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San Giuseppe e il Bambino Gesù di Guido Reni: l’amore di un padre per l’Arte Cristiana

L’amore che un padre riversa nei confronti del proprio figlio trova la massima rappresentazione nell’opera intitolata San Giuseppe e il Bambino Gesù, realizza da Guido Reni nel 1635. L’artista nella sua opera propone una scena significativa per l’Arte Cristiana, in cui è presente il figlio di Dio, Gesù il Messia, che da piccolo viene stretto dal proprio padre in terra, ovvero San Giuseppe. Il falegname mostra un sorriso nell’osservare la Creatura fra le sue braccia.

Ci troviamo davanti ad un dipinto che trasmette un forte impatto realistico, in cui Reni rappresenta un uomo anziano, contraddistinto dal colore bianco dei capelli e della barba a cui il giovinotto si aggrappa.

I colori della tela (126 x 101 cm) sono tenui e creano un legame tra i soggetti rappresentati: il vestiario del Santo è composto da un manto arancione chiaro, simile ai capelli del Bambino; così come la tunica lilla, che che egli indossa al di sotto, è dello stesso colore del fiore portato in una mano da Gesù. Il corpo di quest’ultimo è chiaro, chiarissimo, quasi a voler simboleggiare la purezza e l’innocenza del nuovo nato.

Risultato immagini per San Giuseppe e il bambino Gesù di Guido Reni
San Giuseppe e il Bambino Gesù, Guido Reni (1635), Museo dell’Hemitage di San Pietroburgo.

Sullo sfondo è presente un paesaggio rurale, con un albero collocato appena alle spalle dei due protagonisti dell’opera. I toni della location tendono verso il verde, anche se tutto pare nascosto da un ombra.

In basso a destra, invece, c’è un particolare di rilievo: si intravede in lontananza il momento dell’Annunciazione, con la figura della Vergine Maria che riceve la visita dell’Arcangelo Gabriele. Questa rappresentazione sembra riportare alle caratteristiche di un dipinto mobile, con i soggetti inquadrati in primo piano che risultano collocati nel momento esatto in cui l’artista vuole ambientare la scena; mentre quelli posti dietro simboleggiano il tempo già trascorso.

L’amore di San Giuseppe per il Bambino Gesù è interpretato dall’Arte Cristiana come l’amore più puro che un padre può provare nei confronti di un figlio, e da cui poter prendere esempio.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Van Gogh e Monet in mostra a Roma, fino al 6 gennaio

L’Ex-caserme Guido Reni a Roma, in via Guido Reni 7, ospita una doppia mostra di due grandi artisti come Van Gogh e Monet dal 9 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020.

Si tratta di un incredibile viaggio nel tempo alla scoperta di due giganti della storia dell’arte. L’esposizione si avvale della tecnologia VR, che garantisce al visitatore di poter apprezzare realisticamente i paesaggi, i colori, e le atmosfere che hanno contraddistinto entrambi i pittori.

Le riproduzioni dei principali quadri di Claude Monet permettono di entrare nella mente del Maestro che ha contribuito a cambiare la storia dell’arte.
Dal colore rosso vibrante de I papaveri al giallo de I covoni, fino alla stazione, tema ricorrente nei quadri dell’Artista.

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Il contributo lasciato ai posteri da Vincent Van Gogh, la sua personalità e le diverse fasi della propria esistenza sono gli altri temi ricorrenti della mostra. Il periodo parigino, la fase di Arles, il rapporto controverso con Gauguin, fino all’isolamento di Saint Remy de Provance. E infine l’arrivo ad Auvers Sur Oise.

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ORARI: Lun-ven dalle 10,00 alle 18,00; Sab-dom e festivi dalle 10,00 alle 20,00. Ultimo ingresso consentito in mostra un’ora prima dell’orario di chiusura

COSTO DEL BIGLIETTO: Open € 18.50, Intero € 16.50, Ridotto € 14.50. I bambini al di sotto dei 3 anni non pagano.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero