Nel corso degli ultimi giorni, si sono intensificate le proteste in merito alla morte – in Iran – di Masha Amini e Hadis Najafi. La prima era una giovane donna, deceduta a seguito di un arresto della “polizia morale”. La sua colpa? Quella di non aver indossato il velo “in modo corretto”. La fuoriuscita di poche ciocche di capelli dallo hijab – con ogni probabilità – seppur con la smentita delle autorità locali, avrebbe causato la scomparsa della ventiduenne.

Hadis, invece, è stata colpita da una fucilata in faccia per essere scesa in strada a protestare contro quanto accaduto a Mahsa.

Di seguito vengono messe in luce alcune iniziative – e diversi artisti – che hanno manifestato vicinanza alle donne in Iran.

La voce degli artisti

In alto – messa in evidenza nell’articolo – è presente l’illustrazione dell’artista asiatica Badiucao, condivisa pochi giorni fa su instagram.

La fumettista ed attivista cinese, per l’occasione, ha scritto anche un messaggio: “Freedom for Iranian Women”, ovvero “Libertà per le donne iraniane”. Tanto semplice e concisto quanto diretto.

In basso, invece, c’è un’immagine prodotta da Marjanne Satrapi. L’autrice del noto fumetto Persepolis, ha rilasciato un’intervista all’emittente PBS; in questa occasione ha richiesto il “cambiamento di sistema e regime” nel Paese islamico.

Illustrazione di Marjanne Satrapi.

Lo street artist francese JR, invece, ha pubblicato un comunicato in inglese.

“Nel 2009 ho realizzato un progetto chiamato Women Are Heroes.Sono andato in diversi paesi del mondo per incontrare donne coraggiose e far viaggiare le loro storie. Non sono andato in Iran perché non potevo. Nei commenti dei miei post precedenti mi è stato chiesto di dare un’eco alla rivendicazione della libertà delle donne iraniane. Ho scelto questa immagine di capelli tagliati come bandiera, di Edith Dekyndt. La dice lunga sul coraggio, la creatività e la determinazione delle donne iraniane.Con un pensiero speciale per Mahsa Amini e tutte quelle donne che hanno dato la vita per difendere la propria libertà…”.

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JR, foto instagram

Musei ed eventi per l’Iran

La Triennale di Milano ha lanciato una “pacifica protesta contro gli omicidi e le violenze che stanno avvenendo in Iran”. Questa consiste nel lasciare una ciocca di capelli legata con un filo di corda in un contenitore posto nell’atrio del Palazzo dell’arte. Le ciocche pervenute verranno consegnate al Consolato Generale della Repubblica Islamica dell’Iran.

Infine, tra i messaggi pervenuti dall’estero ha avuto risonanza quanto scritto dalla Next Street Gallery di Parigi: “Mandare amore e sostegno al popolo iraniano, si tratta di libertà e diritti civili. Si tratta di avere la scelta. Si tratta di libertà di espressione per le donne”.