Amore e Psiche, l’attimo prima del bacio. La passione intensa dell’attesa

Amore e Psiche è un gruppo scultoreo realizzato da Antonio Canova tra il 1787 e il 1793. Attualmente è conservato presso il Louvre di Parigi.

In pochi sanno che esiste una seconda copia, esposta al Museo Ermitage di San Pietroburgo in Russia.

Cosa simboleggia l’opera?

Canova fissa nel marmo uno dei momenti più passionali descritti nell’Asino d’oro di Apuleio.
L’opera raffigura, con un erotismo sottile e raffinato, Amore e Psiche nell’attimo che precede il bacio, preannunciato dall’atteggiamento dei corpi e degli sguardi che si contemplano l’un l’altro con una dolcezza di pari intensità: le loro labbra, pur essendo estremamente vicine, non sono ancora unite. Cosa accade nei momenti precedenti ad un bacio?  Come agiscono i corpi? E la mente cosa pensa? L’autore cerca la risposta a queste domande realizzando due strutture che si intersecano con estrema naturalezza.

Cos’è la felicità? guadagnare denaro o vivere bene il proprio tempo?

Non si può nascondere l’importanza del denaro nella società moderna. Per elevare la propria vita e vivere serenamente serve un lavoro, ma ancor prima la gente oggi sembra in continua ricerca di soldi. Quest’ultimi, però, spesso sembrano non bastare mai.

Essi sono necessari per comprare beni di prima necessità, così come per elevare la propria vita, acquistare una casa, e dar vita ad una famiglia.

A volte anche lavorando da anni e anni non si riescono a raggiungere i propri obiettivi perché il denaro non basta mai.

E se nell’attesa del denaro il tempo dovesse finirsi?

Forse finiremmo per rimpiangere il tempo non vissuto. Ovviamente non esistono discorsi assolutistici. Ogni individuo possiede una propria indole ed un carattere ben definito che lo indirizza nelle scelte di vita.

Spesso siamo attratti dalle immagini che appaiono sui media di milionari che spendono le proprie ricchezze nel lusso! Ma perché?

La ricchezza può essere un valore aggiunto qualora sia davvero il frutto di fatica e di merito. Anche quando si prendono in considerazione fortunati ereditieri bisogna ricordarsi che la loro fortuna deriva sempre dal lavoro di qualcun altro, ed in quanto tale esso (il lavoro) va rispettato. Noi non ammiriamo, non invidiamo o non proviamo qualsiasi tipo di sentimento per la loro felicità. Del resto siamo sicuri che essi colgano il vero senso della felicità? Noi osserviamo esclusivamente la loro notorietà, o forse ce la fanno solo osservare in Tv o sui social.

La verità su cui tutti possiamo trovare un punto d’incontro è che la felicità non costa nulla. Il bello è proprio questo, che è alla portata di tutti.

The Castle: l’opera d’arte che mostra la forza della cultura

The Castle è un’installazione contemporanea ideata da Jorge Méndez Blake nel 2007. L’artista messicano ha voluto rendere l’idea di come la cultura possa sorreggere muri apparentemente invalicabili.

L’opera prende il nome dall’omonimo libro di Kafka, e pare come un’omaggio allo stesso autore praghese. È proprio una copia del testo pubblicato per la prima volta nel 1926 ad essere utilizzata come sostegno per i mattoni.

Un muro può voler dire emarginazione, divisione, distanza. È la raffigurazione più dura e concreta della contemporaneità. Forse basterebbe saper muovere le pagine giuste per poterlo sgretolare e costruirne un altro pieno di sillabe di pace.

L’opera di Jorge Méndez Blake vista frontalmente

La Sala dei Giganti: gli affreschi imponenti di Giulio Romano a Mantova

La Sala dei Giganti è un ambiente collocato presso Palazzo Te a Mantova. Ornata da affreschi imponenti, essa rappresenta sicuramente una delle opere più significative per l’autore, il pittore Giulio Romano. Quest’ultimo realizzò le decorazioni durante un intervallo di tempo che va dal 1532 al 1535.

La narrazione descritta dal Romano tratta l’episodio della Caduta dei Giganti, proveniente dalle Metamorfosi di Ovidio. Il pittore nasconde gli stacchi tra i piani orizzontale e verticale: smussa gli angoli tra le pareti e la volta. Realizza un pavimento, oggi perduto, costituito da un mosaico di ciottoli di fiume che prosegue, dipinto, alla base delle pareti. Con questo stupefacente artificio unitario e illusionistico, l’artista intende catapultare lo spettatore nel vivo dell’evento in atto, per produrre in lui stupore e sensazione di straniamento.

La Cupola della Sala

La scena rappresenta il momento in cui dal cielo si scatena la vendetta divina nei confronti degli sciagurati giganti che, dalla piana greca di Flegra, tentano il vano assalto all’Olimpo, sovrapponendo al massiccio dell’Ossa il monte Pelio. Giove, rappresentato sulla volta con in pugno i fulmini, abbandonato il trono, scende sulle nuvole sottostanti, chiama a sé l’assemblea degli immortali e, assistito da Giunone, punisce i ribelli: alcuni dei giganti vengono travolti dal precipitare della montagna, altri sono investiti da impetuosi corsi d’acqua, altri ancora vengono abbattuti dal crollo di un edificio. La scena, in origine, era resa ancora più drammatica dal bagliore delle fiamme prodotte da un camino realizzato sulla parete tra le finestre. Il pavimento, ideato da Paolo Pozzo, risale al secondo Settecento.

Ballo a Bougival: i migliori dipinti visibili negli Stati Uniti

Ballo a Bougival è un dipinto realizzato da Pierre-Auguste Renoir nel 1883. Esso è conservato presso il Museum of Fine Arts di Boston, che lo acquistò nel 1937 per una cifra di 150.000 dollari.

Nell’olio su tela di 181 x 98 cm sono raffigurati Suzanne Valadon, pittrice e circense francese, e Paul Auguste Llhote. I due sono intenti in una danza passionale nelle vicinanze di un caffè all’aperto del sobborgo parigino di Bougival, sui margini della Senna

dance at bougival

Era tipico, per i pittori impressionisti, raffigurare scene di vita mondana dei parigini di fine Ottocento. Renoir, che è stato essenzialmente un figure painter, usò colori molto vivaci e seducenti per evidenziare quel senso di piacere provato dalla coppia che danza, e che domina l’opera. Il volto della donna, dai capelli rossi incorniciati dal cappellino vermiglio, attira l’attenzione dell’osservatore su entrambi i personaggi raffigurati.

Il quadro vanta una serie infinita di passaggi di mano, nonché di trasferimenti dall’Europa agli Stati Uniti, già durante la sua realizzazione da parte dell’artista. Depositato il 16 aprile 1883 a Parigi, fu restituito all’artista il 22 novembre 1884 che finì l’opera per essere spedita a New York da parte del commerciante d’arte Durand-Ruel, il 19 febbraio 1886. Il 22 novembre dello stesso anno, il quadro fu venduto a M.me Hittbrunner, che lo rivendette allo stesso Durand-Ruel il 25 agosto del 1891, facendo ritorno a Parigi.

La Cattedrale di Palermo: tappa ideale per un viaggio alla scoperta di più anime


La Cattedrale di Palermo racchiude in se l’essenza di più anime. Prima fu una basilica paleocristiana, poi divenne una moschea, in seguito alla lunga dominazione araba; infine si è affermata come chiesa con l’avvento dei Normanni. L’architetto della corte di Carlo di Borbone, Ferdinando Fuga, a metà Settecento attribuì alla struttura uno stile neo-classico. Nonostante ciò, esistono tutt’ora segni che testimoniano la presenza di precedenti stili: in particolare nell’abside maggiore (arabo-normanno), nel portale principale d’ingresso (gotico) e, ancora, nella cupola (barocco).

Orari di apertura al pubblico:
>> lunedì-sabato ore 7:00/19:00
>> domenica e festivi ore 8:00/13:00 e 16:00/19:00
Ingresso libero

Orari Area monumentale (Tombe reali, Tesoro, Cripta):
>> lunedì-sabato ore 9:30/17:30

Orari Tetti della Cattedrale:
>> tutti i giorni 9:00/17:00

Biglietto per tutta l’area (tesoro–cripta, tombe e tetti):
Adulti 7,00 €uro
Ragazzi (11-17 anni) 5,00 €uro

Viaggiando nel nord Europa: Le capitali di ghiaccio.Copenaghen e le sue bellezze. Ecco cosa vedere

I Paesi dell’Europa settentrionale, si sa, assumono sempre un fascino legato ai colori gelidi. Sono proprio queste tonalità a fornire l’elemento caratteristico che ogni anno spinge milioni di visitatori a recarsi presso le capitali più fredde d’Europa. Fra queste, quella che ha preso maggiormente piede negli ultimi anni è Copenaghen. La prima città danese, tra l’altro, risulta essere anche ben collegata con l’italia.
La scultura raffigurante una piccola Sirenetta seduta su uno scoglio ad ammirare il mare, è senza dubbio l’attrazione turistica più famosa di tutta la Danimarca. Essa è facilissima da trovate perché è stata posizionata sul lungomare cittadino, proprio in prossimità dell’ingresso al porto. Nel 1909 fu commissionata da Carl Jacobs (conosciutissimo per esser stato il proprietario della
‘Carlsberg’ , la nota azienda produttrice di birra) allo scultore Edvard Eriksen, così da consentire l’abbellimento del porto della città.

La seconda attrazione fruibile a Copenaghen è il Castello di Rosenborg (nella foto in alto), oggi sede delle Danske Kongers Kronologiske Samling, il Museo della Collezioni Reali Danesi: qui sono conservati i gioielli della Corona raccolti dal 1500 al 1900.

Un altro edificio storico è il  Christiansborg Slot (nella foto in basso), ovvero palazzo reale di Copenaghen. Posto sull’isoletta di Slotsholmen, nel centro storico, attualmente è sede del parlamento danese, nonché degli uffici del primo ministro e della suprema corte di Danimarca.

Viaggiare in Puglia: il Barocco in pillole. La città di Nardò

Nardò è una delle cittadine del Salento che si distinguono per l’importante presenza dell’architettura barocca. Sono state soprattutto delle maestranze tarantine a prestare il loro servizio nella città nel primo Seicento. In seguito si testimonia il lavoro svolto dall’architetto napoletano Ferdinando San Felice, a cui sono state attribuite diverse opere barocche nel centro storico. A contribuire all’utilizzo di questo stile arzigogolato e imprevedibile c’è stata la rifondazione di molti edifici avvenuta in seguito al terremoto nell’anno 1743. Per la ricostruzione gli architetti della vicina Copertino, Preite e De Angelis, furono incaricati di progettare da capo le facciate di due Istituti Religiosi: la chiesa di Santa Teresa e la chiesa di San Giuseppe.

Attualmente, facendo ingresso nel centro storico di Nardò, si rimane colpiti per la presenza dello stile Barocco fra gli scorci più antichi dell’urbe: in particolare, da Piazza Salandra  si possono ammirare la Chiesa di San Trifone, la Chiesa di Sant’Antonio, la Chiesa di San Domenico e il monumento dell’Osanna. Quest’ultimo (riportato in foto) è un monumento a forma ottagonale realizzato in pietra leccese, ed ultimato nel 1603.
Nel corso del Novecento è stato scoperto che la colonna centrale che lo compone era preesistente; essa probabilmente veniva utilizzata per scopi religiosi e commemorazioni, come avveniva con gli antichi ”menhir”. Per evitare l’attribuzione di riferimenti pagani, la colonna fu “cristianizzata” incorporandola in un monumento che inneggia alla forza e alla cristianità.

Taranto città d’arte: i tesori spendenti della Magna Grecia

A fine gennaio 2019 Taranto è stata inserita nell’elenco delle città d’arte italiane.  Un riconoscimento che trova le sue fondamenta soprattutto per la presenza di numerosi pezzi archeologici pregiati conservati presso il MARTA (Museo Archeologico Nazionale di Taranto).

Proprio al MARTA il 29 luglio 2016 è stato inaugurato un nuovo modello espositivo in cui si cerca di ripercorrere fedelmente la storia della civiltà paleolitica fino al IV sec. a.C.

Ovviamente il percorso per i visitatori offre un focus sul territorio pugliese ed in particolar modo sulla zona tarantina.

Biglietto d’ingresso al MARTA : 8,00 euro; con riduzione: 4,00 euro

Giorni e orario apertura:  Dal Lunedì alla Domenica dalle 8.30 alle 19.30 (chiusura cassa ore 19,00);
Indirizzo: via Cavour, 10  – Taranto

Eracle di Lisippo – MARTA, Taranto

Firenze: Musica e teatri a un euro per i giovani.

Il Comune di Firenze ha programmato un’iniziativa mirata ad avvicinare i più giovani alla cultura e alle arti. In particolare sono coinvolti i giovani con età compresa dai 18 ai 25 anni; essi, tutti i Venerdì, potranno fare accesso agli eventi del Maggio Musicale, ed al Teatro Verdi (in previsione degli spettacoli dell’Orchestra Toscana) al costo simbolico di 1,00 euro. Di seguito sono proposte entrambe le programmazioni.

Maggio Musicale Fiorentino

Venerdì 1 febbraio ore 20.00: M° Zarpellon (Ciclo Mozart) Teatro Goldoni
Venerdì 8 febbraio ore 15.30: Prova Antegenerale Cavalleria Rusticana/Un mari à la Porte
Venerdì 15 febbraio ore 20 : Prova d’insieme M° Chauhan
Venerdì 22 febbraio ore 20 : Madama Butterfly
Venerdì 1 marzo ore 20: Concerto M° Luisi Ciclo Mahler
Venerdì 8 marzo ore 20: Concerto M° Anna Rakitina
Venerdì 15 marzo ore 15.30: Prova Antegenerale La Clemenza di Tito
Venerdì 22 marzo ore 20: La Clemenza di Tito
Venerdì 5 aprile ore 20.00: La Leggenda dell’Olandese Volante

Orchestra della Toscana

giovedì 7 febbraio 2019 ore 21.00 | GIORDANO BELLINCAMPI direttore | PIETRO DE MARIA pianoforte
giovedì 14 febbraio 2019 ore 21.00 | EDUARDO STRAUSSER direttore | JAN LISIECKI pianoforte 
martedì 26 febbraio 2019 ore 21.00 | FEDERICO MARIA SARDELLI direttore | ERICA PICCOTTI violoncello
martedì 5 marzo 2019 ore 21.00 | Concerto di Carnevale DANIELE RUSTIONI direttore | FRANCESCA DEGO violino
giovedì 28 marzo 2019 ore 21.00 | NIKLAS BENJAMIN HOFFMANN direttore | ALEXANDER MALOFEEV pianoforte
giovedì 4 aprile 2019 ore 21.00 | MAXIME PASCAL direttore | PEPPE SERVILLO voce recitante
mercoledì 17 aprile 2019 ore 21.00 | Concerto di Pasqua MARKUS STENZ direttore | MICHELE MARELLI corno di bassetto
mercoledì 8 maggio 2019 ore 21.00 | MARIO BRUNELLO direttore e violoncello 
giovedì 16 maggio 2019 ore 21.00 | DANIELE RUSTIONI direttore | EDGAR MOREAU violoncello



“Cambiano cielo, non animo, coloro che corrono al di là del mare”.