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LA FIGURA DI ULISSE NEI SECOLI: DA OMERO A JOYCE

La figura di Ulisse, nella letteratura, è sicuramente rappresentata in modo molto affascinante. Di seguito sono proposte, in sintesi, alcune interpretazioni del personaggio omerico nelle opere di poeti e scrittori come Dante, Foscolo, Pascoli, D’Annunzio e Joyce. 

OMERO:

L’Ulisse di Omero è un personaggio moderno: egocentrico e desideroso di conoscenza, lascia la moglie e la patria. Al contrario di Achille, uomo guidato dalla propria “ira”, istintivo e impulsivo, egli invece è molto astuto, paziente e sa dominare passioni e sentimenti. Usa armi, quale l’arco o la spada, ma raramente le sue vittorie sono frutti di duelli frontali: fa, infatti, spesso ricorso a intuizioni e inganni, e riesce anche a sopportare gli oltraggi subiti dai Proci, cosa inconcepibile per gli eroi dell’Iliade. Infatti mentre quest’ultimo poema celebra i valori incentrati sull’onore, che doveva condurre alla gloria immortale, l’Odissea nasce dal senso pratico della vita caratteristico dei marinai, spesso abili nel commercio e che riescono ad affermarsi in più contesti, sfruttando sempre tutti i mezzi a loro disposizione.

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DANTE:

Nel Medioevo Dante inserisce Ulisse nell’Inferno (canto 26), in particolare nell’VII girone, e definisce il suo viaggio un “folle volo” (v. 125): Ulisse varca infatti le colonne d’Ercole, desideroso e avido di conoscenza, per sapere quali siano i confini del mondo. Alighieri condanna quest’ansia di sapere che cancella i limiti umani: per il poeta, solo la fede e la Teologia posso superare e completare il percorso di conoscenza dell’uomo.

UGO FOSCOLO:

Nel sonetto di Ugo Foscolo A Zacinto l’eroe greco diventa un alter ego del poeta per le sue continue peregrinazioni, che ricordano al poeta il suo destino di esule: Ulisse, per volere degli dei tornerà nell’amata patria, mentre Foscolo, eroe romantico, non godrà mai di questo privilegio. Nei Sepolcri, invece, Foscolo riprende la leggenda riportata da Pausania, secondo cui le armi di Achille, che Ulisse si guadagnò con l’inganno, furono riportate dalla nave naufragata di Ulisse alla tomba di Aiace Telamonio, cui queste erano destinate.

La morte, afferma il poeta, ripartisce le glorie tra i grandi uomini (vv. 220-221: “[…] a’ generosi | giusta di glorie dispensiera è morte”), al di là degli astuti inganni di Ulisse.

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PASCOLI:

Nei Poemi conviviali, più in particolari nella poesia L’ultimo viaggioPascoli ci presenta Ulisse come un eroe stanco, che torna in patria con il solo fine di comprendere il senso dell’esistenza. Approdato presso l’isola di Calipso, Ulisse, tentando di salvarsi dalla nave che, per la forte corrente, è spinta ad infrangersi contro gli scogli, chiede alle Sirene il significato della vita e la stessa Dea gli risponde che per l’uomo è meglio non nascere, poiché è destinato a morire. L’osservazione di Calipso fa così perdere ogni certezza al povero Odisseo, che diventa simbolo della crisi di valori del Decadentismo.

D’ANNUNZIO:

D’Annunzio fa di questo eroe un prototipo del Superuomo, come si nota ne L’incontro di Ulisse, contenuto nel ciclo delle Laudi. Egli viene rappresentato come essere superiore e sdegnoso verso la massa, rappresentata dai suoi compagni di viaggio. Il poeta vorrebbe assomigliargli e cerca, invano, di catturare l’attenzione, finché riceve uno sguardo dall’eroe omerico.

JOYCE:

Nel 1922 James Joyce pubblica il romanzo Ulisse nel 1922, che vede come protagonista Leopold Bloom. Bloom diventa l’emblema del mondo moderno e della modernità, e tutto il romanzo è strutturato come una continua citazione e capovolgimento del modello omerico.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

L’Inferno di Dante Alighieri: l’incipit del viaggio con Virgilio

«Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.»

È l’incipit dell’Inferno, il primo dei tre regni dell’Oltretomba cristiano visitato da Dante nel corso del suo viaggio, con la guida del grande poeta Virgilio.

Dante lo descrive come un’immensa voragine a forma di cono rovesciato, che si spalanca nelle viscere della terra sotto la città di Gerusalemme, nell’emisfero settentrionale della Terra.

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Questa cavità sotterranea si è aperta quando Lucifero, cacciato dal Cielo dopo la sua ribellione a Dio, fu scaraventato al centro della Terra dove è tuttora confitto; la terra si ritrasse per il contatto col demonio e avrebbe formato il monte del Purgatorio, che sorge agli antipodi di Gerusalemme, nell’emisfero meridionale.

Dopo aver attraversato la selva oscura, Dante e Virgilio attraversano la porta dell’Inferno che gli condurrà in direzione della cavità.
L’Inferno è diviso in nove Cerchi, simili a delle cornici rocciose che circondano la parte interna della voragine e che ospitano i vari dannati.

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Rappresentazione dell’Inferno di Dante.

In primo luogo i due attraverseranno un Vestibolo, detto anche Antinferno, dove si trovano gli ignavi. Questo luogo è diviso dall’Inferno vero e proprio dal fiume Acheronte, laddove Caronte trasporta le anime dannate.

Da qui l’inizio di un’avventura che ha scritto le pagine migliori dell’intera letteratura mondiale.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. San Gimignano, la città delle 72 torri

San Gimignano è un Comune di circa 7.700 abitanti situato in Toscana, in provincia di Siena.

E’ un piccolo borgo trecentesco fortificato, immerso nelle colline senesi della Val d’Elsa e famoso per la sua caratteristica architettura medievale. Infatti, proprio per questo, nel 1990 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Circondato da mura del XIII secolo, il fulcro del suo centro storico è Piazza della Cisterna, una piazza triangolare fiancheggiata da case medievali.


Un’altra bellezza da visitare è senza dubbio il Duomo, che spicca in un’altra piazza cittadina con la sua facciata in stile romanico. Esso, diviso in tre navate, al suo interno conserva un’importante collezione di affreschi ed opere artistiche.

Lasciato il Duomo sulla sinistra, troviamo una stradina che porta alla Rocca di Montestaffoli, costruita per difendere la città, e che oggi ospita sagre e manifestazioni culturali (come la Giostra dei Bastoni che si svolge nel terzo fine settimana di giugno).

Famoso nel borgo è anche il Museo Civico, ospitato nel Palazzo del Popolo, dove già nel cortile si possono ammirare una cisterna del 1361 e gli affreschi del Sodoma.

La caratteristica inconfondibile del paese sono le torri, che dominano il paesaggio. Nel trecento ne furono erette 72 dalle famiglie benestanti che si sfidarono costruendo la torre più alta per dimostrare il loro potere. Ad oggi ne sono rimaste 13.

CURIOSITA’

Nel maggio 1300, il Sommo Poeta Dante Alighieri giunse e soggiornò a San Gimignano in veste di ambasciatore della Repubblica fiorentina per perorare dinanzi al Podestà e al Consiglio generale la causa di una Lega Guelfa in Toscana.

Tra la’altro nel Purgatorio egli lasciò intendere di conoscere bene la Vernaccia, il vino tipico del territorio.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero