Archivi tag: Bellezza

Dei mosaici emergono sotto alcuni vigneti nei pressi di Verona

27 maggio 2020 – Ci troviamo a Negrar, in Valpolicella nei pressi di Verona. Qui la Soprintendenza del capoluogo scaligero ha da poco effettuato degli scavi sotto alcuni vitigni.

Dai lavori, probabilmente avviati sotto la segnalazione dei proprietari del terreno, sono emersi mosaici in ottimo stato di conservazione risalenti al primo secolo dopo Cristo.

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

La coscienza che in quella zona vi potessero esser dei reperti è certificata sin dalla fine dell’Ottocento. Successivamente altri mosaici, ora conservati presso il Museo Archeologico al Teatro Romano, erano stati rinvenuti con una campagna scavi negli anni ’60.

Sotto i vigneti della Valpolicella emergono mosaici del primo ...
Lo scavo effettuato alla Soprintendenza.

Le autorità predisposte stanno effettuando tutte le analisi del caso, si attendono aggiornamenti in merito.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Bernini e la grandiosità del suo splendido colonnato in San Pietro

Il progetto della realizzazione del Colonnato di San Pietro è stato abbastanza complesso sotto il profilo architettonico e urbanistico sia per l’imponente facciata della chiesa realizzata da Carlo Maderno sia per la presenza dei palazzi sul lato destro della Piazza, e infine per problemi legati allo spazio che doveva esser garantito per le cerimonie papali alle quali partecipava un cospicuo numero di pellegrini e devoti che si riversava in Piazza San Pietro. Pertanto, il Bernini ha dovuto lavorare al progetto per diversi anni, circa undici, precisamente tra il 1656 e il 1667.

Colonnato in origine.

I colonnati sono costituiti da colonne di ordine tuscanico, disposte su quattro file, che creano tre gigantesche gallerie, precedute da monumentali ingressi arricchiti da timpani. Le colonne sopportano il fortissimo aggetto della cornice di coronamento a grossissimi dentelli, su cui Bernini fece collocare una serie di statue, di cui fece molti disegni e modelli, eseguite dai suoi allievi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è colonnato-san-pietro.jpg
Le statue sul colonnato.

L’insieme grandioso dei colonnati si richiama alle forme classiche, ma nello stesso tempo costituisce un’espressione della originale creatività del Bernini, che intendeva l’architettura come sviluppo di volumi e spazi.

L’artista immaginò un primo spazio trapezoidale limitato da due ali divaricate verso la facciata e un secondo spazio ellittico, circondato dai colonnati. L’asse trasversale è segnato dall’obelisco e dalle due fontane. Le quattro file di colonne di ciascun colonnato sono allineate sui raggi provenienti da un centro visivo posto al di là delle fontane e segnalato in terra da una pietra circolare. Da quel punto sembra che vi sia una sola fila di colonne.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è copertina-4.jpg
La vista odierna del colonnato con prospettiva dall’alto.

I colonnati, costituiti da due cerchi che s’intersecano a maggior distanza dalle loro metà, costituiscono una ellissi che sembra nascere dall’allontanarsi, a tenaglia, delle due esedre.

Tuttavia l’apertura di via della Conciliazione, avvenuta tra il 1936 e il 1950ha cancellato la successione graduale degli effetti prospettici, offerti dalla piazza all’uscita dalle strade dei Borghi.

Rosa Araneo per L’isola di Omero

Canova. Eterna bellezza: l’elegante mostra di Roma (info biglietti e orari)

Dal 09 Ottobre 2019 al 15 Marzo 2020 il Museo di Roma, sito in piazza Navona 2, ospita la mostra intitolata Canova. Eterna bellezza.

L’esposizione, curata da Giuseppe Pavanello, è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude alle ore 18.00).

Risultato immagini per (mostra Canova. Eterna Bellezza a Roma dal 9 ottobre al 15 marzo)"

Incorniciati all’interno di un allestimento dall’eccezionale effetto scenografico, oltre 170 opere di Canova e artisti a lui coevi animano le sale del Museo di Roma in uno spettacolare gioco di luci e ombre. Tra eleganti movenze e apparizioni di mitiche divinità, l’esposizione capitolina racconta in 13 sezioni l’arte canoviana e il contesto che lo scultore trovò giungendo nell’Urbe nel 1779.

Risultato immagini per (mostra Canova. Eterna Bellezza a Roma dal 9 ottobre al 15 marzo)"

COSTO DEL BIGLIETTO: 

Biglietto “solo Mostra” Intero: € 13,00; Ridotto € 11,00

Biglietto “integrato” Museo di Roma + Mostre Residenti: intero € 19,50, ridotto € 17,50

Non residenti: intero € 19,00, ridotto € 15,00.

Ingresso gratuito al museo per i possessori MIC, che accedono alla mostra con Biglietto “solo Mostra”

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. Norcia: tra arte, bellezza e gastronomia

Norcia è un comune italiano in provincia di Perugia con poco meno di 5.000 abitanti. Sono tanti i motivi per visitare il bel luogo, ed uno di questi è sicuramente l’aspetto gastronomico. Sono famosi, infatti, i prodotti tipici come il tartufo nero e i formaggi di pecora; ma non solo: è proprio qui che è nato il norcino, una vera specializzazione nella lavorazione delle carni di maiale.

Il libro di Maria Teresa Gigliozzi che ripercorre la storia del borgo di Norcia. Una storia segnata dal terremoto.

Acquista il libro cliccando su questo link: https://amzn.to/35rqTUA

Norcia offre molteplici alternative per i turisti, non tralasciando coloro che sono più avventurosi e sportivi: trekking, equitazione, escursionismo, rafting, canoa, mountain bike sono alla portata.

A inizio estate, solitamente tra la seconda metà di giugno e i primi di luglio, è possibile ammirare la famosa fioritura della Piana, spettacolo naturale che ogni anno attira centinaia di turisti da tutto il mondo.

Risultati immagini per norcia
La fioritura della Piana di Castelluccio di Norcia

L’arte a norcia:

Nella piazza principale di Norcia si potrà visitare la Chiesa di San Benedetto, sorta sopra la casa natale del santo. La struttura, originaria del 1200, si divide su due piani: quello inferiore della cripta dove è possibile osservare i resti delle mura romane, e quello superiore della chiesa principale. Uscendo dalla porta principale e volgendo a sinistra, sotto un portico del 1500 si allineano le antiche “Misure” (XIV sec.), grossi recipienti di pietra, usate durante i mercati come unità di misura per le merci.

Rimanendo nella piazza si potrà ammirare il Palazzo Comunale del XIII secolo con Loggia, Scalinata e Torre Campanaria.

Risultati immagini per duomo di norcia
Basilica di San Benedetto.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Roma, la città eterna: un museo a cielo aperto

La capitale d’Italia è conosciuta in tutto il mondo come la Città Eterna. Ma da dove deriva tale definizione?

Il merito è di Albio Tibullo (55 ca.-19-18 a.C.), un poeta latino che al tempo era noto anche per la produzione di poemi erotici.

Risultati immagini per roma
Il magnifico Colosseo.

Nel secondo libro delle Elegie, egli immagina un periodo molto remoto e scrive “Romulus Aeternae nondum formaverat Urbis moenia”, traducibile in italiano come “Né ancora aveva Romolo innalzato le mura dell’Eterna Urbe”.

È questo il primo riferimento alla Città Eterna fatto nella storia, contrariamente a quanto spesso è stato scritto. Talvolta, infatti, l’origine dell’epiteto viene fatta risalire all’imperatore Adriano (che regnò nel II secolo d.C.).

Consigliamo l’acquisto del libro di Alberto Angela su Roma, per comprendere meglio le bellezze della Città Eterna.

Per acquistare il prodotto clicca sul seguente link: https://amzn.to/2MlNVFV

Roma è così ricca d’arte e bellezza da poter essere associata ad uno splendido museo a cielo aperto. Passeggiando per le sue vie si rimane estasiati alla vista del Colosseo, tanto da far viaggiare con la mente i visitatori fino a farli tornare all’epoca dei gladiatori.

Le attrazioni che coinvolgono il numero maggiore di turisti sono la Basilica di San Pietro in Vaticano e i Musei Vaticani: entrambi luoghi di storia sacra, tesoro di un valore inestimabile che tutto il mondo ci invidia.

Risultati immagini per fontana di trevi
Fontana di Trevi.

Chi è che non conosce la Fontana di Trevi? Un notissimo film di Marcello Mastroianni riuscì ad alimentare esponenzialmente la sua celebrità. Ogni giorno migliaia di persone gettano nell’acqua delle monetine esprimendo un desiderio. Essi tornano a casa desiderando che tale desiderio possa tramutarsi in realtà. Anche questa è la magia di Roma.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Bellagio: la perla tra i due rami del Lago di Como

Bellagio è un borgo italiano che si trova proprio sul promontorio che divide nei due rami il Lago di Como.

Esso si sviluppa per piccole stradine, con tanti negozi di artigianato locale che permetto ai turisti di vivere serenamente i giorni della propria permanenza nel luogo.

Immagine correlata

La visione di questo borgo, infatti, trasmette indubbiamente serenità. E’ come ritrovarsi in un film in cui lo stress e le città industrializzate sono lontane.

Bellagio è stato il luogo di ambientazione di opere letterarie, come si vede nella foto riportata di sopra.

Per acquistare il prodotto cliccare sul seguente link: https://amzn.to/33skXJZ

Il posto gode di un microclima temperato paragonabile a quello della riviera ligure. Questa caratteristica lo ha fatto divenire una delle prime destinazioni vacanziere dell’Italia del Nord, già ai tempi degli antichi romani e ha lasciato tracce nei pensieri di tanti letterati europei, tra cui Flaubert e Stendhal.

Con il battello da Bellagio si possono raggiungere facilmente gli altri altrettanto rinomati paesi di VarennaMenaggioTremezzo con Villa Carlotta, Lenno con Villa Balbianello.

Risultati immagini per bellagio

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La rubrica del borgo: Ronda, la città spagnola che sfida l’abisso

Orson Welles scrisse:

“A man does not belong to the place where he was born, but where he chooses to die”.

Dopo aver affascinato scrittori come Hemingway e Joyce, ha stregato anche Welles, che ha deciso di far spargere qui le sue ceneri.

Ronda, con i suoi 35.000 abitanti circa, è una delle più antiche città dell’Andalusia, e si trova in provincia di Malaga.

Nasce arroccata sulla gola El Tajo, modellata dal torrente Guadalevin, che divide la città in due parti, unite invece dal Ponte Nuevo (costruito verso la fine del 1700).

Il Ponte Nuevo

Il borgo fu fondato in seguito alla seconda guerra punica, e la costruzione del Castello permise l’insediamento della popolazione e del generale romano Scipione insieme alle sue truppe.

La città in seguito fu nominata Municipium da Giulio Cesare, e ciò permise ai cittadini di diventare ufficialmente romani.

Nel 713 si insediarono invece i musulmani, ma con la dissoluzione del Califfato di Cordova Ronda si convertì in un regno indipendente.

Nel 1485 il re Ferdinando Il Cattolico riuscì finalmente a conquistarla.

Ancora oggi conserva parte della sua antica struttura araba e spagnola. Si deve infatti al dominio arabo il meraviglioso patrimonio architettonico, mentre si deve a quello spagnolo la costruzione di Plaza de Toros e del Puente Nuevo.

La Plaza de Toros è un’arena in stile neoclassico aperta per la prima volta nel 1785, e al suo interno si trova il Museo Taurino De La Real Maestranza De Caballería De Ronda

L’interno della Plaza de Toros

Il Puente Nuevo, invece, è il simbolo della città. Fu costruito tra il 1751 e il 1793, ed è dotato di un arco centrale e due archi laterali più piccoli. Guardandone la parte superiore si possono ammirare le celle che in passato costituivano la prigione.

Poco distante troviamo il Mirador, un punto panoramico dal quale è possibile godere di una vista mozzafiato sulle gole.

Nel borgo possiamo trovare anche altri ponti, in particolare il Puente Vejo, il più antico, e il Puente de San Miguel.

Cosa vedere a Ronda

  • La Iglesia de Santa María la Mayor, è situata nella piazza principale (la Duquess de Parcent) e ha tre navate, colonne ed archi in stile gotico; è stata costruita sopra ad una moschea e fu commissionata dai re cattolici Isabella e Ferdinando;
La Iglesia de Santa María la Mayor
  • la Casa del Rey Moro, è un palazzo dalla pianta irregolare, con due torri di diverse altezze, e con il retro che si affaccia su un burrone;
La Casa del Rey Moro
  • la Casa del Gigante, è una tipica casa musulmana, situata nel vecchio quartiere arabo, La Ciudad, separato dalla città moderna.
  • la Puerta de Almocabar, è circondata da due torri semicircolari edificate a scopo di difesa, e in passato rappresentava l’ingresso principale della città. Altre porte famose sono quella de Los Mulinos e del Viento.
La Puerta de Almocabar
  • la Plaza de Socorro, è una piazzetta circondata da bar e ristoranti con tipici terrazzi, e la vista che si apre sulla Iglesia de Nuestra Senora de Socorro.
Plaza del Socorro

Curiosità

A 20 chilometri di distanza da Ronda c’è un sito archeologico molto famoso, si tratta delle rovine romane di Acinipo, nel quale si trovano i resti del teatro e dei bagni termali romani.

Le rovine di Acinipo

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Notre-Dame: ricostruire la bellezza. Un passo indietro alle sue origini

L’incendio che il giorno 15 aprile 2019 ha devastato gran parte della celebre cattedrale parigina, ha infranto i cuori di molti appassionati d’arte (e non solo). Ripercorriamo insieme la storia che ha portato alla nascita del luogo che bisognerà ripristinare a tutti i costi, nel più breve tempo possibile.

La Cattedrale di Notre-Dame è situata nel mezzo della capitale francese. E’ sempre stato uno degli edifici culturali e dei luoghi di culto più visitati di Parigi.

In seguito alla Legge francese sulla separazione tra Stato e Chiesa del 1905, l’edificio è proprietà dello Stato francese, come tutte le altre cattedrali fatte costruire dal Regno, anche se il suo utilizzo è assegnato alla Chiesa cattolica.

Prima della sua costruzione, nel territorio in cui oggi sorge la cattedrale, si trovava un tempio pagano dedicato a Giove, frutto della ricostruzione di Lutezia da parte di Caio Giulio Cesare dopo la resa di Vercingetorige del 52 a.C.

Precedentemente all’edificazione dell’odierna cattedrale, ne fu realizzata un’altra dedicata a santo Stefano. Essa era un edificio a cinque navate con delle colonne marmoree, che si posizionava più a ovest rispetto al punto attuale. Era adiacente al battistero dedicato a san Giovanni Battista, poi demolito nel ‘700.

Il 12 ottobre del 1160 Maurice de Sully diventò vescovo di Parigi. Quest’ultimo promosse la realizzazione di un luogo di culto nuovo e più grande, e così nacque Notre-Dame.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero