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LORENZO LOTTO: UN ANGELO BIRICCHINO ED INSOLENTE NELL’ARTE (VENERE E CUPIDO)

“Solo, senza fidel governo et molto inquieto nella mente”

Così si definì Lorenzo Lotto nel suo testamento. Parole significative a suggello di un’esistenza trascorsa spesso solo, irrequieto ed isolato. Era nato a Venezia dove si era formato pittore. Tuttavia, era stato troppo difficile per lui restare in città tanto si sentiva schiacciato dal peso della fama di Tiziano e dei suoi contemporanei che, in quegli anni, davano lustro alla pittura veneziana.

Era troppo inquieto Lotto e con una mente perennemente in subbuglio per restare fermo in uno stesso posto. Animato da una fede profonda e travagliata, amava l’esoterismo ed, in particolare, i simboli di cui era solito arricchire le sue opere sacre e profane. La sua difficoltà ad integrarsi lo costrinse ad una vita errabonda e ad operare fuori dai grandi centri urbani come Bergamo, Treviso e, soprattutto, le Marche condannandolo ad una carriera marginale e dimessa fino alla fine.

Venere e Cupido (Lotto) - Wikipedia
Venere e Cupido (1530 circa), Lorenzo Lotto. Metropolitan Museum of Art , New York (U.S.A.)

Venere e Cupido appartiene, probabilmente, al periodo in cui l’artista – alla continua ed affannosa ricerca di commissioni –  rientra a Venezia intorno al 1540. Creato nel 1530 contiene varie simbologie quali: la cornucopia (abbondanza), conchiglia e petali di rosa (che rimandano a Venere ma anche alla femminilità); l’edera (eternità), la ghirlanda di mirto (matrimonio). Di sicuro, è uno dei rari quadri a soggetto mitologico del quale sono ignote le circostanze della committenza. Alla sua indubbia qualità, fa riscontro una complessità dell’iconografia. La dea, cosparsa di petali di rosa che simboleggiano l’amore, regge una corona di mirto attraverso il quale un Cupido impertinente urina. Potrebbe trattarsi di un augurio di felicità e fecondità oppure, Lotto, potrebbe aver voluto rappresentare Venere (la donna) come il punto focale in cui si realizza l’opus del Cupido alato e felice in quanto Eros.

Il significato del mirto nei dipinti, pianta Sacra a Venere | RestaurArs
Dettaglio di Cupido.

Cupido ha con sé una faretra che sbuca sul fianco del dio richiamando, in modo esplicito, il membro maschile. Mostra un sorriso compiaciuto nell’atto della minzione, forse, nel dare alla donna il piacere erotico. Un’immagine che potrebbe rimandare alla complicità e al desiderio di voler condividere con la propria partner le gioie dispettose e trasgressive tipiche della passione umana.

Infine, l’autore sembra voler aggiungere un altro chiaro riferimento alla riproduzione. Sceglie di apporre ad un dipinto mitologico che mira a rappresentare la gioia tre simboli cristiani: il serpente (il male), il bastone (visto dai più come il matrimonio della Vergine Maria) e l’incenso (tra i doni portati dai Re Magi a Gesù) a conferma del fatto che, Lorenzo Lotto, resta il pittore più trasgressivo del Cinquecento che anticipa quell’audacia che ritroveremo in Caravaggio.

Alessia Amato per L’isola di Omero