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La rubrica del borgo. Hallstatt: il borgo da favola sotto le montagne austriache

Hallstatt è un borgo di montagna che sorge sulle rive del lago che prende lo stesso nome della cittadina.

Il paese è composto da abitazioni tipiche, che formano un paesaggio visivo univoco con le montagne che vi sono sullo sfondo. Tra queste in particolare spicca la vetta più alta chiamata Hoher Dachstein (2.995 metri).

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La zona è tipicamente austriaca per la presenza di laghi e verdi montagne, che in autunno si vestono dei colori caldi dell’autunno, mentre in inverno si ricoprono del candido manto della neve. Uno scenario straordinario, che sembra uscito da un quadro dell’Ottocento, meta ideale per gli amanti di paesaggi sospesi nel tempo.

Il centro cittadino di Hallstat.

Non si può perdere la visione del caratteristico centro abitato con le case dai tetti spioventi e i balconi in legno. Particolare è la presenza della chiesetta luterana, che si affaccia da un lato sulla sponda del lago e dall’altro sulla piazza principale del borgo.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. Corfù: l’isola dei villaggi e del Palazzo di Achille

Le bellezze dell’isola

Corfù è l’isola greca nota per i suoi caratteristici villaggi. Tra questi spicca quello di Sidari, un luogo romantico che si affaccia sul mare, ed in cui risiede una leggenda. Secondo la stessa, infatti, le coppie che attraversano a nuoto il Canal d’Amour sono destinate a sposarsi presto.

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Canal d’Amour

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L’Achilleion, o Palazzo di Achille, è la nota struttura costruita a Corfù dall’Imperatrice Elisabetta d’Austria, anche nota come Sissi.

Quest’ultima era letteralmente ossessionata dalla bellezza, e molto vigorosa, ma tragicamente vulnerabile dopo la perdita dell’unico figlio maschio, il Principe Ereditario Rodolfo d’Austria nel 1889.

Un anno dopo questo spiacevole avvenimento, nel 1890, costruì una residenza estiva a circa dieci chilometri a sud della città di Corfù.

Il palazzo fu progettato dall’architetto napoletano Raffaele Caritto ed ha la figura dell’eroe mitologico Achille come suo tema centrale.

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Palazzo di Achille, l’interno.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La rubrica del Borgo. Bled: la perla della Slovenia

A poco più di un’ora dall’Italia, nel cuore delle Alpi Giulie, è possibile ammirare Bled, una cittadina slovena di circa 5.000 abitanti, appartenente alla regione statistica dell’Alta Carniola.

Si tratta di un importante centro turistico, che si trova sulle pendici meridionali della catena montuosa Caravanche, vicino al confine con l’Austria, a circa 50 chilometri dalla capitale slovena Lubiana.

Ammirando la cittadina ci troviamo avvolti in un’atmosfera magica, tra paesaggi deliziosi, un isolotto teatro di antiche leggende e un castello romantico arroccato su una montagna.

L’isolotto incantato è situato al centro del lago di Bled, e l’unico modo per arrivarci è fare un giro sulla barca tradizionale del luogo, la pletna.

La pletna, la barca tradizione del luogo

Appena sbarcati, ci si trova di fronte ad una scalinata di 99 gradini, che porta alla Chiesa di Santa Maria Assunta. Distrutta e ricostruita nel corso del tempo, nel XV secolo fu riedificata in stile gotico e consacrata nel 1465. Danneggiata da vari terremoti, é passata prima allo stile barocco per arrivare poi all’aspetto attuale. La tradizione vuole che durante i matrimoni celebrati lì, lo sposo, come portafortuna, porti in braccio la sposa per tutti i 99 scalini.

L’isolotto magico al centro del lago di Bled

Una famosa leggenda, che vede l’isolotto protagonista, narra che in passato una vedova, di nome Polissena, vivesse sull’isola. Poichè suo marito era stato ucciso dai briganti e gettato nel lago, ella decise di far fondere i suoi ori e donare una campana alla chiesetta, che però sfortunatamente affondò insieme alla barca che la trasportava durante il tragitto. Ancora oggi, gli abitanti del posto narrano che, nelle notti serene, si sente la campana risuonare dal fondo del lago. Ad oggi una delle attrazioni principali è la campana dei desideri risalente al 1534, e si dice che chiunque la suoni vedrà il suo desiderio realizzato.

A pochi minuti d’auto dal lago troviamo, scolpita nel fiume Radovna e vicino al villaggio Gorje, la Gola di Vintgar. E’ un percorso naturalistico che fa parte del patrimonio naturale della Slovenia. Lungo il canyon, infatti, è stato edificato un sistema di ponti, passerelle e gallerie, che permette di visitare la profonda gola scavata dal fiume in uno scenario suggestivo tra cascate e rapide.

La gola di Vintgar

Nella visita a Bled non si può fare a meno di vedere il suo Castello medievale, uno dei più antichi della Slovenia. Un ponte levatoio di legno segna l’ingresso alla struttura, e i due cortili regalano, oltre ad una cappella del XVI secolo e un museo, una vista spettacolare sul lago e sulle montagne circostanti.

Inizialmente il Castello faceva parte dei possedimenti dell’imperatore germanico Enrico II, ma fu successivamente donato ad Albuino, vescovo di Bressanone, per poi passare nelle mani degli Asburgo nel 1278. Da un torre romanica, protetta da una cinta muraria, fu in seguito costruito l’intero Castello, nell’anno 1011.

Il castello di Bled

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Il bacio: dall’Italia ebbe inizio il ”periodo aureo” di Klimt

Due passionali amanti si stringono nel momento di un bacio intenso. L’uomo tiene la testa dell’amata con estrema dolcezza, protendendosi verso di lei in segno protettivo.

Il bacio è uno dei più celebri dipinti dell’artista austriaco Gustav Klimt. Si tratta di un olio su tela di 180 x 180 cm. Attualmente l’opera è conservata presso l’Österreichische Galerie Belvedere di Vienna.

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Il bacio di Gustav Klimt (1907-08)

I due amanti indossano entrambi delle vesti mosaicate, che enfatizzano l’obiettivo professato da Klimt; ovvero quello di celebrare la forza dell’eros.

Tecnica utilizzata:

L’opera è caratterizzata dall’uso significativo del color oro. Una tecnica che non può non riportare alla memoria quella utilizzata per la realizzazione dei mosaici bizantini. Del resto, lo stesso pittore austriaco poté ammirare tale soluzione stilistica in seguito ad un viaggio compiuto a Ravenna nel 1903 (circa quattro anni prima di dedicarsi a Il bacio).

Con il nome di periodo aureo, infatti, si tenda ad indicare la fase in cui Klimt decise di impegnarsi nella produzione di quadri con l’utilizzo del color oro. Tale scelta portò conseguentemente alla perdita della profondità spaziale visiva nel dipinto.

Gustav Klimt
(Baumgarten, 14 luglio 1862 – Vienna, 6 febbraio 1918)
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Giuditta II (1909)

Gustav Klimt e la fine del periodo aureo:

Il periodo aureo si concluse nel 1909 con l’esecuzione di Giuditta II, seconda raffigurazione dell’eroina ebrea che liberò la propria città dalla dominazione assira: l’opera, caratterizzata da cromie più scure e forti, darà infatti avvio al cosiddetto periodo maturo dell’artista.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero