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La rubrica del borgo. Capri: la stella che brilla nel golfo di Napoli

Capri è l’isola nel Golfo di Napoli famosa per il territorio scosceso, gli hotel esclusivi e il bellissimo panorama.

Uno dei posti naturali più conosciuti dell’isola è la Grotta Azzurra, una cavità buia in cui l’acqua del mare si tinge di blu elettrico grazie alla presenza di una grotta sotterranea che filtra la luce del sole.

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La Grotta Azzurra all’interno.
Consigliamo la lettura del libro di Emilio Martini, ambientato nella bella isola campana.

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Il Monte Solaro è un’altra splendida attrazione del luogo. Si tratta della cima più alta di Capri con i suoi 589 m. Per mezzo di una seggiovia (come si può vedere dalla foto in basso) è possibile percorrere un tratto aereo che permette una vista mozzafiato.

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Per i turisti a cui interessa sorseggiare un caffè o un gustoso gelato durante le ore calde del giorno; ma anche per chi è interessato a trascorrere gradevolmente le serate, immerso tra la gente e gli odori dell’isola, è consigliata la visita di Piazza Umberto I.

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Vista di Piazza Umberto I.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. Una tela incantata chiamata Positano

L’antico borgo marinaro, con i suoi 3.900 abitanti circa, sorge in una meravigliosa e suggestiva posizione panoramica, lungo uno dei tratti costieri più belli della penisola sorrentina, tra Punta Germano e Capo Sottile.

Appartenente geograficamente alla Costiera Amalfitana, fa parte della provincia di Salerno (in Campania), ed è oggi una sofisticata meta turistica.

La leggenda che narra la sua nascita vede come protagonista la divinità marina greca Poseidone, che creò la città in onore della ninfa Positea, come pegno del suo amore.

Le tracce dei primi abitanti del borgo risalgono alla Preistoria, ma in seguito alla caduta dell’Impero Romano Positano entrò a far parte della Repubblica di Amalfi, e grazie al commercio con i paesi del Mediterraneo attraversò un periodo molto fiorente.

Successivamente dovette subire la dominazione Angioina e quella Aragonese, ed anche le incursioni di Turchi e Saraceni. Infatti, fu proprio per difendersi che eresse le tre torri di guardia (del Fornillo, del Trasito e della Sponda) su ordine del Vicerè Don Pedro de Toledo.

Una torre saracena

Positano presenta l’architettura tipica della Costiera Amalfitana, con scalinate, portici e vicoli strettissimi. Guardando da lontano si possono ammirare casette bianche aggrappate alla roccia, dalle quali risaltano terrazzi pieni di fiori che si diramano fino alla spiaggia, da dove il borgo appare come una piramide di case che ci arrampicano fino al cielo (assumendo la forma di un presepe).

Al largo, invece, sono visibili tre isolotti che compongono le Sirenuse (dette Li Galli), considerate la mitica dimora delle famose sirene ammaliatrici: il Gallo Lungo, la Rotonda e il Castelluccio.

Uno sorcio delle Sirenuse

Dalla spiaggia un piccolo sentiero nella roccia guida fino ad alcune calette e affianca le torri di avvistamento.

E’ il Sentiero degli Dei, che collega Agerola al borgo di Nocelle; il suo nome deriva dalla tradizione popolare, secondo cui le antiche divinità greche avrebbero percorso questa strada per salvare il mitico Ulisse in balia delle sirene.

Le due spiagge principali, Spiaggia Grande e Fornillo, sono raggiungibili a piedi, mentre le altre solo tramite mare.

Il vero cuore di Positano, insieme ai negozi pieni di ceramiche ed abiti colorati, è la chiesa di Santa Maria Assunta, con la sua cupola in maiolica gialla, verde e blu, visibile da ogni angolo della città. E’ in stile neoclassico, ed è circondata da un’atmosfera suggestiva, fra colonne e capitelli ionici dorati. Al suo interno è conservata la tela della Madonna Nera, di origine bizantina e risalente al XII secolo.

La chiesa di Santa Maria Assunta

La tradizione vuole che il dipinto sia arrivato lì per volere della stessa Vergine. La nave che la trasportava si ritrovò nel mezzo di una tempesta, e i marinai si misero in salvo sulla spiaggia. La mattina seguente, sentendo una voce dire la parola posa, donarono la tela alla chiesa prima di ripartire.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero