Archivi tag: Francoforte

L’incubo di Henrich Füssli: l’artista che ha esplorato il mondo dei sogni

Uno sfondo buio, un drappo al centro dal quale fa capolino l’inquietante muso di un cavallo bianco. Un letto disfatto e una giovane donna addormentata con qualcosa che le grava sopra: è L’Incubo di Johann Henrich Füssli, il più celebre e controverso olio su tela del 1782 conservato ora al Goethe Museum di Francoforte.

Nel corso dei secoli sono stati molti i lavori che hanno fatto discutere la critica per via dei soggetti rappresentati. Molti di questi non sono stati compresi ed apprezzati immediatamente e, anzi, ci sono voluti anni prima che venissero rivalutati ed ammirati nella loro reale bellezza. Qualcosa di molto simile è accaduto all’opera sopra menzionata il cui titolo originale è The Nightmare composto da night (notte) e mare (cavallina) perché, secondo antiche leggende popolari, l’incubo non è che un piccolo mostro che cavalca nella notte una giumenta per andare a tormentare il sonno delle fanciulle. Il nome di questa creatura grottesca è, difatti, incubus (dal latino incubare, giacere sopra) che, di notte, si siede sul petto della persona dormiente dandole un senso di oppressione e condannandola ad un sonno tormentato.

Risultato immagini per l'incubo di fussli
L’incubo di Henrich Füssli.

La scena è ambientata in una tetra camera da letto. In primo piano, una figura femminile rovesciata sul letto in una posa innaturale che le conferisce un aspetto esanime. La posizione delle braccia e la testa reclinata, più che un’aria addormentata, le donano un’espressione di perdita di coscienza. Sul suo stomaco è seduto un mostro grottesco, personificazione dell’incubo, con le orecchie a punta e il sorriso sinistro, che ammicca ghignante verso lo spettatore. In secondo piano, da una tenda cremisi come quella di un sipario teatrale, spunta una cavalla spettrale, con inquietanti occhi bianchi e vacui, che rappresenta la portatrice dei sogni. Füssli colloca nello stesso spazio compositivo sia il soggetto che sogna, sia il suo incubo, sia infine il portatore dell’incubo medesimo. I colori cupi, dalle tinte irreali e dai forti contrasti, amplificano l’immagine visionaria dell’incubo. La donna, con la sua lunga camicia bianca e la pelle d’avorio, è l’oggetto più illuminato, mentre la cavalla, investita da un bagliore sinistro, è circondata da un alone nebbioso.

Risultato immagini per l'incubo di fussli
Particolare della giumenta presente nel dipinto.

È percepibile una tensione sensuale nel corpo della ragazza: nel rapporto tra la sua pura e chiara giovinezza e l’orrendo mostro che la tormenta. La riproduzione dei recessi più misteriosi della psiche umana attraverso il simbolismo dell’artista è un mondo irreale e fantastico, popolato da figure legate al mito e alla fiaba, dalle cui ombre emergono i turbamenti e i desideri proibiti, i demoni della parte più oscura e profonda dell’animo umano e di un’epoca storica, intrisi di violenza e istinti brutali.

La pittura di Füssli manifesta un forte conflitto tra impulsi irrazionalistici e aspirazioni illuministico-razionali. Le sue sono immagini istantanee, circondate dalla luce che squarcia il buio all’improvviso, sorprende i personaggi e li assorbe di un alone di mistero. Tutta la sua opera sarà caratterizzata dalla ricerca del sublime, teorizzato nel 1756 da Burke, in opposizione al sentimento del bello. Il sublime non nasce dal piacere della misura, dell’ordine e della forma bella dell’oggetto, ma ha la sua origine nei sentimenti di terrore, di sgomento, di smarrimento suscitati dalla dismisura, da “tutto ciò che è terribile o riguarda cose terribili”.

L’Incubo, in sostanza, è una finestra sulla parte più oscura e irrazionale della mente umana: in un momento in cui dilaga la razionalità, Füssli porta in superficie gli impulsi più inspiegabili che sottostanno al meccanismo onirico, pur mantenendo una salda struttura compositiva a piramide, facilmente ricollegabile all’esigenza di ritorno all’ordine dell’epoca.

Alessia Amato per L’isola di Omero