Archivi categoria: Arte – Architettura

L’ELICOTTERO INCISO NEL TEMPIO DI ABYDOS IN EGITTO: LE GRANDI SCOPERTE DELL’ANTICHITÀ

Il tempio di Seti I ad Abydos  è stato realizzato durante gli anni del Regno dell’omonimo faraone ( tra il 1324 a.C. circa e il  30 maggio 1279 a.C.).

La posizione geografica del Tempio.

Si è scoperto che sulla facciata del tempio era presente un’incisione che tradotta in italiano stava significare“Colui che respinge i nove nemici dell’Egitto” (ovviamente riferito a Seti I)In seguito la scritta fu rifatta da altri artisti durante il regno di Ramesse II e cambiata in: “Colui che protegge l’Egitto e rovescia i Paesi stranieri”. 

Egitto, scoperto un nuovo edificio ad Abydos
Il tempio di Seti I

Tra i geroglifici ordinari presenti all’interno, vi è un’incisione mostra quello che sembra essere un elicottero, insieme a aeroplani e a un sottomarino. In alcuni ambienti pseudoscientifici, questi geroglifici sono stati interpretati come una rappresentazione della tecnologia moderna nell’antichità, conoscenza forse data agli egiziani da entità extraterrestri.

Ma la maggior parte degli archeologi ritiene che le incisioni non siano nulla di insolito. I geroglifici che descrivono la “tecnologia moderna” sono probabilmente una pareidolia, o interpretazione errata. Nell’antico Egitto, era normale che i geroglifici venissero rifatti nel tempo, specialmente quando un nuovo faraone saliva al potere.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

IL GENIO DI MICHELANGELO E LE CAPPELLE MEDICEE

Le Cappelle Medicee, che si trovano dietro la Basilica di San Lorenzo, erano il luogo di sepoltura della famiglia Medici.

Oltre alla Cripta, fanno parte del complesso la Sagrestia Nuova che Michelangelo realizzò per ospitare le tombe di Lorenzo e Giuliano dei Medici, e la Cappella dei Principi, costruita a partire dall’inizio del Seicento come mausoleo della famiglia. 

La Sagrestia Nuova fu ideata da Michelangelo su un precedente impianto progettato da Giuliano da Sangallo, e fu voluta da Papa Leone X de’ Medici per accogliere le spoglie dei due magnifici, Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano, e dei duchi Giuliano duca di Nemours e Lorenzo duca di Urbino, rispettivamente figlio e nipote di Lorenzo il Magnifico.

Il Sepolcro di Lorenzo il Magnifico e del fratello Giuliano

Michelangelo iniziò i lavori nel 1520 e li portò avanti per 14 anni, fino alla sua partenza per Roma dove fu chiamato per costruire la Cupola di San Pietro. 

Per la realizzazione della Sagrestia Nuova, egli progettò un ambiente indipendente, simmetrico e speculare alla Sagrestia Vecchia; invece per le tombe, si decise di disporle addossate alle pareti con tombe singole per i duchi e doppie per i magnifici.

La Sagrestia Nuova

L’importanza della Sagrestia Nuova per il Rinascimento italiano risiede anche nella progettazione realizzata da un unico artista ed è per questo che l’ambiente si presenta come un integrato di architettura, scultura e decorazione in cui la luce svolge il ruolo di legame. Infatti, con l’apertura delle finestre nella parte alta della Sagrestia, Michelangelo ha permesso la produzione di due tipi di luce di cui una più costante, mentre l’altra cambia in modo evidente col trascorrere delle ore e a seconda del variare delle stagioni.

E così l’epopea di una famiglia viene immortalata per sempre in questa magnifica sintesi di architettura e scultura, due momenti che Michelangelo visse in un’indissolubile unità.

Rosa Araneo per L’isola di Omero

Il Battistero di Parma: la rappresentazione esemplare del passaggio tra due stili

Nei pressi di Piazza Duomo, vicino alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, sorge il Battistero di Parma, o Battistero di San Giovanni.

Le origini:

La struttura fu realizzata a partire dal 1196 da Benedetto Antelami, un architetto lombardo, come si evince dall’architrave del Portale Nord, dove egli stesso firmò la data di inizio dei lavori; essi terminarono presumibilmente intorno al 1270, in seguito alla consacrazione del Battistero. Altri dettagli, come i pinnacoli e alcuni archetti, videro la luce nei prima anni del 1300.

L’edificio è un misto di architettura gotica e romanica, rappresentando in modo esemplare il passaggio tra i due stili .

L’esterno:

Il Battistero ha una forma ottagonale, che simboleggia l’eternità. L’esterno è stato costruito in marmo rosa di Verona, e la superficie è decorata con uno schema molto articolato, fatto di pieni e vuoti che ritmano un effetto chiaroscurale.

La struttura è molto sviluppata in altezza, quasi come fosse una torre.

Piazza Duomo e il Battistero

I portali sono decorati da vari rilievi, tra i quali spiccano le lunette probabilmente create dallo stesso Antelami. Esse rappresentano l’Adorazione dei Magi, il Giudizio Universale e la Leggenda di Barlaam, tutti riconducibili alla salvezza mediante il battesimo, mentre all’interno le lunette degli stessi portali presentano altri episodi biblici, quali la Fuga in Egitto, la Presentazione al Tempio e Re Davide che suona l’arpa.

Al livello inferiore troviamo lo Zooforo, una serie di settantacinque formelle scolpite a bassorilievo dallo stesso architetto.

L’interno e la Cupola:

L’interno del Battistero.

All’interno l’edificio presenta presenta 16 arcate che vanno a formare delle nicchie, ognuna delle quali contiene un affresco dipinto tra il XIII ed il XIV, mentre la cupola rappresenta la parte più rilevante e costituisce un peculiare esempio di cupola ad ombrello: dall’apice nella chiave di volta si diramano sedici nervature disposte a raggiera.

La cupola è caratterizzata da cinque fasce: nella prima fascia le storie della vita di Abramo, nella seconda la storia di San Giovanni Battista, il Santo a cui è dedicato l’edificio, nella terza Gesù, Maria e San Giovanni Battista circondati da dodici figure di Re e Profeti, nella quarta gli Apostoli e gli Evangelisti, nella quinta le mura della Gerusalemme celeste, ed infine i cieli stellati del Paradiso, rosso come il colore dell’amore eterno.

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La cupola del Battistero.

Il Battistero è dedicato al rito del battesimo, per questo motivo al centro troviamo la doppia fonte battesimale, sempre di forma ottagonale.

Nella nicchia est, invece, è situato l’altare.

All’interno sono anche presenti alcune sculture in altorilievo conosciute come il Ciclo dei Mesi”, poiché rappresentano appunto i mesi e le stagioni dell’anno.

Simona Lamarmora per L’isola di Omero

Villa Pamphilij: Roma coronata da arte e natura

Racchiusa tra i tracciati romani di via Aurelia Antica, via della Nocetta e via Vitellia, Villa Doria Pamphilij, con i suoi 184 ettari, è il più grande parco storico romano oltre ad essere l’unica villa rimasta pressochè integra nella struttura.

Le sue origini sono legate alla famiglia di cui porta il nome e che in questo pezzo di campagna romana realizzò, a partire dall’XVII secolo, la propria residenza a partire dal Casino di famiglia, oggi sede di un museo dedicato alla villa.

Il Casino del Bel Respiro

Il complesso consta di tre parti: la pars urbana, comprensiva del Palazzo e dei giardini circostanti; la pars fructuaria, composta dal pineto; e la pars rustica, che viene considerata la parte della vera e propria tenuta agricola.

Innovativi sono i giardini che sono concepiti su due assi ortogonali, il primo perpendicolare rispetto all’acquedotto e il secondo parallelo, ottenendo così un’intersezione nel giardino più in basso e non più intorno al Palazzo.

Magnifico il Casino del Bel Respiro con il suo Giardino Segreto, abbellito da siepi tagliate in modo tale da formare disegni vari, così come l’Arco dei Quattro Venti, ma anche Palazzo Corsini e la Cappella, in stile neogotico, che sorgeva lì dove c’era la Fontana dei Delfini.

La natura della villa non è meno affascinante: qui si possono ammirare specie di elevato pregio naturalistico quali il Pino d’Aleppo, il Cedro del Libano e il Pioppo Nero.

In questa location la natura è a tratti selvaggia e custodisce anche interessanti testimonianze archeologiche, come una necropoli romana con due tombe di età augustea riccamente decorate con affreschi.

Nel 1975 i Pamphili vendettero la tenuta allo Stato italiano, che l’aprì al pubblico nel 1972.

Oggi Villa Pamphilij è attraversata da sentieri per fare jogging e disseminata di fontanelle, una vera oasi di pace nel cuore di Roma.

Rosa Araneo per L’isola di Omero

LA REGGIA DI VERSAILLES: IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI LUIGI XIV

La reggia di Versailles è una delle opere architettoniche più affascinanti e maestose visitabili nei dintorni di Parigi. Situata a 20 km dalla capitale, nella città di Versailles della regione dell’Ile-de-France ubicata più precisamente 19 km a sud-ovest di Parigi, nel dipartimento degli Yvelines di cui costituisce il capoluogo. È stata dichiarata, insieme al suo maestoso parco, patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1979 e questo dovrebbe far intuire quanto la fama di splendida attrazione da visitare, quando ci si reca in vacanza a Parigi, sia più che meritata trattandosi di uno tra i più bei palazzi del mondo. 

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Palazzo di Versailles.

La grandiosità della reggia di Versailles può anche essere dedotta dall’entità del personale che ci lavora, con varie mansioni: si contano ben 900 dipendenti dell’Ente pubblico incaricato della gestione del complesso architettonico con 400 guardie addette a sorvegliare un patrimonio artistico senza pari. 

La sua storia ha, come protagonista principale, il sovrano francese Luigi XIV – noto come il Re sole – che si interessò agli ingenti lavori di ampliamento e di ammodernamento che la riguardarono durante il suo regno, a partire dal 1661 e, dopo essere rimasto colpito appena tredicenne, dal castello di Versailles nel 1651 edificato su commissione da suo padre Luigi XIII per dimorare fuori Parigi durante le occasioni di caccia. La struttura moderna che Luigi XIV si trovò davanti agli occhi, da bambino, era diversa dalle vecchie residenze reali nelle quali egli aveva vissuto: quelle del Louvre, del Palais-Royal e delle Tuileries, fatiscenti in confronto ed ubicate nella capitale in cui il re non si sentiva molto a suo agio, troppo vicino al popolo rumoroso e poco amato e dove temeva che si annidassero traditori e possibili congiure. 

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Luigi XIV.

La Reggia di Versailles fu dimora dei sovrani francesi Luigi XIV, Luigi XV e Luigi XVI, ma non solo: fu anche luogo di incontro per la firma di importanti trattati quali quello che sancì l’indipendenza degli Stati Uniti nel 1783, quello che sancì l’unificazione del Secondo Reich nel 1871 e quello che sancì la fine della Prima Guerra Mondiale nel 1919, il noto Trattato di Versailles. La reggia fu anche sede militare strategica dell’esercito prussiano nel 1870, nel periodo della guerra franco-prussiana e fu teatro di un attentato da parte dei nazionalisti bretoni, nel 1978.

Nonostante il disappunto di diversi personaggi francesi del periodo, quali l’abile economista Jean-Baptiste Colbert, Luigi XIV concentrò la sua attenzione su Versailles come punto di riferimento per una dimora secondaria, alternativa a quella ufficiale, rimasta inizialmente al Louvre, su un luogo a lui molto caro, da utilizzare in special modo per dare feste e divertirsi. Il sovrano spese moltissimi soldi per rendere la reggia di Versailles sempre più grande e bella, suscitando così lamentele non solo per motivi economici ma anche per la mancanza di opportunità nel preferire un luogo periferico come Versailles, ritenuto da molti triste ed isolato, a quello centrale e signorile del Louvre. Luigi XIV manifestò l’intenzione di trasferirsi definitivamente a Versailles nel 1677. Visse in questa dimora con la sua corte, trasferitasi ufficialmente nel 1682, seguendo inizialmente una etichetta molto rigorosa ed articolata, che prevedeva svariati comportamenti formali del re e dei suoi cortigiani in maniera diversa. Le occasioni nelle quali tanta solennità veniva ostentata erano non solo quelle di feste e ricevimenti di ambasciatori, di nobili, di dame ecc. ma anche quelle della normale routine quotidiana.

La Galleria degli Specchi - La Reggia di Versailles
Galleria degli specchi.

Una delle sale più suggestive della reggia è la galleria degli Specchi, che risplende nella luce riflessa dai suoi tanti specchi e nella bellezza dei suoi stucchi e delle pitture di Le Brun. La grande Galleria esprime nella sua ricchezza il successo politico, economico ed artistico della Francia. Essa veniva utilizzata quotidianamente come luogo di passaggio, di attesa e di incontro ed era frequentata da cortigiani e da visitatori. 

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Il Grand Trianon è una lussuosa e raffinata “dépendance” del palazzo di Versailles che il re Sole fece edificare all’interno nel parco dall’architetto Hardouin Mansart nel 1687, come rifugio dall’opprimente vita di corte e dolce ritrovo con la signora di Montespan. Impossibile non cedere al fascino di questo edificio dalle proporzioni eleganti ed intime, un piccolo palazzo di marmo rosa e di porfiro circondato da incantevoli giardini. Il Piccolo Trianon era il luogo preferito da Maria Antonietta che vi trovava un’oasi di tranquillità in cui poter vivere una vita semplice e lontano dai fasti e dalla tirannide dell’etichetta. Questa reggia in miniatura fu voluta da Madame de Pompadour nel 1760 come luogo atto a “disannoiare il re”. Il palazzo fu edificato su progetto dell’architetto Ange-Jacques Gabriel che ne fece un capolavoro di sobrietà ed eleganza. Tuttavia, è lo spirito di Maria Antonietta a regnare da queste parti. Il palazzo, infatti, le fu donato da Luigi XVI per potervi condurre una vita appartata, lontana dalle obbligazioni di corte.

Vaux Le Vicomte | Verde e Paesaggio
Giardini di Versailles.

Infine, il grande parco che si estende alle spalle della reggia rappresenta una delle maggiori ricchezze di Versailles. Dalla finestra centrale della galleria degli specchi, si dispiega un panorama incantevole, che dai piedi del palazzo si estende a perdita d’occhio attraverso una lunga prospettiva impreziosita dal lavoro dell’architetto André Le Nôtre: fontane con sculture eleganti, giochi d’acqua, aiuole e canali. Particolarmente originale è stata la creazione del Grand Canal lungo 1670 metri, che fece da sfondo a numerose feste e che ospitò persino delle imbarcazioni. Dal 1669, infatti, Luigi XIV fece navigare sul canale scialuppe e vascelli in miniatura e nel 1674, la Serenissima inviò al re Sole due gondole e quattro gondolieri che furono alloggiati negli edifici alla testa del Canale, che da quel momento furono chiamati Piccola Venezia. I lavori di sistemazione dei giardini cominciarono contemporaneamente alla costruzione del palazzo e durarono per circa quarant’anni, si trattò di un’opera gigantesca che necessitò del lavoro di migliaia di persone.

Alessia Amato per L’isola di Omero

PANTHEON: LA MERAVIGLIA MEGLIO CONSERVATA DELL’ ANTICA ROMA

Il Pantheon di Agrippa, chiamato anche comunemente Pantheon, è l’edificio meglio conservato dell’antica Roma.

La sua costruzione è stata eseguita al tempo di Adriano, nel 126 dC. Assume il nome di Agrippa per esser stato realizzato dove in precedenza (nel 27 a.C.) fu edificata la struttura primigenia, costruita da Marco Agrippa e distrutta da un incendio nel 80 dC.

La facciata rettangolare nasconde un’enorme cupola con un diametro maggiore di quello della Basilica di San Pietro. Si compone di 16 colonne in granito di 14 metri di altezza, su cui si trova l’iscrizione “M.AGRIPPA.LFCOS.TERTIVM.FECIT”, che significa “Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, nell’anno del suo terzo consolato”.

Pantheon di Agrippa - Orario, prezzo e ubicazione a Roma
La facciata con l’iscrizione su Agrippa.

Attualmente il Pantheon conserva ancora il suo pavimento in marmo originale e nelle cappelle interne, dove furono trovate le statue delle divinità, sono collocate delle cappelle con numerose opere d’arte.

A partire dal Rinascimento, tale struttura è stata utilizzata come sede dell’Accademia dei Virtuosi di Roma e come tomba di grandi italiani: tra i più famosi c’è sicuramente come Raffaello Sanzio di Urbino.

Pantheon, l'equilibrio difficile e necessario tra fede, turismo e ...
Il soffitto del Pantheon rappresenta la bellezza del suo interno.

Tra le curiosità odierne c’è da sottolineare che il Pantheon è un monumento storico, è ancora una chiesa dove si celebrano le messe e soprattutto i matrimoni.

La guida Lonely Planet sulle bellezze di Roma.

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Si tratta indubbiamente di uno dei monumenti più conosciuti di Roma. L’ingresso è gratuito, e per visitarlo è possibile unirsi ad una visita di gruppo oppure prenotarne una privata con cui ci si potrà abilitare anche al tour di Castel Sant’Angelo, facilmente raggiungibile a piedi.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

MONT SAINT-MICHEL: L’AMORE RIUSCITO TRA UOMO E NATURA

Il Mont Saint-Michel è uno dei siti più visitati di tutta la Francia. Si trova lungo la costa settentrionale francese, nella regione della Bassa Normandia, al confine con la Bretagna.
Si tratta di un luogo incantato carico di storia millenaria e di leggende.


Grazie alla sua magnifica baia, al fascino del borgo medievale, alla maestosità dell’Abbazia e al meraviglioso spettacolo delle maree sigiziali, è conosciuto come la “Meraviglia dell’Occidente”.

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Mont Saint-Michel visto oggi.

Per la sua magnificenza, dal 1979 fa parte dei Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO.

Si tratta di uno dei pochi casi in cui lo spettacolo della natura e il lavoro dell’uomo si sono uniti perfettamente, sino a dar vita ad un’attrazione turistica e culturale che ogni anno attira moltissimi visitatori curiosi.

Vista del Mont Saint-Michel alla fine del X secolo (incisione del 1910 di Paul Gout).

La meravigliosità del luogo aumenta quando è possibile ammirare lo spettacolo visivo dell’alta marea. In questo caso, infatti, il perimetro che delimita i confini di Mont Saint-Michel viene a contatto con l’acqua fino ad assumere le sembianze di un isolotto.

Photos E-ticket for Abbey of Mont-Saint-Michel • Come to Paris
L’interno dell’Abbazia.

L’abbazia benedettina è l’elemento architettonico più caratteristico del sito. Essa fu edificata a partire dal X secolo con parti giustapposte che si sono sovrapposte le une alle altre negli stili che vanno dal carolingio al romanico al gotico flamboyant.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

I FORI IMPERIALI di ROMA: UNA BELLEZZA SENZA TEMPO

I Fori Imperiali di Roma rappresentano il centro nevralgico dell’attività politica della città antica. Nelle specifico sono composti da strutture ed edifici collocati insieme ad una serie di piazze monumentali edificate tra il 46 a.C. e il 113 d.C. Nella civiltà romana, il foro era il punto d’incontro ufficiale dei cittadini di tutti i territori della Repubblica e poi dell’Impero.

Foro di Cesare:

Tra queste strutture spicca il Foro di Cesare. Questa piazza, voluta da Giulio Cesare per motivi propagandistici, fu inaugurata nel 46 a.C. e terminata dall’imperatore Ottaviano Augusto. Cesare era tanto convinto dell’edificazione che acquistò in prima persona il terreno. La piazza presenta due portici sul lato est e ovest mentre in fondo troneggia il tempio dedicato a Venere Genitrice.

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Foro di Cesare.

Foro di Augusto:

Il Foro di Augusto, invece, fu realizzato per volere dell’imperatore Ottaviano Augusto, insieme al tempio di Marte Ultore (dal latino ”ultor” = vendicatore). Il tempio, inaugurato quaranta anni dopo, era stato promesso dall’imperatore in voto al dio in occasione della vittoria nella battaglia di Filippi (42 a.C.).

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Foro di Augusto.

La pianta del foro è ortogonale; sul versante nord si ergeva il tempio di Marte, appoggiato ad un muro (ancora oggi visibile) che divideva il foro dal quartiere popolare della Suburra

Il foro è alternato da ampie esedre, destinate a ospitare le attività dei tribunali. Ad arricchire l’area vi erano statue ispirate alla storia di Roma, di alcuni personaggi importanti per l’origine della città come Enea e Romolo.

esedra nell'Enciclopedia Treccani
Esempio di esedra.

Tempio della pace:

Nel 75 d.C. tra il Foro di Augusto e quello di Cesare sorge il Tempio della Pace, un luogo a pianta quadrata con le sembianze di un giardino-museo, con vasche d’acqua e basamenti per le statue.

Tempio della Pace - Wikipedia
Tempio della Pace.

L’area, distrutta da un incendio, fu ricostruita durante l’epoca severiana (III sec. d.C.) per ospitare la Forma Urbis Severiana, una pianta di Roma antica incisa su lastre di marmo giunta a noi solo in parte.
Fu Domiziano a realizzare una piazza per unificare lo spazio rimasto libero tra il Tempio della Pace e i Fori di Cesare e di Augusto.

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L’imperatore non riuscì a inaugurare la propria opera: morì nel 96 d.C., lasciando il trono a Nerva. Nacque così il Foro di Nerva con annesso il tempio di Minerva, protettrice dell’imperatore.  Il foro prese inoltre l’attributo di “transitorio” per la sua funzione di passaggio.

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

LA TOMBA DI TUTANKHAMON: LA SPLENDIDA SEPOLTURA DEL SOVRANO FANCIULLO

Nell’articolo troverai:

1. Chi era Tutankhamon?

2. Informazioni sulla tomba.

3. Come ci si arriva (da Il Cairo)?

1. Chi era Tutankhamon?

Tutankhamon è stato un faraone egizio appartenente alla XVIII dinastia, durante il periodo della storia egiziana noto come Nuovo Regno o talvolta come impero.  Egli infatti ha vissuto tra il 1341 a.C. e il gennaio/febbraio 1323 a.C. 

Quando salì al trono era giovanissimo, aveva circa 9 anni. Nel 1º o 2º anno di regno, Tutankhaton, sposò Ankhesepaaton, il cui nome stava a significare ”Che lei possa vivere per Aton, il dio Sole.

Al momento delle nozze, la sposa aveva 12 o 13 anni ed era figlia di Akhenaton, conosciuto come il faraone eretico che radicalizzò il suo credo nel dio-sole come forza creatrice dell’universo.

Tutankhamon. Il fanciullo (Fanucci Editore) di [Valery Esperian]
Valery Esperian, TUTANKHAMON – IL FANCIULLO. Morto giovane, a soli diciotto anni, e senza eredi, il Faraone fanciullo passerà alla storia per il suo regno prospero ma brevissimo, e per le ineguagliabili ricchezze della sua tomba, su cui ancora oggi aleggia una misteriosa e affascinante superstizione. Clicca qui.

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2. La tomba:

La tomba di Tutankhamon è il luogo di sepoltura del giovane sovrano, situata nella Valle dei Re, ovvero la collocazione scelta per la conservazione dei corpi dei faraoni.

La sua scoperta avvenne il 4 novembre 1922 per merito dell’egittologo britannico Howard Carter. Al suo ritrovamento la struttura era praticamente intatta. Al suo interno c’era ancora la mummia del faraone, circondata da un ricco e luccicante corredo di oggetti funerari.

Alla scoperta della tomba di Tutankhamon
Immagine degli studi svolti in seguito alla scoperta della tomba.

Secondo le informazioni storiche, il faraone fanciullo morì a 18 anni, poco prima di compierne 19. Le analisi eseguite nel corso degli anni, insieme a quelle del DNA compiute nel 2009, hanno consentito di appurare che il sovrano soffriva di diverse malattie, alcune delle quali ereditarie, ma si è ritenuto che a nessuna di esse possa essere imputata la morte.

Politecnico: “Nessuna camera segreta nella tomba di Tutankhamon ...

Nel febbraio 2010 sulla rivista statunitense JAMA (Journal of the American Medical Association) sono stati pubblicati alcuni documenti secondo cui Tutankhamon era affetto dalla malattia di Köhler, a causa della quale era costretto a camminare appoggiandosi a un bastone. Nel corpo di Tutankhamon fu inoltre rilevata la presenza del parassita della malaria.

3. Come ci si arriva (da Il Cairo)?

Mappa dell’Egitto. In basso (in rosso) la collocazione della tomba. Nella parte in alto dell’immagine è facile visionare la posizione della capitale Il Cairo.

Partendo dalla capitale d’Egitto Il Cairo in direzione della Tomba bisogna sapere che non è possibile prendere mezzi pubblici su strada, come gli autobus, in quanto al momento non è previsto un servizio apposito.

Se si sceglie l’aereo, ci sono due voli diretti a settimana da Il Cairo a Luxor, per una durata di volo di 1 ora circa.

Con l’auto il tragitto è di 7 ore per una distanza da percorrere pari a 635 Km. Ripercorriamo di seguito i tratti salienti del percorso:

1. Prendi Asyuit Desert – Cairo Rd in direzione di Geish Rd a Asyut Desert.

2. Prendi ‫طريق الصعيد البحر الأحمر‬‎ e El Geesh – Souhag – Qena Rd in direzione di Al Hurghada – Qena/Qena – Safaga Rd/Strada 60M a Qena Desert

3. Segui Strada 60M e Qena – Luxor Rd in direzione di Rd Lead to Masaken Al Zelzal a Al Qarna Desert

4. Guida in direzione di Kings Valley Rd

Cosimo Guarini per L’isola di Omero

BARCELLONA, PALAZZO DELLA MUSICA CATALANA: UN GIARDINO ARTIFICIALE

Il Palazzo della Musica Catalana di Barcellona, in lingua locale Palau de la Música Catalana”, è la sede dell’Orfeó Català, società corale della Catalogna.

Venne dichiarato Monumento Nazionale nel 1971, in quanto è un impressionante edificio, che non soltanto presenta un esterno affascinante, dotato di strani elementi architettonici, ma dispone anche di un interno sorprendente, con una magnifica sala dei concerti.

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In basso troverai:

1. Breve descrizione stilistica.

2. Orari di apertura.

3. Prezzo d’ingresso.

4. Come arrivarci.

5. Luoghi vicini.

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1. Breve descrizione stilistica:

Il Palau de la Música Catalana, manifesto del modernismo
Il Palazzo visto dall’esterno

Sul portone posto sulla facciata principale vi è un doppio colonnato che sorregge una ricca e complessa serie di archi e balconcini. La decorazione delle colonne è a mosaico a motivi floreali non casuali: una precisa ricostruzione della flora catalana è infatti la costante di tutte le decorazioni.

All’interno, la sala concerti è rettangolare con disposizione dei posti a sedere semi ellittica ed ha una particolarità unica al mondo: ha un lucernario a goccia ed ampie vetrate laterali che ne permettono l’utilizzo anche in assenza di luce artificiale.

L’interno del Palazzo della Musica.

La composizione delle vetrate tende a fornire al visitatore l’impressione di trovarsi in un giardino artificiale, in cui il lucernario rappresenterebbe il sole.

Il lucernario sul del soffitto del Palazzo.

Diaro dalla Catalogna di Andrea Lapponi è il racconto, quasi quotidiano, di Barcellona e del suo referendum indipendentista. Della vita che si intreccia con la politica, la magistratura, gli arresti, le cariche della polizia, il Parlamento chiuso e il processo concluso nel 2019. Clicca qui.

2. Orari di apertura:

Tutti i giorni dalle 10:00 alle 15:30 (luglio e agosto fino alle 18:00).

3. Prezzo per l’ingresso:

Adulti: 20€
Studenti: 11€
Over 65: 16€
Bambini minori di 10 anni: ingresso gratuito.

Visita guidata del Palau de la Música Catalana: 20€

Mappa di Barcellona con il posizionamento del Palazzo della Musica Catalana.

4. Come arrivarci con i trasporti?

Metro: Urquinaona, linee 1 e 4.
Autobus: linee V15, V17 e 45.

5. Luoghi vicini:

La Cattedrale di Barcellona (373 m)Museo Frederic Marès (387 m)Museo Plaça del Rei MUHBA (397 m)Plaça de Catalunya (463 m)Museo Europeo d’Arte Moderna (501 m)

Cosimo Guarini per L’isola di Omero