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Il capolavoro di Mirò: La fattoria

“Tutta la mia opera è concepita a Mont-Roig”, era solito ripetere Miró, parlando della fattoria che suo padre, orologiaio di Barcellona, comprò nel 1910 a pochi chilometri dalla costa di Tarragona. 

La fattoria acquistata dal padre di Mirò.

L’artista trascorse tutte le estati nella masía, dal 1911 al 1976 (a esclusione degli anni della Guerra Civile), dove ebbe il suo primo studio e dove trasse ispirazione per molti dei suoi capolavori, lavorando soprattutto alla scultura. La casa è simbolicamente ritratta da Miró nel 1921-22 in un celebre olio su tela, La fattoria (oggi alla National Gallery di Washington), comprata nientemeno che da Ernest Hemingway a Parigi negli Anni Quaranta. 

Un grande albero di eucalipto si staglia al centro del dipinto, che si prefigura come una sorta di inventario di tutto quello che era presente nella fattoria: dalle varietà degli animali allevati alle verdure, dagli edifici agli attrezzi. Sotto il cielo azzurro, il paesaggio del giardino è dominato da toni di terra brunastra, quasi una rappresentazione metafisica: c’è una spinta verso la descrizione realistica e minuziosa, tratteggiata in stile naif.  Tutto è su uno spazio definito da un piano terra inclinato verso l’alto tant’è che anche le forme sono inclinate nello stesso modo e sono rappresentate parallelamente all’immagine. La casa, il giardino, la campagna rappresentano il paesaggio emotivo, interiore di Mirò. Un mondo rurale autentico, pieno di poesia e carico di luce mediterranea.

Qui Mirò combina un interesse per il primitivismo, richiamando probabilmente anche la sua attrazione per l’arte popolare catalana, e un vocabolario cubista per produrre un paesaggio quasi inquietante che prefigura il suo lavoro surrealista.

Rosa Araneo per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. Cefalù, un concentrato di storia e bellezza.

Cefalù è un comune italiano di circa 14.300 abitanti situato ai piedi di un promontorio roccioso, in provincia di Palermo, in Sicilia.

Il borgo, sviluppatosi attorno al Duomo, ha mantenuto il suo assetto medievale, con le strade strette del centro storico, pavimentate con i ciottoli della spiaggia e il calcare della Rocca di Cefalù.

All’esterno si può ancora ammirare una parte della cinta muraria megalitica, risalente al V secolo a.C., che ha reso il territorio un funzionale avamposto greco.

      Particolarmente caratteristico è a anche il borgo marinaro, con le case antiche che fronteggiano il mare. Nel periodo bizantino la città infatti, per proteggersi, si trasferì sulla Rocca, dove ancora oggi si possono ammirare i resti di alcune strutture caratteristiche.

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In seguito alla conquista degli Arabi nel 858 d.C., Cefalù fu annessa all’emirato di Palermo fino al 1063, ma dopo il 1131 i Normanni la ricostruirono in riva del mare.

Fu infine annessa al Regno d’Italia nel 1870. Fuori dai confini del centro storico, il nucleo urbano si è esteso a cavallo della piccola area pianeggiante che separa la rocca dal resto del sistema collinare della costa.

Luoghi caratteristici

Il Duomo di Cefalù

Secondo una leggenda, sarebbe sorto in seguito ad un voto fatto dal re normanno Ruggero II, scampato ad una tempesta ed approdato sulle spiagge della cittadina; ma la vera motivazione è in realtà di natura politico-militare, dato il suo carattere di fortezza.

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L’edificio, in stile arabo-normanno, è affiancato da due torri; esso non venne mai completato in modo definitivo, e il progetto iniziale non fu rispettato. Venne fondato nel 1131, e nel 1145 vennero realizzati i mosaici nell’abside e sistemati i sarcofagi che Ruggero II aveva destinato alla sepoltura sua e della moglie, poi spostati.

La pianta della chiesa è a croce latina, suddivisa in tre navate sorrette da colonne di marmo.   

 Collegato al Duomo troviamo un esempio molto rilevante di scultura medievale in Sicilia, il chiostro, in cui possiamo ammirare delle colonne binate sormontate da capitelli figurati.

La Rocca           

Sulla sua vetta si può godere di un panorama mozzafiato con vista sul Mar Tirreno. Qui si trova un meraviglioso edificio megalitico sorto tra la fine del V e gli inizi del IV secolo, il Tempio di Diana, un santuario sovrastato da lastre di pietra dolmen ospitanti una cisterna risalente al IX secolo a.C.

Mentre sul versante settentrionale, è possibile trovare tracce preistoriche della cittadina nelle due grotte, identificate delle Giumente e delle Colombe.

Il Museo Mandralisca

Esso conserva un immenso patrimonio artistico, e comprende oltre alla pinacoteca, una notevole collezione archeologica, e oggetti di prestigio appartenuti alla famiglia Mandralisca.

Conserva due importanti opere: il magnifico Ritratto d’Uomo, opera attribuita ad Antonello da Messina, e il Cratere Siceliota a figure rosse su fondo nero detto del Venditore di tonno.

Curiosità

In Agosto si svolge la Festa del Santissimo Salvatore, patrono di Cefalù, con festeggiamenti religiosi e musicali, compreso il Palio delle Barche. Le manifestazioni comprendono una solenne processione a mare ed il Trionfo del re, festeggiato con la partecipazione di cavalieri, musicisti, danzatori, mimi, attori e figuranti.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero