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La rubrica del Borgo. Venosa: un viaggio nella città del poeta Orazio

Carpe diem, quam minimum credula postero…i versi di Quinto Orazio Flacco, uno dei più illustri poeti dell’epoca antica, risuonano nelle strade di Venosa, la città della Basilicata (in provincia di Potenza) di circa 12.000 abitanti che nel 65 a.C. gli ha dato i natali.

Orazio durante la sua vita è andato alla ricerca di risposte sui grandi temi esistenziali, realizzando le sue opere in un periodo di grande instabilità politica e dettando anche quelli che per molti sono i canoni dell’Ars Vivendi. Poeta lirico e scrittore satirico, ha vissuto in questo paesino l’adolescenza prima di emigrare a Roma. Ancora oggi, si ammirano i resti della sua casa, composta da due stanze adiacenti indicate come ambienti di un complesso termale e una parete esterna che racchiude un grande valore architettonico.

La casa del poeta latino Orazio

Si narra che il nome Venosa deriverebbe da Benoth, il nome fenicio di Venere, e attraversare le sue vie è come passeggiare nella storia.

La cittadina è situata nell’area del Vulture, su un altopiano compreso tra due valli. Fu sottratta dai Romani ai Sanniti nel 291 a.C. dal console Lucio Postumio Megello, che la rese una colonia latina. Nel 190 a.C. il centro ha conosciuto un forte sviluppo, grazie alla fondazione della Via Appia, che collegava Roma a Brindisi. Mentre con la caduta dell’Impero Romano venne assediata diverse volte dai barbari. Si susseguirono poi Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini ed Aragonesi.

Cosa vedere?

La prima destinazione è il Castello aragonese, costruito da Pirro del Balzo tra il 1460 e il 1470, che si erge imponente al centro di Venosa e ospita al suo interno il Museo Archeologico Nazionale (che contiene ceramiche, collezioni numismatiche e pitture parietali) e la Biblioteca comunale. Nel 600 da fortezza fu trasformato nella dimora signorile di Carlo ed Emanuele Gesualdo. Ha una pianta quadrata, con torri a forma di cilindro ed è circondato da un fossato.

Scorcio del Castello aragonese di Pirro del Balzo

Il principe Gesualdo, compositore di madrigali nel XVII secolo, fu in seguito costretto a fuggire della città per aver assassinato, in un impeto di follia, l’adultera moglie e il suo amante.

Finita la visita al Castello, percorrendo Via dei Fornaci si può ammirare la Fontana Romanesca. Una leggenda racconta che chiunque beva l’acqua della fontana non riuscirà più a lasciare il paese.

A pochi passi è situata la meravigliosa Abbazia della Santissima Trinità, al cui interno si trovano affreschi molto preziosi e le spoglie del condottiero Roberto il Guiscardo.

Ma a colpire i visitatori sarà la Chiesa con il tetto di stelle, l’Incompiuta, che si trova nella parte posteriore della struttura.

Visione dall’alto dell’Abbazia della Santissima Trinità e dell’Incompiuta

Mentre il Parco Archeologico conserva la testimonianza di un periodo compreso tra quello repubblicano e l’età medievale.

Altra traccia del sacro sono le catacombe cristiane del IV secolo e quelle ebraiche del III-IV secolo (scoperte nel 1853). Sono situate sulla collina della Maddalena, in una zona periferica di Venosa.

Infine, al suo cittadino di eccellenza Venosa dedica il Certamen Horatianum, una gara intellettuale con la traduzione dal latino e relativo commento in italiano di un componimento a scelta tra opere del celebre autore latino Orazio.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

La rubrica del Borgo. Bled: la perla della Slovenia

A poco più di un’ora dall’Italia, nel cuore delle Alpi Giulie, è possibile ammirare Bled, una cittadina slovena di circa 5.000 abitanti, appartenente alla regione statistica dell’Alta Carniola.

Si tratta di un importante centro turistico, che si trova sulle pendici meridionali della catena montuosa Caravanche, vicino al confine con l’Austria, a circa 50 chilometri dalla capitale slovena Lubiana.

Ammirando la cittadina ci troviamo avvolti in un’atmosfera magica, tra paesaggi deliziosi, un isolotto teatro di antiche leggende e un castello romantico arroccato su una montagna.

L’isolotto incantato è situato al centro del lago di Bled, e l’unico modo per arrivarci è fare un giro sulla barca tradizionale del luogo, la pletna.

La pletna, la barca tradizione del luogo

Appena sbarcati, ci si trova di fronte ad una scalinata di 99 gradini, che porta alla Chiesa di Santa Maria Assunta. Distrutta e ricostruita nel corso del tempo, nel XV secolo fu riedificata in stile gotico e consacrata nel 1465. Danneggiata da vari terremoti, é passata prima allo stile barocco per arrivare poi all’aspetto attuale. La tradizione vuole che durante i matrimoni celebrati lì, lo sposo, come portafortuna, porti in braccio la sposa per tutti i 99 scalini.

L’isolotto magico al centro del lago di Bled

Una famosa leggenda, che vede l’isolotto protagonista, narra che in passato una vedova, di nome Polissena, vivesse sull’isola. Poichè suo marito era stato ucciso dai briganti e gettato nel lago, ella decise di far fondere i suoi ori e donare una campana alla chiesetta, che però sfortunatamente affondò insieme alla barca che la trasportava durante il tragitto. Ancora oggi, gli abitanti del posto narrano che, nelle notti serene, si sente la campana risuonare dal fondo del lago. Ad oggi una delle attrazioni principali è la campana dei desideri risalente al 1534, e si dice che chiunque la suoni vedrà il suo desiderio realizzato.

A pochi minuti d’auto dal lago troviamo, scolpita nel fiume Radovna e vicino al villaggio Gorje, la Gola di Vintgar. E’ un percorso naturalistico che fa parte del patrimonio naturale della Slovenia. Lungo il canyon, infatti, è stato edificato un sistema di ponti, passerelle e gallerie, che permette di visitare la profonda gola scavata dal fiume in uno scenario suggestivo tra cascate e rapide.

La gola di Vintgar

Nella visita a Bled non si può fare a meno di vedere il suo Castello medievale, uno dei più antichi della Slovenia. Un ponte levatoio di legno segna l’ingresso alla struttura, e i due cortili regalano, oltre ad una cappella del XVI secolo e un museo, una vista spettacolare sul lago e sulle montagne circostanti.

Inizialmente il Castello faceva parte dei possedimenti dell’imperatore germanico Enrico II, ma fu successivamente donato ad Albuino, vescovo di Bressanone, per poi passare nelle mani degli Asburgo nel 1278. Da un torre romanica, protetta da una cinta muraria, fu in seguito costruito l’intero Castello, nell’anno 1011.

Il castello di Bled

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. Fornelli, il castrum longobardo in Molise

Fornelli è un comune di circa 2.000 abitanti situato in Molise, in provincia di Isernia. Nel suo centro storico vivono più o meno 120 persone. Il nome deriva dalla presenza sul territorio di fornaci per mattoni e cotti, oppure di forni dedicati alla lavorazione di metalli. Nasce come importante castrum longobardo fondato dai monaci dell’Abazia di San Vincenzo al Volturno nella seconda metà del X sec.

Il piccolo borgo è posizionato sulla destra del fiume Volturno, ed è collocato in un paesaggio prettamente collinare fra le piante d’ulivo. Non a caso è definito anche il paese dell’olio.

Il paese si mostra ai visitatori con i suoi tre nuclei urbanistici. Il primo è composto dal Palazzo Marchesale e dalla Chiesa Madre. Il secondo da una cinta muraria angioina con delle torri che attorniano il primo assetto urbano, da cui si accede tramite una imponente porta principale (un tempo munita di ponte levatoio e di fossato). Il terzo si estende fino a valle. Il centro di Fornelli è caratterizzato da una fitta rete di vicoli ed archi che fanno da cornice ad uno splendido panorama.

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Il Palazzo Marchesale di Fornelli

Curiosità

Nel 1744 Carlo di Borbone decise di fortificare il confine con l’Abruzzo e spostò il suo esercito passando per Fornelli. Si fermò due volte, all’andata e al ritorno. Fu così ospitato dai Marchesi di Carmignano, dove passò due notti che resteranno nella storia del borgo.

Simona Lamarmora e Cosimo Guarini per L’isola di Omero