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La malattia dell’Occidente: il nichilismo del vivere quotidiano

Con nichilismo si intende non solo un’impostazione filosofica ma sopratutto un sintomo diffuso che attraversa tutto l’Occidente. È la sensazione dello svuotamento di tutti i fondamenti, umani o sociali: ci è stato insegnato che non vi è nulla di certo, che ogni eventuale principio o valore può rivelarsi erroneo, che dobbiamo orientarci in base a riferimenti di natura momentanea.

Lo svuotamento non genera più ribellione, anzi prende sempre più consistenza l’ansia, la noia e l’indifferenza: abbagliati dalle mille verità che ogni giorni si palesano davanti ai nostri occhi, ci dedichiamo al provvisorio e cominciamo ad accettare l’idea che non vi possa essere nessun significato definitivo nel nostro vivere.
Nietzsche rintracciava la presenza del nichilismo in un’assenza: quando manca la risposta al “perchè?” e quando i valori supremi perdono ogni valore. Quei valori che sono creati e condivisi e fanno da collante sociale perché ritenuti idonei a ridurre i conflitti e a garantire un’ordinata convivenza.

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Friedrich Nietzsche (15 ottobre 1844, Röcken, Lützen, Germania – 25 agosto 1900, Weimar, Germania): filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco.


Oggi, nell’arena sociale, l’uomo non è più il soggetto del suo operare, ma il semplice esecutore di azioni prescritte e regolate dai soli criteri di efficienza e di produttività. La velocizzazione dei cambiamenti, l’accelerazione del quotidiano, il dissolversi della durata esaltano l’istantaneo e il vuoto del presente. La vita si svolge tutta come una serie di momenti e la razionalità che sembrava essere la gloria dell’uomo sembra scomparsa dal quotidiano.

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Affermare un principio e fermarsi a tale affermazione è sterile, dubitare è potenza perché significa uscire dalla gabbia dell’immediato vivere e avventurarsi alla ricerca di sé.
Si può riemergere dalla palude generata dal vuoto di valori riattivando la volontà di verità, una verità che non va trovata, ma costruita insieme perché solo perseguendo la ricerca di se stessi si può costruire una moralità che è incunabolo del senso della vita.

Rosa Araneo per L’isola di Omero