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Van Gogh, Monet, Degas: dal Virginia Museum of Arts la mostra arriva a Padova (info biglietti)

Dal 26 ottobre 2019 al 1° marzo 2020, Palazzo Zabarella a Padova ospita più di settanta capolavori di circa 30 artisti dello scenario artistico francese tra Romanticismo e Cubismo.

L’esposizione è incentrata in particolare sul trio composto da Vincent Van Gogh, Edgar Degas e Claude Monet.

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Campo di grano con volo di corvi, V. Van Gogh.

L’evento celebra Paul Mellon e sua moglie Rachel ‘Bunny’ Lambert, due tra i più importanti e raffinati mecenati del XX secolo.

La mostra, curata da Colleen Yarger, presenta una preziosa selezione di opere provenienti dalla Mellon Collection of French Art dal Virginia Museum of Arts, che copre un arco cronologico che dalla metà dell’Ottocento, giunge fino ai primi decenni del Novecento, compreso tra il Romanticismo e il Cubismo.

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La classe di danza, E. Degas.

Info biglietti:

Singoli:

Intero: € 13,00

Ridotto: € 11,00
Valido per over 65; ragazzi dai 18 ai 25 anni; persone disabili o con invalidità; membri del FAI e del “Touring Club Italia” o titolari di “Padova Card”; docenti e personale dell’Università degli Studi di Padova e dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Ridotto Speciale: € 9,00
Valido per ragazzi dai 6 ai 17 anni; studenti dell’Università degli Studi di Padova e dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Biglietto Open: € 16,00
Permette la visita alla mostra in ogni momento, senza necessità di fissare una data ed una fascia oraria precise. Acquistabile sia in biglietteria, che online.

Biglietto Famiglia
Adulti: € 11,00 Ragazzi: € 6,00

Valido per 2 adulti e per ragazzi dai 6 ai 14 anni fino ad un massimo di 5 persone.

Ingresso gratuito: Valido per bambini fino ai 5 anni (non in gruppo scolastico); accompagnatori di visitatori disabili; i giornalisti possono accedere previa richiesta di accredito via email all’ufficio stampa anna.defrancesco@clp1968.it, con indicazione della testata e del giorno previsto per la visita.


Biglietto Online: Permette la prenotazione della visita in una data ed un orario prestabiliti e non modificabili, nonché di evitare eventuali code alla biglietteria (il diritto di prevendita è pari ad € 1,50). Acquistabile su questo link: https://www.ticketlandia.com/m/palazzozabarella

Gruppi:

Gruppi di 15 – 25 persone
La prenotazione è obbligatoria tramite Call Center al seguente numero telefonico: 049 8753100

Adulti: € 12,00
Under 18: € 9,00

L’ingresso per il capogruppo è gratuito.

Scuole: € 6,00 a studente
La prenotazione è obbligatoria tramite Call Center al seguente numero telefonico: 049 8753100

L’ingresso per 2 insegnanti accompagnatori è gratuito.

Biglietteria

La biglietteria di Palazzo Zabarella è attiva dalle ore 9.30 fino a 45 minuti prima della chiusura della struttura.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Il bacio di Hayez: l’incontro di passioni e misteri

In tutto il suo spettacolare lirismo poetico, Il bacio, del pittore italiano Francesco Hayez (Venezia, 1791- Milano, 1882) si impone come autentico manifesto dell’arte romantica italiana.

L’opera presenta, apparentemente, la passione di un fuggevole bacio fra due innamorati. L’ambientazione è quella tipica medievale, come si può ben cogliere dai costumi dei personaggi e, non meno, dall’interno del castello che in un solo quadro racchiude una serie di peculiarità.

Innanzitutto, alla destra dei due amanti, vi sono tre scalini che lasciano intendere una soluzione negativa o, quanto meno, presagiscono l’interruzione del momento romantico. Allo stesso modo, la loro sinistra è occupata da una colonna che anticipa un arco gotico. La scena, dunque, non appare affatto chiusa, al contrario essa annuncia una sorta di fuga.

Fra i due personaggi, però, sembra essere l’uomo a percepire questo attivismo, poiché caratterizzato da una flessibilità che si coglie sia dalla sua postura (la gamba poggiata sul primo scalino), sia dal modo con cui trattiene il viso della donna in questo intenso bacio.

Al contrario, il corpo dell’amata è completamente assuefatto dalla situazione. Essa si lascia travolgere completamente, mostrandosi in tutta la sua arrendevolezza.

A porsi in contrasto con la sensualità dei corpi avvinghiati, è anche la presenza di un pugnale che si intravede grazie al movimento dell’uomo. Ciò potrebbe voler annunciare una dipartita, pertanto il bacio diviene angoscioso e drammatico.

Nonostante, come precedentemente annunciato, vi siano due punti di fuga, l’uomo sembra prediligere quello alla loro destra, dove vi sono i tre scalini posti in una struttura diagonale rispetto ai corpi.

Prescindendo lo schema geometrico e prospettico, una fuga a sinistra non rassicurerebbe neppure lo spettatore, poiché si intravede una misteriosa ombra sul fondo dell’arco. Vi sono state molteplici interpretazioni che, tuttavia, non sono state utili a spiegare di chi sia questa fantomatica ombra. Pare, comunque, si tratti dell’ombra di una domestica.

Dunque, dopo un primo veloce sguardo, la scena appare sensuale e passionale, mentre, mediante un’analisi più attenta, il dipinto si mostra più cupo.

Molto felice è, invece, il cromatismo del dipinto, caratterizzato dal rosso/ marrone degli abiti di lui e dal celeste di quello di lei, che spiccano fra i colori tenui delle mura. Si può affermare sia frutto dell’eredità di Giorgione e Tiziano Vecellio.

L’opera, però, non si limita a ciò, poiché sottintende degli aspetti cruciali di un periodo contrassegnato da ideali nazionalistici – patriottici, in virtù dei quali molti hanno potuto vedere il riflesso di un’Italia unita che vi sarà a breve.

Il grande capolavoro di Hayez è oggi conservato presso la Pinacoteca di Brera, la quale gli conferisce sempre la luce perfetta per la contemplazione e uno spazio adatto per sognare, seppur con qualche titubanza, un lieto fine.

Angela Cerasino per L’isola di Omero

La Libertà che guida il popolo: l’unione delle classi sociali in lotta contro l’oppressore

Il celebre dipinto La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, realizzato nel 1830, è conservato presso il Louvre di Parigi.

Per l’esecuzione del dipinto, l’autore fu ispirato dagli eventi verificatisi dal 27 al 29 luglio 1830 a Parigi; ovvero durante le Tre Gloriose Giornate che videro il popolo francese insorgere nei confronti dell’autorità del re Carlo X di Borbone.

In primo piano appare una donna che riveste i panni della personificazione della Francia che guida la gente in rivolta.

 A destra della donna vi è un ragazzino armato di pistole, simboleggiante il coraggio dei più giovani durante la lotta contro l’ingiustizia della monarchia assoluta.

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A sinistra, invece, è visibile un intellettuale borghese con un cilindro in testa. Convenzionalmente è ritenuto un autoritratto dell’artista, ma forse si tratta della raffigurazione di un suo amico dal nome Félix Guillemardet . Ai piedi della Libertà, invece, è visibile un giovane manovale che guarda speranzoso la fanciulla.

Il riutilizzo della Libertà

Nel 1944, dopo la liberazione della Francia dall’egemonia del regime nazista, alcune copie del dipinto stampate su dei volantini comparvero sui manifesti che celebravano la libertà riconquistata.

In particolare, dopo la fine della guerra, Charles de Gaulle riutilizzò l’immagine dell’opera d’arte per un uso prettamente politico. Lo stesso avvenne negli anni successivi, basta pensare a François Mitterrand e ai festeggiamenti per la sua elezione a Presidente della Repubblica nel 1981.

I simboli in politica contano molto, sopratutto quando rievocano lo spirito di unità nazionale. Del resto cosa c’è di più patriottico per i francesi che osservare un’immagine che rievoca la rivoluzione del 1789?

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Antonio Canova e il neoclassicismo sono in mostra a Napoli

Il Museo Archeologico di Napoli sta ospitando dal 28 marzo al 30 giugno 2019 un’importante mostra sulle opere dell’artista neoclassico Antonio Canova.

Si parla di più di 100 opere con 12 sculture prese in prestito dall’Ermitage di San Pietroburgo, tra cui Le Tre Grazie e Amore e Psiche stanti.

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Amore e Psiche Stanti
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Le tre grazie

Il titolo dell’iniziativa è Canova e l’antico. Sarà un’occasione davvero unica per gli appassionati dell’arte di visionare delle opere di rilievo, situate in un museo lontano dall’Italia.

L’evento nasce da un importante accordo siglato tra Mikhail Piotrovsky, direttore dell’Ermitage di San Pietroburgo, e Paolo Giulierini, il direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli, ed è parte delle iniziative organizzate nell’ambito dell’Anno della Cultura Russa in Italia, che comprende mostre, prestiti e progetti di vario genere in sinergia tra Russia e Italia.

Prezzo biglietti:

  • Intero € 15.00
  • Ridotto € 7.50
  • cittadini della comunità europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni € 2.00
  • per tutta la durata della mostra Canova e l’Antico, i visitatori che presenteranno il TIC, biglietto integrato Campania di Unico Campania, hanno diritto a 2 euro di sconto sul prezzo del biglietto
  • Cittadini sotto i 18 anni della Comunità Europea ed extracomunitari gratuito

Orari: dalle 9.00 alle 19.30

Dove: Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Piazza Museo 19

Cosimo Guarini per L’isola di Omero