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BARCELLONA, PALAZZO DELLA MUSICA CATALANA: UN GIARDINO ARTIFICIALE

Il Palazzo della Musica Catalana di Barcellona, in lingua locale Palau de la Música Catalana”, è la sede dell’Orfeó Català, società corale della Catalogna.

Venne dichiarato Monumento Nazionale nel 1971, in quanto è un impressionante edificio, che non soltanto presenta un esterno affascinante, dotato di strani elementi architettonici, ma dispone anche di un interno sorprendente, con una magnifica sala dei concerti.

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In basso troverai:

1. Breve descrizione stilistica.

2. Orari di apertura.

3. Prezzo d’ingresso.

4. Come arrivarci.

5. Luoghi vicini.

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1. Breve descrizione stilistica:

Il Palau de la Música Catalana, manifesto del modernismo
Il Palazzo visto dall’esterno

Sul portone posto sulla facciata principale vi è un doppio colonnato che sorregge una ricca e complessa serie di archi e balconcini. La decorazione delle colonne è a mosaico a motivi floreali non casuali: una precisa ricostruzione della flora catalana è infatti la costante di tutte le decorazioni.

All’interno, la sala concerti è rettangolare con disposizione dei posti a sedere semi ellittica ed ha una particolarità unica al mondo: ha un lucernario a goccia ed ampie vetrate laterali che ne permettono l’utilizzo anche in assenza di luce artificiale.

L’interno del Palazzo della Musica.

La composizione delle vetrate tende a fornire al visitatore l’impressione di trovarsi in un giardino artificiale, in cui il lucernario rappresenterebbe il sole.

Il lucernario sul del soffitto del Palazzo.

Diaro dalla Catalogna di Andrea Lapponi è il racconto, quasi quotidiano, di Barcellona e del suo referendum indipendentista. Della vita che si intreccia con la politica, la magistratura, gli arresti, le cariche della polizia, il Parlamento chiuso e il processo concluso nel 2019. Clicca qui.

2. Orari di apertura:

Tutti i giorni dalle 10:00 alle 15:30 (luglio e agosto fino alle 18:00).

3. Prezzo per l’ingresso:

Adulti: 20€
Studenti: 11€
Over 65: 16€
Bambini minori di 10 anni: ingresso gratuito.

Visita guidata del Palau de la Música Catalana: 20€

Mappa di Barcellona con il posizionamento del Palazzo della Musica Catalana.

4. Come arrivarci con i trasporti?

Metro: Urquinaona, linee 1 e 4.
Autobus: linee V15, V17 e 45.

5. Luoghi vicini:

La Cattedrale di Barcellona (373 m)Museo Frederic Marès (387 m)Museo Plaça del Rei MUHBA (397 m)Plaça de Catalunya (463 m)Museo Europeo d’Arte Moderna (501 m)

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Salvator Dalì – La metamorfosi di Narciso: i paesaggi paranoici

La metamorfosi di Narciso (50,8 cm X 78,3 cm) è un quadro realizzato tra il 1936 e il 1937 dal pittore spagnolo Salvador Dalí. Il dipinto è conservato alla Tate Modern Gallery di Londra.

L’opera rappresenta il mito del narcisismo, in quanto raffigura un Narciso che muore e si fossilizza.

La stampa de La metamorfosi di Narciso è presente su Amazon.

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Com’è composta l’opera?

Il corpo di Narciso si presenta come un enorme figura sul lato sinistro dell’opera. Egli è accucciato in una posizione quasi fetale. Tale aspetto riconduce alla ricerca, da parte del personaggio, della solitudine del grembo materno, prima di nascere. Egli sembra immerso in una calda ed aurea luminescenza. Nell’acqua su cui siede è visibile il suo riflesso dal quale ha inizio la trasformazione.

Risultati immagini per Salvador Dalì - La metamorfosi di Narciso
La metamorfosi di Narciso (1936-37).

 Sul lato destro del quadro riappare il protagonista con colori più chiari e freddi, e che in una mano stringe un uovo dal quale nasce un fiore di narciso.

Dalí riteneva che attraverso dei passaggi nettamente paranoici fosse possibile ottenere due figure anatomicamente e figurativamente identiche, anche se queste erano molto differenti.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Pablo Picasso: l’arte e il talento che si tramandano di padre in figlio

José Ruiz y Blasco (Malaga, 1838 – Barcellona, 1913) è stato il padre del celebre pittore spagnolo Pablo Picasso.

Egli è stato non solo un docente, ma anche un discreto pittore. Si può affermare infatti che il figlio possa aver appreso gli elementi basici della pittura proprio da colui che l’ha generato.

Chiaramente l’estro ed il talento sono doti personali che si devono possedere in maniera prerogativa, ma è inevitabile pensare che un genitore che trasmetta una passione alla propria prole offra ad essa dei punti di vantaggio.

Il piccolo Pablo iniziò a ricevere lezioni dal padre nel 1888, da quando aveva solo sette anni.

José era un docente di disegno presso la Scuola Provinciale delle Belle Arti di Malaga, oltre che direttore del Museo Municipale della città.

Dal 1891 la famiglia si trasferì due volte per le necessità lavorative legate alla carriera da insegnante del padre: prima a La Coruña (dove Pablo studiò Pittura Ornamentale), e quattro anni dopo a Barcellona.

José era un pittore legato ai temi naturalistici ed in particolare amava ritrarre gli uccelli, soggetti per lui ideali.

Colombe dipinte daJosé Ruiz y Blasco

Cosimo Guarini per L’isola di Omero