo posto il conclave elesse Clemente VII.

Quest’ultimo ritornò nella città francese, mentre Urbano contemporaneamente rifiutò di rinunciare al trono di San Pietro a Roma. Avvenne così il Grande Scisma d’Occidente.


Cosimo Guarini per L’isola di Omero