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LA GRECIA È LA PRIMA META DELL’ESTATE 2020

A causa dell’emergenza Coronavirus, che ha portato al lockdown nazionale per diversi mesi, molti viaggiatori italiani che non vogliono rinunciare alle vacanze estive stanno attualmente pensando a quali siano le mete più adatte in cui recarsi.

La Grecia rappresenta di gran lunga la prima scelta. Bisogna considerare, infatti, che i viaggi per le destinazioni che si trovano fuori dall’area schengen sono pressoché bloccati; il Paese ellenico sembra il più sicuro per chi è intenzionato a trascorrere delle piacevoli vacanze, nel rispetto delle misure di prevenzione.

Di seguito proponiamo alcune informazioni importanti per chi decide di viaggiare in questa direzione.

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Dove alloggiare a Rodi: le migliori città e zone dove dormire sull ...
Spiaggia di Rodi.

INFORMAZIONI PER I VIAGGIATORI:

Le Autorità Greche si riservano la possibilità di sottoporre i passeggeri in arrivo nel Paese balcanico a un test rinofaringeo (tampone), somministrato secondo criteri randomici (non noti a priori).

 Condizione indispensabile per accedere al Paese (via aereo, via terra, via nave) è la compilazione di un modulo online sul sito travel.gov.gr (gestito dalle Autorità Greche e non dall’Ambasciata Italiana); per mezzo di tale modulo i viaggiatori devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi, e sull’indirizzo del proprio soggiorno in Grecia.

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Zante: come arrivare, come spostarsi e dove dormire - Grecia.info
Spiaggia di Zante.


I viaggiatori riceveranno un’e-mail di conferma al momento del completamento del modulo telematico e, in un secondo momento, otterranno il proprio codice Quick Response (QR), esattamente alla mezzanotte del giorno del loro arrivo previsto in Grecia.


Qualora si intenda arrivare in Grecia con un’imbarcazione privata è necessario compilare la Maritime Declaration of Healthe inviarla via mail alla competente Capitaneria di porto in Grecia. Per i recapiti delle Capitanerie di porto, è possibile consultare questo link.

CUORIOSITÀ:

Secondo alcuni viaggiatori che si sono recati in Grecia nei giorni scorsi, le Autorità preposte avrebbero effettuato maggiori controlli ai cittadini provenienti dal Nord Italia, riconoscibili dalle iniziali di un codice posto sotto il QR Code.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Le cariatidi di Atene: tra storia e mito

Quando si parla di Atene, il pensiero non può non correre al suo monumento più importante e simbolico: l’Acropoli che, con la sua immensa struttura a colonne, testimonia in maniera tangibile il passato illustre e glorioso dell’Antica Grecia che fece della polis di Atene la culla per eccellenza della democrazia e della filosofia.

Sulla roccia dell’Acropoli vi sono numerosi monumenti dell’antica Grecia, per la maggior parte risalenti alla preistoria ma anche all’età dell’oro di Pericle di Atene (V secolo a.C.), degni di menzione. Tra questi, il Partenone è il più eclatante. Dedicato alla dea Giunone, protettrice della città, esso è uno tra gli edifici più famosi al mondo la cui architettura ha ispirato la cultura occidentale.

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Un altro monumento degno di menzione è il tempio Eretteo costruito tra il 420 e il 406 a.C. che, originariamente, fu il palazzo del re Eretteo I e che amalgama, in una complessa forma architettonica, diverse figure di dei ed eroi. La struttura è conosciuta, soprattutto, per il suo portico: le colonne raffigurano sei ragazze (korai) note con il nome di cariatidi. Osservandole attentamente, esse non sembrano avvertire il peso sulle loro teste ma sembrano fiere ed inaccessibili. Sorreggono, con una mano, un lembo di veste e, con l’altra, una phiale (coppa) decorata con ghiande dai capelli lunghi ed intrecciati.

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Ma chi erano le cariatidi? Varie sono le ipotesi e le fonti dalle quali possiamo attingere informazioni. Lo storico più famoso dell’antichità Vitruvio, ad esempio, indica come il termine karyatis significhi donna di Karya: una località nella quale si celebrava annualmente una festa in onore di Artemide che vedeva, come protagoniste, cori di vergini. Un’altra ipotesi è che queste stesse donne furono rese schiave, dopo la sconfitta della loro patria, per aver sostenuto i Persiani. Una terza ipotesi, infine, considera queste fanciulle come le figlie del re Kepros che vegliano e piangono sulla tomba del padre.

In ogni caso, colpisce di queste sculture, la bellezza e la fierezza che i loro volti impressi per sempre nella pietra esprimono. Le cariatidi, oggi poste nella loggia, sono solo copie. Le originali si possono ammirare nel Museo dell’Acropoli di Atene mentre una cariatide fu trafugata, nei primi anni dell’Ottocento, da Lord Elgin oggi conservata presso il British Museum di Londra. Infine una leggenda narra di come, dopo il furto della scultura, si potesse sentire il pianto nella notte delle altre sorelle.

Alessia Amato per L’isola di Omero

Teseo, Arianna e il Minotauro: la leggenda della nascita del Mar Egeo

Alla morte del re di Creta Asterione, il figlio adottivo Minosse salì sul trono. Per dimostrare ai due fratelli il suo diritto alla successione, pregò il dio del mare Poseidone di inviargli un toro da destinare al sacrificio. Minosse, però, anziché sacrificarlo, lo mise tra le sue mandrie.

Per vendicarsi Poseidone fece innamorare del toro la moglie di Minosse, Parsifae. Dalla loro unione nacque il Minotauro, dal corpo umano e dalla testa taurina. Per nasconderlo Minosse incaricò l’architetto Dedalo di costruire un labirinto dal quale era impossibile uscire.

Per saziare il Minotauro, Minosse costrinse la città di Atene, allora sottomessa a Creta, di inviare ogni 9 anni 7 fanciulli e 7 fanciulle.

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Rappresentazione di un Minotauro.

Un anno Teseo, figlio di Egeo re di Atene, entrò nel labirinto. Egli affrontò il mostro e lo uccise, grazie all’aiuto di Arianna, la figlia del re Minosse. Quest’ultima si era innamorata di lui, ed in cambio della promessa di portarla via con sé Teseo ricevette un gomitolo di filo da dipanare una volta entrato nel labirinto, assicurandosi così la via del ritorno.

Teseo, però, una volta che ebbe scampato il pericolo si pentì della promessa fatta ad Arianna e meditò di liberarsi di lei. E così, dopo aver fatto scalo a Nasso per rifornirsi di acqua e di cibo, egli, approfittando che la giovane si era addormentata, si imbarcò sulla nave e ripartì. Da qui nacque l’espressione ”piantare in nasso”, poi trasformata in ”piantare in asso”.

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Al suo risveglio Arianna si accorse di essere stata tradita e abbandonata, perché Teseo l’aveva lasciata da sola. Presa inizialmente dallo sconforto, fu consolata successivamente da Dioniso, un giovane uscito dal mare che iniziò a corteggiarla.

Invece, non andò bene a Teseo. Egli si dimenticò di cambiare le vele nere con quelle bianche, come aveva assicurato al padre Egeo. E il povero vecchio, vedendo la vela nera issata sulla nave del figlio, preso da un atroce sconforto, finì travolto dal dolore e si gettò nel mare che prese il nome di lui (mare Egeo).

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La rubrica del borgo. Santorini: l’isola più bella del Mar Egeo

A metà strada tra Atene e Creta si trova l’isola greca per eccellenza, Santorini. Con i suoi circa 13.700 abitanti è la più meridionale delle Isole Cicladi, e si trova nel Mar Egeo.

La mappa delle Isole Cicladi

Il nome le fu dato dai Veneziani, e deriva da Sant’Irene, una martire a cui era dedicata la basilica di Perissa, il famoso villaggio che si trova nella parte sud-orientale.

In passato aveva una forma circolare (era conosciuta come Strongili, la rotonda), mentre attualmente assomiglia ad una mezzaluna; la sua conformazione deriva un’eruzione vulcanica avvenuta circa 10.000 anni fa, che ha causato l’affondamento di gran parte dell’isola.

La zona più suggestiva è il crinale della caldera, da cui si può si possono ammirare romantici tramonti mozzafiato che si riflettono sulle formazioni rocciose, che a loro volta assumono colori particolari.

Ogni anno 1,5 milioni di turisti si recano in vacanza a Santorini.

Fira, la capitale, è il centro nevralgico del turismo dell’isola: con le sue taverne tipiche, negozi di souvenir, bar e ristoranti. E’ formata da numerose casette bianche che si affacciano sulla caldera, con le loro caratteristiche porte e finestre di colore blu.

Fira vista dalla caldera

Oia, invece, si trova a nord dell’isola ed è la località chic, nonché uno dei villaggi più avvolgenti. E’ anche rinomato per i suoi mulini a vento.

Il villaggio di Oia

Per gli appassionati storici, è possibile visitare il sito archeologico di Akrotiri, dove si respira la tipica atmosfera della Grecia classica; si tratta di un’antica città minoica rimasta sepolta in seguito ad una eruzione vulcanica.

Il sito archeologico di Akrotiri

Per chi vuole godere delle meravigliose spiagge e del mare blu, può fare un tuffo nella red beach, la spiaggia più famosa di Santorini. Come le altre spiagge, anche questa riflette l’origine vulcanica dell’isola, infatti è composta da sabbia rossastra delimitata da grandi scogliere.

La red beach

Famosi sono anche i vigneti, che crescono affacciati sul mare e producono vini bianchi secchi o ambrati vini da dessert, come il famoso Vin Santo (diverso da quello italiano), dal sapore dolce e corposo. Le uve autoctone più famose sono le Assyrtiko.

Curiosità

La famosa eruzione ha ispirato Platone nella narrazione del mito di Atlantide, infatti si pensa che l’isola di cui si parla sia proprio Santorini.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero