A cura di Alessia Amato

“Avete mai pensato al paesaggio come ad una scultura?” Nell’ottobre del 2017, Edoardo Tresoldi, apre così il suo discorso Materia Assente sul palco del TEDX Bologna. Lo stesso anno, la rivista Forbes, lo annovera tra gli artisti europei under 30 più influenti. Ma chi è questo giovane scultore che in pochi anni è divenuto un’istituzione nel mondo dell’arte?

Chi è Edoardo Tremoli?

Classe 1987, è uno scenografo ed artista milanese che crea stupefacenti sculture trasformando comuni materiali industriali in preziosi elementi artigianali. È la voce della Materia Assente: nel dare forma ed espressione al silenzio, all’assenza e alla trasparenza si è avvalso dell’uso della rete metallica fin dagli esordi. Un tipo di materiale resistente e delicato al tempo stesso, capace di mimetizzarsi e di fondersi con lo spazio circostante senza invaderlo. Egli ricrea il paesaggio. Lo studio della trasparenza lo ha portato a sfruttare questo mezzo per condividere con lo spettatore il dialogo tra la figura e l’ambiente circostante in un modo nuovo. Il mondo che emerge dalle sue mani racconta ciò che non si vede attraverso i vuoti volutamente lasciati nelle installazioni come morbida argilla. 

Foto: OPERA a Reggio Calabria. Immagine presente sul profilo facebook di Edoardo Tresoldi (11 marzo 2021), ph. Il Conte Photography

“C’è una linea sottile che separa cielo e mare, che delimita la nostra vita dal mondo dei pensieri: è la linea dell’orizzonte, forma e racconto del rapporto tra l’uomo e lo spazio”

Edoardo Tresoldi si può considerare un’inarrestabile sperimentatore. Ha realizzato moltissime opere che trovano il loro centro nel rapporto tra la materia ed il tempo inaugurando una nuova fase nella vita di un’opera architettonica: all’abbandono e al deterioramento della costruzione, solitamente, segue la rovina metafisica. È lì, sulla soglia tra passato e presente, che egli conduce l’osservatore mostrando ciò che è stato ma ormai non è più. 

“Ho iniziato a interessarmi all’arte prestissimo, a nove anni ero già nello studio del pittore milanese Mario Straforini, per prendere lezioni di disegno. Poi ho fatto l’Istituto d’Arte a Monza dove, anche grazie alla vicinanza con il distretto del design, ho appreso un metodo progettuale molto rigoroso, come può essere quello di un architetto. Ma la vera palestra è stato il lavoro che ho iniziato nel 2009 come scenografo per il cinema a Roma”, racconta. 

La sua arte in Italie e all’estero

Segni del suo passaggio si possono riscontrare tra nord e sud della penisola ed oltre i confini nazionali. Sono note al pubblico: la Basilica paleocristiana di Siponto dove l’arte antica si fonde con quella contemporanea nel cuore del Gargano; la grande installazione Etherea negli Stati Uniti realizzata in occasione del Coachella Valley Music and Arts Festival ed il monumento alla contemplazione dell’Opera, un complesso di 46 colonne che raggiungono gli 8 metri di altezza all’interno di un parco di 2500 metri quadri aperto a tutti, fino al Trentino dove troviamo un’altra opera degna di nota: Simbiosi. Si tratta di un’installazione permanente nel parco artistico di Arte Sella in cui lo scultore ha avvolto le pietre del parco nella rete metallica, nella sua Materia Assente. In questo caso, il concetto di archeologia viene invertito: non è il risultato dell’usura della materia ma nasce e vive attraverso la mente dell’artista. 

A poche settimane dalla conclusione degli interventi sulle Procuratie Vecchie, lo storico edificio veneziano affacciato su Piazza San Marco e riaperto dopo cinquecento anni, l’artista ha fatto ancora parlare di sé con un progetto ambizioso destinato a perdurare negli anni: allestita in una porzione di campo agricolo del Comune di Carnate, una piccola realtà della Brianza, l’opera consiste in una grande ma leggera struttura in rete metallica che richiama forme architettoniche di stampo classico che ne hanno decretato la fortuna.  

La natura

Presentato come un progetto di ricerca sul paesaggio è promosso e supervisionato dal P.A.N.E, il Parco Agricolo Nord Est, nel contesto delle sue attività di ricerca scientifica orientate all’arricchimento della biodiversità mediante la creazione di terreni incolti restituiti alla natura, ha ricevuto il pieno supporto dal Comune e sarà seguito negli anni per studiare il processo con cui verrà assorbito dal paesaggio circostante. 

“L’opera riflette sul tema dell’evoluzione degli elementi del paesaggio, tra gesti umani e riappropriazione naturale – spiega la presentazione del progetto. Il perimetro chiuso della scultura custodisce infatti una porzione di terra in cui vegetazione e fauna potranno svilupparsi spontaneamente e la trasparenza della rete metallica renderà possibile un dialogo aperto con i fenomeni naturali del luogo”.  

Il portfolio di Tresoldi si compone di opere vive, perfettamente integrate con il paesaggio in cui si inseriscono, in uno scambio dinamico e continuo tra natura e architettura. Si tratta di opere in divenire che donano una forma semplice a quella tensione complessa e incomprensibile che risiede alla base della comunicazione tra l’uomo e la natura, scrivendo una poesia nello spazio.