Archivi categoria: Arte – Architettura

LA REGGIA DI VERSAILLES: IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI LUIGI XIV

La reggia di Versailles è una delle opere architettoniche più affascinanti e maestose visitabili nei dintorni di Parigi. Situata a 20 km dalla capitale, nella città di Versailles della regione dell’Ile-de-France ubicata più precisamente 19 km a sud-ovest di Parigi, nel dipartimento degli Yvelines di cui costituisce il capoluogo. È stata dichiarata, insieme al suo maestoso parco, patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1979 e questo dovrebbe far intuire quanto la fama di splendida attrazione da visitare, quando ci si reca in vacanza a Parigi, sia più che meritata trattandosi di uno tra i più bei palazzi del mondo. 

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Palazzo di Versailles.

La grandiosità della reggia di Versailles può anche essere dedotta dall’entità del personale che ci lavora, con varie mansioni: si contano ben 900 dipendenti dell’Ente pubblico incaricato della gestione del complesso architettonico con 400 guardie addette a sorvegliare un patrimonio artistico senza pari. 

La sua storia ha, come protagonista principale, il sovrano francese Luigi XIV – noto come il Re sole – che si interessò agli ingenti lavori di ampliamento e di ammodernamento che la riguardarono durante il suo regno, a partire dal 1661 e, dopo essere rimasto colpito appena tredicenne, dal castello di Versailles nel 1651 edificato su commissione da suo padre Luigi XIII per dimorare fuori Parigi durante le occasioni di caccia. La struttura moderna che Luigi XIV si trovò davanti agli occhi, da bambino, era diversa dalle vecchie residenze reali nelle quali egli aveva vissuto: quelle del Louvre, del Palais-Royal e delle Tuileries, fatiscenti in confronto ed ubicate nella capitale in cui il re non si sentiva molto a suo agio, troppo vicino al popolo rumoroso e poco amato e dove temeva che si annidassero traditori e possibili congiure. 

Luigi Xiv - Lessons - Tes Teach
Luigi XIV.

La Reggia di Versailles fu dimora dei sovrani francesi Luigi XIV, Luigi XV e Luigi XVI, ma non solo: fu anche luogo di incontro per la firma di importanti trattati quali quello che sancì l’indipendenza degli Stati Uniti nel 1783, quello che sancì l’unificazione del Secondo Reich nel 1871 e quello che sancì la fine della Prima Guerra Mondiale nel 1919, il noto Trattato di Versailles. La reggia fu anche sede militare strategica dell’esercito prussiano nel 1870, nel periodo della guerra franco-prussiana e fu teatro di un attentato da parte dei nazionalisti bretoni, nel 1978.

Nonostante il disappunto di diversi personaggi francesi del periodo, quali l’abile economista Jean-Baptiste Colbert, Luigi XIV concentrò la sua attenzione su Versailles come punto di riferimento per una dimora secondaria, alternativa a quella ufficiale, rimasta inizialmente al Louvre, su un luogo a lui molto caro, da utilizzare in special modo per dare feste e divertirsi. Il sovrano spese moltissimi soldi per rendere la reggia di Versailles sempre più grande e bella, suscitando così lamentele non solo per motivi economici ma anche per la mancanza di opportunità nel preferire un luogo periferico come Versailles, ritenuto da molti triste ed isolato, a quello centrale e signorile del Louvre. Luigi XIV manifestò l’intenzione di trasferirsi definitivamente a Versailles nel 1677. Visse in questa dimora con la sua corte, trasferitasi ufficialmente nel 1682, seguendo inizialmente una etichetta molto rigorosa ed articolata, che prevedeva svariati comportamenti formali del re e dei suoi cortigiani in maniera diversa. Le occasioni nelle quali tanta solennità veniva ostentata erano non solo quelle di feste e ricevimenti di ambasciatori, di nobili, di dame ecc. ma anche quelle della normale routine quotidiana.

La Galleria degli Specchi - La Reggia di Versailles
Galleria degli specchi.

Una delle sale più suggestive della reggia è la galleria degli Specchi, che risplende nella luce riflessa dai suoi tanti specchi e nella bellezza dei suoi stucchi e delle pitture di Le Brun. La grande Galleria esprime nella sua ricchezza il successo politico, economico ed artistico della Francia. Essa veniva utilizzata quotidianamente come luogo di passaggio, di attesa e di incontro ed era frequentata da cortigiani e da visitatori. 

La vita quotidiana a Versailles nei secoli XVII e XVIII: Rituali, intrighi, feste nella grande reggia di [Jacques Levron]
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Il Grand Trianon è una lussuosa e raffinata “dépendance” del palazzo di Versailles che il re Sole fece edificare all’interno nel parco dall’architetto Hardouin Mansart nel 1687, come rifugio dall’opprimente vita di corte e dolce ritrovo con la signora di Montespan. Impossibile non cedere al fascino di questo edificio dalle proporzioni eleganti ed intime, un piccolo palazzo di marmo rosa e di porfiro circondato da incantevoli giardini. Il Piccolo Trianon era il luogo preferito da Maria Antonietta che vi trovava un’oasi di tranquillità in cui poter vivere una vita semplice e lontano dai fasti e dalla tirannide dell’etichetta. Questa reggia in miniatura fu voluta da Madame de Pompadour nel 1760 come luogo atto a “disannoiare il re”. Il palazzo fu edificato su progetto dell’architetto Ange-Jacques Gabriel che ne fece un capolavoro di sobrietà ed eleganza. Tuttavia, è lo spirito di Maria Antonietta a regnare da queste parti. Il palazzo, infatti, le fu donato da Luigi XVI per potervi condurre una vita appartata, lontana dalle obbligazioni di corte.

Vaux Le Vicomte | Verde e Paesaggio
Giardini di Versailles.

Infine, il grande parco che si estende alle spalle della reggia rappresenta una delle maggiori ricchezze di Versailles. Dalla finestra centrale della galleria degli specchi, si dispiega un panorama incantevole, che dai piedi del palazzo si estende a perdita d’occhio attraverso una lunga prospettiva impreziosita dal lavoro dell’architetto André Le Nôtre: fontane con sculture eleganti, giochi d’acqua, aiuole e canali. Particolarmente originale è stata la creazione del Grand Canal lungo 1670 metri, che fece da sfondo a numerose feste e che ospitò persino delle imbarcazioni. Dal 1669, infatti, Luigi XIV fece navigare sul canale scialuppe e vascelli in miniatura e nel 1674, la Serenissima inviò al re Sole due gondole e quattro gondolieri che furono alloggiati negli edifici alla testa del Canale, che da quel momento furono chiamati Piccola Venezia. I lavori di sistemazione dei giardini cominciarono contemporaneamente alla costruzione del palazzo e durarono per circa quarant’anni, si trattò di un’opera gigantesca che necessitò del lavoro di migliaia di persone.

Alessia Amato per L’isola di Omero

PANTHEON: LA MERAVIGLIA MEGLIO CONSERVATA DELL’ ANTICA ROMA

Il Pantheon di Agrippa, chiamato anche comunemente Pantheon, è l’edificio meglio conservato dell’antica Roma.

La sua costruzione è stata eseguita al tempo di Adriano, nel 126 dC. Assume il nome di Agrippa per esser stato realizzato dove in precedenza (nel 27 a.C.) fu edificata la struttura primigenia, costruita da Marco Agrippa e distrutta da un incendio nel 80 dC.

La facciata rettangolare nasconde un’enorme cupola con un diametro maggiore di quello della Basilica di San Pietro. Si compone di 16 colonne in granito di 14 metri di altezza, su cui si trova l’iscrizione “M.AGRIPPA.LFCOS.TERTIVM.FECIT”, che significa “Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, nell’anno del suo terzo consolato”.

Pantheon di Agrippa - Orario, prezzo e ubicazione a Roma
La facciata con l’iscrizione su Agrippa.

Attualmente il Pantheon conserva ancora il suo pavimento in marmo originale e nelle cappelle interne, dove furono trovate le statue delle divinità, sono collocate delle cappelle con numerose opere d’arte.

A partire dal Rinascimento, tale struttura è stata utilizzata come sede dell’Accademia dei Virtuosi di Roma e come tomba di grandi italiani: tra i più famosi c’è sicuramente come Raffaello Sanzio di Urbino.

Pantheon, l'equilibrio difficile e necessario tra fede, turismo e ...
Il soffitto del Pantheon rappresenta la bellezza del suo interno.

Tra le curiosità odierne c’è da sottolineare che il Pantheon è un monumento storico, è ancora una chiesa dove si celebrano le messe e soprattutto i matrimoni.

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Si tratta indubbiamente di uno dei monumenti più conosciuti di Roma. L’ingresso è gratuito, e per visitarlo è possibile unirsi ad una visita di gruppo oppure prenotarne una privata con cui ci si potrà abilitare anche al tour di Castel Sant’Angelo, facilmente raggiungibile a piedi.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

MONT SAINT-MICHEL: L’AMORE RIUSCITO TRA UOMO E NATURA

Il Mont Saint-Michel è uno dei siti più visitati di tutta la Francia. Si trova lungo la costa settentrionale francese, nella regione della Bassa Normandia, al confine con la Bretagna.
Si tratta di un luogo incantato carico di storia millenaria e di leggende.


Grazie alla sua magnifica baia, al fascino del borgo medievale, alla maestosità dell’Abbazia e al meraviglioso spettacolo delle maree sigiziali, è conosciuto come la “Meraviglia dell’Occidente”.

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Mont Saint-Michel visto oggi.

Per la sua magnificenza, dal 1979 fa parte dei Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO.

Si tratta di uno dei pochi casi in cui lo spettacolo della natura e il lavoro dell’uomo si sono uniti perfettamente, sino a dar vita ad un’attrazione turistica e culturale che ogni anno attira moltissimi visitatori curiosi.

Vista del Mont Saint-Michel alla fine del X secolo (incisione del 1910 di Paul Gout).

La meravigliosità del luogo aumenta quando è possibile ammirare lo spettacolo visivo dell’alta marea. In questo caso, infatti, il perimetro che delimita i confini di Mont Saint-Michel viene a contatto con l’acqua fino ad assumere le sembianze di un isolotto.

Photos E-ticket for Abbey of Mont-Saint-Michel • Come to Paris
L’interno dell’Abbazia.

L’abbazia benedettina è l’elemento architettonico più caratteristico del sito. Essa fu edificata a partire dal X secolo con parti giustapposte che si sono sovrapposte le une alle altre negli stili che vanno dal carolingio al romanico al gotico flamboyant.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

I FORI IMPERIALI di ROMA: UNA BELLEZZA SENZA TEMPO

I Fori Imperiali di Roma rappresentano il centro nevralgico dell’attività politica della città antica. Nelle specifico sono composti da strutture ed edifici collocati insieme ad una serie di piazze monumentali edificate tra il 46 a.C. e il 113 d.C. Nella civiltà romana, il foro era il punto d’incontro ufficiale dei cittadini di tutti i territori della Repubblica e poi dell’Impero.

Foro di Cesare:

Tra queste strutture spicca il Foro di Cesare. Questa piazza, voluta da Giulio Cesare per motivi propagandistici, fu inaugurata nel 46 a.C. e terminata dall’imperatore Ottaviano Augusto. Cesare era tanto convinto dell’edificazione che acquistò in prima persona il terreno. La piazza presenta due portici sul lato est e ovest mentre in fondo troneggia il tempio dedicato a Venere Genitrice.

Foro di Cesare a Roma.jpg
Foro di Cesare.

Foro di Augusto:

Il Foro di Augusto, invece, fu realizzato per volere dell’imperatore Ottaviano Augusto, insieme al tempio di Marte Ultore (dal latino ”ultor” = vendicatore). Il tempio, inaugurato quaranta anni dopo, era stato promesso dall’imperatore in voto al dio in occasione della vittoria nella battaglia di Filippi (42 a.C.).

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Foro di Augusto.

La pianta del foro è ortogonale; sul versante nord si ergeva il tempio di Marte, appoggiato ad un muro (ancora oggi visibile) che divideva il foro dal quartiere popolare della Suburra

Il foro è alternato da ampie esedre, destinate a ospitare le attività dei tribunali. Ad arricchire l’area vi erano statue ispirate alla storia di Roma, di alcuni personaggi importanti per l’origine della città come Enea e Romolo.

esedra nell'Enciclopedia Treccani
Esempio di esedra.

Tempio della pace:

Nel 75 d.C. tra il Foro di Augusto e quello di Cesare sorge il Tempio della Pace, un luogo a pianta quadrata con le sembianze di un giardino-museo, con vasche d’acqua e basamenti per le statue.

Tempio della Pace - Wikipedia
Tempio della Pace.

L’area, distrutta da un incendio, fu ricostruita durante l’epoca severiana (III sec. d.C.) per ospitare la Forma Urbis Severiana, una pianta di Roma antica incisa su lastre di marmo giunta a noi solo in parte.
Fu Domiziano a realizzare una piazza per unificare lo spazio rimasto libero tra il Tempio della Pace e i Fori di Cesare e di Augusto.

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L’imperatore non riuscì a inaugurare la propria opera: morì nel 96 d.C., lasciando il trono a Nerva. Nacque così il Foro di Nerva con annesso il tempio di Minerva, protettrice dell’imperatore.  Il foro prese inoltre l’attributo di “transitorio” per la sua funzione di passaggio.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

LA TOMBA DI TUTANKHAMON: LA SPLENDIDA SEPOLTURA DEL SOVRANO FANCIULLO

Nell’articolo troverai:

1. Chi era Tutankhamon?

2. Informazioni sulla tomba.

3. Come ci si arriva (da Il Cairo)?

1. Chi era Tutankhamon?

Tutankhamon è stato un faraone egizio appartenente alla XVIII dinastia, durante il periodo della storia egiziana noto come Nuovo Regno o talvolta come impero.  Egli infatti ha vissuto tra il 1341 a.C. e il gennaio/febbraio 1323 a.C. 

Quando salì al trono era giovanissimo, aveva circa 9 anni. Nel 1º o 2º anno di regno, Tutankhaton, sposò Ankhesepaaton, il cui nome stava a significare ”Che lei possa vivere per Aton, il dio Sole.

Al momento delle nozze, la sposa aveva 12 o 13 anni ed era figlia di Akhenaton, conosciuto come il faraone eretico che radicalizzò il suo credo nel dio-sole come forza creatrice dell’universo.

Tutankhamon. Il fanciullo (Fanucci Editore) di [Valery Esperian]
Valery Esperian, TUTANKHAMON – IL FANCIULLO. Morto giovane, a soli diciotto anni, e senza eredi, il Faraone fanciullo passerà alla storia per il suo regno prospero ma brevissimo, e per le ineguagliabili ricchezze della sua tomba, su cui ancora oggi aleggia una misteriosa e affascinante superstizione. Clicca qui.

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2. La tomba:

La tomba di Tutankhamon è il luogo di sepoltura del giovane sovrano, situata nella Valle dei Re, ovvero la collocazione scelta per la conservazione dei corpi dei faraoni.

La sua scoperta avvenne il 4 novembre 1922 per merito dell’egittologo britannico Howard Carter. Al suo ritrovamento la struttura era praticamente intatta. Al suo interno c’era ancora la mummia del faraone, circondata da un ricco e luccicante corredo di oggetti funerari.

Alla scoperta della tomba di Tutankhamon
Immagine degli studi svolti in seguito alla scoperta della tomba.

Secondo le informazioni storiche, il faraone fanciullo morì a 18 anni, poco prima di compierne 19. Le analisi eseguite nel corso degli anni, insieme a quelle del DNA compiute nel 2009, hanno consentito di appurare che il sovrano soffriva di diverse malattie, alcune delle quali ereditarie, ma si è ritenuto che a nessuna di esse possa essere imputata la morte.

Politecnico: “Nessuna camera segreta nella tomba di Tutankhamon ...

Nel febbraio 2010 sulla rivista statunitense JAMA (Journal of the American Medical Association) sono stati pubblicati alcuni documenti secondo cui Tutankhamon era affetto dalla malattia di Köhler, a causa della quale era costretto a camminare appoggiandosi a un bastone. Nel corpo di Tutankhamon fu inoltre rilevata la presenza del parassita della malaria.

3. Come ci si arriva (da Il Cairo)?

Mappa dell’Egitto. In basso (in rosso) la collocazione della tomba. Nella parte in alto dell’immagine è facile visionare la posizione della capitale Il Cairo.

Partendo dalla capitale d’Egitto Il Cairo in direzione della Tomba bisogna sapere che non è possibile prendere mezzi pubblici su strada, come gli autobus, in quanto al momento non è previsto un servizio apposito.

Se si sceglie l’aereo, ci sono due voli diretti a settimana da Il Cairo a Luxor, per una durata di volo di 1 ora circa.

Con l’auto il tragitto è di 7 ore per una distanza da percorrere pari a 635 Km. Ripercorriamo di seguito i tratti salienti del percorso:

1. Prendi Asyuit Desert – Cairo Rd in direzione di Geish Rd a Asyut Desert.

2. Prendi ‫طريق الصعيد البحر الأحمر‬‎ e El Geesh – Souhag – Qena Rd in direzione di Al Hurghada – Qena/Qena – Safaga Rd/Strada 60M a Qena Desert

3. Segui Strada 60M e Qena – Luxor Rd in direzione di Rd Lead to Masaken Al Zelzal a Al Qarna Desert

4. Guida in direzione di Kings Valley Rd

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

BARCELLONA, PALAZZO DELLA MUSICA CATALANA: UN GIARDINO ARTIFICIALE

Il Palazzo della Musica Catalana di Barcellona, in lingua locale Palau de la Música Catalana”, è la sede dell’Orfeó Català, società corale della Catalogna.

Venne dichiarato Monumento Nazionale nel 1971, in quanto è un impressionante edificio, che non soltanto presenta un esterno affascinante, dotato di strani elementi architettonici, ma dispone anche di un interno sorprendente, con una magnifica sala dei concerti.

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In basso troverai:

1. Breve descrizione stilistica.

2. Orari di apertura.

3. Prezzo d’ingresso.

4. Come arrivarci.

5. Luoghi vicini.

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1. Breve descrizione stilistica:

Il Palau de la Música Catalana, manifesto del modernismo
Il Palazzo visto dall’esterno

Sul portone posto sulla facciata principale vi è un doppio colonnato che sorregge una ricca e complessa serie di archi e balconcini. La decorazione delle colonne è a mosaico a motivi floreali non casuali: una precisa ricostruzione della flora catalana è infatti la costante di tutte le decorazioni.

All’interno, la sala concerti è rettangolare con disposizione dei posti a sedere semi ellittica ed ha una particolarità unica al mondo: ha un lucernario a goccia ed ampie vetrate laterali che ne permettono l’utilizzo anche in assenza di luce artificiale.

L’interno del Palazzo della Musica.

La composizione delle vetrate tende a fornire al visitatore l’impressione di trovarsi in un giardino artificiale, in cui il lucernario rappresenterebbe il sole.

Il lucernario sul del soffitto del Palazzo.

Diaro dalla Catalogna di Andrea Lapponi è il racconto, quasi quotidiano, di Barcellona e del suo referendum indipendentista. Della vita che si intreccia con la politica, la magistratura, gli arresti, le cariche della polizia, il Parlamento chiuso e il processo concluso nel 2019. Clicca qui.

2. Orari di apertura:

Tutti i giorni dalle 10:00 alle 15:30 (luglio e agosto fino alle 18:00).

3. Prezzo per l’ingresso:

Adulti: 20€
Studenti: 11€
Over 65: 16€
Bambini minori di 10 anni: ingresso gratuito.

Visita guidata del Palau de la Música Catalana: 20€

Mappa di Barcellona con il posizionamento del Palazzo della Musica Catalana.

4. Come arrivarci con i trasporti?

Metro: Urquinaona, linee 1 e 4.
Autobus: linee V15, V17 e 45.

5. Luoghi vicini:

La Cattedrale di Barcellona (373 m)Museo Frederic Marès (387 m)Museo Plaça del Rei MUHBA (397 m)Plaça de Catalunya (463 m)Museo Europeo d’Arte Moderna (501 m)

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

ABU SIMBEL: LO SPLENDORE DEI TEMPLI SALVATI DI RAMSES II (IN EGITTO)

Abu Simbel è un sito archeologico egiziano formato da templi scavati nella roccia, uno dei quali è dedicato a Ramsés II e l’altro alla sua prima moglie Nefertari. La costruzione dei templi durò circa 20 anni, durante l’arco di tempo in cui il territorio fu sotto il controllo di Ramsés II (1279-1213 a.C).

Il Tempio di Ramses II:

Insieme alle Piramidi di Giza, una delle costruzioni più imponenti e spettacolari dell’Egitto si trova proprio ad Abu Simbel. Si tratta del Tempio di Ramses II, un autentico simbolo egiziano, con la sua colossale facciata formata da quattro statue alte 20 metri, direttamente scolpite nella roccia. Il sovrano è raffigurato con un gonnellino corto, un copricapo chiamato nemes, una doppia corona con cobra e una barba posticcia. Accanto alle gambe dei quattro colossi posti all’entrata delle struttura ci sono diverse statue in piedi più piccole che rappresentano alcuni familiari del faraone, tra cui la moglie Nefertari, la madre del faraone Mut-Tuy, i suoi figli e figlie. In cima alla facciata del tempio c’è consesso di 22 statue accovacciate di babbuini, la divinità animale votata ad accogliere il sole nascente.

Abu Simbel, un trasloco 'Faraonico' - Report - NAUTICA REPORT
Tempio di Ramses II.

L’interno del tempio non è meno sorprendente: si estende nella montagna per circa 65 metri. Il primo ambiente a è un atrio composto da otto pilastri, quattro per lato in cui Ramses II è raffigurato nelle sembianze del dio Osiride. L’area dell’atrio include immagini e geroglifici che descrivono la presunta vittoria di Ramses II nella battaglia di Qadesh che guidano il visitatore lungo un viaggio artistico e mistico, allo stesso tempo.

Le donne di casa Ramses:

Il tempio più piccolo di Abu Simbel mostra, al suo ingresso, quattro statue del faraone e due della sua sposa, Nefertari. La facciata contiene anche statue più piccole dei principi e delle principesse reali e, stranamente, le statue delle bambine sono più alte di quelle dei bambini, un segno, forse, che questo tempio renda omaggio a Nefertari e alle donne della casa di Ramses II. L’interno del tempio è più semplice di quello del grande tempio. Contiene sei pilastri che mostrano le raffigurazioni della dea Hathor. Sul muro di fondo della stanza sono stati realizzati dei rilievi che mostrano Nefertari nell’atto di essere incoronata dalle dee Hathor e Iside, indossando un copricapo che mostra il disco solare con piume tra le corna di vacca portati dalle stesse dee.

La scoperta del sito:

Giovanni Battista Belzoni | Fortunadrago.it
Gian Battista Belzoni (Padova, 5 novembre 1778 – Gwato, 3 dicembre 1823): esploratore, ingegnere e pioniere dell’archeologia italiano,.

Dopo l’abbandono dei templi, furono sommersi dalla sabbia e i grandi colossi gradualmente scomparvero nel deserto. Johann Ludwig Burckhardt notò l’esistenza del sito nel 1813 ma solo nel 1817, il grande Giovanni Battista Belzoni scoprì l’ingresso sepolto del grande tempio che, finalmente, vedeva nuovamente la luce.

I lavori per il mantenimento del sito:

Per evitare che fossero inondati dall’acqua durante la costruzione della diga di Assuan, i templi di Abu Simbel furono spostati tra il 1964 e 1968. Grazie all’aiuto dei fondi internazionali e di una perizia di un’equipe di ingeneri, furono smantellati e ricostruiti in un luogo più alto. Un’impresa di grande rilievo destinata a salvare un patrimonio dell’umanità che coinvolse oltre 2mila uomini; una sfida architettonica e ingegneristica unica nel suo genere alla quale presero parte alcune delle migliori aziende di costruzione al mondo dedicando la loro eccellenza al successo dell’operazione e dando vita ad una collaborazione internazionale rara per questo genere di opere; una scommessa vinta dalla comunità scientifica che credette fin dall’inizio al progetto.

Come ringraziamento per l’aiuto ricevuto, il governo egizio donò ai paesi che contribuirono a quest’opera di salvataggio alcuni dei monumenti che avrebbero rischiato la stessa sorte di Abu Simbel come il Tempio di Ellesija, donato all’Italia e conservato al Museo egizio di Torino, il Tempio di Debod a Madrid, il Tempio di Dendur a New York o la porta del Tempio di Kalabsha a Berlino.

Tempio rupestre di Ellesija - Wikipedia
Ricostruzione del Tempio di Ellesija, conservata presso il Museo Egizio di Torino.

Alessia Amato per L’isola di Omero

pantheon di parigi: LA MERAVIGLIA DEL QUARTIERE LATINO

Quando si usa il termine Pantheon spesso si pensa subito a quello italiano situato a Roma. Ma anche Parigi possiede una struttura simile, che ha un analogo nome e con una storia importante.

Ti trovi in vacanza nella capitale francese? Devi sapere che il V arrondissement, meglio noto come Quartiere Latino, ospita una struttura religiosa dedicata a Sainte-Geneviève, patrona della città e della polizia. Il Pantheon del resto è collocato proprio in cima alla collina che prende il nome della Santa.

Pantheon (Parigi) - Wikipedia
Il Pantheon visto dall’esterno.

La sua costruzione è iniziata nel 1756 per volontà di Luigi XV e venne completata nel 1789. Inizialmente fu progettato per diventare una chiesa, in quanto il sovrano aveva deciso i costruire l’edifico in seguito ad un voto effettuato per guarire da una malattia; successivamente prese le sembianze di un mausoleo che contiene le salme dei personaggi di rilievo della storia di Francia. Tra i nomi delle personalità di cultura i cui corpi sono conservati all’interno non si possono non ricordare Voltaire, Jean-Jacques Rousseau e Alexandre Dumas.

Interior Arches and Domes The Panthéon Paris France ...
Il Pantheon visto all’interno.

3. Come arrivarci?

Métro: linea 10 (stazione Cardinal Lemoine), linea 7 (stazione Jussieu) o RER B (stazione Luxembourg) – Bus : 21, 27, 38, 82, 84, 85, 89

Porzione della mappa di Parigi: In rosso il Pantheon, non lontano dai famosi Giardini di Lussemburgo e dal Centro Pompidou.

4. Orari di apertura:

Aprile-settembre dalle 10 alle 18:30, ottobre-marzo dalle 10 alle 18. Chiuso il 1 gennaio, il 1 maggio e il 25 dicembre.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

Il Codice di Hammurabi: la più antica raccolta di leggi scritte della storia

Era l’inverno fra il 1901 e il 1902 quando, fra le rovine della città di Susa (capitale dell’antico Elam), l’archeologo Jaques de Morgan scoprì una delle più antiche e vaste raccolte di leggi scritte: il Codice di Hammurabi.

Il re babilonese Hammurabi

Hammurabi fu il re di Babilonia, e regnò dal 1792 al 1750 a.C. . In seguito a varie vittorie estese l’impero dal golfo Persico, attraverso la valle del Tigri e dell’Eufrate, sino alle coste del mar Mediterraneo. Fece di Babilonia la capitale del regno e, dopo aver consolidato le sue conquiste, difese le frontiere e garantì la prosperità dell’impero.

Il Codice

Le 282 disposizioni furono scolpite con caratteri cuneiformi su una stele di diorite nera, alta più di 2 metri.

Alla sommità troviamo il re in piedi, che venera il dio della giustizia, seduto sul trono. Il dio porge ad Hammurabi il codice delle leggi, considerate appunto di origine sacre.

La consegna del Codice di Hammurabi

La lingua con cui è stato scritto è quella accadica, parlata in Mesopotamia.

Dopo il prologo iniziale, troviamo i 282 articoli che riguardano varie categorie sociali e di reati, che comprendono anche rapporti familiari, commerciali ed economici, edilizia, regole per l’amministrazione del regno e giustizia.

La struttura del Codice

  1. I processi (1-5).
  2. Alcuni reati contro il patrimonio (6-26).
  3. La scomparsa della persona fisica (27-32).
  4. Alcuni reati propri dei militari (33-36).
  5. I diritti reali (37-65).
  6. Disposizioni perdute (66-99).
  7. Alcune disposizioni su obbligazioni e contratti (100-126).
  8. La calunnia (127).
  9. Rapporti familiari (128-195).
  10. Alcuni reati contro la persona (196-214) (qui sono contenute le notissime disposizioni sulla legge del taglione, come le nn. 196 e 200 sulle lesioni agli occhi e ai denti).
  11. Altre disposizioni su obbligazioni e contratti (215-282).
Alcuni dettagli del Codice

La legge del taglione

Oltre all’organicità normativa, il Codice di Hammurabi deve la sua fama anche alla codificazione della cosiddetta legge del taglione.

Essa prevedeva che la vittima di un danno poteva infliggere all’autore dello stesso un danno in egual misura (il cosiddetto “occhio per occhio”). Ma questa disposizione era applicata con un’equità diversa rispetto a quella attualmente conosciuta.

La civiltà mesopotamica, infatti, era suddivisa in classi. Alla sommità della piramide sociale vi erano gli awilu (“uomini civilizzati”), cioè i nobili e coloro che esercitavano funzioni politiche e di governo. Seguivano i mushkenu (“coloro che si sottomettono”), uomini semiliberi e senza proprietà. Ultimi nella gerarchia erano i wardu, ossia schiavi e servitori, che potevano essere acquistati e venduti.

La gravità della pena era legata allo status sociale del responsabile.

Perché è così importante?

Si parla di una delle prime raccolte organiche di leggi a noi pervenute, che esplicita il concetto giuridico della conoscibilità e della presunzione di conoscenza della legge. Per la prima volta nella storia del diritto, i comportamenti sanzionabili e le pene corrispondenti vengono resi noti a tutti.

All’avanguardia rispetto ai tempi più moderni è la suddivisione del testo in articoli: ogni disposizione normativa del codice, infatti, è numerata, il che ne consente il richiamo in modo facile.

Dove si trova?

La stele costituisce uno dei gioielli della collezione di Antichità orientali del Museo del Louvre, a Parigi. Al Pergamonmuseum di Berlino, invece, ne troviamo una copia.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Èfeso: il sito archeologico più importante dell’Asia Minore

Èfeso è uno dei più grandi siti archeologici d’Asia, collocato nell’attuale Turchia approssimativamente fra le città di Smirne e Aydin. Importante e ricco centro commerciale, dal 29 a.C. divenne la capitale della provincia romana di Asia. Tra i resti della città sono famosi quelli del Teatro, del piccolo tempio di Adriano, della Biblioteca di Celso e dei numerosi stabilimenti di bagni pubblici. Ridotte a una singola colonna sono invece le testimonianze di quello che fu il più celebre monumento di Efeso, e secondo Pausania il più grande edificio del mondo antico: il Tempio di Artemide.

Vista del sito archeologico.

Cosa si può ammirare nel sito archeologico di Èfeso?

  • Terme di Vario.  Il primo l’edificio che s’incontrava durante l’ingresso in città.
  • Agorà superiore (Agorà civile). Con una pianta di 160 x 58 metri e circondata da importanti edifici politici. Il lato nord prevedeva una basilica e un edificio a tre navate dedicato ad Artemide, Augusto e Tiberio. A nord di questa basilica vi era un temenos con due tempietti dedicati a Roma e Cesare. Nella piazza fu costruito un tempietto dedicato al culto di Augusto. 
  • Acquedotto. Nella parte settentrionale del sito si intravedono sul suolo (alcune interrate, altre in superficie e altre ancora rotte) i resti dell’acquedotto costruito in terracotta che serviva l’intera città. Nei pressi dell’agorà superiore, a meno che siano state rimosse o riutilizzate, si può vedere un enorme ammasso di elementi che un tempo facevano parte del complesso sistema. 
  • Odeon (Teatro piccolo). Questo teatro minore era in grado di ospitare fino a circa 5.000 persone. A differenza del teatro maggiore, questo non veniva usato per spettacoli, bensì per riunioni. 
File:Odeón - Éfeso.jpg - Wikipedia
Odeon a Èfeso-
  • Asclepion. L’ospedale cittadino. Il serpente, simbolo dei dottori, è scolpito sulla pietra. 
  • Tempio di Domiziano. Eretto dallo stesso Domiziano ma successivamente distrutto dopo la sua morte. 
  • Fontana di Pollio
  • Monumento di Memmio
monumento di memmio | 5 Continenti in tasca
Monumento di Memmio.
  • Fontana di Traiano. Con l’imponente statua dell’omonimo imperatore e la scritta che recita: “L’ho conquistato tutto, ora il mondo è ai miei piedi“. 
  • Latrina degli uomini. Struttura rettangolare con sedili in marmo scolpiti per far sedere comodamente gli ospiti. 
  • Tempio di Adriano. Scolpito in stile corinzio e ricoperto di splendidi fregi. 
  • Case terrazzate (Yamaç Evleri). Bellissime case nobiliari attualmente in ristrutturazione. Le pareti sono piene di meravigliosi affreschi e mosaici. Per visitarli è necessario acquistare un secondo biglietto ad esse dedicato. 
  • Biblioteca di Celso. Uno dei simboli del sito. La facciata è stata interamente ricostruita recuperando anche le statue che l’adornano impreziosendola. Un tempo, con le sue circa 12.000 pergamene, era la terza biblioteca più grande del mondo, dopo quella di Alessandria d’Egitto e Pergamo
La Biblioteca di Celso - Efeso
Facciata della Biblioteca di Celso.
  • Agorà inferiore (Agorà commerciale). Un’area di 110 m² circondata di colonnati e dedicato al mercato tessile e alimentare. 
  • Teatro Grande. Mastodontica costruzione eretto dai romani nel primo secolo d.C. capace di ospitare fino a 25.000 persone. 
  • Via del Porto (Via Arcadia). Costruita dall’imperatore bizantino Arcadio, era la strada più elegante della città, con due file di colonne e lampade. Il sistema di fognature scorreva li fino al mare. C’è una colonna più alta di tutte le altre a simboleggiare dove un tempo iniziava il mare. 
  • Ginnasio di Vedio. Risalente al II secolo d.C. e dotato di palestre, piste di atletica, piscine, terme e latrine. 
  • Stadio. Risalente al II secolo d.C. e depredato delle sue pietre dai bizantini per costruire il castello sulla collina di Ayasuluk a Selçuk. 

Cosimo Guarini per L’isola di Omero