Archivi tag: Marc Chagall

Io e il villaggio di Chagall: il legame alla terra natale dell’autore e la simbologia dell’opera

Il museo MoMa di New York custodisce un’opera di un fascino unico, risalente al 1911 e realizzata dal grande artista Marc Chagall. Stiamo parlando de Io e il villaggio (191 x 150).

In questa tela si rivede l’attaccamento del pittore per la sua terra natale, in quanto è evidente la raffigurazione di paesaggi e campi russi che emergono dall’insieme di colori.

Elementi di spicco sono senz’altro i due profili che si stagliano su i lati sinistro e destro dell’opera. Da una parte vi è quello di una mucca, mentre dall’altro quello una figura con il volto di colore verde.

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Io e il villaggio (1911), Marc Chagall.

Con questi simboli Chagall tende ad evidenziare il legame armonioso e profondo che riguarda il mondo umano con quello animale. L’albero che emerge al centro dell’opera, tenuto in mano dalla figura verde, sicuramente sta a simboleggiare l’albero della vita.

L’uomo con la falce in alto, vicino alla donna capovolta, invece, si riferisce con molta probabilità alla rappresentazione della morte. Sempre in alto sono raffigurate delle case alcune dritte, alcune capovolte e una chiesa disposte ad arco quasi come ad indicare la curvatura della terra. In questo modo l’artista evidenzia la linea sottile che intercorre tra la realtà che viene rappresentata dalla fermezza delle case dritte e della terra, con la fervida e perturbante immaginazione che prende vita in ognuno di noi, rappresentata dalle case rovesciate.

Chagall con le sue opere sorprende sempre per l’effetto scenico offerto dai colori e dalle rappresentazioni fantasiose, ma l’aspetto simbolico dei particolari presenti nei suoi dipinti, se ben capiti, possono regalarci ancora più emozioni.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La Cattedrale di Reims in Francia: un capolavoro dell’arte gotica

Reims è una città della storica regione del nord-est della Francia, già famosa in epoca romana, col nome di Durocortorum; Cesare nel 57 a.C. la dichiarò capitale della Gallia, e fu tanto apprezzata da diventare il centro di ben otto strade commerciali.

Fu sede vescovile, e la sua cattedrale, dedicata a Notre-Dame, fu costruita nel 1211, sui resti di un preesistente santuario carolingio distrutto da un incendio.

L’arcivescovo Aubry de Humbert ne commissionò i lavori, portati poi a termine solo nel 1275.

I nomi dei maestri d’opera sono a noi conosciuti grazie alle iscrizioni presenti sopra al labirinto che ornava il pavimento della navata, e che venne rimosso nel XVIII secolo.

Con i suoi oltre 800 anni di storia la Cattedrale di Reims è stata la testimone di tutti gli eventi storici che hanno segnato la Francia, tra cui l’incoronazione di ben 33 sovrani.

L’esterno della cattedrale di Reims

Da un punto di vista architettonico, testimonia la padronanza delle tecniche più innovative del XIII secolo.

Da ammirare sono l’armonia delle sue proporzioni e la purezza delle linee, insieme alle torri che si innalzano a 80 m dal tetto e agli archi rampanti che fungono da elementi decorativi, e simboleggiano la sua eleganza.

Il rosone, dal diametro di 12 metri, in cui la Vergine si mostra circondata dagli angeli musicanti, le due torri tronche che raggiungono un’altezza di 82,50 metri e l’incredibile Galleria dei Re sulla facciata principale (sulla fascia alla base delle torri) decorata con oltre 2300 statue tra cui 56 raffiguranti re francesi, sono spettacolari.

Il rosone.

La cattedrale si presenta divisa in tre navate, con una struttura a croce latina. La navata centrale è quella più profonda, lunga più di 100 metri, ed è sostenuta da lunghe colonne i cui capitelli sono decorati con edera e bacche; insieme alle due navate laterali rende l’ambiente monumentale e aulico.

Un’attenzione particolare è da rivolgere alle finestre della cappella assiale, realizzate dagli artigiani locali e disegnate da Marc Chagall.

Le vetrate di Marc Chagall.

La controfacciata è ornata da sculture che rappresentano scene dell’infanzia di Gesù, della vita di San Giovanni Battista, e di statue di profeti in nicchie separate da pannelli decorativi a fogliami, che richiamano i grandi capitelli della navata.

I tre portali, sormontati da lunette decorate, e il grande rosone centrale, oltre a funzione di decorazione, la fanno diventare un vero e proprio scrigno di luce.

Numerose sono le statue che ornano la cattedrale, infatti è chiamata la Cattedrale degli angeli, tra i quali il più famoso è l’Angelo del sorriso, che si trova sul portale della facciata principale.

Numerosi sono anche i dipinti che raccontano eventi importanti della storia francese, con opere di Chagall e Tintoretto.

L’interno della Cattedrale di Reims

Tra le reliquie custodite troviamo la Santa Ampolla, contenente parti di un’antica ampolla, distrutta durante la Rivoluzione Francese, contenente l’olio con cui sono stati unti i re di Francia; vi è anche il talismano di Carlo Magno.

Degni di nota anche l’orologio del coro, ornato di figure meccaniche, il maestoso organo in stile gotico, gli intarsi e le ringhiere del coro.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Marc Chagall a Bologna: la mostra di Palazzo Albergati (info biglietti e orari)

Dal 20 settembre 2019 al 1 marzo 2020 Bologna ospita una mostra sul celebre pittore russo Marc Chagall. La location precisa dell’esposizione è Palazzo Albergati, nel cuore della città.

Le opere presenti derivano da alcune collezioni private, e quindi la loro fruizione sarebbe complessa non andando alla mostra.

Si tratta di 160 tra dipinti, disegni, acquarelli e incisioni. Ma non solo: il punto forte dell’evento culturale risiede nell’allestimento di una stanza che mostra delle raffigurazioni 3D.

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Orari e biglietti:
Orario apertura: Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Prezzi biglietto:

Intero con audioguida 15,00€ + 1,50€ prevendita
Intero 14,00€ + 1,50€ prevendita
Acquistabile online

Ridotto con audioguida 13,00€ + 1,50€ prevendita
Ridotto 12,00€ + 1,50€ prevendita
Acquistabile online:
visitatori dagli 11 ai 18 anni, visitatori oltre i 65 anni, studenti universitari fino a 26 anni non compiuti (con documento)

Ridotto con audioguida 13,00€
Ridotto 12,00€
Acquistabile solo in cassa al momento dell’ingresso:
portatori di handicap, militari, forze dell’ordine non in servizio, giornalisti non accreditati con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti)

Ridotto bambini con audioguida 7,00€ + 1,50€ prevendita
Ridotto bambini 6,00€ + 1,50€ prevendita
Acquistabile online:
bambini dai 6 ai 10 anni compiuti

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Il violinista verde: l’espressione del modo magico e colorato di Marc Chagall

Juan Manuel Roca nella sua poesia Un violino per Chagall scriveva:

A Vitebsk tutto vola: un vecchio ebreo col giaccone nero, una capanna aerostatica, un cavallo fuggito dalle stalle di Giotto. Volano le vacche, gli sposi, i giorni e un violinista sul tetto.
Se è un violino, meglio che cada nelle mani di Chagall.
Allora tutto vola, i tetti rossi, i candelieri, le mani cerate del rabbino, la luce intermittente della sinagoga.

Il pittore russo di origine ebrea Mark Zacharovi Šagalov (1887-1985), meglio conosciuto come Marc Chagall, nacque a Vitebsk, in una famiglia poverissima e molto numerosa.

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Nel 1907 lasciò la sua città natale per proseguire gli studi di pittura alla scuola di Belle Arti di San Pietroburgo. Nel 1910 si trasferì a Parigi, e proprio qui, qualche anno dopo, mise in mostra per la prima volta le sue opere.

Dalla conoscenza delle Avanguardie europee, ricavò alcuni degli strumenti che sarebbero diventati propri del suo stile.

Durante la sua carriera, egli privilegiò spesso temi legati al suo mondo interiorel’amore coniugale, la famiglia, la vita dei contadini in Russia, i motivi della tradizione ebraica.

Marc Chagall e sua moglie Bella

Chagall si farà influenzare dai principi del chassidismo, movimento religioso caratterizzato da una visione ottimistica e lieta dell’esistenza. Tale dottrina sostiene che tutto ciò che fa provare un sentimento di gioia (come ad esempio le arti teatrali, il canto e la danza) racchiude un valore sacro.

Egli imparerà a suonare il violino grazie all’aiuto dello zio musicista.

Si discostò dal movimento surrealista esponendo la bellezza del sogno, la sua purezza, raggiungendo attraverso il sogno stesso il soprannaturale.

L’artista concepì la pittura come una missione da seguire, in cui mediare tra Dio e i fruitori delle sue opere.

Le opere hanno un linguaggio figurativo lirico e visionario, denso di valori simbolici.

La caratteristica unica che emerge anche oggi nei quadri di Chagall è la capacità di rappresentare come sfondo allucinazioni nostalgiche. Le ritroviamo in miniatura e in varie parti del quadro, riprodotte su tela esattamente nello stesso modo in cui si erano create nella sua mente.

Il Violinista Verde è uno dei dipinto più conosciuti di Marc Chagall, risalente al 1923.

Il dipinto

Nel quadro il pittore rappresenta un violinista di dimensioni  straordinarie che suona in bilico sui tetti di alcune case, come a voler rappresentare la condizione degli Ebrei nel mondo: una vita instabile come quella del musicista che deve suonare stando in equilibrio su un tetto.

Nel dipinto si assiste quindi ad un rovesciamento delle proporzioni.

Il suonatore di violino è una presenza costante, che riporta sia alla figura del saltimbanco, un suonatore che girava nelle piazze per brevi spettacoli, sia al potere terapeutico e consolatorio della musica.

Chagall mette in primo piano il violinista, mentre il paesaggio si dirama tutto intorno, avvolgendolo.

Le case sono quelle di Vitebsk, il suo paese di origine, e sono il simbolo del suo attaccamento alle tradizioni. Nel quadro troviamo anche delle figure umane, in particolare un uomo, dipinto di viola, che si libra in volo.

Chagall nel suo atelier

Colori come il viola e il verde diventano il fulcro espressivo attorno a cui esprimere visioni e ricordi. Il verde rappresenta la morte ma anche la speranza.

Colori accesi, uomini e animali volanti, e il cambio delle proporzioni, racchiudono un’allegoria, che esprime la sua appassionata e costante ricerca della fiaba, trasformata poi in una visione che ci lascia increduli.

Infatti Chagall affermava:

La pittura mi sembrava come una finestra da cui avrei potuto fuggire, evadere in un altro mondo.

Un’evasione che avrebbe inseguito per tutta la sua vita.

Il mondo di Marc Chagall è un mondo magico e colorato dove tutto è possibile.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Marc Chagall in mostra a Napoli: l’universo dei sogni. Il sentimento per la moglie Bella

L’arte di Marc Chagall è arrivata a Napoli mediante l’inaugurazione di una mostra dal titolo “Chagall, Sogno d’amore”.

Si tratta di una esposizione inaugurata il 15 febbraio, che rimarrà aperta fino al 30 giugno 2019.

Oltre 150 opere dell’artista sono state esposte presso la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta: dipinti, disegni, acquerelli e incisioni provenienti da collezioni private (solitamente di difficile fruizione), che ripercorrono la vita del celebre artista.

La mostra è stata curata da Dolores Durán Úcar, ed organizzata dal Gruppo Arthemisia.

Acquisto Biglietti:

  • Intero € 11 (anziché € 14) – audioguida inclusa
  • Ridotto € 9 (anziché € 12) – audioguida inclusa
  • Bambini € 4 (anziché € 6) – audioguida inclusa

Orari di apertura: Tutti i giorni 10.00 – 20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)

articolo di Cosimo Guarini