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LE TRE ETÀ DELLA DONNA: KLIMT VISIBILE IN ITALIA

Sapevate che in Italia possiamo ammirare un’importante opera del grande artista austriaco Gustav Klimt?

A Roma, infatti, presso la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea è conservato il dipinto Le tre età della donna, un olio su tela (180×180 cm) realizzato nel 1905.

Klimt rappresenta le tre fasi della vita femminile: l’infanzia, la maternità e la vecchiaia. L’artista sceglie una composizione decrescente: a sinistra colloca la figura di una donna anziana di profilo e con la mano sul volto, come a non voler farsi vedere; i suoi capelli sono grigi, così come la tonalità del suo corpo che tende ad inscurirsi rispetto alle altre due figure. Quest’ultime, posizionate a sinistra, rappresentano una donna in età fertile che abbraccia una bambina.

Particolare donna anziana.

La donna è raffigurata con dei bellissimi capelli rossi, ornati da alcuni particolari che sembrano decorazioni floreali; le guance sono rosse e vivide, il colore del corpo tende al chiaro, creando un netto contrasto con l’altra figura adulta della composizione.

La bimba dai capelli neri dorme tranquilla tra le sue braccia; tra le due figure sembra esserci un legame pari a quello tra madre e figlia, creando un altro contrasto concettuale con la terza, che invece pare malinconicamente distaccata dal contesto.

Le Grandi Opere dell'Arte: Le tre età della donna di Gustav Klimt |  UrbanPost
Particolare della donna che abbraccia la bambina.

I soggetti sono asciutti, sintetici e le geometrie compongono una decorazione che ricorda l’oro, come per le altre opere di rilievo dell’artista, che dipingerà questo capolavoro nel suo periodo maturo.

Ma proprio per questo forse Klimt ha scelto di posizionare i protagonisti in ordine decrescente? Forse egli si rivedeva nella donna anziana, ormai giunta al termine dei piaceri della vita?

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

L’ABBRACCIO DI KLIMT: UNA PARTE DELL’ALBERO DELLA VITA

Un uomo e una donna, ornati da tuniche decorate, si uniscono in un abbraccio avvolgente e passionale.

Si tratta dell’opera dal titolo Abbraccio (Die Umarmung in tedesco) di Gustav Klimt.

Dipinto realizzato tra il 1905 e il 1909 con una tecnica mista su carta che misura 194×121 centimetri. Il quadro è custodito a Vienna presso il MAK – Museum Für Angewandte Kunst (in italiano: Museo delle arti applicate).

L'abbraccio di Klimt: storia, simboli e analisi dell'opera
L’abbraccio, Gustave Klimt, 1905 – 1909, Museum für angewandte Kunst, Vienna, Austria.

La commissione per quest’opera arrivò al pittore austriaco con l’intento di decorare il fregio del Palazzo Stoclet di Bruxelles.

 L’Abbraccio di Klimt è parte di un trittico composto da tre pannelli che sono dedicati alla serie dell’Albero della vita:

  1. L’attesa (rappresentata da una danzatrice);
  2. L’abbraccio (il soggetto del nostro racconto);
  3. Il Bacio, una delle opere più famose di Klimt.
Le opere di Klimt sono tra le più riprodotte. CLICCA QUI per saperne di più.

Analisi dell’opera:

In pieno stile secessionista, L’abbraccio è caratterizzato dall’uso della foglia d’oro sullo sfondo dei dipinti.

Questa ispirazione nasce all’artista da un viaggio compiuto a Ravenna nel 1903. Dopo aver visitato i mosaici bizantini delle chiese ravennati, rimase infatti estasiato dalle tessere dorate dei mosaici.

 Le figure rappresentate dall’artista sono volutamente prive di profondità pittorica. Il dipinto rappresenta le due figure che si stagliano contro un fondo bidimensionale, che è decorato con spirali.

Nelle ampie tuniche che indossano i due protagonisti ci sono tantissime decorazioni. Su quella che indossa l’uomo sono raffigurate geometrie grandi e colorate con tonalità che variano: brune, nere e bianche. Infine c’è qualche inserto color rosso, verde e giallo per ravvivare il tessuto delle tuniche.

Lo sfondo invece è realizzato con foglia d’oro, che conferisce brillantezza all’opera di Klimt.Lo spazio è segnato dalla linea di confine tra il suolo e lo sfondo, mentre è assente la prospettiva.

È rara l’abitudine dell’artista a commentare le sue opere, spesso quindi è difficile risalire al significato dei suoi dipinti. Anche se sono abbastanza evidenti i temi, quali, ad esempio, il sesso. E’ un tema che viene trattato dal pittore in modo appassionato.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Il bacio: dall’Italia ebbe inizio il ”periodo aureo” di Klimt

Due passionali amanti si stringono nel momento di un bacio intenso. L’uomo tiene la testa dell’amata con estrema dolcezza, protendendosi verso di lei in segno protettivo.

Il bacio è uno dei più celebri dipinti dell’artista austriaco Gustav Klimt. Si tratta di un olio su tela di 180 x 180 cm. Attualmente l’opera è conservata presso l’Österreichische Galerie Belvedere di Vienna.

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Il bacio di Gustav Klimt (1907-08)

I due amanti indossano entrambi delle vesti mosaicate, che enfatizzano l’obiettivo professato da Klimt; ovvero quello di celebrare la forza dell’eros.

Tecnica utilizzata:

L’opera è caratterizzata dall’uso significativo del color oro. Una tecnica che non può non riportare alla memoria quella utilizzata per la realizzazione dei mosaici bizantini. Del resto, lo stesso pittore austriaco poté ammirare tale soluzione stilistica in seguito ad un viaggio compiuto a Ravenna nel 1903 (circa quattro anni prima di dedicarsi a Il bacio).

Con il nome di periodo aureo, infatti, si tenda ad indicare la fase in cui Klimt decise di impegnarsi nella produzione di quadri con l’utilizzo del color oro. Tale scelta portò conseguentemente alla perdita della profondità spaziale visiva nel dipinto.

Gustav Klimt
(Baumgarten, 14 luglio 1862 – Vienna, 6 febbraio 1918)
Gustav Klimt, Judith II.jpg

Giuditta II (1909)

Gustav Klimt e la fine del periodo aureo:

Il periodo aureo si concluse nel 1909 con l’esecuzione di Giuditta II, seconda raffigurazione dell’eroina ebrea che liberò la propria città dalla dominazione assira: l’opera, caratterizzata da cromie più scure e forti, darà infatti avvio al cosiddetto periodo maturo dell’artista.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero