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Dei mosaici emergono sotto alcuni vigneti nei pressi di Verona

27 maggio 2020 – Ci troviamo a Negrar, in Valpolicella nei pressi di Verona. Qui la Soprintendenza del capoluogo scaligero ha da poco effettuato degli scavi sotto alcuni vitigni.

Dai lavori, probabilmente avviati sotto la segnalazione dei proprietari del terreno, sono emersi mosaici in ottimo stato di conservazione risalenti al primo secolo dopo Cristo.

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La coscienza che in quella zona vi potessero esser dei reperti è certificata sin dalla fine dell’Ottocento. Successivamente altri mosaici, ora conservati presso il Museo Archeologico al Teatro Romano, erano stati rinvenuti con una campagna scavi negli anni ’60.

Sotto i vigneti della Valpolicella emergono mosaici del primo ...
Lo scavo effettuato alla Soprintendenza.

Le autorità predisposte stanno effettuando tutte le analisi del caso, si attendono aggiornamenti in merito.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La Cappella Palatina di Palermo: un tesoro siciliano patrimonio dell’Unesco

Situata all’interno del Palazzo dei Normanni, la Cappella Palatina, potrebbe essere considerata come uno dei tesori, non solo palermitani, ma dell’intera Sicilia.

L’edificio, malgrado le sue dimensioni alquanto contenute (33m di lunghezza ; 13m di larghezza), si articola in tre navate in granito e marmo in perfetto stile normanno-bizantino, le quali anticipano la crociera del santuario – presbiterio, al di sopra della quale si trova una meravigliosa cupola.

Quest’ultima, insieme al transetto e alle absidi, è impreziosita da alcuni dei mosaici bizantini fra i più importanti della Sicilia, raffiguranti il Cristo Pantocratore benedicente, ed altre svariate scene bibliche tratte sia dal Vecchio che dal Nuovo testamento.

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La Cappella vista dall’interno.

Le immagini raffigurate narrano episodi che spaziano dalla Genesi fino alla vita nel giardino dell’Eden, dalle rappresentazioni di angeli, arcangeli e profeti a quelle dei santi.

Va altresì detto che tale bellezza è frutto d’una lunga storia variegata, i cui caratteri sono stati ereditati, dapprima, dai Normanni con la iniziale costruzione nel 1129 per volere del re Ruggero II di Sicilia; il possesso dell’edificio è stato acquisito, nel 1458, dal re Giovanni II d’Aragona, il quale restituisce la Cappella al suo massimo splendore con delle imponenti opere di restauro che, purtroppo, non si resero abbastanza efficienti fino all’epoca spagnola, che la vedono abbandonata a sé stessa.

A seguire, però, Vittorio Amedeo II di Savoia predispone, nel 1714, l’incremento dei fondi destinati alla cura dell’edificio.

Di fatti, i lavori proseguirono anche in epoca borbonica, quando oltre al recupero dei mosaici e alla realizzazione di altri nuovi, fu attuata la costruzione dell’altare maggiore e, soprattutto, dell’emblema del tempio: la statua di San Pietro, per mano di Giovanni Battista Ragusa. La Cappella è infatti dedicata proprio a San Pietro.

Dopo aver subito danni a causa di un terremoto nel 2002, essa è stata effettivamente agibile nel 2008, divenendo anche una richiestissima meta turistica.

Infine, nel 2015, è stata riconosciuta per il suo inestimabile valore e dichiarata patrimonio dell’Unesco.

Angela Cerasino per L’isola di Omero

Il Duomo di Orvieto: la particolarità dei mosaici sulla facciata

Il Duomo di Orvieto è il principale luogo religioso della cittadina umbra. E’ stato realizzato in stile romanico da un artista sconosciuto; probabilmente si tratta di Arnolfo di Cambio.

Inizialmente fu fra Bevignate da Perugia ad assumere la direzione dei lavori, mentre successivamente egli venne sostituito da Giovanni di Uguccione.

Durante i primi anni del Trecento la struttura iniziò ad assumere delle sembianze gotiche per mezzo degli interventi apportati dall’architetto-scultore Lorenzo Maitani da Siena.

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Il Duomo di Orvieto al suo interno

Una delle particolarità del Duomo è quella dei mosaici sulla facciata, realizzati da vari autori prevalentemente a partire dalla prima metà del 1300.

Cosa rappresentano?

Essi contengono le raffigurazioni della vita della Vergine a cui la cattedrale è dedicata.


In foto: Mosaico dell’Incoronazione della Madonna nella Cuspide centrale (rifatto in epoca moderna)

Dall’Assunzione in cielo, alla Natività della Vergine, fino all’Incoronazione della Madonna. Questi sono i temi rappresentati sui mosaici in facciata.
Sono stati numerosissimi gli interventi di restauro per riportarli al loro originale splendore.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero