Circa 12 mesi fa si consumava una delle pagine più drammatiche della storia dell’Occidente. La “fuga” delle forze Nato dall’Afghanistan, ha consegnato – di fatto – il Pese mediorientale nelle mani dei talebani.

Diritti, conquiste, e tutti i passi in avanti svolti nel corso di vent’anni di guerra – sanguinosi, duri, talvolta incomprensibili – sono svaniti, “sciolti spietatamente” come neve al sole.

Un anno fa la socità era ancora disorientata dall’arrivo – inaspettato – della pandemia e non si poteva prevedere – almeno per noi comuni cittadini – lo scoppio di una guerra a solo un’ora e mezza di aereo dall’Italia.

Succede il finimondo, eppure tutto sembra così volatile.

Ma di cosa ci stupiamo? I media ed ora anche i politici, a causa delle imminenti elezioni nazionali, non parlano più dell’Ucraina o della Russia. Non lo fanno anche se a partire dallo scorso febbraio fino all’arrivo dell’estate non si è fatto altro che trattare questo tema. Ora tutto è svanito, come se il conflitto fosse passato, ma – purtroppo – sappiamo bene che non è così.

Lo stesso vale per “la questione afghana”, che al confronto sembra essere accaduta vent’anni fa. Invece, una recente denuncia Intersos (nota organizzazione umanitaria non governativa italiana) ha sottolineato che nel Paese sette milioni di persone vivono attualmente sull’orlo della fame; mancano le strutture e il personale sanitario; i prezzi dei beni di prima necessità sono aumentati del 40% dallo scorso agosto, la moneta ha drasticamente perso valore rispetto al dollaro e la crisi di liquidità, insieme al taglio dei fondi internazionali sta rendendo più difficile l’arrivo gli aiuti umanitari.

In entrambe le situazioni – Afghanistan e guerra dell’est Europa – a discutere è stato anche chi non ha mai capito nulla della politica internazionale. Ora, invece, tutto il mondo sta zitto, all’unisono, in un silenzio assordante.

L’anno scorso ci si chiedeva cosa sarebbe successo con il ritorno dei talabani al potere in Afghanistan. Domanda al quanto retorica e dalla risposta scontata. E’ uno dei classici quesiti che ci si fanno quando le situazioni avvengono a scelte già fatte. Bisogna solo trovare il modo giusto per raccontare al mondo. Tanto poi la gente dimentica in fretta, e tutto corre veloce.