Archivi tag: Jan Vermeer

LA LATTAIA DI JAN VERMEER: COME FU COMPRESO IL SUO VALORE NEL ‘600 ?

Si vede lontano un chilometro che il dipinto conosciuto comeLattaia è opera di Jan Vermeer, di cui abbiamo parlato in occasione del suo Astronomo, dell’Allegoria della pittura, e soprattutto della Ragazza con turbante.

Lo scenario, il soggetto, e le tonalità dell’opera ricordano le altre che il pittore olandese realizzò nel cuore del Seicento. L’ambientazione in cucina, tra l’altro, si era diffusa nella zona dei Paesi Bassi già dal secolo precedente.

La lattaia è ornata degli tessi colori della Ragazza con orecchino di perla di Vermeer ed è colta mentre fa un gesto quotidiano. Lo sfondo è spoglio, e gli oggetti immobili intorno a lei sono rivelati nella loro composizione materica dalla luce che penetra da una finestra posta davanti al soggetto,

La LATTAIA DI VERMEER: descrizione e significato dell'opera
Particolare delle mani della donna che versano il latte.

Il dipinto trasmette serenità, come solo può fare una bella donna robusta che adopera gli strumenti della cucina e che è capace con le sue mani sapienti di donare calore alle mura domestiche anche con un piccolo gesto.

Probabilmente fu questo il pensiero di chi vide per la prima volta l’opera e decise di acquistarla; può essere che egli capì subito di avere tra le mani un pezzo da novanta.

La Lattaia, infatti, fu inventariata nella prestigiosa collezione Dissius ad Amsterdam (16 maggio 1696) come: «una cameriera che travasa il latte, estremamente ben fatto, dello stesso [Vermeer]; fiorini 175.0».

La lattaia di Jan Vermeer - ADO Analisi dell'opera
La Lattaia, a olio su tela (45,4×40,6 cm) di Jan Vermeer, databile al 1658-1660 circa e conservato nel Rijksmuseum di Amsterdam.

Un prezzo sicuramente importante per il tempo. L’alta quotazione raggiunta in quella vendita (seconda solo ai 200 fiorini della Veduta di Delft dello stesso autore) testimonia come già all’epoca fosse apprezzata l’opera, oggi ritenuta uno dei capolavori dell’artista e dell’arte dei Seicento europeo in generale.

Il dipinto passò per varie collezioni private olandesi, tutte documentate, finché dalla raccolta Six di Amsterdam non fu acquistato dallo Stato nel 1907, arrivando nel museo Rijksmuseum 1908.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

L’ASTRONOMO DI VERMEER: DALL’OSCURITÀ’ ALLA CONOSCENZA

L’Astronomo del pittore olandese Jan Vermeer (Delft, 31 ottobre 1632 – Delft, 15 dicembre 1675) è un dipinto olio su tela di modeste dimensioni (50,8 x 46,3 cm), conservato al Museo del Louvre di Parigi. Il soggetto raffigurato è appunto quello di un astronomo, ripreso di lato, intento nello scrutare e nel toccare con la mano destra un mappamondo.

A causa del posizionamento della finestra, la parte dell’opera destinata al globo celeste è più luminosa rispetto a quella predisposta per il corpo dello studioso. La mano tesa dell’astronomo verso la luce induce l’osservatore del dipinto a pensare che lo stesso soggetto ricerchi la conoscenza, la trasparenza, e la chiarezza per elevarsi dall’oscurità, che simboleggia l’ignoranza.

Ordina a prezzo speciale il libro Otto Pächt sull’arte fiamminga e i suoi fondatori cliccando qui.
Astronomo (Vermeer) - Wikipedia
L’Astronomo (1668), Jan Vermeer. Museo del Louvre (dal 1983).

Gli elementi essenziali della composizione sono manufatti e strumenti dotati di un verismo materico tale da poterne riconoscerne addirittura la fattura.

Il globo, che è l’elemento centrale del dipinto, risulta essere un tema caro all’autore in quanto compare in altre due opere del pittore olandese: nell’Allegoria della Fede cattolica (1671-1674 circa) e nel Geografo (1668-1669 circa); in tutti e tre i casi, l’elemento è composto in un simile formato, fornisce una identica fisionomia al protagonista, ed è collocato nella medesima ambientazione.

Copertina del libro di Otto Pächt, che si occupa di uno dei problemi centrali della storia dell’arte occidentale: la nascita di un nuovo tipo di pittura negli antichi Paesi Bassi, quella fiamminga; gli artisti che furono i promotori di questo rinnovamento sono il Maestro di Flémalle e i fratelli Van Eyck, mentre il Polittico di Gand appare come opera centrale che apre, al tempo stesso, nuove discussioni. Clicca qui.

Ordina a prezzo speciale il libro sull’arte fiamminga cliccando qui.

Nell’Astronomo Vermeer impiega tonalità tenui, spente e neutre, grazie alla sapiente modulazione della saturazione cromatica declinata su valori bassi. L’originario contrasto tra complementari, tra le fredde gradazioni delle stoffe e le calde sfumature dell’ambiente, è temperato dalla luce naturale filtrata dai vetri opachi della finestra.

Si tratta di un dipinto elegante, che gli amanti dell’arte fiamminga che si recano a Parigi non possono perdere.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Allegoria della Pittura di Jan Vermeer: il pittore che diventa osservatore dell’opera

L’Allegoria della Pittura è un dipinto di Jan Vermeer databile al 1666 circa, e conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna.  L’opera è firmata sulla carta geografica a destra della ragazza: “I[oannes] Ver. Meer”.

La tela rappresenta un pittore di spalle, presumibilmente lo stesso autore, nell’intento di raffigurare una giovane donna con in mano un libro (simbolo della Storia) e una tromba (simbolo della Gloria). La giovane in testa ha un serto di alloro, che conferisce alla figura femminile un aspetto simile a quello della musa Clio.

A sinistra, la finestra semicoperta da una tenda lascia oltrepassare un fascio di luce chiara che illumina l’intera stanza. Il pittore è vestito con un elegante abito nero, composto da tagli presenti sulle maniche. L’artista si mette idealmente dallo stesso punto di vista dell’osservatore del dipinto, come se chi ha dato vita a queste figure avesse osservato la scena da terza persona.

Risultato immagini per Allegoria della pittura vermeer
Allegoria della Pittura (1666), Jan Vermeer.

L’esistenza del dipinto è documentata sin dal 1676, quando la vedova di Jan Vermeer, chiamata Cathrina Bolnes, lo cedette per salvare la vendita all’asta delle opere di proprietà del defunto marito.

L’opera scomparve fino al XIX sec. quando la si ritrovò nelle collezioni Swieten e del conte Czernin. Nel 1938 diventò proprietà di Adolf Hitler, per poi arrivare all’attuale collocazione nel 1946.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero