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Salvator Dalì – La metamorfosi di Narciso: i paesaggi paranoici

La metamorfosi di Narciso (50,8 cm X 78,3 cm) è un quadro realizzato tra il 1936 e il 1937 dal pittore spagnolo Salvador Dalí. Il dipinto è conservato alla Tate Modern Gallery di Londra.

L’opera rappresenta il mito del narcisismo, in quanto raffigura un Narciso che muore e si fossilizza.

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Com’è composta l’opera?

Il corpo di Narciso si presenta come un enorme figura sul lato sinistro dell’opera. Egli è accucciato in una posizione quasi fetale. Tale aspetto riconduce alla ricerca, da parte del personaggio, della solitudine del grembo materno, prima di nascere. Egli sembra immerso in una calda ed aurea luminescenza. Nell’acqua su cui siede è visibile il suo riflesso dal quale ha inizio la trasformazione.

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La metamorfosi di Narciso (1936-37).

 Sul lato destro del quadro riappare il protagonista con colori più chiari e freddi, e che in una mano stringe un uovo dal quale nasce un fiore di narciso.

Dalí riteneva che attraverso dei passaggi nettamente paranoici fosse possibile ottenere due figure anatomicamente e figurativamente identiche, anche se queste erano molto differenti.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Salvador Dalì a Matera: quando gli opposti si attraggono e nasce la magia

Un grande orologio molle che osserva da lontano il panorama ancestrale di Matera. Un mastodontico  Elefante spaziale dalle improbabili zampe lunghissime e scarne che domina una delle piazze della città e Il piano surrealista che affonda le sue braccia nel cielo della Capitale europea della cultura 2019.

Sono questi gli elementi monumentali de La Persistenza degli Opposti, l’esposizione dedicata a Salvador Dalì che affonda le radici nella filosofia daliniana e nella storia millenaria della celebre città dei Sassi, in un gioco di sguardi che permette a visitatori di vivere Matera attraverso Dalì e Dalì attraverso Matera.

Una delle installazioni presenti a Matera

Sono circa 200 le opere che da circa tre mesi invadono le strade, i vicoli e le piazze di Matera, con elementi surreali e riconoscibili in quanto icone di un preciso momento della storia dell’arte, legati in un percorso multimediale, con ologrammi, realtà virtuale e video mapping che portano la firma di Phantasya, società napoletana che ha curato l’intero allestimento.  

La rassegna Salvado Dalì – La Persistenza degli Opposti, curata da Beniamino Levi, costituisce un viaggio tematico che indaga all’interno della psicologia e dell’ispirazione artistica di Dalì. Quattro sono i temi molto cari all’artista, quattro le dicotomie: il tempo fuggevole ed eterno nel suo scorrere, l’involucro duro e il contenuto molle, la metamorfosi della realtà in surrealtà e la dialettica tra religione e scienza. Quello proposto è un vero e proprio viaggio nell’universo di Dalì, delle sue ossessioni, del suo giocare tra i pieni e i vuoti, nella smania di leggere il mondo e di distorcerlo a suo piacimento.

Matera è già di per sé un museo a cielo aperto, ma con questa rassegna mostra tutta la sua carica contemporanea creando un connubio pazzesco tra la sua natura rupestre, ancestrale e l’iconicità surreale di colui che ha rivoluzionato la storia dell’arte.

Rosa Araneo per L’isola di Omero