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Visitare Pompei: ecco le ultime novità del sito archeologico

Foto: Sebastian Harris | Photography, pexels.com

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articolo a cura di Valeria Mariani

POMPEI – Il sito archeologico ultimamente è stato oggetto di notizie altisonanti. Tra queste i ritrovamenti di nuovi reperti, come la più recente tartaruga e il suo uovo di oltre 2000 anni fa. Ma non solo.

A seguito di un importante restauro, dal 14 giugno il Parco campano propone ai visitatori due importanti novità da ammirare. La prima è la Casa di Cerere, il cui nome proviene dal busto in terracotta dell’omonima dea della terra e della fertilità.

Il reperto in questione è datato alla fine del IV secolo a. C. ed è collocato presso la medesima dimora. In corrispondenza della parte anteriore dell’abitazione, inoltre, sarà possibile ammirare lo scheletro del Cavallo di Amedeo Maiuri. Quest’ultimo è un rinvenimento risalente al 1938, che si attribuisce proprio all’archeologo italiano (1886 – 1963).

Scorcio della Casa di Cerere, foto Ansa.it

I restauri di Pompei

La domus situata lungo la via di Castricio, rinvenuta tra il 1951 e il 1953, è ora riprodotta nella maniera più veritiera possibile. Questo si deve alla minuziosa restaurazione che ha riportato allo stato originale l’intero apparato decorativo: pavimenti mosaicati, affreschi ecc.

La valorizzazione è contraddistinta da un percorso di fruizione che vede l’ampliamento dell’illuminazione. Nello spazio esterno sono state invece ricreate sequenze architettoniche tipiche dello stile pompeiano, che riecheggiano in un affresco presente all’interno della domus. Il giardino, collegato all’atrio tramite la realizzazione di una passerella, ospita anche la rappresentazione del culto della dea Cerere: farro e grano biologici. 

Riproduzione digitale dello scheletro del “Cavallo di Maiuri”

Il cavallo

Antistante la domus si trova l’esposizione dello scheletro dell’equide – alto più di un metro – posto della sua posizione originale. Il restauro ha permesso di assicurarne la conservazione salvaguardandone il valore culturale e limitando i processi di degrado dei materiali che costituiscono il bene. Difatti Maiuri, a seguito della scoperta, si era limitato a ricomporre lo scheletro su una struttura metallica che con il passar del tempo intaccava sempre più il colore delle ossa. Riportato ad una posizione più appropriata grazie a materiali consoni al contesto che lo ospita, ad oggi risulta conforme all’importanza visiva che merita. 

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