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L’ESERCITO PERDUTO DI CAMBISE II DI PERSIA: I MISTERI DELL’ANTICO EGITTO

Col termine di Armata perduta di Cambise lo storico greco Erodoto indica un disastro militare occorso all’Impero Persiano nel 524 a.C., durante l’occupazione militare dell’Egitto antico guidata dal re Cambise II.

Erodoto si limita a riportare nella sua opera quanto appreso durante il suo viaggio in Egitto circa un’ottantina d’anni dopo il verificarsi dei fatti. Recentemente, alcune scoperte archeologiche nel Deserto Occidentale egiziano compiute dagli archeologi italiani Angelo e Alfredo Castiglioni sembrano confermare la versione dei fatti tramandata dallo storico greco.

Archeologia in lutto. È scomparso Alfredo Castiglioni, protagonista col  fratello Angelo di mezzo secolo di ricerche in Africa: esploratore,  archeologo, antropologo, etnologo, autore di libri, film, reportage |  archeologiavocidalpassato
Angelo (Milano, 18 marzo 1937) e Alfredo Castiglioni (Milano, 18 marzo 1937 – Gallarate, 14 febbraio 2016) sono due gemelli che hanno svolto ricerche in campo archeologico, antropologico e etnologico.

Al tempo in cui ci riferiamo l’Egitto dei faraoni aveva subito grandi sconfitte, ed era in una fase di contenimento e di rientro nei propri confini originari. In quest’ottica i Persiani cercarono di occupare le ambite zone per i traffici commerciali; la più preziosa era sicuramente l’Oasi di Siwa, presso i confini dell’odierna Libia.

Circa 80.000 uomini persiani si diressero verso l’Egitto, divisi in due armate. Una più piccola, di 30.000 unità, si diresse verso sud; una da 50.000 verso l’Oasi di Siwa.

L'oasi di Siwa, eden nel Sahara
Oasi di Siwa.

Mentre per la prima armata le fonti parlano di un’epidemia di malattie che fece decidere ai generali di tornare indietro verso Tebe, dei 50.000 diretti a occidente si sa che non seguirono la linea costiera; forse perché si pensava che gli egiziani gli avrebbero attesi proprio lì.

Sicuramente l’esercito seguì una delle due vie carovaniere principali, anche se erano strade molto rischiose. Si parla di circa 180 Km di sabbia senza oasi, con delle dune che cambiano in base ai venti. E proprio ad un vento caldo tipico della zona che alcuni storici fanno risalire la scomparsa dell’esercito, sepolto senza la possibilità di sopravvivere.

Questa teoria, che è quella principale, sembrerebbe essere avvalidata dai ritrovamenti di cui si è parlato all’inizio: dei segni in pietra con scritte persiane trovati lungo il tragitto, riportano la strada da non percorrere assolutamente.

Altre teorie ipotizzano che l’esercito avesse raggiunto Siwa e che fosse stato annientato dagli egiziani. In tal caso la prima ipotesi sarebbe stata inventata e resa reale per oscurare l’accaduto.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero