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Luis Sepúlveda: lo scrittore è positivo al Coronavirus, ma è falsa la notizia del coma

Quando sono gli artisti o gli scrittori ad essere affetti da una patologia, i media si infervorano e sui social dilagano le fake-news. Accade perché per una volta coloro che abbiamo saggiato esclusivamente leggendo le proprie parole su di un libro o vedendo in televisione una loro intervista diventano rapidamente persone comuni, fragili come tutti noi. Nelle ultime ore si è diffusa freneticamente una notizia che ha mobilitato l’intero mondo culturale.

Lo scrittore cileno naturalizzato francese Luis Sepúlveda (nato ad Ovalle nel 1949) è risultato positivo al Coronavirus ed è attualmente ricoverato in isolamento presso l’ospedale di Oviedo in Spagna. A confermare la notizia è stata la moglie Carmen Yáñez, anche lei positiva al contagio. Le condizioni di Sepúlveda, secondo le informazioni trapelate, sono tutt’ora stabili. Risulta falsa la notizia diffusa nelle ultime ore, secondo cui il letterato sarebbe in coma.

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A confermare tale versione sono stati alcuni autorevoli giornali, che hanno dato chiarezza cercando di raccontare la verità e di tutelare l’immagine del personaggio noto.

Il maestro era tornato dal Portogallo, dove dal 15 al 23 febbraio 2020 aveva preso parte ad un festival letterario. Successivamente, avendo presentato i sintomi del virus ha effettuato un tampone, risultato positivo in data 1 marzo.

CONDIVIDIAMO le notizie reali che coinvolgono il mondo della cultura.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

L’alchimista di Paulo Coelho: il viaggio dell’anima

«Ascolta il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose.»

(Paulo Coelho, L’alchimista)

Paulo Coelho scrive il libro L’alchimista in sole due settimane e lo pubblica nel 1988.

L’opera è considerata un vero e proprio capolavoro, un misto di fantasia e spiritualità.

Lo scrittore brasiliano Paulo Coelho

All’inizio la pubblicazione non riscosse molto successo, ma grazie alla tenacia dell’autore che ci ha lavorato con tutto se stesso, è stato poi apprezzato in tutto il mondo.

Il libro racconta il viaggio per eccellenza, un’allegoria del percorso umano che ognuno dovrebbe intraprendere.

Il protagonista della storia è Santiago, un pastore andaluso, che in seguito ad un sogno, nel quale un bambino lo tiene per mano e lo porta ad un tesoro nascosto ai piedi delle piramidi, decide di intraprendere un viaggio avventuroso per andare in Egitto.

Sulla sua strada compare il vecchio e saggio Re di Salem, Melchisedek, che gli regala due pietre (che simboleggiano il sì ed il no), Urim e Tummim, utili ad indicare la strada da percorrere per raggiungere la meta tanto desiderata. Esso si mostra sotto varie forme, ogni volta che un uomo sta per cedere alle proprie debolezze.

Il saggio conosce tutta la sua vita, ma Santiago non l’ha mai visto prima. Perciò, convintosi, vende il suo gregge e parte per questo viaggio.

Il libro L’alchimista

La storia narrata da Coelho si svolge in un arco temporale di due anni.

Durante il cammino Santiago incorre in varie vicissitudini: a Tangeri viene derubato ed è costretto a lavorare per molto tempo per recuperare il denaro perduto e per poter proseguire il viaggio, nel deserto invece viene rapito.

Nel frattempo si innamora di una ragazza chiamata Fatima, che è costretto a lasciare per proseguire il suo cammino; incontra anche un uomo inglese che ha studiato l’alchimia.

Grazie al saggio percorre virtualmente tutti i gradini della scala sapienziale, e scopre l’importanza di conoscere se stessi, l’Amore, il Linguaggio Universale, e come compiere la propria storia; il suo infatti si rivela essere un viaggio verso la conoscenza.

In seguito, il pastore si unisce ad una carovana, e nel bel mezzo del deserto viene catturato da alcuni predoni, proprio ai piedi delle piramidi; viene costretto a rivelare il motivo del viaggio, e alla fine uno di loro gli confessa di aver fatto lo stesso sogno e che il tesoro si trova in Andalusia.

Il posto è quello in cui pascolava il suo gregge, proprio lì infatti trova il tesoro.

La morale che Paulo Coelho ci vuole insegnare è quella di ascoltare il proprio cuore e riuscire a realizzare la storia personale.

Il percorso descritto dall’autore, quello del pastore Santiago, è il percorso che seguiamo tutti noi, il viaggio che tutti dobbiamo compiere.

L’obiettivo è comprendere che il percorso della vita non è privo di ostacoli, ma che essi si devono affrontare con coraggio ed astuzia. I sentimenti, in questo caso l’amore del protagonista verso Fatima, sono la meta da raggiungere, la vera ricchezza. La felicità non si insegue.

L’alchimista è un libro simbolico, un invito a seguire i propri sogni. Secondo lo scrittore ognuno deve realizzare quella che viene definita “la propria leggenda personale”.

Non è la meta che conta, ma il percorso fatto per raggiungerla.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Frankenstein: il capolavoro gotico di Mary Shelley

Frankenstein o il moderno Prometeo è un romanzo gotico, horror, fantascientifico scritto dall’autrice britannica Mary Shelley fra il 1816 e il 1817, all’età di 19 anni.

Fu pubblicato nel 1818 e modificato dall’autrice per una seconda edizione del 1831. È questo il romanzo con cui nascono le figure letterarie del dottor Victor Frankenstein e della sua creatura, spesso ricordata come mostro di Frankenstein.

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La nota rappresentazione del mostro di Frankenstein.

L’origine del libro è assai curiosa: esso deriva da una competizione letteraria tra amici proposta da Lord Byron, che aveva invitato l’autrice Mary e il marito nella sua villa sul Lago di Garda.

La trama:

I fatti sono narrati dal capitano Robert Walton, che scrive delle lettere a sua sorella per raccontarle di una sua missione al Polo Nord. Durante questa missione incontra un certo Victor Frankenstein, che gli descrive la sua inquietante storia.

Egli deriva da una agiata famiglia svizzera, e si avvia agli studi scientifici, verso cui si chiuderà in seguito al grave lutto della perdita della madre.

Illustrazione dalla copertina interna dell’edizione di Frankenstein del 1831.

Robert incontrerà Viktor perché quest’ultimo sta cercando il mostro di sua creazione che ha assassinato la sua amata Elizabeth.

Precedentemente, infatti, era ossessionato dall’idea di dare vita ad una materia inanimata. Iniziò così a comporre il corpo di una figura dalle sembianze umane, con pezzi di cadaveri trovati nei cimiteri. Questa creatura prenderà vita all’improvviso e Victor, in preda allo spavento, scapperà via. Si rifugerà a casa del suo amico Henry.

Riceverà la notizia che il fratello è stato ucciso e scoprirà che l’autore dell’assassinio è proprio la creatura a cui ha dato vita. Essa necessita solo di esser accettato dagli altri e così chiederà a Victor di creare una figura femminile con cui vivere.

Lo scienziato prima la creerà e poi la distruggerà perché capirà che così facendo ci potrebbero essere delle conseguenze irreparabili. Ma la vendetta del mostro sarà terribile: occhio per occhio, dente per dente! Esso decide di uccidere la donna di Viktor durante la prima notte di nozze e poi scappa al Polo Nord.

Viktor, corso proprio li a cercarlo, morirà di stenti e Robert vedrà per ultimo il mostro, nell’atto di compiangere il suo creatore.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Don Chisciotte della Mancia: il capolavoro di Cervantes

Don Chisciotte della Mancia (titolo originale: El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha) è un famosissimo romanzo spagnolo, considerato un capolavoro della letteratura mondiale, pubblicato in due parti nel 1605 e nel 1615 da Miguel de Cervantes Saavedra.

Cervantes è stato uno scrittore, romanziere, poeta, drammaturgo e militare spagnolo.

Ritratto di Miguel de Cervantes

La sua opera richiama sia il genere picaresco, un genere letterario sorto in Spagna nella seconda metà del XVI secolo, sia quello epico-cavalleresco.

L’obiettivo dell’autore era quello di far emergere l‘inadeguatezza della nobiltà dell’epoca a fronteggiare un periodo storico caratterizzato dal materialismo e dal tramonto degli ideali tradizionali.

Inoltre, lo scrittore ironizza sulla letteratura cavalleresca, e sull’esaltazione degli eroi da parte della gente comune.

La copertina della prima edizione (1605)

Il protagonista del suo romanzo è un gentiluomo di campagna, Don Alonso Quijano, nobile della Mancia, regione centrale della Spagna, appassionato lettore di romanzi cavallereschi fino al punto da non riuscire più a distinguere la realtà dalla finzione.

Alonso nella sua biblioteca

Don Chisciotte, protagonista dell’omonimo romanzo, è diventato il personaggio più rilevante nella letteratura spagnola di tutti i tempi.

Egli, convinto di essere un cavaliere errante come i personaggi dei suoi romanzi, combatterà l’ingiustizia proteggendo i deboli e gli oppressi, difendendo valori come onore e cortesia, imitando gli eroi di una realtà che ormai non esiste più ma in cui lui ancora crede.

Come il miglior cavaliere, prima di iniziare la sua impresa, si doterà di un cavallo, chiamato Ronzinante, di uno scudiero, il contadino Sancho Panza, di una nobildonna da amare, la principessa Dulcinea del Toboso (Aldonza Lorenzo, una povera contadina) e di un re che lo nomini cavaliere (lo farà il proprietario di un’osteria che scambierà per un castello).

Don Chisciotte e Ronzinante, dipinto di Honoré Daumier

Dopo poco dall’inizio delle sue avventure verrà riconosciuto e riportato a casa, e quei romanzi che tanto amava leggere verranno bruciati. Ma il prode Don Chisciotte non si farà fermare e ripartirà.

Tra i passi più famosi della prima parte c’è la narrazione della sua lotta contro i mulini a vento, che diventeranno giganti da sconfiggere; ma anche questa sua impresa terminerà in modo rocambolesco, con la sua caduta da cavallo nello scontro contro le pale del mulino.

Con le sue imprese aspirerà alla corona di Imperatore di Trebisonda, ma susciterà solo l’ilarità delle persone testimoni delle sue folli gesta.

Il fedele scudiero Sancho Panza incarnerà l’espressione del senso comune, di quello popolare e di un’intelligenza primitiva. Da una parte cercherà di riportare Don Chisciotte alla realtà, sarà in alcuni momenti la parte più razionale, dall’altra lo asseconderà nelle sue imprese.

Don Chisciotte e Sancho Panza, ritratto di Gustave Doré

Don Chisciotte vivrà insieme alla sua lucida follia, e cercherà di combattere per un ideale eroico.

Nella seconda parte del romanzo verrà narrata l’evoluzione della storia, con altre avventure immaginarie, tra cui la ricerca della nobildama e il ritorno a casa, onorando la promessa fatta durante un duello in cui risulterà sconfitto. Dopo sei giorni di febbre morirà dichiarando di aver ritrovato la sua sanità mentale.

Curiosità

Il filosofo Friedrich Nietzsche rimase affascinato dalla figura di Don Chisciotte, infatti tendeva ad identificarsi con lui, perciò criticò Cervantes per aver reso il suo eroe così ridicolo, vedendo in ciò la più generale ironizzazione di tutte le aspirazioni più elevate.

Friedrich Nietzsche

Anche il cantautore Francesco Guccini ha dedicato al coraggioso eroe, nel 2000, una canzone.

Francesco Guccini

Simona Lamarmora per L’isola di Omero