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Gli amanti di Magritte: l’immortalità surrealista dell’amore

Tra i più famosi dipinti di René Magritte, Gli amanti o Les Amants risale al 1928 ed oggi conservato al Moma di New York.

I protagonisti del quadro sono un uomo e una donna ritratti mentre si baciano. I volti degli attori principali sono coperti da un telo bianco, i cui panneggi riecheggiano ai drappeggi delle divinità dell’arte classica.

L’immagine, senza particolari dettagli che ne definiscono l’identità dei personaggi, rappresenterebbe l’impossibilità dei due protagonisti di esprimere il sentimento amoroso, comunicato tramite il gesto del bacio.

Les Amants: il bacio (e l'amore) tra enigma e cecità
Gli amanti, R. Magritte.

Nella simbologia del bacio si espande la dimensione del pittore surrealista, da cui è possibile trarre due chiavi di lettura: un’impossibile espressione amorosa da una parte, mentre dall’altra l’illusione di un amore inespresso a causa della realtà.

Ecco che qui, dinanzi a questo bivio si interseca l’intenzione enigmatica attuata dal pittore per mezzo dei colori e degli elementi del quadro: il rosso, come simbolo di morte che può rifarsi ad una sorte di amore platonico tra un vivo e un defunto, accentuato dal vestito funereo del protagonista maschile, simbolo di lutto e di assenza.

Se i colori possono avere una connotazione negativa, gli elementi rappresentati, al contrario, assumono un carattere positivo: un amore che va oltre i limiti imposti dal mondo, un bacio che rompe le congetture, che supera tutto e che trova il suo posto nel mondo in un’epoca irrequieta e mutevole come quella del ‘900.

De Gli amanti esiste un’altra versione, sempre realizzata nel 1928, ma esposta alla National Gallery of Australia di Canberra.

Questa si discosta dalla prima per la posizione degli amanti che, in tal caso, sempre coperti dal telo si rivolgono allo spettatore, stagliati su uno sfondo verde rigoglioso.

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Gli amanti, versione presente presso la National Gallery of Australia di Canberra.

Da entrambi i quadri si evince la forte influenza metafisica di De Chirico, e soprattutto dal quadro Ettore e Andromaca, dove anche lì, gli amanti sono impossibilitati a baciarsi e ad esprimere il loro sentimento.

"Les Amants": il bacio (e l'amore) tra enigma e cecità

Antonella Buttazzo per L’isola di Omero

L’arte a Milano nel periodo festivo: da Filippino a Lippi De Pisis

Il periodo natalizio è una delle fasi dell’anno in cui meglio è possibile apprezzare gli eventi di natura artistica e culturale. Questo avviene soprattutto per la possibilità di fruire di un clima caldo e avvolgente, utile a garantire maggiore suggestione alla vista di opere e itinerari culturali.

Numerosi sono gli eventi che interessano tutto lo stivale da nord a sud. Di seguito abbiamo elencato quelli principali che riguardano Milano, una delle città che fungono da perno del settore culturale-turistico in Italia.

  • Palazzo Reale: sono in corso le tre mostre evento su De Chirico, Letizia Battaglia e la fondazione Tannhauser.
  • Museo del Novecento: la retrospettiva dedicata a De Pisis e quella ad Adriana Bisi Fabbri.
  • Gallerie d’Italia, in piazza Scala: esposizioni di Canova e Thorvaldsen, e di fianco, a Palazzo Marino, si può ammirare l’Annunciazione di Filippino Lippi (fino al 12 gennaio).
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Foto derivante dalle pubblicazioni ufficiali sull’evento di Canova.
  • Museo Diocesano: è presente un’Adorazione dei Magi di Artemisia Gentileschi.
  • Fondazione Praga: per gli amanti dell’arte contemporanea, “Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori” è un progetto espositivo concepito da Wes Anderson e Juman Malouf.
  •  Mudec: sono presenti le foto di Elliot Erwitt e la mostra dedicata al Giapponismo “Impressioni d’Oriente”.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero