Archivi tag: Dejanira

La locandiera: l’emblema del teatro goldoniano

Composta nel 1752 da Carlo Goldoni (25 Febbraio 1707- 6 Febbraio 1793), La Locandiera è una meravigliosa commedia in tre atti che diede inizio a una nuova forma di teatro, la quale troverà la sua massima espressione non molto più tardi, principalmente con Denis Diderot, Henrik Ibsen, Anton Cechov ed August Strindberg, senza doversi dilungare in altri nomi altrettanto imponenti. 

Il teatro goldoniano si afferma in vesti nuove, diverse, irrompendo sulla già obsoleta Commedia dell’arte, eccezionale per certi versi ma povera di storie reali e quotidiane, di personaggi umani e volubili, di dettagli significativi e, soprattutto, di carattere: tutto ciò che invece è accuratamente accolto in Goldoni. 

Risultati immagini per la locandiera goldoni

Non si può, infatti, non notare che le uniche due figure più vicine allo standard delle maschere della Commedia dell’arte sono Dejanira e Ortensia, e tuttavia si rivelano incapaci di recitare al di fuori delle loro esigenze, facendosi smascherare dal cavaliere. 

Volendo dedicare un ultimo sguardo all’opera, ritroviamo estremamente vivo il dibattito sulle classi sociali, che non si manifesta come una generica differenziazione fra ricchi e poveri, bensì fra il nuovo ceto borghese in sviluppo e l’antica aristocrazia, rappresentata in La Locandiera da nobili in decadenza, dotati solo di titoli ma non più di denari. 

Tutto ciò anticipa, come già citato inizialmente, ciò che sarà il cosiddetto dramma borghese, anche se ancora in Goldoni non si respira il sapore di vita borghese vissuta e i suoi ambienti sono ancora molto aperti rispetto all’interno di un salotto borghese adorno di lussi (nonostante si tratti di un’anonima locanda). 

Dopo una piccola premessa su ciò che caratterizza il teatro goldoniano, ed in particolar modo La Locandiera, non possiamo non trattare della sua composizione in tre atti (che tra l’altro si differenzia dai cinque atti della tradizione). 

Risultati immagini per la locandiera goldoni

Il primo atto vede principalmente quattro personaggi: Mirandolina, la locandiera che trae vantaggio dalle lusinghe del Marchese di Forlipopoli, aristocratico decaduto, e del Conte di Albafiorita, ricco mercante veneziano. Ben presto, però, il fiero orgoglio di Mirandolina viene colpito dall’arrivo del Cavaliere di Ripafratta, il quale non solo non le rivolge alcuna attenzione, anzi, rimprovera agli altri due di perder tempo con una popolana. 

Il secondo atto presenta il nuovo obiettivo della locandiera, che non è più quello di trarre vantaggio dai corteggiatori che ormai l’hanno annoiata, bensì quello di far innamorare il Cavaliere, semplicemente per gusto personale. Difatti, dal momento ch’ella comprende quali siano le sue necessità, si mostra come una donna gentile e accomodante, unica nel suo genere e totalmente diversa dal canone femminile che il Cavaliere disprezza. Non ci vorrà molto, infatti, per raggirare il misogino personaggio e farlo innamorare di lei perdutamente. 

Nel terzo atto, però, la situazione inizia a degenerare, poiché i tre corteggiatori avanzano delle pretese nei confronti di Mirandolina. Tutto ciò, ad ogni modo, non le importa più poiché ella ha già raggiunto tutti i suoi scopi e decide, pertanto, di sposare il cameriere Fabrizio per trovare una via d’uscita. 

La commedia è stata più volte riprodotta, godendo anche di interpretazioni lodevoli come quella di Eleonora Duse nel 1981. È stata anche oggetto di ispirazione per film e sceneggiati televisivi. 

Angela Cerasino per L’isola di Omero