Archivi tag: letteratura

LENTAMENTE MUORE…LA POESIA DI PABLO NERUDA

“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marca o colore dei vestiti,

chi non rischia,

chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione,

chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i

piuttosto che un insieme di emozioni ;

emozioni che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore

davanti agli errori ed ai sentimenti !

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza,

chi rinuncia ad inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge,

chi non ascolta musica,

chi non trova grazia e pace in sè stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare,

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di

gran lunga

maggiore

del semplice fatto di respirare !

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di

una splendida

felicità.”

“Pablo Neruda”

L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA, G. G. MÁRQUEZ: IL FASCINO DELLA DELUSIONE AMOROSA

El amor en los tiempos del cólera è un romanzo dello scrittore colombiano Gabriel García MárquezPremio Nobel per la letteratura pubblicato nel 1985 in lingua spagnola.

Intento dell’autore durante la lavorazione era “scrivere un romanzo del XIX secolo come si scriveva nel XIX secolo”.

FAI ARRIVARE IL LIBRO A CASA TUA : CLICCA QUI

Márquez racconta un amore che sfida gli eventi ed il tempo. Dopo 51 anni, nove mesi e 4 giorni Florentino, il protagonista, si presenta davanti alla sua amata, Fermina, per dichiararle il suo amore.

I due si erano conosciuti da giovanissimi, quando lui aveva 18 anni e lavorava come telegrafista, e lei ne aveva 13. Il loro sarà un rapporto epistolare svolto di nascosto dal padre della ragazza. Quando quest’ultimo verrà a conoscenza del rapporto che dura già da mesi, affronterà il giovane e sposterà la figlia in un’altra scuola, in modo da farle frequentare un ambiente differente in un’altra città. Il padre della giovane donna non approverà mai questo amore che sta nascendo.

Quando Fermina tornerà a casa farà finta che Florentino non sia mai esistito. Per lei il loro rapporto non è più lo stesso. A questo punto l’uomo, ancora innamorato, viene colto da una delusione perché non riesce a spiegarsi come mai ciò possa esser avvenuto.

Gabriel García Márquez - Wikiwand
Gabriel José de la Concordia García Márquez (Aracataca, 6 marzo 1927 – Città del Messico, 17 aprile 2014).

È inspiegabile in effetti pensare a come un amore passionale si sia raffreddato in un battito di ciglia. È un aspetto che lascia perplessi.

Bisogna considerare però che il romanzo è ambientato nei Caraibi del XIX sec. In questo contesto il ruolo della donna era sicuramente subalterno a quello dell’uomo. La volontà di Fermina non si era semplicemente allineata a quella del padre, ma era diventata la medesima.

Come ogni grande storia d’amore, però, il sentimento puro vince su tutto. Esso va oltre le persone, oltre il tempo, oltre cose.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO: i 5 punti che rendono incomparabile il monologo di Oriana Fallaci

Oriana Fallaci (1929-2006), fiorentina, è stata definita “una tra le autrici più lette ed amate”; ha intervistato grandi personaggi e come corrispondente di guerra ha seguito i conflitti più importanti, dal Vietnam al Medio Oriente.

Il suo libro, Lettera a un bambino mai nato, pubblicato nel 1975, è il monologo di una donna che aspetta un figlio e che pensa alla maternità non come ad un dovere ma come ad una scelta responsabile e personale.

Acquista il libro cliccando qui.

I 5 PUNTI PRINCIPALI

  1. Chi è la protagonista del libro? In occasione della sua uscita la Fallaci ha dichiarato: «Non sono io la donna del libro. Tutt’al più le assomiglio, come può assomigliarle qualsiasi donna del nostro tempo che vive sola, lavora e pensa. Proprio per questo, perché ogni donna potesse riconoscersi in lei, ho evitato di darle un volto, un nome, un indirizzo, un’età.»

2. Come inizia il monologo? Il monologo comincia nell’attimo in cui la donna parla al bambino che è sicura di aspettare: «Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d’un tratto, in quel buio, s’è acceso un lampo di certezza: sì, c’eri. Esistevi. È stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata». Pagina dopo pagina, la protagonista spiega al bimbo che porta in grembo la realtà del mondo, ostile, violento e disonesto; emergono le sue paure nei confronti della società e della vita in generale.

3. Qual è l’obiettivo del monologo? Attraverso esso la scrittrice interroga la coscienza della protagonista, affrontando l’essenza della figura femminile. Attraversa vari temi e si pone delle domande: Basta volere un figlio per costringerlo alla vita? Il bambino vuole vedere il mondo? Ed è giusto sacrificare una vita già fatta ad una vita che ancora non è?

4. Quale linguaggio predilige l’autrice? La Fallaci, attraverso l’utilizzo di una lingua chiara ed essenziale, fa un’analisi razionale della situazione, senza rinunciare però alla passione. Ciò che fa è alternare il racconto con delle omissioni, per coinvolgere/sconvolgere l’emotività del lettore, che resta attaccato alla prima pagina come all’ultima. Non prende mai posizione ed è questa la sua forza.

5. Come si conclude il libro? La protagonista ritiene che avere un figlio implica crescere con lui, impegnarsi e vivere pienamente il legame unico che si crea. Ma allo stesso tempo subentra la paura, e si pone altri interrogativi: «Come faccio a sapere che non sarebbe giusto buttarti via? […] darei tanto bambino perché tu mi aiutassi con un cenno, un indizio». Alla fine, come si evince già dal titolo del libro, il bimbo sceglie: non verrà mai al mondo, lasciando che il rimorso e l’angoscia portino inconsapevolmente la madre a seguire un destino altrettanto crudele, rinunciare alla propria esistenza. La donna, dopo avere perso per sempre il figlio, si trova ad affrontare in un sogno allucinato, un tribunale, dietro le sbarre di una gabbia, mentre la sua coscienza viene processata. Tra i giudici, i sette protagonisti della sua vita e il figlio, ormai adulto, che quindi può emettere la sua sentenza.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Luis Sepúlveda: lo scrittore è positivo al Coronavirus, ma è falsa la notizia del coma

Quando sono gli artisti o gli scrittori ad essere affetti da una patologia, i media si infervorano e sui social dilagano le fake-news. Accade perché per una volta coloro che abbiamo saggiato esclusivamente leggendo le proprie parole su di un libro o vedendo in televisione una loro intervista diventano rapidamente persone comuni, fragili come tutti noi. Nelle ultime ore si è diffusa freneticamente una notizia che ha mobilitato l’intero mondo culturale.

Lo scrittore cileno naturalizzato francese Luis Sepúlveda (nato ad Ovalle nel 1949) è risultato positivo al Coronavirus ed è attualmente ricoverato in isolamento presso l’ospedale di Oviedo in Spagna. A confermare la notizia è stata la moglie Carmen Yáñez, anche lei positiva al contagio. Le condizioni di Sepúlveda, secondo le informazioni trapelate, sono tutt’ora stabili. Risulta falsa la notizia diffusa nelle ultime ore, secondo cui il letterato sarebbe in coma.

Risultato immagini per sepulveda

A confermare tale versione sono stati alcuni autorevoli giornali, che hanno dato chiarezza cercando di raccontare la verità e di tutelare l’immagine del personaggio noto.

Il maestro era tornato dal Portogallo, dove dal 15 al 23 febbraio 2020 aveva preso parte ad un festival letterario. Successivamente, avendo presentato i sintomi del virus ha effettuato un tampone, risultato positivo in data 1 marzo.

CONDIVIDIAMO le notizie reali che coinvolgono il mondo della cultura.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Il grande Gatsby di F. S. Fitzgerald: il manifesto dei ruggenti anni ’20

Il grande Gatsby di F. S. Fitzgerald è un libro pubblicato nel 1925 e considerato come il manifesto dei ruggenti anni ’20.

In quest’opera sono presenti molti riferimenti autobiografici come il desiderio di ascesa sociale, il vizio dell’alcool e l’amore turbolento.

Risultati immagini per fitzgerald francis scott
Francis Scott Fitzgerald (Saint Paul, 24 settembre 1896 – Los Angeles, 21 dicembre 1940).

La vicenda è ambientata nel 1922 a West Egg, una fittizia località di Long Island. Qui si stabilisce il narratore, Nick Carraway, che si troverà a vivere accanto ad una villa sfarzosa posseduta da un personaggio più tosto enigmatico di nome Jay Gatsby. Quest’ultimo, un giorno, inviterà Nick a casa sua per prender parte ad una delle feste sfrenate che di solito organizza, e da cui tra i due nascerà una forte amicizia. Questo rapporto sarà talmente forte da portare il narratore ad aiutare Mr Gatsby a rincontrare Daisy, sua cugina e donna amata dal vicino di casa in passato.

Gatby e Daisy si erano amati molto prima che lui partisse per il fronte, ma al suo ritorno egli aveva ritrovato la donna sposata con Tom Buchanan, un famoso giocatore di polo. Quando i due ex amanti si rivedranno a casa di Nick il loro amore tornerà a farsi sentire, tanto da dare il via ad una relazione clandestina. Ben presto però Tom scoprirà tutto e cercherà di mettersi di traverso tra i due, pur avendo anche egli un amante di nome Myrtle (la moglie di un meccanico).

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è gatsby-1.jpg

Una sera, durante un party, tra Tom e Gatsby avviene una forte disputa per la contesa della donna, alla fine della quale Daisy sceglierà Tom. Quest’ultimo, per umiliare l’avversario, farà tornare a casa la moglie in macchina proprio con Gatsby. La donna si mette al volante e, agitata dalla situazione, investirà ed ucciderà proprio Myrtle, l’amante di Tom.

Il meccanico, marito della donna assassinata per sbaglio, scoprirà che la macchina che ha causato l’incidente è di Gatsby e così lo ucciderà sparandogli un colpo in mezzo al petto, dopo esser entrato di soppiatto nella propria abitazione.

Gatsby, umiliato per amore ed ingiustamente incolpato, morirà da solo nella sua sfarzosa villa per mano di un uomo illuso di esser amato da sua moglie.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Il piccolo principe: il senso dell’amore vero

Il piccolo principe è il libro scritto dall’aviatore Antoine De Saint-Exupéry, pubblicato nell’aprile del 1943. Il racconto, strutturato come una fiaba, si pone l’obiettivo di promuovere un messaggio di amore e speranza per tutte le popolazioni che hanno subito gli orrori della seconda guerra mondiale.

Il narratore della trama è un pilota precipitato nel deserto del Sahara. In questa situazione assurda, egli incontra un giovane fanciullo biondo, dolce, dall’animo sensibile. Costui viene chiamato ”Il piccolo principe”. Quest’ultimo nota a sua volta che anche l’aviatore possiede un animo sensibile e perciò, fidandosi di lui, gli racconta tutta la sua storia:

Il piccolo principe vive su un asteroide chiamato B-612, talmente piccolo che spostandosi un po’ si può guardare il tramonto per tutto l’arco della giornata. Si prende cura del suo asteroide e sopratutto fa molta attenzione a preservare la sua rosa, il fiore più bello che abbia mai visto, tanto da tenerlo in una campana di vetro per non farla portare via dal vento.

La rosa però è molto vanitosa e questo guasta spesso il rapporto tra i due. Dopo l’ennesimo litigio il piccolo principe, sopraffatto da una sensazione di solitudine, decide di andare a visitare tutti i pianeti vicini.

Risultati immagini per il piccolo principe
Il piccolo principe che parla con la rosa. Dal film ”Il piccolo principe” (2015).

Nel viaggio che compie incontrerà una serie di personaggi particolari: il primo è un monarca che si sente il padrone dell’universo, mentre il secondo è un uomo alcolizzato. Poi sarà la volta di un uomo d’affari che conta le stelle con l’idea di possederle tutte.

Arrivato su un altro pianeta troverà un altro uomo che, per ogni minuto della sua esistenza, ha solo il compito di accendere e spegnere un singolo lampione. L’ultimo sarà un geografo, mai uscito dal suo pianeta, che gli consiglierà di andare a visitare la Terra.

Una volta atterrato sulla Terra il piccolo principe capita in un roseto, dove comprende che la sua rosa non è unica e quindi non è speciale. In questo momento di sconforto, però, incontra una volpe che decide di voler essere addomesticata. I due decidono di vedersi ogni giorno alla stessa ora, così da diventare speciali l’uno per l’altra.

Grazie alla volpe il piccolo principe capirà gli errori commessi con la rosa. Sarà proprio lei a proncunciare la celebre frase:

”non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.”

Dopo di che il piccolo principe lascia la Terra, notando che l’affaccendarsi degli uomini è senza senso. Il piccolo principe termina di raccontare la sua storia all’aviatore e solo ora si accorge che è passato un anno dalla sua partenza. I due cercano insieme il serpente che con il suo morso può farlo tornare indietro. Una volta trovato l’animale, il protagonista si fa mordere e cade a terra senza far rumore.

Il libro si conclude con il narratore che invita chiunque passi da quei luoghi a contattare il piccolo principe.

Risultati immagini per il piccolo principe
La copertina del libro nell’edizione Newton Compton.

Come ogni opera letteraria anche questa ci lascia degli insegnamenti. Il primo è sicuramente riconducibile alla frase riportata precedentemente e pronunciata dalla volpe: ”non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”. Essa vuol dire che ciò che è importante per noi non si può né vedere né toccare. Infatti l’amore, la compassione, la gratitudine, la pazienza, elementi essenziali della vita, non sono tangibili.

Il secondo insegnamento è: conosci te stesso per capire gli altri. Persone che vivono superficialmente il rapporto con la propria interiorità, che non sentono l’esigenza di diventare entro-nauti (in un epoca di astronauti) non riusciranno a vivere gli altri con armonia.

Il terzo grande insegnamento è che quando dedichiamo energie per qualcuno, come il piccolo principe con la rosa, finiamo inevitabilmente per innamorarci.

Altra morale del racconto risiede nella conoscenza delle persone, nell’entrare in un contatto stretto con esse. Ognuno ha qualcosa da insegnarci, ed è bene carpire tutti gli stimoli positivi possibili.

In fine: mantieni l’entusiasmo indipendentemente dalle esperienze vissute. Potrai perdere le battaglia ma vincerai la guerra con la perseveranza.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Il “Pelìde” Achille: la leggenda dell’eroe greco

” Cantami, o Diva, del Pelìde Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco generose travolse alme d’eroi, e di cani e d’augelli orrido pasto lor salme abbandonò (così di Giove l’alto consiglio s’adempìa), da quando primamente disgiunse aspra contesa “.

L’incipit dell’Iliade, scritta da Omero, fa di Achille il protagonista quasi assoluto delle vicende raccontate nel famosissimo poema epico, e in particolare lo incorona come l’eroe della guerra di Troia.

Il prode Achille, figlio di Teti (la più bella tra le ninfee Nereidi), e di Peleo (re della Tessaglia), è uno degli eroi più conosciuti della mitologia greca.

Achille e Teti.

Una delle leggende che lo vede protagonista narra che sua madre Teti, per renderlo immortale, lo immerse nelle acque del fiume Stige, tenendolo solo per il tallone.

Subito dopo la nascita fu affidato al centauro Chirone, che divenne il suo maestro, e alla cura del precettore Fenice. Achille fu addestrato all’arte della guerra, all’uso delle armi, e iniziato alle nobili arti.

Conosciuto anche come Pelide, in onore dei suoi antenati, fu il più forte di tutti i greci.

Achille e il centauro Chirone

Sua madre, per evitare di perderlo in guerra, lo fece travestire da donna e lo mandò sull’isola di Sciro.

Lì sposo una delle figlie del re, la principessa Deidamia.

Quando Achille aveva nove anni, Calcante, un indovino, aveva predetto agli Achei, che senza la partecipazione del Pelide alla spedizione achea la guerra sarebbe stata persa.

Acquista il libro La canzone di Achille su questo link: https://amzn.to/2LJzidX

Ulisse, quindi, dopo la sua scomparsa, lo cercò in lungo e in largo; si travestì da mercante e alla fine riuscì ad incontrarlo. Svelatosi, gli rivelò tutto sulla spedizione, e lui, sensibile alla causa, decise di partire in guerra.

Achille in duello.

La causa dello scoppio dei combattimento, oltre alla conquista della supremazia economica e politica, fu il rapimento di Elena, moglie di Menelao,da parte del troiano Paride.

Infatti c’erano due schieramenti: da una parte gli Achei, con Agamennone, Menelao, Ulisse e Achille; mentre dall’altra i Micenei, che governavano Troia, con Priamo, e i figli Ettore e Paride.

I primi nove anni della guerra di Troia si conclusero senza risultati , ma il decimo fu quello decisivo.

A causa di un diverbio con Agamennone, Achille si ritirò dalla lotta, ma dopo l’uccisione del suo presunto amante Patroclo, decise di scendere in guerra e di uccidere il responsabile, Ettore (il principe troiano).

Achille uccide Ettore

Secondo gli dei fu l’unico eroe che ebbe il dono di essere l’artefice del proprio destino: una vita breve e gloriosa a dispetto di una lunga e senza fama.

L’episodio della sua morte ha molte versioni: la più famosa è quella che racconta la sua dipartita per mano di Apollo travestito da Paride, tramite con un colpo al tallone, l’unica parte vulnerabile, per mezzo di una freccia avvelenata.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Perché è importante leggere ”Le notti bianche” di Dostoevskij?

Il film girato da Luchino Visconti nel 1957 con Marcello Mastroianni e Maria Schell ripercorre la vicenda che il noto scrittore Fëdor Dostoevskij scrisse e pubblicò in (prima edizione) nel 1848 .

Risultati immagini per le notti bianche

Forse anche grazie al film, ma indubbiamente per la qualità letteraria dell’opera libraria, il romanzo in questione è uno dei più conosciuti dell’autore russo in Italia.

Acquista lo splendido romanzo (a prezzo scontato solo cliccando sul link in basso).

Per acquistare il libro clicca sul seguente link: https://amzn.to/31QFS7I

Il protagonista de Le notti bianche è un giovane scrittore solitario e senza amici che vaga per le vie di San Pietroburgo in piena notte. Egli spera di poter avere un incontro capace di suscitargli delle emozioni vere e concrete, e non solo immaginate.

“Perché già in quei momenti comincio a pensare che non sarò mai più capace di vivere una vita reale, perché mi è già sembrato di aver perduto ogni sensibilità, ogni fiuto per ciò che è vero e reale; perché, infine, ho maledetto me stesso; perché, dopo le mie fantastiche notti, mi colgono dei momenti di ritorno alla realtà che sono terribili!”.

Queste sono alcune delle parole che il protagonista pronuncia tra i suoi pensieri, e che fanno più riflettere per l’attualità del testo.

Dostoevskij infatti sembra descrivere le notti di un ragazzo dei tempi di oggi e non dell’800.

Tra i comportamenti del protagonista del romanzo si evince l’incapacità di aprirsi alle persone che lo circondano, proprio come ai giorni nostri la gente sembra più propensa a far vedere la propria immagine tramite i social che a donarsi con il cuore e con la mente agli altri.

Il libro tratta, insomma, anche dell’immaturità sentimentale che condiziona il protagonista del capolavoro russo. Egli, però, verrà finalmente messo alla prova da dal fatidico incontro che attendeva, ovvero quello con Nasten’ka.

Ella è una ragazza che gli racconterà la sua storia e forse dimostra che chiunque può evolvere la propria personalità ascoltando gli altri. Forse anche questo insegnamento può essere attuale.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Don Chisciotte della Mancia: il capolavoro di Cervantes

Don Chisciotte della Mancia (titolo originale: El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha) è un famosissimo romanzo spagnolo, considerato un capolavoro della letteratura mondiale, pubblicato in due parti nel 1605 e nel 1615 da Miguel de Cervantes Saavedra.

Cervantes è stato uno scrittore, romanziere, poeta, drammaturgo e militare spagnolo.

Ritratto di Miguel de Cervantes

La sua opera richiama sia il genere picaresco, un genere letterario sorto in Spagna nella seconda metà del XVI secolo, sia quello epico-cavalleresco.

L’obiettivo dell’autore era quello di far emergere l‘inadeguatezza della nobiltà dell’epoca a fronteggiare un periodo storico caratterizzato dal materialismo e dal tramonto degli ideali tradizionali.

Inoltre, lo scrittore ironizza sulla letteratura cavalleresca, e sull’esaltazione degli eroi da parte della gente comune.

La copertina della prima edizione (1605)

Il protagonista del suo romanzo è un gentiluomo di campagna, Don Alonso Quijano, nobile della Mancia, regione centrale della Spagna, appassionato lettore di romanzi cavallereschi fino al punto da non riuscire più a distinguere la realtà dalla finzione.

Alonso nella sua biblioteca

Don Chisciotte, protagonista dell’omonimo romanzo, è diventato il personaggio più rilevante nella letteratura spagnola di tutti i tempi.

Egli, convinto di essere un cavaliere errante come i personaggi dei suoi romanzi, combatterà l’ingiustizia proteggendo i deboli e gli oppressi, difendendo valori come onore e cortesia, imitando gli eroi di una realtà che ormai non esiste più ma in cui lui ancora crede.

Come il miglior cavaliere, prima di iniziare la sua impresa, si doterà di un cavallo, chiamato Ronzinante, di uno scudiero, il contadino Sancho Panza, di una nobildonna da amare, la principessa Dulcinea del Toboso (Aldonza Lorenzo, una povera contadina) e di un re che lo nomini cavaliere (lo farà il proprietario di un’osteria che scambierà per un castello).

Don Chisciotte e Ronzinante, dipinto di Honoré Daumier

Dopo poco dall’inizio delle sue avventure verrà riconosciuto e riportato a casa, e quei romanzi che tanto amava leggere verranno bruciati. Ma il prode Don Chisciotte non si farà fermare e ripartirà.

Tra i passi più famosi della prima parte c’è la narrazione della sua lotta contro i mulini a vento, che diventeranno giganti da sconfiggere; ma anche questa sua impresa terminerà in modo rocambolesco, con la sua caduta da cavallo nello scontro contro le pale del mulino.

Con le sue imprese aspirerà alla corona di Imperatore di Trebisonda, ma susciterà solo l’ilarità delle persone testimoni delle sue folli gesta.

Il fedele scudiero Sancho Panza incarnerà l’espressione del senso comune, di quello popolare e di un’intelligenza primitiva. Da una parte cercherà di riportare Don Chisciotte alla realtà, sarà in alcuni momenti la parte più razionale, dall’altra lo asseconderà nelle sue imprese.

Don Chisciotte e Sancho Panza, ritratto di Gustave Doré

Don Chisciotte vivrà insieme alla sua lucida follia, e cercherà di combattere per un ideale eroico.

Nella seconda parte del romanzo verrà narrata l’evoluzione della storia, con altre avventure immaginarie, tra cui la ricerca della nobildama e il ritorno a casa, onorando la promessa fatta durante un duello in cui risulterà sconfitto. Dopo sei giorni di febbre morirà dichiarando di aver ritrovato la sua sanità mentale.

Curiosità

Il filosofo Friedrich Nietzsche rimase affascinato dalla figura di Don Chisciotte, infatti tendeva ad identificarsi con lui, perciò criticò Cervantes per aver reso il suo eroe così ridicolo, vedendo in ciò la più generale ironizzazione di tutte le aspirazioni più elevate.

Friedrich Nietzsche

Anche il cantautore Francesco Guccini ha dedicato al coraggioso eroe, nel 2000, una canzone.

Francesco Guccini

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Il Parco dei Mostri: il tesoro nascosto di Bomarzo

Il parco si trova in provincia di Viterbo, nel cuore della Tuscia Laziale, e si estende su una superficie di 3 ettari.

Uno scorcio del parco.

La sua realizzazione fu commissionata da Pier Francesco Orsini all’antiquario ed architetto Pirro Ligorio.

La creazione di questo autentico tesoro è un atto d’amore del principe verso sua moglie, Giulia Farnese.

Dopo la sua morte il bosco fu abbandonato, ma nella seconda metà del ‘900 fu restaurato dai coniugi Bettini.

E’ un luogo unico al mondo, dove personaggi della letteratura diventano creature mitologiche di pietra, e dove le leggende prendono vita e si avviluppano attorno ad architetture particolari.

Chiamato anche Sacro bosco o Villa delle meraviglie, appare come un’oasi fiabesca piena di simboli enigmatici. I visitatori si ritrovano immersi in un vortice di sensazioni.

Tra le varie opere vengono raffigurate le lotte tra Giganti, Proteo e Glauco, una Ninfa dormiente, le Sirene, la figura mitologica di Cerbero (il cane infernale a tre teste). Non mancano le citazioni letterarie di alcune opere famosissime, tra cui la Divina Commedia di Dante, il Decameron di Boccaccio e le Metamorfosi di Ovidio.

I giardini tipicamente italiani poi sono ornati da ampie terrazze, fontane e sculture manieriste.

Una delle fontane del parco.

Tu ch’entri qua pon mente parte a parte e dimmi poi se tante meraviglie sien fatte per inganno o per arte

Così recita l’iscrizione posta su una delle due Sfingi situate all’ingresso del parco.

La Sfinge.

Esse simboleggiano la partenza verso un percorso purificatorio che porta alla conoscenza di sé e della verità, che stravolge e distrugge tutte le certezze. Le figure mitologiche rappresenterebbero le tappe che l’animo umano dovrebbe compiere per elevarsi moralmente.

Il parco è chiamato anche Bosco Iniziatico, poichè al suo interno i più attenti posso notare un percorso esoterico.

Riprendendo le parole del principe l’obiettivo era, oltre che stupire gli ospiti, sfogare il core.

I mostri, i draghi, e le creature mitologiche abitano del bosco.

All’interno troviamo anche:

  • una casetta pendente (un piccolo gioiello di architettura rinascimentale);
La casa pendente.

L’idea del fondatore era di creare un vero e proprio labirinto di simboli, con i vari elementi che sono stati posti di proposito in maniera svincolata tra loro.

Curiosità

Anche il pittore Salvador Dalì ne rimase estasiato, infatti dalla visita al parco trovò ispirazione per una delle sue opere: Le Tentazioni di sant’Antonio.

Il quadro di Dalì.

Giorni e orari di apertura del parco

Il parco è aperto tutti i giorni:

  • da aprile ad agosto: 8:30 – 19:00
  • da settembre a marzo: 8:30 – fino al tramonto

Costo dei biglietti

  • Intero: 11 €
  • Ridotto (bambini dai 4 ai 13 anni): 8 €

Fotogallery

Simona Lamarmora per L’isola di Omero