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LA GRECIA È LA PRIMA META DELL’ESTATE 2020

A causa dell’emergenza Coronavirus, che ha portato al lockdown nazionale per diversi mesi, molti viaggiatori italiani che non vogliono rinunciare alle vacanze estive stanno attualmente pensando a quali siano le mete più adatte in cui recarsi.

La Grecia rappresenta di gran lunga la prima scelta. Bisogna considerare, infatti, che i viaggi per le destinazioni che si trovano fuori dall’area schengen sono pressoché bloccati; il Paese ellenico sembra il più sicuro per chi è intenzionato a trascorrere delle piacevoli vacanze, nel rispetto delle misure di prevenzione.

Di seguito proponiamo alcune informazioni importanti per chi decide di viaggiare in questa direzione.

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Spiaggia di Rodi.

INFORMAZIONI PER I VIAGGIATORI:

Le Autorità Greche si riservano la possibilità di sottoporre i passeggeri in arrivo nel Paese balcanico a un test rinofaringeo (tampone), somministrato secondo criteri randomici (non noti a priori).

 Condizione indispensabile per accedere al Paese (via aereo, via terra, via nave) è la compilazione di un modulo online sul sito travel.gov.gr (gestito dalle Autorità Greche e non dall’Ambasciata Italiana); per mezzo di tale modulo i viaggiatori devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi, e sull’indirizzo del proprio soggiorno in Grecia.

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Zante: come arrivare, come spostarsi e dove dormire - Grecia.info
Spiaggia di Zante.


I viaggiatori riceveranno un’e-mail di conferma al momento del completamento del modulo telematico e, in un secondo momento, otterranno il proprio codice Quick Response (QR), esattamente alla mezzanotte del giorno del loro arrivo previsto in Grecia.


Qualora si intenda arrivare in Grecia con un’imbarcazione privata è necessario compilare la Maritime Declaration of Healthe inviarla via mail alla competente Capitaneria di porto in Grecia. Per i recapiti delle Capitanerie di porto, è possibile consultare questo link.

CUORIOSITÀ:

Secondo alcuni viaggiatori che si sono recati in Grecia nei giorni scorsi, le Autorità preposte avrebbero effettuato maggiori controlli ai cittadini provenienti dal Nord Italia, riconoscibili dalle iniziali di un codice posto sotto il QR Code.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Dove potremo viaggiare questa estate?

Si è parlato molto ultimamente riguardo la posizione di alcuni Paesi europei, che avrebbero preferito chiudere l’ingresso agli italiani in vista delle vacanze estive 2020.

L’emergenza COVID-19 porta con se non solo le problematiche sanitarie che abbiamo conosciuto, purtroppo, in questi mesi di lockdown; vi sono ovviamente anche delle conseguenze economiche da fronteggiare.

Il turismo rappresenta una fetta importante del PIL nazionale, che varia tra il 13 % e il 15 %. In questo range si inseriscono sia gli operatori che prestano servizio nel mercato d’entrata (come gli hotel, B&B, guide turistiche, stabilimenti balneari ecc), ma anche coloro che si occupano del mercato in uscita (come le agenzie viaggi, e tutti consulenti di questa natura).

Aldilà dei fattori economici, bisogna considerare che la gioia per ognuno di noi di viaggiare liberamente in Europa è un diritto, oltre che un modo per distogliersi dalle preoccupazioni della vita quotidiana, e magari elevarsi culturalmente.

Ma andiamo a scoprire insieme quali sono gli Stati che si sono resi disponibili ad accogliere gli italiani, da quando, ed in quali modalità.

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Bellissima vista di Santorini, in Grecia

Grecia. La Grecia riaprirà le frontiere dal 15 giugno. Fino al 30 dello stesso mese, però, gli italiani provenienti da Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna dovranno fare un periodo di isolamento: sottoposti al test al loro arrivo, verranno messi in isolamento per 7 giorni in caso di negatività, per 14 in caso di positività. La situazione cambierà dal 1° luglio, quando l’accesso sarà libero e non verrà osservata nessuna quarantena.

Francia. Il governo d’oltralpe non ha posto particolari restrizioni. Basterà compilare un modulo dove vengono spiegati i motivi del viaggio, insieme ad un’autocertificazione in cui si dichiara di non aver avuto sintomi del virus nelle ultime 48 ore.  

Germania. L’ingresso per gli italiani è vietato fino al 15 giugno. Dopo questa data non vi saranno restrizioni. 

Spagna. Dall’1 luglio sarà revocata la quarantena obbligatoria per i viaggiatori.

Portogallo. Fino al 15 giugno solamente gli spagnoli potranno andare in vacanza in Portogallo. Avverrà poi un’apertura graduale del Paese lusitano. Le previsioni parlano dell’azzeramento delle restrizioni intorno a metà luglio.

🇬🇧 Colors and trams of Lisbon are amazing ...
Le caratteristiche strade di Lisbona.

Svizzera. Gli italiani potranno entrare in Svizzera solo dal 6 luglio. Dal 15 di giugno le frontiere elvetiche verranno aperte per i cittadini di Germania, Francia e Austria.

Austria. Il 15 giugno il Paese riaprirà i suoi confini con Germania, Svizzera e Liechtenstein, ma per l’Italia la decisione non è ancora stata presa.

Regno Unito. Le nuove regole riguardanti l’ingresso di cittadini stranieri entreranno in vigore l’8 giugno. Da questa data l’ingresso sarà libero per tutti, ma con delle restrizioni: vi sarà l’obbligo di dichiarare oltre ai contatti anche le tappe e l’itinerario da percorrere una volta all’interno del Paese. Ma non solo: bisognerà osservare una quarantena di 14 giorni. 

Irlanda. L’ingresso è permesso, vige però l’obbligo di osservare una quarantena di 14 giorni.

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Paesaggio naturale irlandese.

Islanda. È concesso l’ingresso per i cittadini dell’UE, ma è obbligatoria una quarantena di 14 giorni.

Olanda. Al momento non è prevista nessuna restrizione.

Romania. I voli che collegano la Romania all’Italia sono sospesi, ma dall’1 giugno è stato riaperto il traffico stradale e ferroviario. 

Slovenia. Per ora l’ingresso è permesso a tutti i cittadini dell’UE, con l’obbligo di quarantena di 14 giorni. 

Croazia. Tutti i cittadini dell’UE vi possono entrare, basterà avere una prenotazione alberghiera. 

Svezia. La Svezia non vieta a nessuno l’ingresso. Tuttavia chiede alle autorità di valutare l’effettiva necessità del viaggio. Bisogna evidenziare, però, che i voli aerei sono tutt’ora limitati.

Malta. Gli ingressi a scopo turistico sono bloccati fino al 15 giugno.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Le 12 fatiche: Eracle e la liberazione dalla vendetta di Era

Le 12 fatiche di Eracle sono delle storie che fanno parte della mitologia greca: si ipotizza che siano state unite in un unico racconto chiamato L’Eracleia da Pisandro di Rodi, intorno al 600 a.C. Esse raccolgono tutte quelle imprese che l’eroe ha dovuto compiere per espiare il peccato di aver sterminato la sua famiglia durante un attacco d’ira. 

Eracle è una figura molto importante all’interno del corpus mitologico dell’Antica Grecia.

L’eroe era figlio della regina Alcmena e Zeus, il padre degli Dei. In realtà Alcmena era sposata con il re Anfitrione, ma pur di giacere con la donna Zeus prese le sembianze del marito e la sedusse.

Dall’unione tra il dio e Alcmena nacque Eracle, che però incorse nell’odio di Era, madre degli Dei e sposa di Zeus, che vedeva nel bambino la prova dell’infedeltà di suo marito; per questo, nonostante una forza prodigiosa, Eracle non ebbe una vita facile, dal momento che Era lo odiava profondamente! Proprio da un crudele dispetto di Era ebbe origine l’impresa delle Dodici Fatiche di Eracle.

LE 12 FATICHE DI ERCOLE: IL VIAGGIO DELL'ANIMA - Sentiero astrologico

Un giorno infatti la dea fece cogliere il forzuto eroe da un attacco di follia e questi, in un raptus di pazzia rabbiosa, uccise moglie e figli.  Una volta riacquistato il senno, Eracle si disperò e decise di recarsi dall’Oracolo di Delfi dove la Pizia, la sacerdotessa che parlava per bocca delle divinità, gli avrebbe rivelato un modo per espiare il suo terribile peccato.

L’oracolo comandò così all’uomo di mettersi al servizio del re di Tirinto e Micene, Euristeo, un uomo avido ma non molto intelligente che spinse Eracle a 12 pericolosissime imprese, le famose “12 fatiche di Eracle”.

L’eroe uscì vittorioso da tutte le sue imprese e riuscì finalmente a liberarsi dalla vendetta di Era e dai suoi rimorsi.

Quali sono le 12 Fatiche di Ercole? - Focus Junior

Quali sono le 12 fatiche?

1 – Uccisione del leone di Nemea. Come prima impresa Eracle dovette affrontare un gigantesco e famelico leone che terrorizzava gli abitanti di Micene e Nemea.

2 – Uccisione dell’idra di Lerna, un mostro a metà tra un drago e un serpente che, oltre ad essere velenosissimo, aveva nove testa e, ogni volta che ne veniva tagliata una, al suo posto ne ricrescevano due! 

3 – Cattura della cerva di Cerinea, che era più veloce delle frecce che Eracle le scagliava.

4 – Cattura del cinghiale del monte Erimanto, che distruggeva i campi della zona.

5 – Pulizia delle stalle di Augia, re dell’Elide (nel Peloponneso). Le stalle erano stracolme del letame e ciononostante il bestiame si era moltiplicato. Per ripulire il tutto in un solo giorno, Eracle decise, addirittura, di deviare i fiumi Alfeo e Peneo e farli scorrere nelle stalle.

6 – Uccisione degli uccelli del lago Stinfalo, che mangiavano carne umana (rappresentata nel mosaico sottostante).

Uccelli del lago Stinfalo - Wikipedia

7 – Cattura del toro di Creta. Esso era stato reso furioso da Poseidone perché Minosse non glielo aveva sacrificato come promesso. Ercole lo catturò vivo e lo portò ad Atene.

8 – Cattura delle giumente di Diomede il re di Tracia. Tali cavalle si nutrivano di carne umana. 

9 – Conquista della cintura di Ippolita, regina delle Amazzoni, le donne guerriere.

10 – Cattura dei buoi di Gerione, una creatura che sopra le due gambe portava tre busti, con tre teste e sei braccia.

11 – Conquista dei pomi d’oro del giardino delle ninfe Esperidi. La prova consisteva nel riportare a Micene tre mele (o pomi) d’oro provenienti dal leggendario Giardino delle Esperidi, le tre Ninfe che custodivano il luogo sacro.

12- Cattura del cane Cerbero, il cane a tre teste che stava a guardia del mondo degli inferi. Ercacle allora si recò da Ade, il dio dell’Oltretomba, che gli diede il permesso di prendere Cerbero a patto di riuscire a domarlo senza l’uso delle armi.

Rosa Araneo per L’isola di Omero

Il “Pelìde” Achille: la leggenda dell’eroe greco

” Cantami, o Diva, del Pelìde Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco generose travolse alme d’eroi, e di cani e d’augelli orrido pasto lor salme abbandonò (così di Giove l’alto consiglio s’adempìa), da quando primamente disgiunse aspra contesa “.

L’incipit dell’Iliade, scritta da Omero, fa di Achille il protagonista quasi assoluto delle vicende raccontate nel famosissimo poema epico, e in particolare lo incorona come l’eroe della guerra di Troia.

Il prode Achille, figlio di Teti (la più bella tra le ninfee Nereidi), e di Peleo (re della Tessaglia), è uno degli eroi più conosciuti della mitologia greca.

Achille e Teti.

Una delle leggende che lo vede protagonista narra che sua madre Teti, per renderlo immortale, lo immerse nelle acque del fiume Stige, tenendolo solo per il tallone.

Subito dopo la nascita fu affidato al centauro Chirone, che divenne il suo maestro, e alla cura del precettore Fenice. Achille fu addestrato all’arte della guerra, all’uso delle armi, e iniziato alle nobili arti.

Conosciuto anche come Pelide, in onore dei suoi antenati, fu il più forte di tutti i greci.

Achille e il centauro Chirone

Sua madre, per evitare di perderlo in guerra, lo fece travestire da donna e lo mandò sull’isola di Sciro.

Lì sposo una delle figlie del re, la principessa Deidamia.

Quando Achille aveva nove anni, Calcante, un indovino, aveva predetto agli Achei, che senza la partecipazione del Pelide alla spedizione achea la guerra sarebbe stata persa.

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Ulisse, quindi, dopo la sua scomparsa, lo cercò in lungo e in largo; si travestì da mercante e alla fine riuscì ad incontrarlo. Svelatosi, gli rivelò tutto sulla spedizione, e lui, sensibile alla causa, decise di partire in guerra.

Achille in duello.

La causa dello scoppio dei combattimento, oltre alla conquista della supremazia economica e politica, fu il rapimento di Elena, moglie di Menelao,da parte del troiano Paride.

Infatti c’erano due schieramenti: da una parte gli Achei, con Agamennone, Menelao, Ulisse e Achille; mentre dall’altra i Micenei, che governavano Troia, con Priamo, e i figli Ettore e Paride.

I primi nove anni della guerra di Troia si conclusero senza risultati , ma il decimo fu quello decisivo.

A causa di un diverbio con Agamennone, Achille si ritirò dalla lotta, ma dopo l’uccisione del suo presunto amante Patroclo, decise di scendere in guerra e di uccidere il responsabile, Ettore (il principe troiano).

Achille uccide Ettore

Secondo gli dei fu l’unico eroe che ebbe il dono di essere l’artefice del proprio destino: una vita breve e gloriosa a dispetto di una lunga e senza fama.

L’episodio della sua morte ha molte versioni: la più famosa è quella che racconta la sua dipartita per mano di Apollo travestito da Paride, tramite con un colpo al tallone, l’unica parte vulnerabile, per mezzo di una freccia avvelenata.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. Corfù: l’isola dei villaggi e del Palazzo di Achille

Le bellezze dell’isola

Corfù è l’isola greca nota per i suoi caratteristici villaggi. Tra questi spicca quello di Sidari, un luogo romantico che si affaccia sul mare, ed in cui risiede una leggenda. Secondo la stessa, infatti, le coppie che attraversano a nuoto il Canal d’Amour sono destinate a sposarsi presto.

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Canal d’Amour

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L’Achilleion, o Palazzo di Achille, è la nota struttura costruita a Corfù dall’Imperatrice Elisabetta d’Austria, anche nota come Sissi.

Quest’ultima era letteralmente ossessionata dalla bellezza, e molto vigorosa, ma tragicamente vulnerabile dopo la perdita dell’unico figlio maschio, il Principe Ereditario Rodolfo d’Austria nel 1889.

Un anno dopo questo spiacevole avvenimento, nel 1890, costruì una residenza estiva a circa dieci chilometri a sud della città di Corfù.

Il palazzo fu progettato dall’architetto napoletano Raffaele Caritto ed ha la figura dell’eroe mitologico Achille come suo tema centrale.

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Palazzo di Achille, l’interno.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Teseo, Arianna e il Minotauro: la leggenda della nascita del Mar Egeo

Alla morte del re di Creta Asterione, il figlio adottivo Minosse salì sul trono. Per dimostrare ai due fratelli il suo diritto alla successione, pregò il dio del mare Poseidone di inviargli un toro da destinare al sacrificio. Minosse, però, anziché sacrificarlo, lo mise tra le sue mandrie.

Per vendicarsi Poseidone fece innamorare del toro la moglie di Minosse, Parsifae. Dalla loro unione nacque il Minotauro, dal corpo umano e dalla testa taurina. Per nasconderlo Minosse incaricò l’architetto Dedalo di costruire un labirinto dal quale era impossibile uscire.

Per saziare il Minotauro, Minosse costrinse la città di Atene, allora sottomessa a Creta, di inviare ogni 9 anni 7 fanciulli e 7 fanciulle.

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Rappresentazione di un Minotauro.

Un anno Teseo, figlio di Egeo re di Atene, entrò nel labirinto. Egli affrontò il mostro e lo uccise, grazie all’aiuto di Arianna, la figlia del re Minosse. Quest’ultima si era innamorata di lui, ed in cambio della promessa di portarla via con sé Teseo ricevette un gomitolo di filo da dipanare una volta entrato nel labirinto, assicurandosi così la via del ritorno.

Teseo, però, una volta che ebbe scampato il pericolo si pentì della promessa fatta ad Arianna e meditò di liberarsi di lei. E così, dopo aver fatto scalo a Nasso per rifornirsi di acqua e di cibo, egli, approfittando che la giovane si era addormentata, si imbarcò sulla nave e ripartì. Da qui nacque l’espressione ”piantare in nasso”, poi trasformata in ”piantare in asso”.

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Al suo risveglio Arianna si accorse di essere stata tradita e abbandonata, perché Teseo l’aveva lasciata da sola. Presa inizialmente dallo sconforto, fu consolata successivamente da Dioniso, un giovane uscito dal mare che iniziò a corteggiarla.

Invece, non andò bene a Teseo. Egli si dimenticò di cambiare le vele nere con quelle bianche, come aveva assicurato al padre Egeo. E il povero vecchio, vedendo la vela nera issata sulla nave del figlio, preso da un atroce sconforto, finì travolto dal dolore e si gettò nel mare che prese il nome di lui (mare Egeo).

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. Meteora (Grecia): i monasteri sospesi nello spazio

Meteora in greco vuol dire letteralmente “sospeso nello spazio”. Esso infatti è il nome dello splendido borgo che si trova nel nord della Grecia, e che l’UNESCO ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1988.

Il borgo di Meteora è stato utilizzato anche come ispirazione per produrre splendide tele.

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Si chiama così per la presenza di diversi monasteri posti su delle falesie di arenaria. Ad oggi, sui ventiquattro iniziali, sei sono ancora abitati. I primi insediamenti nel luogo risalgono addirittura al XI sec.

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Come furono realizzati?

Furono costruiti da dei monaci che – come dei veri e propri scalatori e con l’ausilio di funi, reti o a mani nude – trasportarono fino alla vetta di queste torri naturali il materiale necessario alla costruzione degli edifici. 

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Giorgio de Chirico, il genio metafisico: il tema dell’amicizia nell’opera ”Oreste e Pilade”

Era il 20 novembre 1978 quando la luce metafisica di Giorgio de Chirico si spegne per sempre. All’età di 90 anni, in quel palazzo Borgognoni a Roma in cui visse fino alla fine con la moglie, il maestro lasciava questa terra. Tuttavia oggi, a dispetto della morte, la vitalità e la poesia di un’artista del suo calibro continuano a pulsare ed emozionare.

Giorgio de Chirico era nato in Grecia a Volos poco distante da Atene dove frequentò il Politecnico. Trasferitosi con la famiglia in Germania, perfezionò la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Monaco. Nel 1909 giunge a Milano per, poi, trasferirsi a Firenze dove approfondisce gli studi su Nietzsche e dà inizio al suo percorso metafisico. Ma è a Parigi, dove si trasferisce nel 1911, che ha inizio la sua vera carriera artistica. Nel 1917 è il capofila di un gruppo di artisti della cosiddetta Pittura Metafisica, teorizzata l’anno seguente durante il quale De Chirico si sposterà a Roma e dove terrà la sua prima mostra individuale insieme a Carrà, Prampolini e Soffici.

Giorgio De Chirico

Le prime opere di De Chirico sono caratterizzate da una notevole impronta Bockliniana. Nel 1908 molti pittori sono orientati verso le analisi dei meccanismi della percezione, sulle proprietà dei colori e della forma. L’ arte di De Chirico, invece, sin dalle prime battute ha connotazioni “originarie”, un’arte che era contrapposta al versante parallelo quello dell’ “originalità”. Per la critica, arte originaria significa arte rivolta alla valutazione dei canoni compositivi tradizionali. Questa caratteristica resterà costante per tutta la lunga ricerca del pittore. Riguardo i temi affrontati, si tratta di un riflesso di una cultura personale che deriva dal suo luogo di nascita: la Grecia e la Tessaglia.

Ad ogni elemento dell’opera di De Chirico è attribuito un valore percettivo indipendente, come isolato dallo spazio circostante. Così, ogni parte della composizione diventa un tratto motivato e voluto per una simbolica nuova che riconduce ai soli oggetti dell’opera e non a precisi codici esterni.

Oreste e Pilade:

In Oreste e Pilade, l’artista sceglie di omaggiare il tema dell’amicizia rappresentata due epici personaggi che furono inseparabili anche nell’impresa disperata di Oreste, matricida per vendicare l’uccisione del padre da parte della madre Clitennestra e del suo amante, Egisto. Uno dei titoli con cui l’opera fu conosciuta dall’inizio, Amici antichi, restituisce maggior senso al gesto della figura di sinistra che poggia affettuosamente la mano sopra la spalla del vicino e alle due teste poggiate una contro l’altra. Il tema è comunque affrontato col consueto motivo dei manichini con le teste a uovo, con il ventre ricoperto da una proliferazione di edifici antichi che, nei dipinti di de Chirico, li caratterizzano quali archeologi.

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Oreste e Pilade (1963)

Giorgio de Chirico ci apre al mondo dei due individui, alla realtà fatta di creatività ed ispirazione. Se pensiamo bene, un pittore non è poi così diverso da un poeta: una sottile linea separa le due figure, ma entrambe sono le portavoce di quella realtà che trova posto nella quotidianità di tutti i giorni. I due uomini, spesso confortati dalla solitudine, osservano e ascoltano la voce delle emozioni. De Chirico nelle sue produzioni opera secondo questo preciso indirizzo, riuscendo a cogliere la parte nascosta delle cose e mettendo in evidenza i sentimenti che si possono provare quando si viene a conoscenza di queste visioni.

Alessia Amato per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. Creta: le romantiche spiagge con la sabbia rosata dell’affascinante isola greca

Creta, l’isola più grande della Grecia, può vantare una serie di spiagge da sogno che non hanno nulla da invidiare alle rinomate località caraibiche.

Di seguito abbiamo provato pretenziosamente a selezionare i posti marittimi più coinvolgenti, per suggerirli ai turisti che qui vogliono recarsi.

  • Spiaggia di Chrissi, Lasithi 
Immagine correlata
L’isola di Chrissi è una delle tappe più affascinanti ed esotiche da compiere durante un viaggio a Creta.
Arrivando qui ci si trova nella parte sud dell’isola e ci si imbatte in una prima spiaggia attrezzata conosciuta come Vougiou Mati. Il mare è fantastico, la spiaggia è molto bella, c’è un bar/taverna quasi sempre affollato che vende anche cibi preparati al momento da asporto.
  • Laguna di Balos, Kissamos
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La laguna di Balos è una laguna separata dall’omonima baia da una lingua di sabbia che unisce il promontorio di Corico a Capo Tigani, nella parte più nord-occidentale dell’isola di Creta.
  • Spiaggia di Vai, Itanos
Risultati immagini per Spiaggia di Vai, Itanos
La Spiaggia di Itanos si trova all’estremità nord orientale di Creta ed è velocemente raggiungibile in auto dalla più rinomata spiaggia di Vai. La spiaggia sorge all’interno di una baia relativamente isolata ed è caratterizzata da un litorale irregolare a tratti ciottoloso, a tratti di sabbia dorata, bagnato da un bellissimo mare trasparente e cristallino. All’ingresso della spiaggia principale vi è una suggestiva città minoica; quella di Itanos è stata infatti in passato una delle aree più influenti della Creta orientale, particolarmente potente in epoca greca e molto fiorente a partire dal VII secolo a.C.
  • Spiaggia di Elafonissi, Chiania
Risultati immagini per Spiaggia di Elafonissi, Chania
La spiaggia di Elafonissi è particolarissima! Essa forma una specie di laguna con una serie di fasce di sabbia, e si estende su un isolotto che sorge di fronte alla costa. Il luogo è caratterizzato dal colore roseo della sabbia, che si pone come un unicum fra le spiagge del territorio (almeno tra quelle conosciute).
Il posto ha un ampio parcheggio gratuito (come quasi tutte a Creta) ed è attrezzata con una serie di ombrelloni che possono essere noleggiati a prezzi non esagerati.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. Santorini: l’isola più bella del Mar Egeo

A metà strada tra Atene e Creta si trova l’isola greca per eccellenza, Santorini. Con i suoi circa 13.700 abitanti è la più meridionale delle Isole Cicladi, e si trova nel Mar Egeo.

La mappa delle Isole Cicladi

Il nome le fu dato dai Veneziani, e deriva da Sant’Irene, una martire a cui era dedicata la basilica di Perissa, il famoso villaggio che si trova nella parte sud-orientale.

In passato aveva una forma circolare (era conosciuta come Strongili, la rotonda), mentre attualmente assomiglia ad una mezzaluna; la sua conformazione deriva un’eruzione vulcanica avvenuta circa 10.000 anni fa, che ha causato l’affondamento di gran parte dell’isola.

La zona più suggestiva è il crinale della caldera, da cui si può si possono ammirare romantici tramonti mozzafiato che si riflettono sulle formazioni rocciose, che a loro volta assumono colori particolari.

Ogni anno 1,5 milioni di turisti si recano in vacanza a Santorini.

Fira, la capitale, è il centro nevralgico del turismo dell’isola: con le sue taverne tipiche, negozi di souvenir, bar e ristoranti. E’ formata da numerose casette bianche che si affacciano sulla caldera, con le loro caratteristiche porte e finestre di colore blu.

Fira vista dalla caldera

Oia, invece, si trova a nord dell’isola ed è la località chic, nonché uno dei villaggi più avvolgenti. E’ anche rinomato per i suoi mulini a vento.

Il villaggio di Oia

Per gli appassionati storici, è possibile visitare il sito archeologico di Akrotiri, dove si respira la tipica atmosfera della Grecia classica; si tratta di un’antica città minoica rimasta sepolta in seguito ad una eruzione vulcanica.

Il sito archeologico di Akrotiri

Per chi vuole godere delle meravigliose spiagge e del mare blu, può fare un tuffo nella red beach, la spiaggia più famosa di Santorini. Come le altre spiagge, anche questa riflette l’origine vulcanica dell’isola, infatti è composta da sabbia rossastra delimitata da grandi scogliere.

La red beach

Famosi sono anche i vigneti, che crescono affacciati sul mare e producono vini bianchi secchi o ambrati vini da dessert, come il famoso Vin Santo (diverso da quello italiano), dal sapore dolce e corposo. Le uve autoctone più famose sono le Assyrtiko.

Curiosità

La famosa eruzione ha ispirato Platone nella narrazione del mito di Atlantide, infatti si pensa che l’isola di cui si parla sia proprio Santorini.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero