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VIAGGIO IN PERÙ🌎: LA MISTERIOSA SCOMPARSA DELLA CIVILTÀ NAZCA

La civiltà Nazca apparì per la prima volta intorno al 100 d.C. in Perù, nella Parte meridionale del Paese. Sulle sponde del fiume Aja nacque Cahuachi, la città capitale. Si presuppone che tale civiltà scomparve nel VI sec. d.C.

Notevoli sono stati in questa zona i ritrovamenti di ceramica policroma che si fanno risalire ai Nazca con figure di uomini, animali, piante ecc. Alcune raffigurazioni propongono uomini mutilati, come a voler testimoniare l’abitudine nell’esecuzione di sacrifici umani.

L’area in cui nacque la civiltà Nazca.

Ma le testimonianze principali lasciate dalla civiltà Nazca sono sicuramente le cosiddette linee di Nazca, ovvero dei  solchi tracciati sul terreno del deserto della zona di riferimento, su cui emerge un altopiano arido che si estende per una ottantina di chilometri tra le città di Nazca e di Palpa, ancora più a sud del Paese.

Le oltre 13.000 linee vanno a formare più di 800 disegni, che includono i profili stilizzati di animali comuni nell’area (la balena, il pappagallo, la lucertola lunga più di 180 metri, il colibrì, il condor e l’enorme ragno lungo circa 45 metri).

Il mistero delle linee di Nazca, cosa c'è sotto?

Si ritiene che i geoglifi siano stati tracciati durante il periodo di maggior fioritura della Civiltà Nazca, tra il 300 a.C. ed il 500 d.C. da parte della popolazione che abitava la zona.

La fine della civiltà:

Secondo una ricerca pubblicata nel 2009 sul Latin American Antiquity da alcuni studiosi inglesi, l’antica civiltà Nazca cadde letteralmente a causa di una deforestazione.

La distruzione delle foreste a favore dell’agricoltura espose infatti il paesaggio all’erosione del vento e alle inondazioni. Insomma il clima non rese più possibile una tenore di vita qualitativamente elevato alla popolazione.

Tutt’ora questa è l’ipotesi, divenuta tesi, che va per la maggiore; del resto solo gli effetti della natura potevano arrestare una civiltà così prolifica.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

LA NAVE FANTASMA DI MARY CELESTE: IL FITTO MISTERO SULL’EQUIPAGGIO

La Mary Celeste era un veliero canadese varato in Nuova Scozia nel 1861. Tale nome le venne assegnato solo nel 1869. L’imbarcazione fu trovata senza nessuno a bordo, alla deriva nell’Oceano Atlantico verso lo Stretto di Gibilterra nel 1872.

Cosa sia successo all’equipaggio è ancora oggi argomento di speculazione: vi sono varie teorie, dalla pirateria al maremoto, dall’ammutinamento ad una tromba d’aria. La Mary Celeste può essere considerata l’archetipo della nave fantasma.

Mary Celeste: il Mistero della Nave Fantasma il cui Equipaggio svanì nel  Nulla – Vanilla Magazine

Si è pensato che la nave fosse preda della sfortuna, poiché furono molte le disavventure:

Il suo primo capitano morì all’inizio del suo viaggio inaugurale; inoltre, nella stessa occasione, l’imbarcazione si scontrò con un’altra nave nella Manica.

Tuttavia, dopo questo esordio, il veliero ha avuto molti anni di gloria per i suoi proprietari, sino ad una tempesta nella Baia di Glace, nel 1869, sempre in Nuova Scozia.

La struttura nautica fu salvata e successivamente rivenduta ad una compagnia statunitense, che apportò notevoli cambiamenti, e che le diede anche il nome di Mary Celeste.

History's Mysteries Revealed: The Mary Celeste, the Spheres of Costa Rica,  and the Loch Ness Monster — Museum Center at 5ive Points

I fatti che hanno determinato la scomparsa dell’equipaggio del brigantino (questo è il nome della tipologia di nave) iniziano nel 1872, quando lo stesso partì per un viaggio in direzione Genova.

Il compito assegnato al capitano Benjamin Spooner Briggs, accompagnato tra l’altro dalla moglie e dalla figlia di due anni, era quello di trasportare una grossa quantità di alcool industriale contenuto in dei barili.

Benjamin Spooner Briggs (1835-1872) 

Alcuni studiosi sostengono che potrebbe esserci stato un litigio con la ciurma, desiderosa di impossessarsi del materiale trasportato, tale da aver potuto causare l’uccisione del capitano. Altri invece sostengono che potrebbe esserci stata una fuga dell’alcool sotto forma di vapore che avrebbe giustificato una eventuale fuga delle persone presenti sulla nave. Le scialuppe di salvataggio, infatti, non sono mai state trovate insieme ai resti del mezzo.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero