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Le Metamorfosi di Ovidio: l’infinita suggestione del mito

Le Metamorfosi di Ovidio può considerarsi il romanzo della mitologia, un sontuoso arazzo di favole e leggende del mondo antico, accomunate dal tema della trasformazione di figure del mito in piante, animali, fonti, astri, che delinea una storia del genere umano e un’inedita enciclopedia della natura. 

Apollo e Dafne, G.L. Bernini.

Dallo struggente racconto di Venere ed Adone, a quello di Eco e Narciso. Ma anche il racconto di Ganimede, rapito da Giove perché diventasse il coppiere degli Dei, o quello di Dafne, la ninfa che si trasformò in un albero di alloro pur di sfuggire alle brame di Apollo e che Bernini rese eterna in una delle sue sculture più celebri.

In foto il libro de Le Metamorfosi.

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Le Metamorfosi di Ovidio si compongono di 15 libri e furono scritte tra il 2 e l’8 d.C. Un libro straordinario che ha influenzato tutta la letteratura successiva, ma che all’epoca, insieme all’Ars amatoria, costarono caro al poeta di Sulmona. 

L’imperatore Augusto, infatti, nell’8 d.C. condannò Ovidio alla relegatio, una sorta di esilio nell’odierna Romania dove il poeta scriverà la sua ultima opera, i Trista. Ovidio, a detta del moralista Augusto, aveva con le sue opere offeso la religione e i costumi di Roma, offrendo modelli pericolosi e inaccettabili.

Pallade e Aracne, Rubens.

Ma la relegatio non affossò la poesia di Ovidio e, tanto meno il suo capolavoro, Le Metamorfosi, che, come, vaticinato dallo stesso autore, «né l’ira di Giove, né il fuoco o il ferro e il tempo che tutto corrode, potranno distruggere». Le Metamorfosi, infatti, saranno lette da tutti portando a ogni latitudine «l’eterna fama» di Ovidio. La bellezza di questa opera, che i monaci amanuensi trascrissero salvandola dall’oblio, sta nella forza unica della poesia di Ovidio, nell’unicità dei miti raccontati, nel succedersi serrato del racconto, nelle vivide immagini narrate. 

Rosa Araneo per L’isola di Omero

Notre-Dame: ricostruire la bellezza. Un passo indietro alle sue origini

L’incendio che il giorno 15 aprile 2019 ha devastato gran parte della celebre cattedrale parigina, ha infranto i cuori di molti appassionati d’arte (e non solo). Ripercorriamo insieme la storia che ha portato alla nascita del luogo che bisognerà ripristinare a tutti i costi, nel più breve tempo possibile.

La Cattedrale di Notre-Dame è situata nel mezzo della capitale francese. E’ sempre stato uno degli edifici culturali e dei luoghi di culto più visitati di Parigi.

In seguito alla Legge francese sulla separazione tra Stato e Chiesa del 1905, l’edificio è proprietà dello Stato francese, come tutte le altre cattedrali fatte costruire dal Regno, anche se il suo utilizzo è assegnato alla Chiesa cattolica.

Prima della sua costruzione, nel territorio in cui oggi sorge la cattedrale, si trovava un tempio pagano dedicato a Giove, frutto della ricostruzione di Lutezia da parte di Caio Giulio Cesare dopo la resa di Vercingetorige del 52 a.C.

Precedentemente all’edificazione dell’odierna cattedrale, ne fu realizzata un’altra dedicata a santo Stefano. Essa era un edificio a cinque navate con delle colonne marmoree, che si posizionava più a ovest rispetto al punto attuale. Era adiacente al battistero dedicato a san Giovanni Battista, poi demolito nel ‘700.

Il 12 ottobre del 1160 Maurice de Sully diventò vescovo di Parigi. Quest’ultimo promosse la realizzazione di un luogo di culto nuovo e più grande, e così nacque Notre-Dame.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero