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LOLITA DI NABOKOV: IL ROMANZO RAFFINATO CHE NON È PER TUTTI

E se foste stati voi uno di quegli editori che non volle pubblicare Lolita?

Avreste preso bene il successo che poi ha avuto il romanzo?

Lolita è un romanzo di Vladimir Vladimirovič Nabokov scritto in inglese, pubblicato inizialmente a Parigi nel 1955 e dieci anni più tardi tradotto in russo dallo stesso autore. La prima edizione in italiano risale al ’59.

Lolita, copertina del libro. Per i dettagli CLICCA QUI.

Il romanzo parla della scabrosa relazione tra un uomo di trentasette anni e una bambina; e per questo fu rifiutato da quattro editori americani. Ma al di là della provocazione che l’autore offre proponendo il tema della pedofilia, egli non scende mai nei dettagli; non gli interessa parlare di sesso o dell’atto sessuale in sé. Nabokov lascia spazio all’immaginazione e indaga psicologicamente sul motivo per cui il professore di letteratura Humbert Humbert è preda dell’attrazione per una ninfetta, ovvero di una piccolissima donna che dimostra di più della sua età reale.

L‘età è infatti un elemento centrale del libro. La fase di crescita della fanciulla che racconta lo scrittore russo è delicata quanto la tematica principale del racconto. Quest’ultimo assume una forma dai contorni ancora più fragili quando il tutto si intreccia con un altro tema bollente, l’incesto. L’uomo infatti, dopo essere arrivato in America dall’Europa, sposerà una donna che è la madre della bambina con cui egli avrà successivamente una relazione.

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Schermata iniziale del film Lolita (1962) diretto da Stanley Kubrick.

Lolita è il soprannome che l’uomo dà in privato alla ragazzina. Il termine «lolita» – complice anche la trasposizione cinematografica di Stanley Kubrick – fece subito sensazione: entrò nella cultura di massa e nel linguaggio prendendo a significare ovunque, per antonomasia, una diabolica ninfetta, piccola seduttrice, non si sa fino a qual grado inconsapevole; o anche una giovanissima sessualmente precoce o comunque attraente.

Mai come in questo caso Eros e Thanatos viaggiano a braccetto. Del resto come affermò Sigmund Freud è stata la letteratura a scoprire l’inconscio prima della psicanalisi. La letteratura russa in particolare scava dentro i personaggi con una prepotenza e una brutalità tale da far rimanere impotenti i lettori che si immedesimano nei personaggi.

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Immagine di un secondo film su Lolita del 1997 diretto da Adrian Lyne.

Ogni elemento della narrazione non è messo a caso, ma anticipa un avvenimento futuro, come per esempio la comparsa dei cani e il riferimento al mondo degli animali. Sono piccoli grandi simboli che fanno da cornice al racconto anche i rimandi all’arte e alla letteratura francese, sicuramente mai autoreferenziali e celebrativi, ma che talvolta fanno parte di un discorso oppure sono usati come exempla.

Nabokov non ha bisogno di dimostrare nulla, è consapevole della sua sensibilità, del suo talento e gioca con le parole mischiando termini latini con quelli francesi o americani. Tanto è vero che a volte Lolita viene chiamate Venus, con chiaro rimando all’arte.


È un romanzo che non si esaurisce nel proprio tempo, ma nonostante ciò una certa soggezione colpisce tutt’ora molti possibili lettori, come quei quattro editori americani che rifiutarono questo capolavoro.

Sicuramente Lolita non è un romanzo per tutti, ma non per la sua complessità, bensì perché non tutte le persone si pongono con quella elasticità mentale tale da andare oltre i fatti e di cogliere con intelligenza le provocazioni che oscurano il significato nascosto del romanzo.

E tu cosa ne pensi?

Cosimo Guarini per L’isola di Omero