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VIAGGIO IN PERÙ🌎: LA MISTERIOSA SCOMPARSA DELLA CIVILTÀ NAZCA

La civiltà Nazca apparì per la prima volta intorno al 100 d.C. in Perù, nella Parte meridionale del Paese. Sulle sponde del fiume Aja nacque Cahuachi, la città capitale. Si presuppone che tale civiltà scomparve nel VI sec. d.C.

Notevoli sono stati in questa zona i ritrovamenti di ceramica policroma che si fanno risalire ai Nazca con figure di uomini, animali, piante ecc. Alcune raffigurazioni propongono uomini mutilati, come a voler testimoniare l’abitudine nell’esecuzione di sacrifici umani.

L’area in cui nacque la civiltà Nazca.

Ma le testimonianze principali lasciate dalla civiltà Nazca sono sicuramente le cosiddette linee di Nazca, ovvero dei  solchi tracciati sul terreno del deserto della zona di riferimento, su cui emerge un altopiano arido che si estende per una ottantina di chilometri tra le città di Nazca e di Palpa, ancora più a sud del Paese.

Le oltre 13.000 linee vanno a formare più di 800 disegni, che includono i profili stilizzati di animali comuni nell’area (la balena, il pappagallo, la lucertola lunga più di 180 metri, il colibrì, il condor e l’enorme ragno lungo circa 45 metri).

Il mistero delle linee di Nazca, cosa c'è sotto?

Si ritiene che i geoglifi siano stati tracciati durante il periodo di maggior fioritura della Civiltà Nazca, tra il 300 a.C. ed il 500 d.C. da parte della popolazione che abitava la zona.

La fine della civiltà:

Secondo una ricerca pubblicata nel 2009 sul Latin American Antiquity da alcuni studiosi inglesi, l’antica civiltà Nazca cadde letteralmente a causa di una deforestazione.

La distruzione delle foreste a favore dell’agricoltura espose infatti il paesaggio all’erosione del vento e alle inondazioni. Insomma il clima non rese più possibile una tenore di vita qualitativamente elevato alla popolazione.

Tutt’ora questa è l’ipotesi, divenuta tesi, che va per la maggiore; del resto solo gli effetti della natura potevano arrestare una civiltà così prolifica.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

LA CITTÀ SOMMERSA DI SHI CHENG: LA BELLEZZA VISITABILE CON LE IMMERSIONI

A volte delle bellezze il cui valore non è quantificabile sono nascoste nei posti più particolari e inaspettati. Questo è il caso di Shi Cheng.

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Il lago di Qiandao, la "vera" Atlantide moderna - Greenious
Lago Qiandao

Immersa nelle acque del Lago Qiandao, ai piedi del Monte Wu Shi, si trova un’antica città conosciuta come Shi Cheng (che in italiano sta per “Città del Leone”).

L’insediamento urbano fu costruito durante la Dinastia Han (25-200 d.C.) e fu istituito come contea nel 208 d.C. La città prese il nome dalla vicina montagna di Wu Shi (Five Lion), che ora è conosciuta come Isola di Wu Shi, anch’essa parzialmente sommersa dalle acque del lago.

Ma quello che non ci si può aspettare è che il Qiandao è un lago artificiale.

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La posizione geografica del Lago Qiandao.

Dai reperti rinvenuti si evince che Shi Cheng fu un antico centro politico ed economico. La città aveva una dimensione pari a circa sessantadue campi da calcio.

Secondo un’antica mappa, possedeva ben cinque porte d’accesso, invece delle tradizionali quattro. Ognuna era protetta da un’imponente torre. Inoltre comprendeva sei strade principali, finemente colmate da pietra e ciottoli, utilizzate per collegare ogni angolo della città.

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La nuova Atlantide è in Cina: città sommersa con templi e strade ...
Una suggestiva vista dal basso della città sommersa.

Le antiche strade erano decorate da archi commemorativi, che furono mantenuti e ben conservati, prima di essere immersi nelle acque nel 1959. In quell’anno il Governo decise di costruire una stazione idroelettrica, creando così un lago artificiale di grandi dimensioni che finì per coprire gli antichi resti.

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Shi Cheng rimase dimenticata per quarant’anni, fino al 2001 quando un funzionario responsabile del turismo locale, creò una discussione che permise di dar vita ad una nuova forma di intrattenimento sul lago con un club di immersione.

Ad oggi, infatti, le meraviglie ben conservate dell’antico centro cittadino sono visitabili per coloro che decidono di intraprendere un particolare tour in tenuta da sub.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

DRESDA: IL PITTORESCO ”MURO IMBUTO” DEL KUNSTHOFPASSAGE (video)

Dresda, capitale della Sassonia, è una città moderna situata a circa 200 Km da Berlino. Il suo quartiere più pittoresco, il Kunsthofpassage, ospita alcune abitazioni con delle facciate indiscutibilmente fuori dal comune.

La prima tra queste è il Funnel Wall, che tradotto in italiano vuol dire ”Muro imbuto”.

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Kunsthofpassage: dal palazzo che suona al cortile degli animali ...
Funnel Wall a Dresda.

Si tratta di un palazzo azzurro composto da diversi imbuti installati sulla facciata. Alcuni di essi sono stati creati a forma di strumenti musicali; in particolare assumono la forma di trombe.

Quando piove, l’acqua entra dentro le cavità delle tubazioni permettendo alla gente di passaggio di poter ascoltare un’insolita melodia.

L’installazione trasforma il monotono battere della pioggia in un armonioso e rilassante concerto.

Per ascoltate la melodia tramite video CLICCA QUI.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

L’ARTE DECORATIVA PERSIANA, IL FASCINO DELL’IRAN

L’arte persiana, che trova nell’Iran il suo spazio fisico d’interesse, rappresenta un patrimonio immenso per la bellezza che ha lasciato in vari campi: dall’architettura, alla pittura,  passando per la tessitura, la ceramica, la calligrafia, sino ad arrivare alla lavorazione dei metalli e alla scultura.

In particolare, lo stile islamico-persiano delle decorazioni è denso, e presenta delle forme geometricamente eleganti ed armoniose. I motivi raffigurati derivano da piante e spesso anche da animali, che sono rappresentati in una scala molto più piccola degli elementi che li circondano.

Sotto la dinastia safavide, nel 16 ° secolo, questo stile è stato utilizzato in una vasta gamma di supporti, e diffusa dagli artisti di corte dello Scià.

Meridiani guarda al mondo con occhi curiosi. E più che descriverlo, lo interroga lasciando che siano i luoghi a raccontarsi attraverso la natura, i monumenti, i paesaggi urbani, i volti e le storie della gente, le espressioni artistiche e culturali, la moda e lo sport. Clicca Qui.

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La decorazione a muqarnas degli edifici:

La soluzione decorativa a muqarnas è uno degli elementi ornamentali importanti dell’architettura che viene utilizzato per abbellire edifici iraniani, in particolare le moschee e i mausolei. Le muqarnas assomigliano molto al nido delle api.

Muqarnas - Wikipedia
Lo stile muqarnas, è visibilissimo nella decorazione dell’ingresso dell’ edificio iraniano posto nell’immagine.

Osservando le forme naturali delle stallattiti di ghiaccio e di calcio all’interno delle grotte dell’Iran, scopriamo che molto probabilmente i primi artisti di questa tecnica hanno avuto l’ispirazione artistica proprio da esse e l’hanno realizzata esattamente nelle facciate interne ed esterne degli edifici utilizzando il mattone, lo stucco o il cemento.

Le muqarnas di solito vengono create nelle superfici concave degli angoli sottostanti il soffitto; ma il luogo della collocazione di questo elemento decorativo può essere sopra le pareti, i soffitti, gli angoli, i portali ecc.

Volta in stile Muqarnas della Moschea Di Nasir Ol-Molk, Shiraz, Iran.

I tipi di muquarnas:

Le muqarnas dal punto di vista della forma sono di quattro tipi:

  1. Sporgenti: il materiale è lo stesso dell’edificio e sono composti con assoluta semplicità, senza alcun tipo di ornamento.

2. Sovrapposte: tralasciando i materiali impiegati principalmente nell’edificio, lo stucco, il mattone e la pietra, vengono utilizzate nelle superfici interne ed esterne dell’edificio e spesso sono disposte in qualche fila in ordini sovrapposti da due fino a cinque.

3. Sospese: sono simili ai prismi calcarei penduli nelle grotte che generalmente vengono chiamate stallattiti , e spesso sono create unendo materiali diversi come: lo stucco, la ceramica, le piastrelle ecc.. alle superfici concave interne dell’edificio. Sono tanto particolari da sembrare sospese.

4. A nido d’ape: sono simili al nido d’ape e nel complesso sono piccoli alveari disposti l’uno sull’altro, questo tipo dal punto di vista della forma apparentemente è simile alle muqarnas sospese.    

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

L’ISOLA DI PASQUA: ENIGMATICA, SELVAGGIA E FUORI DAL MONDO

La storia:

L’Isola di Pasqua, chiamata anche Rapa Nui (letteralmente “grande isola/roccia“), si trova nell’Oceano Pacifico, al largo delle coste del Cile.

La data dei primi insediamenti rimane ancora un mistero, ma i primi segni di civiltà risalirebbero ad un periodo compreso tra l’800 e il 1200 d.C.

In origine gli abitanti si radunarono in piccoli villaggi lungo la costa, ed erano visti come un popolo avanzato culturalmente; infatti, avevano una propria forma di scrittura pittografica, chiamata rongo rongo.

La scoperta:

L’isola fu scoperta dal comandante olandese Jacobn Roggeven nella domenica di Pasqua del 1722.

L’isola di Pasqua vista dall’alto.

Ma fin dall’inizio della sua storia il contatto col mondo civilizzato non portò grande fortuna alla popolazione indigena, che venne decimata da alcune malattie sconosciute.

Attualmente, il centro abitato, Hanga Roa, conta una popolazione di poco più di 3000 abitanti e dispone di servizi di base, quali scuole ed un ospedale. L’economia è basata essenzialmente sul turismo e sulla pesca.

L’isola ha quattro vulcani: Poike, Rano Kau, Rano Raraku e Terevaka, e due spiaggie: Anakena e Ovahe, oltre a numerose carverne. Sporadicamente è possibile anche assistere ad alcuni fenomeni naturali, come delle grandi onde, che spazzano via la sabbia da Ovahe, e poi la riportano indietro.

Per chi ama praticare sport come trekking ed escursionismo è la meta ideale.

Il mistero dei Moai:

L’Isola di Pasqua è conosciuta, oltre che per i suoi siti archeologici, soprattutto per i Moai, grandi busti monolitici sparsi sull’isola (oltre 600); essi raggiungono un’altezza di oltre 12 metri e pesano 80 tonnellate ciascuno e si trovano su piattaforme cerimoniali chiamate Ahu.

I Moai presso l’Isola di Pasqua.

Le grandi teste rappresenterebbero i capì tribù morti, fungendo, quindi, da punto di contatto tra la popolazione e i defunti.

Le origini dei Moai sono incerte: da una parte c’è chi sostiene che gli antichi abitanti non avrebbero potuto mai realizzare opere così grandi e complesse, dall’altra addirittura chi ritiene che queste grandi teste siano opera degli alieni.

Copertina de ”L’Isola di Pasqua. I misteri del più grande enigma preistorico.” di Alfred Métraux. Clicca qui.

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Come raggiungere l’isola:

I punti di contatto con l’isola sono due: l’aeroporto internazionale di Mataveri, che è considerato il più remoto del mondo (si trova a 3.759 chilometri dall’aeroporto di Santiago del Cile) e Papeete, capoluogo della Polinesia francese, situato sulle coste dell’isola di Tahiti.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

LA GRECIA È LA PRIMA META DELL’ESTATE 2020

A causa dell’emergenza Coronavirus, che ha portato al lockdown nazionale per diversi mesi, molti viaggiatori italiani che non vogliono rinunciare alle vacanze estive stanno attualmente pensando a quali siano le mete più adatte in cui recarsi.

La Grecia rappresenta di gran lunga la prima scelta. Bisogna considerare, infatti, che i viaggi per le destinazioni che si trovano fuori dall’area schengen sono pressoché bloccati; il Paese ellenico sembra il più sicuro per chi è intenzionato a trascorrere delle piacevoli vacanze, nel rispetto delle misure di prevenzione.

Di seguito proponiamo alcune informazioni importanti per chi decide di viaggiare in questa direzione.

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Dove alloggiare a Rodi: le migliori città e zone dove dormire sull ...
Spiaggia di Rodi.

INFORMAZIONI PER I VIAGGIATORI:

Le Autorità Greche si riservano la possibilità di sottoporre i passeggeri in arrivo nel Paese balcanico a un test rinofaringeo (tampone), somministrato secondo criteri randomici (non noti a priori).

 Condizione indispensabile per accedere al Paese (via aereo, via terra, via nave) è la compilazione di un modulo online sul sito travel.gov.gr (gestito dalle Autorità Greche e non dall’Ambasciata Italiana); per mezzo di tale modulo i viaggiatori devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi, e sull’indirizzo del proprio soggiorno in Grecia.

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Zante: come arrivare, come spostarsi e dove dormire - Grecia.info
Spiaggia di Zante.


I viaggiatori riceveranno un’e-mail di conferma al momento del completamento del modulo telematico e, in un secondo momento, otterranno il proprio codice Quick Response (QR), esattamente alla mezzanotte del giorno del loro arrivo previsto in Grecia.


Qualora si intenda arrivare in Grecia con un’imbarcazione privata è necessario compilare la Maritime Declaration of Healthe inviarla via mail alla competente Capitaneria di porto in Grecia. Per i recapiti delle Capitanerie di porto, è possibile consultare questo link.

CUORIOSITÀ:

Secondo alcuni viaggiatori che si sono recati in Grecia nei giorni scorsi, le Autorità preposte avrebbero effettuato maggiori controlli ai cittadini provenienti dal Nord Italia, riconoscibili dalle iniziali di un codice posto sotto il QR Code.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

LA REGGIA DI VERSAILLES: IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI LUIGI XIV

La reggia di Versailles è una delle opere architettoniche più affascinanti e maestose visitabili nei dintorni di Parigi. Situata a 20 km dalla capitale, nella città di Versailles della regione dell’Ile-de-France ubicata più precisamente 19 km a sud-ovest di Parigi, nel dipartimento degli Yvelines di cui costituisce il capoluogo. È stata dichiarata, insieme al suo maestoso parco, patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1979 e questo dovrebbe far intuire quanto la fama di splendida attrazione da visitare, quando ci si reca in vacanza a Parigi, sia più che meritata trattandosi di uno tra i più bei palazzi del mondo. 

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Palazzo di Versailles.

La grandiosità della reggia di Versailles può anche essere dedotta dall’entità del personale che ci lavora, con varie mansioni: si contano ben 900 dipendenti dell’Ente pubblico incaricato della gestione del complesso architettonico con 400 guardie addette a sorvegliare un patrimonio artistico senza pari. 

La sua storia ha, come protagonista principale, il sovrano francese Luigi XIV – noto come il Re sole – che si interessò agli ingenti lavori di ampliamento e di ammodernamento che la riguardarono durante il suo regno, a partire dal 1661 e, dopo essere rimasto colpito appena tredicenne, dal castello di Versailles nel 1651 edificato su commissione da suo padre Luigi XIII per dimorare fuori Parigi durante le occasioni di caccia. La struttura moderna che Luigi XIV si trovò davanti agli occhi, da bambino, era diversa dalle vecchie residenze reali nelle quali egli aveva vissuto: quelle del Louvre, del Palais-Royal e delle Tuileries, fatiscenti in confronto ed ubicate nella capitale in cui il re non si sentiva molto a suo agio, troppo vicino al popolo rumoroso e poco amato e dove temeva che si annidassero traditori e possibili congiure. 

Luigi Xiv - Lessons - Tes Teach
Luigi XIV.

La Reggia di Versailles fu dimora dei sovrani francesi Luigi XIV, Luigi XV e Luigi XVI, ma non solo: fu anche luogo di incontro per la firma di importanti trattati quali quello che sancì l’indipendenza degli Stati Uniti nel 1783, quello che sancì l’unificazione del Secondo Reich nel 1871 e quello che sancì la fine della Prima Guerra Mondiale nel 1919, il noto Trattato di Versailles. La reggia fu anche sede militare strategica dell’esercito prussiano nel 1870, nel periodo della guerra franco-prussiana e fu teatro di un attentato da parte dei nazionalisti bretoni, nel 1978.

Nonostante il disappunto di diversi personaggi francesi del periodo, quali l’abile economista Jean-Baptiste Colbert, Luigi XIV concentrò la sua attenzione su Versailles come punto di riferimento per una dimora secondaria, alternativa a quella ufficiale, rimasta inizialmente al Louvre, su un luogo a lui molto caro, da utilizzare in special modo per dare feste e divertirsi. Il sovrano spese moltissimi soldi per rendere la reggia di Versailles sempre più grande e bella, suscitando così lamentele non solo per motivi economici ma anche per la mancanza di opportunità nel preferire un luogo periferico come Versailles, ritenuto da molti triste ed isolato, a quello centrale e signorile del Louvre. Luigi XIV manifestò l’intenzione di trasferirsi definitivamente a Versailles nel 1677. Visse in questa dimora con la sua corte, trasferitasi ufficialmente nel 1682, seguendo inizialmente una etichetta molto rigorosa ed articolata, che prevedeva svariati comportamenti formali del re e dei suoi cortigiani in maniera diversa. Le occasioni nelle quali tanta solennità veniva ostentata erano non solo quelle di feste e ricevimenti di ambasciatori, di nobili, di dame ecc. ma anche quelle della normale routine quotidiana.

La Galleria degli Specchi - La Reggia di Versailles
Galleria degli specchi.

Una delle sale più suggestive della reggia è la galleria degli Specchi, che risplende nella luce riflessa dai suoi tanti specchi e nella bellezza dei suoi stucchi e delle pitture di Le Brun. La grande Galleria esprime nella sua ricchezza il successo politico, economico ed artistico della Francia. Essa veniva utilizzata quotidianamente come luogo di passaggio, di attesa e di incontro ed era frequentata da cortigiani e da visitatori. 

La vita quotidiana a Versailles nei secoli XVII e XVIII: Rituali, intrighi, feste nella grande reggia di [Jacques Levron]
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Il Grand Trianon è una lussuosa e raffinata “dépendance” del palazzo di Versailles che il re Sole fece edificare all’interno nel parco dall’architetto Hardouin Mansart nel 1687, come rifugio dall’opprimente vita di corte e dolce ritrovo con la signora di Montespan. Impossibile non cedere al fascino di questo edificio dalle proporzioni eleganti ed intime, un piccolo palazzo di marmo rosa e di porfiro circondato da incantevoli giardini. Il Piccolo Trianon era il luogo preferito da Maria Antonietta che vi trovava un’oasi di tranquillità in cui poter vivere una vita semplice e lontano dai fasti e dalla tirannide dell’etichetta. Questa reggia in miniatura fu voluta da Madame de Pompadour nel 1760 come luogo atto a “disannoiare il re”. Il palazzo fu edificato su progetto dell’architetto Ange-Jacques Gabriel che ne fece un capolavoro di sobrietà ed eleganza. Tuttavia, è lo spirito di Maria Antonietta a regnare da queste parti. Il palazzo, infatti, le fu donato da Luigi XVI per potervi condurre una vita appartata, lontana dalle obbligazioni di corte.

Vaux Le Vicomte | Verde e Paesaggio
Giardini di Versailles.

Infine, il grande parco che si estende alle spalle della reggia rappresenta una delle maggiori ricchezze di Versailles. Dalla finestra centrale della galleria degli specchi, si dispiega un panorama incantevole, che dai piedi del palazzo si estende a perdita d’occhio attraverso una lunga prospettiva impreziosita dal lavoro dell’architetto André Le Nôtre: fontane con sculture eleganti, giochi d’acqua, aiuole e canali. Particolarmente originale è stata la creazione del Grand Canal lungo 1670 metri, che fece da sfondo a numerose feste e che ospitò persino delle imbarcazioni. Dal 1669, infatti, Luigi XIV fece navigare sul canale scialuppe e vascelli in miniatura e nel 1674, la Serenissima inviò al re Sole due gondole e quattro gondolieri che furono alloggiati negli edifici alla testa del Canale, che da quel momento furono chiamati Piccola Venezia. I lavori di sistemazione dei giardini cominciarono contemporaneamente alla costruzione del palazzo e durarono per circa quarant’anni, si trattò di un’opera gigantesca che necessitò del lavoro di migliaia di persone.

Alessia Amato per L’isola di Omero

PANTHEON: LA MERAVIGLIA MEGLIO CONSERVATA DELL’ ANTICA ROMA

Il Pantheon di Agrippa, chiamato anche comunemente Pantheon, è l’edificio meglio conservato dell’antica Roma.

La sua costruzione è stata eseguita al tempo di Adriano, nel 126 dC. Assume il nome di Agrippa per esser stato realizzato dove in precedenza (nel 27 a.C.) fu edificata la struttura primigenia, costruita da Marco Agrippa e distrutta da un incendio nel 80 dC.

La facciata rettangolare nasconde un’enorme cupola con un diametro maggiore di quello della Basilica di San Pietro. Si compone di 16 colonne in granito di 14 metri di altezza, su cui si trova l’iscrizione “M.AGRIPPA.LFCOS.TERTIVM.FECIT”, che significa “Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, nell’anno del suo terzo consolato”.

Pantheon di Agrippa - Orario, prezzo e ubicazione a Roma
La facciata con l’iscrizione su Agrippa.

Attualmente il Pantheon conserva ancora il suo pavimento in marmo originale e nelle cappelle interne, dove furono trovate le statue delle divinità, sono collocate delle cappelle con numerose opere d’arte.

A partire dal Rinascimento, tale struttura è stata utilizzata come sede dell’Accademia dei Virtuosi di Roma e come tomba di grandi italiani: tra i più famosi c’è sicuramente come Raffaello Sanzio di Urbino.

Pantheon, l'equilibrio difficile e necessario tra fede, turismo e ...
Il soffitto del Pantheon rappresenta la bellezza del suo interno.

Tra le curiosità odierne c’è da sottolineare che il Pantheon è un monumento storico, è ancora una chiesa dove si celebrano le messe e soprattutto i matrimoni.

La guida Lonely Planet sulle bellezze di Roma.

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Si tratta indubbiamente di uno dei monumenti più conosciuti di Roma. L’ingresso è gratuito, e per visitarlo è possibile unirsi ad una visita di gruppo oppure prenotarne una privata con cui ci si potrà abilitare anche al tour di Castel Sant’Angelo, facilmente raggiungibile a piedi.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

MONT SAINT-MICHEL: L’AMORE RIUSCITO TRA UOMO E NATURA

Il Mont Saint-Michel è uno dei siti più visitati di tutta la Francia. Si trova lungo la costa settentrionale francese, nella regione della Bassa Normandia, al confine con la Bretagna.
Si tratta di un luogo incantato carico di storia millenaria e di leggende.


Grazie alla sua magnifica baia, al fascino del borgo medievale, alla maestosità dell’Abbazia e al meraviglioso spettacolo delle maree sigiziali, è conosciuto come la “Meraviglia dell’Occidente”.

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Mont Saint-Michel visto oggi.

Per la sua magnificenza, dal 1979 fa parte dei Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO.

Si tratta di uno dei pochi casi in cui lo spettacolo della natura e il lavoro dell’uomo si sono uniti perfettamente, sino a dar vita ad un’attrazione turistica e culturale che ogni anno attira moltissimi visitatori curiosi.

Vista del Mont Saint-Michel alla fine del X secolo (incisione del 1910 di Paul Gout).

La meravigliosità del luogo aumenta quando è possibile ammirare lo spettacolo visivo dell’alta marea. In questo caso, infatti, il perimetro che delimita i confini di Mont Saint-Michel viene a contatto con l’acqua fino ad assumere le sembianze di un isolotto.

Photos E-ticket for Abbey of Mont-Saint-Michel • Come to Paris
L’interno dell’Abbazia.

L’abbazia benedettina è l’elemento architettonico più caratteristico del sito. Essa fu edificata a partire dal X secolo con parti giustapposte che si sono sovrapposte le une alle altre negli stili che vanno dal carolingio al romanico al gotico flamboyant.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

I FORI IMPERIALI di ROMA: UNA BELLEZZA SENZA TEMPO

I Fori Imperiali di Roma rappresentano il centro nevralgico dell’attività politica della città antica. Nelle specifico sono composti da strutture ed edifici collocati insieme ad una serie di piazze monumentali edificate tra il 46 a.C. e il 113 d.C. Nella civiltà romana, il foro era il punto d’incontro ufficiale dei cittadini di tutti i territori della Repubblica e poi dell’Impero.

Foro di Cesare:

Tra queste strutture spicca il Foro di Cesare. Questa piazza, voluta da Giulio Cesare per motivi propagandistici, fu inaugurata nel 46 a.C. e terminata dall’imperatore Ottaviano Augusto. Cesare era tanto convinto dell’edificazione che acquistò in prima persona il terreno. La piazza presenta due portici sul lato est e ovest mentre in fondo troneggia il tempio dedicato a Venere Genitrice.

Foro di Cesare a Roma.jpg
Foro di Cesare.

Foro di Augusto:

Il Foro di Augusto, invece, fu realizzato per volere dell’imperatore Ottaviano Augusto, insieme al tempio di Marte Ultore (dal latino ”ultor” = vendicatore). Il tempio, inaugurato quaranta anni dopo, era stato promesso dall’imperatore in voto al dio in occasione della vittoria nella battaglia di Filippi (42 a.C.).

Forum Augustus.JPG
Foro di Augusto.

La pianta del foro è ortogonale; sul versante nord si ergeva il tempio di Marte, appoggiato ad un muro (ancora oggi visibile) che divideva il foro dal quartiere popolare della Suburra

Il foro è alternato da ampie esedre, destinate a ospitare le attività dei tribunali. Ad arricchire l’area vi erano statue ispirate alla storia di Roma, di alcuni personaggi importanti per l’origine della città come Enea e Romolo.

esedra nell'Enciclopedia Treccani
Esempio di esedra.

Tempio della pace:

Nel 75 d.C. tra il Foro di Augusto e quello di Cesare sorge il Tempio della Pace, un luogo a pianta quadrata con le sembianze di un giardino-museo, con vasche d’acqua e basamenti per le statue.

Tempio della Pace - Wikipedia
Tempio della Pace.

L’area, distrutta da un incendio, fu ricostruita durante l’epoca severiana (III sec. d.C.) per ospitare la Forma Urbis Severiana, una pianta di Roma antica incisa su lastre di marmo giunta a noi solo in parte.
Fu Domiziano a realizzare una piazza per unificare lo spazio rimasto libero tra il Tempio della Pace e i Fori di Cesare e di Augusto.

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L’imperatore non riuscì a inaugurare la propria opera: morì nel 96 d.C., lasciando il trono a Nerva. Nacque così il Foro di Nerva con annesso il tempio di Minerva, protettrice dell’imperatore.  Il foro prese inoltre l’attributo di “transitorio” per la sua funzione di passaggio.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero