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Alessandro Magno: il più grande conquistatore di sempre

Personaggi come Alessandro Magno meritano pagine e pagine nei libri più importanti che narrano la storia del mondo. Ed infatti è quello che è spettato ad un condottiero glorioso quale il Re di Macedonia. In maniera breve abbiamo provato a descrivere le grandi gesta di questo personaggio, per far si che la sua storia sia conosciuta ed apprezzata da tutti.

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Impero di Alessandro Magno.

Alessandro III di Macedonia nasce il 20 luglio del 356 a.C. nella città di Pella. Suo padre era Re Filippo II di Macedonia, mentre sua madre era la Principessa Olimpiade. Si narra che da parte del padre discendesse dal celebre semidio Eracle, mentre da parte di madre dal grande eroe Achille. Anche se ciò era giustificato dal fatto che spesso le dinastie regnanti e le grandi famiglie aristocratiche del tempo facevano risalire le loro origini ad eroi che, secondo il mito, avevano fondato la polis su cui governavano. 

La sua formazione fu completa perché il padre lo istruì militarmente, e perché beneficiò della vicinanza di Aristotele per nutrire il suo cervello di nozioni.

Il padre si allontanò dalla madre per avvicinarsi a Cleopatra Euripice. Ciò comporterà lo spostamento di Alessandro insieme alla madre prima a Dodona e poi verso l’Illiria. Re Filippo però perdonerà suo figlio, richiamandolo a casa. Ma nel 336 a. C. il Re venne assassinato da una delle sue guardie durante il matrimonio di una delle sue figlie. Il trono passerà dunque ad Alessandro, che eliminerà chiunque cercherà di contrastarlo. Successivamente inizierà ad espandere i suoi possedimenti.

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Rappresentazione scultorea di Alessandro Magno.

Un anno dopo la morte del padre era già in marcia verso i Balcani. I Triballi, una popolazione antica che si trovava dove ora è la Serbia sud orientale, furono i primi a cadere. Alessandro percorse le rive del Danubio per tre giorni fino ad incontrare i Geti, alleati dei Triballi sull’altra sponda dal fiume. Il giovane attraversò le acque di notte e li sorprese, costringendoli a ritirarsi. Dopodiché tornerà in Illiria dove porterà la pace in seguito a numerose rivolte. Questo perché si era sparsa la falsa notizia che Alessandro fosse morto in battaglia. Ciò causò rivolte a Tebe e ad Atene. Alessandro giunge a Tebe, la rase al suolo e la rese schiava.

Con la vittoria della Battaglia del Granico Alessandro si assicurò il controllo della parte occidentale e meridionale dell’Asia minore. In questa occasione rischiò di morire davvero, ma fu salvato dal generale Clito.

Con la Battaglia di Isso Alessandro riuscì a liberare tutte le città greche sotto il dominio persiano di Dario III. Il Re, quindi, volle sconfiggere definitivamente i Persiani per creare un grande Impero Macedone. Riuscirà a conquistare la Fenicia, la Siria e l’Egitto. Affronterà ancora una volta Dario III sul Tigri, avendo la meglio. Conquisterà Babilonia, Susa, Persepoli, e Pasargade.

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Raffigurazione della Battaglia di Isso.

Dopo la morte di Dario III, ucciso per mano di una sua guardia, Alessandro conquisterà anche tutta la Persia, prima di mettere le mani sull’Iran e l’India. Fu a questo punto che venne chiamato Alessandro Magno, ovvero ”Alessandro il Grande” a soli 33 anni. Morì il 10 giugno del 323 a.C. per una malattia paralizzante che col tempo gli impedì di muoversi, parlare e infine respirare. Creduto morto anzitempo, fu sepolto vivo per errore.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

La villa e la grotta di Tiberio a Sperlonga: le statue in marmo dell’Odissea

La villa di Tiberio è una grande villa romana, appartenuta nel I secolo d.C. all’imperatore romano Tiberio. Essa è situata a Sperlonga, in provincia di Latina, nel Lazio.

Al tempo, era costituita da diversi edifici disposti su terrazze rivolte verso il mare, di cui ora rimangono dei resti. Le prime strutture erano relative ad una villa preesistente di epoca tardo-repubblicana a cui, agli inizi del I secolo d.C., venne aggiunto un lungo portico a due navate.

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I resti della villa.

L’aspetto più affascinante di questo luogo è stato il ritrovamento, in seguito ad alcuni scavi nel 1957, di diversi gruppi scultorei in marmo, che raffigurano le narrazioni dell’Odissea

Attualmente le statue si possono ammirare presso il Museo Archeologico di Sperlonga.  Le riproduzioni in marmo del mito omerico testimoniano la conoscenza delle vicende di Ulisse nell’arte antica. 

C’è la possibilità che tutti i gruppi siano opera di tre famosi scultori di Rodi: Atenodoro, Agesandro, e Polidero. Gli stessi che realizzarono il celebre Gruppo del Laocoonte, conservato nei Musei Vaticani dal 1506. 

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Il gruppo di Scilla, conservato presso il Museo Archeologico di Sperlonga, è un gruppo marmoreo ritrovato nel luogo.

Presso la villa di Tiberio sorgeva, ed è attualmente visibile, una splendida grotta naturale che comprende una vasta cavità principale, preceduta da una ampia vasca rettangolare (peschiera) con acqua marina, al cui centro era stata realizzata un’isola artificiale che ospitava la caenatio (sala da pranzo) estiva.

La vasca comunicava con una piscina circolare (diametro di 12 m), posta all’interno della grotta, dove era stato collocato il gruppo di Scilla (nella foto in alto).

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La grotta.

Nella grotta, a sinistra c’è un ambiente a ferro di cavallo, e a destra un ninfeo con cascatelle e giochi d’acqua, in fondo al quale si apriva una nicchia che ospitava il gruppo dell’accecamento di Polifemo. Tra la piscina circolare e la vasca quadrata erano collocati due gruppi scultorei più piccoli: il Rapimento del Palladio e il gruppo di Ulisse che trascina il corpo di Achille. Una scultura con Ganimede rapito dall’aquila di Zeus era invece posta in alto sopra l’apertura della grotta.

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Il gruppo dell’accecamento di Polifemo.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero