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Caravaggio a Malta: tra arte e tormento

«Affrontatosi con Ranuccio Tomassoni giovane di molto garbo, per certa differenza di giuoco di palla a corda, sfidaronsi, e venuti all’armi, caduto a terra Ranuccio, Michelangnolo gli tirò una punta, e nel pesce della coscia feritolo, li diede a morte».

Così il biografo di artisti Giovanni Baglione, nel suo Le vite de’ pittori, scultori et architetti dal pontificato di Gregorio XIII del 1572 in fino a’ tempi di Papa Urbano Ottavo, nel 1642, descriveva l’assassinio di Tomassoni compiuto dal Caravaggio, che condusse l’artista a Malta.

Il 28 maggio del 1606 a Roma, infatti, il noto artista Michelangelo Merisi (detto Caravaggio) fu coinvolto in una disputa in strada con Ranuccio Tommasoni, noto aristocratico romano del tempo. Il tutto sfociò in uno scontro, e così il primo uccise il secondo. Il pittore fu costretto ad abbandonare la città eterna rifugiandosi a Malta per non incorrere in problemi penali.

Caravaggio sbarcò sull’isola nel luglio del 1607, dopo aver ottenuto il titolo di cavaliere, che gli avrebbe permesso una grazia pontificia per tornare a Roma.

Circa la permanenza sull’isola non possediamo notizie se non scarse testimonianze pittoriche: come il San Gerolamo conservato nella concattedrale di La Valletta ed eseguito per il cavaliere Ippolito Malaspina, l’Amorino dormiente per il cavaliere fiorentino Francesco dell’Antella, il Ritratto del gran maestro Alof de Wignacourt con un paggio e l’immensa tela raffigurante la Decollazione del Battista.

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In foto: Amorino dormiente, 1608-09, olio su tela, 72×105 cm, Palazzo Pitti, Firenze

L’ultima opera citata fu sicuramente quella che richiese maggior impegno da parte dell’artista, soprattutto per via delle dimensioni imponenti (361×520 cm). Dipinta in prossimità del conferimento del titolo di cavaliere di Grazia, vediamo stagliarsi una tragica scena, cruda e violentissima, ambientata in un silenzioso cortile: lì, dove il boia ha già reciso la testa del Battista, notiamo che un rivolo di sangue delinea la firma del pittore «F MICHELAN». La ‘’F’’ potrebbe interpretarsi come l’iniziale di ‘’Fra’’, ossia indicherebbe la nomina già avvenuta di cavaliere.

Le figure imponenti raffigurate sulla sinistra dell’opera sono rappresentate con estremo naturalismo, tanto da delineare uno stile sempre più essenziale dell’artista. Le pennellate sono lunghe e sicure, con contrasti luministici che donano una sobrietà compositiva all’insieme.

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La decollazione del Battista, olio su tela, 361×520 cm, 1608, Concattedrale di San Giovanni.

Il soggiorno maltese di Caravaggio verrà interrotto bruscamente ad inizio dell’autunno del 1608 da una rissa molto accesa: alcune testimonianze scritte affermano che abbia ferito un cavaliere di rango superiore a lui; altre fonti parlano addirittura di una disputa tra l’artista e altri sei cavalieri.

La vicenda si concluderà con la reclusione del pittore nel carcere di La Valletta e la fuga compiuta il 6 ottobre dello stesso anno, mentre era in attesa del processo.

Michelangelo Merisi scappa in segreto verso Siracusa, e intanto sull’isola viene espulso con disonore dall’ordine maltese e definito «Come membro fetido e putrido». Si chiude, dunque, in modo maldestro l’avventura a Malta di un uomo complesso, che anche a causa di tale vicenda verrà definito dai posteri come il pittore maledetto.

Antonella Buttazzo per L’isola di Omero