Archivi categoria: Mostre ed eventi

Botticelli e l’eterea femminilità nell’arte

Per quanto concerne la figurazione femminile, nessun pittore fiorentino del Quattrocento ha goduto di così larga fortuna e popolarità come Alessandro Filipepi, altresì noto con il soprannome di Botticelli (1445-1510).

Questo nome gli fu dato, anche in conseguenza di un’interpretazione piuttosto aleatoria della sua cifra pittorica. La peculiarità di quest’ultima, era una raffigurazione umana fragile e soave, dotata di un’aggraziata proporzione delle membra ma al contempo insidiate da un’intrigante mestizia.

Il pittore Sandro Botticelli

Per tale ragione, la critica recente ha riaffermato, proprio attraverso le figure femminili, i pregi e i valori formali dell’artista fiorentino, evidenziandone il particolare sentimento della linea, discostandosi dall’antica accusa di essersi configurato in una tardiva ripresa del decorativismo gotico, sviluppando invece, una sensibilità melodica del tutto nuova, antesignana della pittura fiorentina successiva.

Copertina del libro ”Botticelli” (2017), di Barbara Deimling . Clicca Qui.

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Nelle rappresentazioni femminili botticelliane, ritroviamo quindi un linguaggio dedito alla purezza stilistica. In esso, infatti, risuona in modo assoluto, come si è già detto, il melodico andamento della linea che, si associa amabilmente a uno svariato cromatismo dai tratti intensi ad altri più tenui, definendo l’atmosfera tipicamente mitica.

Così, l’intera composizione di figure e oggetti inanimati si avvolge di un equilibrio delicato, tra moto e stasi, per cui la visione che traspare è irreale e favolosa.

Tale trapasso è particolarmente importante, poiché presente ed evidente nelle opere più celebrate del Botticelli, quelle che elogiano la femminilità nell’effige della sua musa ispiratrice: Simonetta Vespucci, nobildonna italiana di origini genovesi.

Simonetta Vespucci

In lei, Botticelli vide l’incarnazione della perfezione, e la rese eterna nelle sue opere più celebrate, come la Primavera (1477-’78), la Nascita di Venere (1486), i vari ritratti che la vedono in mezzo busto con particolarissime acconciature (1475-1476 ca), la Madonna del Magnificat, la figura della Maddalena del Compianto sul Cristo morto, l’affresco delle Prove di Mosè col particolare delle figlie di Ietro (1481-‘82).

Potremmo quindi, definire la figura della Vespucci come l’unica e vera fonte che assume le sembianze carnali dell’esaltazione di un mondo ideale nel quale la Bellezza trionfa allorché la natura istintiva e sensuale si accompagna alle virtù morali, civili e religiose.

Antonella Buttazzo per L’isola di Omero

BARCELLONA, PALAZZO DELLA MUSICA CATALANA: UN GIARDINO ARTIFICIALE

Il Palazzo della Musica Catalana di Barcellona, in lingua locale Palau de la Música Catalana”, è la sede dell’Orfeó Català, società corale della Catalogna.

Venne dichiarato Monumento Nazionale nel 1971, in quanto è un impressionante edificio, che non soltanto presenta un esterno affascinante, dotato di strani elementi architettonici, ma dispone anche di un interno sorprendente, con una magnifica sala dei concerti.

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In basso troverai:

1. Breve descrizione stilistica.

2. Orari di apertura.

3. Prezzo d’ingresso.

4. Come arrivarci.

5. Luoghi vicini.

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1. Breve descrizione stilistica:

Il Palau de la Música Catalana, manifesto del modernismo
Il Palazzo visto dall’esterno

Sul portone posto sulla facciata principale vi è un doppio colonnato che sorregge una ricca e complessa serie di archi e balconcini. La decorazione delle colonne è a mosaico a motivi floreali non casuali: una precisa ricostruzione della flora catalana è infatti la costante di tutte le decorazioni.

All’interno, la sala concerti è rettangolare con disposizione dei posti a sedere semi ellittica ed ha una particolarità unica al mondo: ha un lucernario a goccia ed ampie vetrate laterali che ne permettono l’utilizzo anche in assenza di luce artificiale.

L’interno del Palazzo della Musica.

La composizione delle vetrate tende a fornire al visitatore l’impressione di trovarsi in un giardino artificiale, in cui il lucernario rappresenterebbe il sole.

Il lucernario sul del soffitto del Palazzo.

Diaro dalla Catalogna di Andrea Lapponi è il racconto, quasi quotidiano, di Barcellona e del suo referendum indipendentista. Della vita che si intreccia con la politica, la magistratura, gli arresti, le cariche della polizia, il Parlamento chiuso e il processo concluso nel 2019. Clicca qui.

2. Orari di apertura:

Tutti i giorni dalle 10:00 alle 15:30 (luglio e agosto fino alle 18:00).

3. Prezzo per l’ingresso:

Adulti: 20€
Studenti: 11€
Over 65: 16€
Bambini minori di 10 anni: ingresso gratuito.

Visita guidata del Palau de la Música Catalana: 20€

Mappa di Barcellona con il posizionamento del Palazzo della Musica Catalana.

4. Come arrivarci con i trasporti?

Metro: Urquinaona, linee 1 e 4.
Autobus: linee V15, V17 e 45.

5. Luoghi vicini:

La Cattedrale di Barcellona (373 m)Museo Frederic Marès (387 m)Museo Plaça del Rei MUHBA (397 m)Plaça de Catalunya (463 m)Museo Europeo d’Arte Moderna (501 m)

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Il regalo di Banksy per San Valentino: a Bristol compare il cuore infranto di Cupido

A Bristol, nella città che ha dato i natali al celebre artista inglese, nella notte del 13 febbraio è comparsa un’opera ispirata a San Valentino.

Il graffito si trova sul muro di un edificio nella zona di Barton Hill, e allude proprio alla festa degli innamorati.

L’opera mostra una ragazzina che tiene con una mano la fionda da cui è appena partito un colpo, mentre l’altra mano è posizionata dietro la schiena nell’atto di lanciarlo.

Seguendo visivamente la traiettoria si arriva ad un’esplosione di colore, probabilmente il sangue del povero Cupido, fatto con foglie e fiori di plastica rossa.

L’opera di Banksy apparsa nella notte del 13 febbraio a Bristol, in Inghilterra

Chi è veramente il famoso street artist?

Banksy è considerato uno dei maggiori esponenti della street art.

Le sue opere, con tagli ironici e satirici, trovano espressione nella dimensione stradale e pubblica dello spazio urbano, e trattano tematiche quali le assurdità della società occidentale, la manipolazione mediatica, l’omologazione, le atrocità della guerra, l’inquinamento, lo sfruttamento minorile, la brutalità della repressione poliziesca.

I suoi stencil sono diretti e accessibili a tutti.

L’identità di Banksy è ancora avvolta nel mistero, nonostante le sue opere di street art siano diventate famose in tutto il mondo: dalla bambina col palloncino, al lanciatore di fiori, fino al bacio tra due poliziotti.

Secondo le ipotesi più accreditate, Banksy sarebbe in realtà Robert del Naja, componente del gruppo Massive Attack.

La teoria ha preso sempre più peso grazie al confronto tra le date dei concerti della band con la comparsa delle opere nelle varie città.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Donne nell’arte: da Tiziano a Boldini. La mostra che colpisce l’Italia settentrionale

Dal 18 gennaio 2020 Palazzo Martinengo a Brescia ospita un’esposizione dedicata alla rappresentazione della donna nell’arte dal Cinquecento fino alla Belle Époque. Il nome della mostra è Donne nell’arte: da Tiziano a Boldini, e rimarrà aperta fino al 7 giugno 2020.

Sono state selezionate circa cento opere provenienti da alcuni grandi musei e collezioni private. L’obbiettivo principale è quello di dimostrare come la donna abbia da sempre avuto un ruolo centrale nella storia dell’arte italiana. Non a caso, i più grandi pittori rinascimentali, barocchi e del XIX secolo, da Raffaello a Tiziano, passando per Caravaggio e poi De Nittis fino a Boldini, hanno dedicato a nobildonne, aristocratiche e popolane memorabili ritratti, nei quali hanno fatto emergere la personalità, l’eleganza, il carattere, la sensualità e le più sottili sfumature del mondo femminile.

La copertina del catalogo della mostra.

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Sono molteplici le fonti di ispirazione che nella storia hanno spinto i grandi artisti a raffigurare le donne come protagoniste nelle proprie opere. La letteratura classica per esempio ha fornito ai pittori molti spunti di riflessione, come nel caso delle storie che riguardano divinità – Diana, Venere, Minerva, Giunone -, celebri figure mitologiche – Leda, Europa, Onfale, Dafne – e illustri donne del mondo antico che, con coraggio e drammatica determinazione, hanno preferito la morte al disonore: si pensi, ad esempio, a Cleopatra, Lucrezia romana e Sofonisba.

La rassegna bresciana si sofferma meticolosamente nell’ambito della pittura dell’Ottocento, in cui emerge una visione della donna colta nella sua dimensione quotidiana, alle prese con le faccende della vita domestica e del lavoro; nei panni di madre affettuosa che accudisce con amore i propri figli; ma anche in atteggiamenti maliziosi e in situazioni intime per esaltarne la carica sensuale, come testimoniano gli straordinari capolavori di Giovanni Boldini, il più grande artista italiano della Belle Époque.

Orari:

mercoledì, giovedì e venerdì, dalle 9:00 alle 17:00

sabato, domenica e festivi, dalle 10:00 alle 20:00

lunedì e martedì chiuso

La biglietteria chiude un’ora prima

Aperture straordinarie:

Domenica 12 aprile (Pasqua), lunedì 13 aprile (Pasquetta), 1° maggio, 2 giugno

Biglietti (audioguida compresa):

intero: €12,00

ridotto, €10,00 (gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 e maggiori di 65 anni, studenti universitari con tesserino, soci Touring Club con tessera, soci FAI con tessera, insegnanti, possessori di carta di credito e bancomat Banco BPM)

ridotto scuole: €6,00

gratuito: minori di 6 anni, disabili con un accompagnatore, giornalisti con tesserino, guide turistiche, due insegnanti per scolaresca, un accompagnatore per gruppo di adulti.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

“C’era una volta Sergio Leone”: il magnifico regista in mostra a Roma

Dal 17 dicembre 2019 e fino al 3 maggio 2020 la capitale d’Italia celebra, al Museo dell’Ara Pacis, uno dei maestri più illustri del cinema italiano.

La mostra, intitolata C’era una volta Sergio Leone, è nata grazie alla collaborazione con due istituzioni di altissimo rilievo come la Cinémathèque Française e Cineteca di Bologna.

La rassegna arriva in Italia dopo il successo dello scorso anno a Parigi.

I visitatori sono “catapultati” nello studio del regista, dove ci sono i suoi cimeli e la sua libreria; è possibile ammirare anche modellini, bozzetti, oggetti di scena e fotografie speciali che raccontano la sua vita.

L’esposizione è suddivisa in varie sezioni: Cittadino del cinema, Le fonti dell’immaginario, Laboratorio Leone, C’era una volta in America, Leningrado e oltre, dedicata all’ultimo progetto incompiuto, L’eredità Leone.

Per chi non lo conoscesse, Sergio Leone nasce il 3 gennaio del 1929 a Roma, e inizia a frequentare l’ambiente cinematografico molto presto. Già nel 1941, ad appena dodici anni, vede in azione il padre (il regista Vincenzo Leone, alias Roberto Roberti) sul set di La bocca sulla strada e si cimenta come comparsa. Nel 1948 è nel film Ladri di biciclette di Vittorio De Sica.

Particolarmente noto per i suoi film del genere spaghetti-western, durante il suo percorso artistico Leone attraversa il peplum (filone cinematografico storico-mitologico), riscrive letteralmente il western e trova la massima realizzazione nel film C’era una volta in America.

Osannato da grandi registi come Quentin Tarantino e Stanley Kubrick, è fonte di ispirazione per molti altri.

La locandina della mostra “C’era una volta Sergio Leone”

Info orari e biglietti

Orari: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti solo mostra:

  • € 11,00 biglietto intero
  • € 9,00 biglietto ridotto
  • € 4,00 biglietto speciale scuola ed alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni)
  • € 22,00 biglietto speciale Famiglie (2 adulti più figli al di sotto di 18 anni)

Biglietti integrati mostra + Museo dell’Ara Pacis:

  • € 17,00 intero non residenti – € 16,00 per residenti
  • € 13,00 ridotto non residenti – € 12,00 per residenti

Ingresso gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Eventi artistici 2020: tutte le mostre più importanti in Italia

Il 2020 sarà ricco di importanti mostre nelle principali città italiane. In primis bisogna ricorda quelle già inaugurate nel 2019 che rimarranno aperte ancora per i primi mesi dell’anno successivo.

A tal proposito c’è l’evento di Palazzo Zabarella a Padova. Qui si potrà assistere fino al 1 marzo ad oltre oltre 70 capolavori di Edgar Degas, Eugène Delacroix, Claude Monet, Pablo Picasso e Vincent van Gogh. La mostra Van Gogh, Monet e Degas porta per la prima volta in Italia una preziosa selezione di opere provenienti dalla Mellon Collection of French Art dal Virginia Museum of Arts.

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La locandina dell’evento di Padova.

Dal 12 Dicembre 2019 al 04 Maggio 2020 è aperta a Torino, presso Palazzo Madama, la mostra intitolata Andrea Mantegna. Rivivere l’antico costruire il moderno.

La rassegna presenta il percorso artistico del grande pittore, dai prodigiosi esordi giovanili al riconosciuto ruolo di artista di corte dei Gonzaga, articolato in sei sezioni che evidenziano momenti particolari della sua carriera e significativi aspetti dei suoi interessi e della sua personalità artistica, illustrando al tempo stesso alcuni temi meno indagati come il rapporto di Mantegna con l’architettura e con i letterati. 

Il costo del biglietto intero è di 15,00 € e il ridotto 13,00 €. Gratuito per minori di 6 anni, disabili e un accompagnatore.

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L’evento su Andrea Mantegna a Torino.

Sempre a Torino, ma questa volta presso i Musei Reali – Biblioteca Reale in piazza Castello 191, è già aperta la mostra Il tempio di Leonardo 1452-1519. L’evento rimarrà fruibile al pubblico fino alla data 8 marzo 2020.

Attraverso i preziosi materiali custoditi in Biblioteca, l’esposizione ripercorre oltre sessant’anni di storia italiana ed europea, un periodo di grande fermento culturale in cui si incrociarono accadimenti, destini e storie di grandi protagonisti del Rinascimento, da Michelangelo a Cristoforo Colombo, dal Savonarola a Cesare Borgia, dalla caduta dell’Impero Romano d’Oriente all’avvento del Protestantesimo e all’invenzione della stampa, eventi che mutarono per sempre il corso della storia.

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Biblioteca reale di Torino.

Il percorso si snoda nelle due sale al piano interrato della Biblioteca Reale: il primo caveau, la Sala Leonardo, accoglie una selezione di opere di artisti italiani contemporanei a Leonardo da Vinci, accanto al Codice sul volo degli uccelli. Nove disegni autografi del maestro vinciano accompagnano il celebre Autoritratto: è l’occasione per ammirare uno dei più noti capolavori della storia dell’arte dopo la recente esposizione Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro, progettata dai Musei Reali dal 15 aprile al 21 luglio scorso.

La seconda sala presenta manoscritti miniati, incunaboli, cinquecentine, preziose carte geografiche antiche, disegni e incisioni, affiancati da un ricco corredo didascalico, per illustrare i personaggi e i principali eventi storici occorsi durante la vita di Leonardo.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Dopo Caravaggio: il Seicento napoletano in mostra a Prato (info biglietti e orari)

Il Museo di Palazzo Pretorio a Prato ospita la mostra Dopo Caravaggio. Il Seicento napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito. L’esposizione può contare infatti su alcuni dipinti “mai visti” della Fondazione, oltre che sulle tele più suggestive del Seicento.

L’evento, inaugurato lo scorso 14 dicembre, sarà aperto fino al 13 aprile 2020.

L’obiettivo è quello di raccontare l’impatto determinante della pittura di Caravaggio sugli artisti della scuola napoletana nel XVII secolo. Non a caso il nome della mostra è “Dopo Caravaggio“.

La locandina della mostra

Il viaggio inizia con il naturalismo post caravaggesco, nelle diverse interpretazioni degli artisti napoletani, fino ad arrivare all’espressività pittorica del linguaggio barocco.

Informazioni utili

Biglietti: 10€ intero, 8€ ridotto (trenitalia, coop Firenze, soci Arci, Soci Touring, Soci FAI), 6 € (possessori voucher partecipazione EatPrato Winter), 4€ ridotto (Under 26).

Orari: dal lunedì al sabato 9.30-19.00; domenica 9.30-18.30.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

L’arte a Milano nel periodo festivo: da Filippino a Lippi De Pisis

Il periodo natalizio è una delle fasi dell’anno in cui meglio è possibile apprezzare gli eventi di natura artistica e culturale. Questo avviene soprattutto per la possibilità di fruire di un clima caldo e avvolgente, utile a garantire maggiore suggestione alla vista di opere e itinerari culturali.

Numerosi sono gli eventi che interessano tutto lo stivale da nord a sud. Di seguito abbiamo elencato quelli principali che riguardano Milano, una delle città che fungono da perno del settore culturale-turistico in Italia.

  • Palazzo Reale: sono in corso le tre mostre evento su De Chirico, Letizia Battaglia e la fondazione Tannhauser.
  • Museo del Novecento: la retrospettiva dedicata a De Pisis e quella ad Adriana Bisi Fabbri.
  • Gallerie d’Italia, in piazza Scala: esposizioni di Canova e Thorvaldsen, e di fianco, a Palazzo Marino, si può ammirare l’Annunciazione di Filippino Lippi (fino al 12 gennaio).
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Foto derivante dalle pubblicazioni ufficiali sull’evento di Canova.
  • Museo Diocesano: è presente un’Adorazione dei Magi di Artemisia Gentileschi.
  • Fondazione Praga: per gli amanti dell’arte contemporanea, “Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori” è un progetto espositivo concepito da Wes Anderson e Juman Malouf.
  •  Mudec: sono presenti le foto di Elliot Erwitt e la mostra dedicata al Giapponismo “Impressioni d’Oriente”.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Una banana da 120 mila dollari viene mangiata durante una performance

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Comedian (2019), Maurizio Cattelan.

Quella nella foto in alto è l’ultima opera dell’artista italiano Maurizio Cattelan, dal valore di 120 mila dollari. Dopo America, il water in oro 18 carati, l’artista italiano più pagato al mondo è tornato a stupire dopo quindici anni di assenza dalle fiere interazionali.

L’opera intitolata Comedian, come si può vedere, era composta da una vera banana attaccata al muro per mezzo di un nastro adesivo.

La composizione è stata esposta alla fiera dell’arte intitolata Art Basel di Miami Beach, nello stand del gallerista parigino Perottin.

Durante l’esposizione, un altro artista contemporaneo, David Datuna, ha inscenato una performance staccando il nastro e mangiando il frutto giallo.

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David Datuna durante la sua performance.

La sua performance è stata intitolata Hungry Artist, ovvero ”artista affamato”.

“Posso mangiare la banana e il concetto di banana solo perché sono un artista anche io. Rispetto Cattelan, lo adoro. Ma io sono un artista che mangia un altro artista”.

Queste sono state la parole di Datuna dopo aver mangiato la banana più costosa della storia. Ma l’aspetto più interessante della vicenda risiede nel fatto che il frutto è stato rimpiazzato subito nell’installazione, perché l’opera è stata pensata come rinnovabile e sostituibile. Il suo valore risiede nell’idea.

Infatti, dopo tutta questa vicenda ed un iniziale conflitto con un operatore dell’evento artistico di Miami, Datuna non verrà nemmeno denunciato. Si può affermare ironicamente che in questo caso il senso dell’arte ha salvato l’artista!

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Modigliani e l’avventura di Montparnasse: la mostra è aperta a Livorno

Il legame tra la figura di Amedeo Modigliani e la città di Livorno è sempre stato considerato emblematico. Lo scorso 12 luglio sono passati ben 135 anni da quando nel 1884 il celebre artista nacque proprio nella città toscana. Nonostante ciò, la carierà del pittore si è sviluppata a chilometri di distanza, ovvero a Parigi!

Ma non solo! In molti ricordano l’episodio del 1984 in cui sempre a Livorno furono rinvenute in un canale le sculture raffiguranti tre teste. Queste inizialmente vennero attribuite a Modì. Solo successivamente tre ragazzi livornesi uscirono allo scoperto, dimostrando che nulla era vero e che le opere erano state realizzate da loro con l’intento di fare uno scherzo. I tre sfruttarono la leggenda secondo cui nell’estate del 1909 Modigliani gettò nel Fosso Reale di Livorno, il canale situato di fronte al suo studio, alcune sculture da egli stesso realizzate, a causa dell’incomprensione mostrata dai suoi amici pittori del Caffè Pardi verso le sue opere.

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Amedeo Modigliani (Livorno, 12 luglio 1884 – Parigi, 24 gennaio 1920).

Livorno ama Modigliani e a dimostrazione di ciò la città ospita una nuova mostra, curata da Marc Restellini, aperta dal 07 Novembre 2019 al 16 Febbraio 2020 presso il Museo della città di Livorno in piazza del Luogo Pio.

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Anteprima della mostra.

L’apertura dell’evento è prevista dal martedì alla domenica, dalle ore 10:00 alle 19:00; la chiusura, invece, è programmata per tutti i lunedì, il 25 dicembre, e il 1° gennaio.

L’esposizione offre l’occasione di ammirare ben 14 dipinti e 12 disegni di Modigliani raramente esposti al pubblico.  

La mostra porta con se le testimonianze della vita che l’artista conduceva nei quartieri di Montparnasse e di Montmartre. Qui Modigliani aveva stretto amicizia con Guillaume ApollinaireChaïm SoutinePaul GuillaumeBlaise CendrarsAndrè Derain e Maurice Utrillo ed era da tutti ammirato per sua cultura il suo fascino e il suo carisma. Egli incantava per il suo talento geniale e l’approccio intransigente all’arte, per la sua bellezza e per la sua passionalità mediterranea. La sua vita era però anche prigioniera dell’alcol e delle droghe, Modigliani non si risparmiava e sfidava ogni giorno la morte cercando nell’arte una via di fuga al suo tragico destino.

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Anteprima della mostra.

Biglietti:
Intero: 15 euro.

Ridotto: 10 euro (minori di 18 anni e maggiori di 65).

Biglietto per gruppi scolastici di ogni ordine e grado: 5 euro per ciascun partecipante; i relativi insegnanti, nel numero massimo di 2 per classe, usufruiscono di biglietto gratuito.

Costo prevendita: 1 euro per  biglietti soggetti a vendita online, ad eccezione dei biglietti ridotti per gruppi scolastici da 5 euro che saranno soggetti a un costo di prevendita pari 50 centesimi.

Visita guidata in lingua italiana: 75 euro fino a un massimo di 25 persone. 

Cosimo Guarini per L’isola di Omero